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Numerazione delle pagine con Openoffice Writer

 

Logo di OpenOffice Writer in 3D

Il mio utilizzo dei sistemi di videoscrittura solitamente si limita alla scrittura di qualche lettera di reclamo a qualche ente o poco più.

Ma in questi giorni mi è stato chiesto un aiuto tecnico nella stesura di un libro e mi sono trovato a dover risolvere un problema apparentemente banale: numerare le pagine del libro. E’ stato tutt’altro che banale. Oltretutto, data la mia scarsa esperienza, non escludo errori nel mio trasporre le azioni nel seguente piccolo manuale.

Se si vuole numerare tutte le pagine la cosa è semplice:

  • Ovviamente bisogna aprire il documento e posizionarsi in qualche punto qualsiasi di esso;
  • Andare sulla voce di menu Inserisci / Piè di pagina / Predefinito
  • Posizionarsi nel piè di pagina
  • Andare sulla voce di menu Inserisci / Comando di campo / Numero di pagina

Fatto.

Ma in un libro vero la situazione è un po’ più complessa:

  1. Nelle prime pagine (quelle con il titolo e le varie informazioni editoriali) non bisogna inserire nessun numero
  2. Nella premessa bisogna inserire il numero di pagine a caratteri romani, a partire da I
  3. Dal primo capitolo bisogna numerare con i classici numeri arabi, a partire da 1
  4. Alla fine, nell’indice, di nuovo la numerazione deve scomparire

A venirci in aiuto arrivano gli Stili: servono a gestire, appunto, gli stili dei caratteri, dei paragrafi, delle pagine ecc.; sono uno strumento mediamente complesso ma in generale sono molto comodi per la gestione di un documento.

Nella pratica dobbiamo creare/modificare quattro stili di pagina: Inizio libro, Premessa, Predefinito e Fine libro.

Ecco come fare:

Fase 1: Creare gli stili

  • Impostare il formato di pagina (margini, tipologia e quant’altro)1
  • Inserire la numerazione classica delle pagine come spiegato sopra
  • Se non è già visibile, bisogna visualizzare la finestra Stili e formattazione. Per farlo, andare sulla voce di menu Formato / Stili e formattazione
  • La finestra visualizzata ha una sua piccola toolbar dove selezionare su quali tipologie di stili vogliamo lavorare: selezionare Stile di pagina (dovrebbe essere il quarto)
  • Cliccare sull’ultimo pulsante della piccola toolbar (Nuovo stile dalla selezione) e come nome di stile digitare Inizio libro: verrà così creato un nuovo stile, copiato da quello corrente
  • Analogamente creare gli stili Premessa e Fine libro
  • Cliccare con il tasto destro su Inizio libro e selezionare Modifica
  • Andare sulla scheda Piè di pagina
  • Togliere la spunta da Attiva piè di pagina
  • Cliccare su OK
  • Con la stessa procedura, togliere il piè di pagina anche dallo stile Fine libro

Fase 2: Assegnare gli stili alle pagine

  • Posizionarsi alla prima pagina
  • Fare doppio click su Inizio libro della finestra Stili e formattazione. Scompariranno tutte le numerazioni delle pagine: niente paura!
  • Posizionarsi alla pagina subito prima dell’inizio della premessa
  • Andare sulla voce di menu Inserisci / Interruzione manuale
  • Selezionare Interruzione pagina
  • Come stile della selezione successiva scegliere Premessa
  • Mettere una spunta su Cambia numero pagina
  • Cliccare su OK
  • Togliere eventuali pagine vuote create
  • Fare doppio click sul numero di pagina di una pagina qualsiasi della premessa
  • Selezionare Romani
  • Cliccare su OK: La numerazione dalla premessa in poi ora sarà a numeri romani
  • Posizionarsi nella pagina prima del primo capitolo
  • Con un procedimento analogo al precedente inserire un’interruzione manuale, indicando come stile della sezione successiva Predefinito: la numerazione della premessa resterà a numeri romani, mentre quella dei capitoli successivi sarà nei classici numeri arab
  • Posizionarsi nella pagina prima dell’indice finale
  • Con un procedimento analogo al precedente inserire un’interruzione manuale, indicando come stile della sezione successiva Fine libro: la numerazione dell’indice scomparirà

Fatto.

Ora studiatevi bene gli stili altrimenti non vi raccapezzate più :) .

  1. Conviene farlo ora, perché farlo dopo complica orrendamente le cose

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ago
30

Perché ho votato Lega

 

foglia-lega-nordUpdate: Sì, era un pesce di aprile :)  , anche se voleva anche essere uno spunto di riflessione serio (che, devo dire, almeno su Facebook è stato raccolto). Comunque… che qualcuno ci sia cascato mi offende alquanto :) .

Nello scorso articolo ho fatto un po’ l’evasivo su chi ho votato.

Beh, togliamoci il pensiero: non ho votato Sinistra e Libertà, come ho detto ad alcuni; ho votato Lega.

Non è stato facile farlo, per me, per la mia storia politica e personale, come non è facile per me adesso dirlo apertamente. Ma per onestà intellettuale verso i pochi che leggono questo blog devo dirlo. E spiegare anche i motivi che mi hanno spinto a questo cambio radicale.

  • Sono stanco della sinistra, della sua litigiosità, del suo intellettualismo fine a sé stesso, della sua presunzione. Lista 5 stelle, Italia dei Valori, Federazione della Sinistra, Sinistra e Libertà. Quattro liste, più qualche partito minore: tutte con lo stesso programma. E a questa gente si può aggiungere anche parte del PD. Persone così infantili da non saper stare insieme pur condividendo gran parte delle idee non meritano il mio voto. I Verdi per la pace al loro ultimo congresso se le sono date di santa ragione. Cosa vuoi fare con persone del genere?
  • Andate a vedere chi si occupa concretamente dell’ambiente, delle teorie del Km 0, del biologico dei gruppi di acquisto. Spesso sono leghisti, e sanno farlo bene.
  • Chi è con i lavoratori, vicino a loro nel territorio, vicini alle loro rivendicazioni. Non sono certo i sindacalisti: gente che lotta perché non vengano toccate le pensioni e non sa cosa vuol dire lavorare per 800 euro al mese senza nessun futuro. Vicini ai lavoratori c’è la Lega.
  • Sono siciliano – è vero – ma proprio per questo so quanto di vero c’è nelle parole dei leghisti sui meridionali: sfido qualunque siciliano a dire che non è vero che i meridionali sono apatici, pigri, irrispettosi delle regole, presuntuosi e ladri.

Ci sono tante cose che non condivido della Lega Nord (uno su tutti: il loro rapporto con gli immigrati) ma bisognava dare un segnale forte. E ho provato a darlo. Poi senti dire a un Bersani che i risultati di queste elezioni mostrano un segno di inversione di tendenza e capisci che anche il tuo segnale è stato inutile: sono votati al suicidio e sono contenti di esserlo.

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30

Io invece ho votato

 

L'uomo qualunqueCome a ogni elezione, anche per queste regionali mi sono dovuto sorbire le solite filastrocche: Io stavolta a votare non ci vado, Non se lo meritano, Sono tutti dei ladri

Non voglio dire che non ci siano motivi di malcontento, a destra soprattutto ma anche a sinistra. Né che non sarebbero necessari dei cambi radicali, un rinnovamento nell’etica e anche solo nelle persone candidate.

Ma nonostante questo – se non addirittura proprio per questo - anche stavolta non ho disertato le urne e disprezzo chi l’ha fatto.

C’è stato un tempo in cui non si poteva votare. E non si stava certo meglio. Ogni giorno questo governo si mangia un pezzettino della nostra libertà e le cose vanno sempre peggio. Ci è rimasta ancora quella di votare e quella – cosa che spesso dimentica chi disprezza tutti i politici attuali – di candidarci. Quindi almeno questa usiamola.

Ci sono state non poche persone che hanno dato la vita per questo nostro privilegio.

Ogni tanto ricordiamocelo.

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ago
30

Io sto con Emergency, da mo

 

La guerra spiegata da Vauro

Io sto con Emergency.

Io sto con Emergency non solo per la grottesca vicenda di questi giorni e, anzi, è in base a tutto il pregresso che non mai dubitato dell’integrità dell’organizzazione e dei suoi operatori.

Io sto con Emergency perché voglio la guerra fuori dagli orizzonti di mia figlia.

Sto con Emergency perché la pace con le armi mi sembra un concetto assurdo e la guerra umanitaria un ossimoro.

Sto con Emergency perché mi ricordo ancora cos’è l’umanità: curare anche i nemici, soprattutto quando sono bambini, soprattutto quando siamo noi a mutilarli.

Sto con Emergency perché so ancora commuovermi e indignarmi davanti ai risultati di una mina antiuomo, di una cluster bomb o di un drone.

Sto con Emergency perché, sia pure in modo fuggevole, ho avuto la fortuna di conoscere Teresa. E a volte mi manca.

Sto con Emergency perché ho conosciuto persone fantastiche tra i suoi volontari. E una l’ho anche sposata.

Sto con Emergency e vado fiero quando indosso una maglietta con la E stampata: fiero dei nostri ragazzi che portano aiuto in posti come l’Afghanistan. I nostri veri ragazzi, che non hanno indosso una mimetica: non ne hanno bisogno.

Io sto con Emergency e per anni ne sono stato volontario. E spero – mia figlia piccola non me ne voglia – di avere un giorno abbastanza tempo libero per poter tornare ad esserlo.

Io sto con Emergency e la sostengo tesserandomi ogni anno.

Io sto con Emergency e la sostengo tramite un bonifico automatico (RID) di 30 euro al mese. A me cambia poco e loro con me e con tante altre persone sanno di poter contare su qualcosa di un po’ più stabile delle semplici donazioni al banchetto.

Io sto con Emergency e la sostengo donando il 5 x mille della mia dichiarazione dei redditi. E non mi costa neanche nulla.

Io sto con Emergency al punto di arrivare qui a fare bieca pubblicità strappacore.

Io sto con Emergency e non la do’ per scontata: il mondo ha bisogno di lei e lei ha bisogno di dindini.

Ci siamo capiti.

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ago
30

Io sto con Emergency

 

Emergency

Scrivo in modo concitato ma vorrei scrivere questo articolo da giorni e ho poco tempo.

In poche parole: Io sto con Emergency, senza dubbi sull’innocenza degli operatori arrestati.

Chi sa già i fatti firmi l’appello Io sto con Emergency e, possibilmente partecipi alla manifestazione a Piazza Navona Piazza San Giovanni1, a Roma sabato 17 aprile.

Chi non sa i fatti qui di seguito un breve riassunto (tranne che nelle note ho cercato di essere il più obiettivo possibile, fallendo miseramente suppongo :) ).

I fatti

10 aprile

I servizi segreti afgani fanno irruzione nell’ospedale di Emergency a Lashkar-gah (sud dell’Afghanistan) e rapiscono nove operatori del centro (tre italiani e sei afghani). Nonostante le forze armate smentiscano, nell’operazione sono presenti anche militari britannici (lo dimostrano un video e il fatto che al telefono di uno dei tre italiani risponde un ufficiale delle forze armate britanniche).

Il Ministro degli Esteri Frattini dichiara: “Assoluto rigore contro qualsiasi attività di sostegno diretto o indiretto al terrorismo sia in Afghanistan così come altrove” e poi “Le persone in stato di fermo lavoravano in una struttura umanitaria non riconducibile nè direttamente nè indirettamente alle attività finanziate dalla cooperazione italiana.”2.

Nessuna accusa viene formalizzata ma sembra che all’interno dell’ospedale sono state rinvenute delle bombe e dei giubotti esplosivi3.

11 aprile

Il portavoce del governatore della provincia di Helmand, Daoud Ahmadi, dichiara al Times che i tre medici italiani (l’infermiere capo Matteo Dell’Aira, il chirurgo Marco Garatti, il tecnico della logistica Matteo Pagani) di Emergency hanno confessato: sono legati ad Al Qaida, dai quali Garatti avrebbe ricevuto 500 mila euro4 per organizzare un attentato suicida contro il governatore Gulad Margal.

Sempre Ahmadi dichiara alla CNN che i tre medici avrebbero anche ucciso Adjmal Nashkbandi, l’interprete dell’inviato di Repubblica Daniele Mastrogiacomo, nel 2007, quando Emergency aveva mediato per la liberazione di Mastrogiacomo e mentre Dell’Aira era in Cambogia, Garatti era in Sudan e Pagani era in Italia, non ancora dipendente di Emergency5.

Intanto Emergency fa partire online l’appello Io sto con Emergency: il successo è tale da bloccare i server di Emergency.

Non è ancora stata formalizzata nessuna accusa.

12 aprile

La confessione dei tre operatori viene smentita.

Non è ancora stata formalizzata nessuna accusa. Nonostante questo viene chiesto un avvocato di difesa, da Emergency e dalla Farnesina.

13 aprile

Il personale che era rimasto bloccato nella propria casa di Lashkar-gah è riuscito a volare a Kabul. Raccontano di un vero e proprio sequestro: ad alcuni medici è stato ritirato il passaporto ed è stato impedito di uscire di casa, mentre l’amministratore dell’ospedale si è visto costretto ad evacuare l’ospedale6.

L’ospedale è passato ufficialmente in mano al governo afghano.

Non è ancora stata formalizzata nessuna accusa.

14 aprile

Non è ancora stata formalizzata nessuna accusa.

  1. E’ stata cambiata piazza perché le adesioni sono state tante!
  2. Traduzione: “Cari amici afghani, quelli di Emergency sono dei terroristi: fatene ciò che vi pare”
  3. E delle molotov con su scritto “Made in Diaz”
  4. Problema per casa: quante migliaia di kamikaze afghani si riesce a reclutare con quella cifra?
  5. Neanche Padre Pio…
  6. E’ stato evacuato l’ospedale e poi casualmente sono comparse della armi dentro. Toh, che caso.

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ago
30

Perché scegliere i pannolini lavabili

 

Ho già parlato dei pannolini lavabili. Ci torno solo perché ho trovato un video riassuntivo fatto bene e perché a Budrio, il mio paese, c’è appena stato un incontro in proposito1.

Il video è il seguente:

Al video aggiungerei solo qualche appunto:

  • Siamo sinceri: i bambini non stanno così tranquilli sul fasciatoio mentre li cambiamo. Per quanto sia semplice, la preparazione del pannolino è meglio farla prima di metterli sul fasciatoio.
  • Restano due piccole remore: (1) come gestire l’ingombro? (a far bene si dovrebbero comprare magliette e body di due taglie più grandi) (2) come fare quando i bimbi mettono i denti e fanno la pipì acida?

Sia chiaro: resto ancora un grande sostenitore dei pannolini lavabili. Alle più grandi obiezioni ho già risposto nell’articolo precedente. Nel frattempo se n’è aggiunta una ancora più grottesca.

I pannolini lavabili umiliano la donna e la riportano al rango di schiava degli obblighi familiari, dai quali si è emancipata con anni di lotta. Questa, da figlio di femminista, mi fa imbestialire: se si dà per scontato che a gestire i figli (con annessi obblighi di casa, lavaggio dei pannolini compreso) debba essere la donna, allora il problema non sono i pannolini; il problema è che questa emancipazione non c’è stata davvero.

E io penso che la colpa sia cinquanta e cinquanta: da una parte i maschi a cui la situazione fa comodo, dall’altra le donne che amano sentirsi indispensabili2.

Quindi, donne: fidatevi di più dei vostri mariti! E uomini: muovete un po’ il culo!

  1. Ho partecipato solo all’inizio – giusto il tempo per distruggere il palco inseguendo mia figlia :S – poi Sofia ci ha imposto di tornare a casa
  2. Sì, mea culpa: sto generalizzando in modo sbagliato

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ago
30

L ospedale di Emergency è ancora chiuso

 

Giardino ospedale Emergency

Roqia stava aiutando la madre nelle faccende domestiche, a casa sua a Marjah. Era uscita a prendere una bacinella d’acqua e si è ritrovata scaraventata a terra: un proiettile le ha perforato il ginocchio destro, facendole esplodere l’ultima parte del femore.

I suoi familiari hanno cercato di portarla in ospedale, ma le strade erano bloccate dai militari e Roqia è stata riportata a casa dove l’hanno medicata come potevano.Dopo 36 ore, è stata fatta evacuare con l’elicottero che l’ha portata fin qui.

E’ stata operata e ora è in trazione in un letto pulito, con personale qualificato che si prende cura di lei.

Continua a sentire i bombardamenti, come tutti noi, ma almeno ora è al sicuro, mentre in quei distretti molti subiscono la violenza disumana della guerra senza neppure avere la possibilità di essere curati.

Roqia non sa nemmeno se i suoi familiari siano vivi. Nessuno ancora è venuto a trovarla, è difficilissimo muoversi da quei villaggi.

Ma, secondo i comandi militari, “l’operazione Moshtarak va avanti molto bene”…

– Matteo Dell’Aira

Leggo queste righe dall’ultima rivista di Emergency e provo rabbia.

Perché sicuramente sono andate in stampa prima che Matteo Dell’Aira diventasse famoso come uno dei tre medici di Emergency sequestrato dalla polizia afghana e poi liberato, cioé prima che quell’ospedale dove Roqia (e Said Rahman e Akter Mohammed e Gulalay e Khudainazar e Fazel Mohammed e Majeed Gul e Ghami e Najibullah e Naquibullah e Rahmat Bibi – di anni 1 – e Sharifullah e…) era accudita da personale qualificato, fosse chiuso.

Perché, passata l’attenzione dei media, l’ospedale di Emergency a Lashkar-Gah è ancora chiuso, non dimentichiamolo.

E ciò che Matteo Dell’Aira racconta nell’ultimo numero della rivista di Emergency, involontariamente, ne spiega anche il vero perché.

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ago
30

Antologia delle frasi odiose dei genitori

 

Parental Advisory (by Mike Licht)

Genitore ansioso

“Non salire sull’altalena! Non andare lì, cadi! Non andare là, ti fai male! Oddio oddio oddio!”.

Per carità, un atteggiamento comprensibile. Se vivi in Afganistan.

Papà omofobico

“E’ tutta qui la tua forza? Su, dimostrami cosa sai fare, pappamolla!” (rivolto al figlio maschio, ovviamente)

Cos’è, nel XXI secolo hai ancora paura di avere un figlio frocio? Lo sai che un vero uomo dovrebbe lavare i piatti?

Genitore con problemi col partner

“Guarda: tuo figlio sta facendo [qualunque azione che comporta violazione di leggi etiche o civili]“.

Toh,  a me risulta che quella volta a letto eravate in due…

Genitore sadico

“Devo fare un attimo un salto in quella gelateria dove si è rotto il freezer e stanno regalando gelati a tutti i bambini. Mi raccomando: tu stai fermo, non toccare niente e non dare confidenza a nessuno!”

Genitore ricattatore

“Se fai il bravo, ti do’ X”

Con X direttamente proporzionale all’età e tendente all’infinito.

Genitore scaricabarile

“Se non la smetti guarda che il negoziante si arrabbia e ti sgrida!”

Una volta ho avuto la fortuna di sentire il negoziante replicare: “Non è vero, bimbo. Non sono mica così cattivo, io. E’ tua madre che non vuole che tocchi il mio bancone. Per me puoi fare pure…”

E per finire…

In generale, chi parla del proprio figlio senza chiamarlo mai per nome ma solo con espressioni tipo Il mio o Il bambino. Potevi lasciarlo dov’era in ospedale, eh.

Poi c’è quella massa, su cui non mi sento neanche di riderci sopra, di genitori, soprattutto mamme, soprattutto meridionali, soprattutto giovani, con l’eterna faccia da Mio figlio mi ha rovinato la vita e suo padre non è da meno.

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ago
30

“Cari italiani, o vi fate sfruttare o noi ce ne andiamo”

 
Questi pomodori avranno più diritti di te

Questi pomodori avranno più diritti di te

In passato ho sentito i più ottimisti dire “Non preoccupatevi se i cinesi vengono sfruttati: apriamoci a loro e per la teoria dei vasi comuncanti, loro avranno un po’ dei nostri diritti”. Io non sono un fisico e ingenuamente ho sempre replicato: “Per la teoria dei vasi comunicanti, anche noi perderemo un po’ dei nostri”.

Poi è arrivata l’ondata dei precari, senza malattia, senza ferie, senza maternità, e ho iniziato a capire che avevo ragione. Ma non sono riuscito a spiegarlo ai miei genitori, perché la loro generazione aveva il posto fisso, il tempo determinato o indeterminato, ma comunque con dei sacrosanti diritti.  A Pomigliano in questi giorni stanno cercando di spiegarlo anche alla generazione dei miei genitori.

Per chi non lo sapesse, in questi giorni a Pomigliano sta avvenendo un braccio di ferro tra i vertici della Fiat e il sindacato FIOM-CGIL sul nuovo accordo lavorativo dello stabilimento. Cisl e Uil hanno già capitolato, felici e contenti.

Ho cercato di essere imparziale e mi sono letto il testo dell’accordo. Per chi non ha tempo ecco gli stralci più interessanti:

Per contrastare forme anomale di assenteismo che si verifichino in occasione di particolari eventi non riconducibili a forme epidemiologiche, quali in via esemplificativa ma non esaustiva, astensioni collettive dal lavoro, manifestazioni esterne, messa in libertà per cause di forza maggiore o per mancanza di forniture, nel caso in cui la percentuale di assenteismo sia significativamente superiore alla media, viene individuata quale modalità efficace la non copertura retributiva a carico dell’azienda dei periodi di malattia correlati al periodo dell’evento. A tale proposito l’Azienda è disponibile a costituire una commissione paritetica, formata da un componente della RSU per ciascuna delle organizzazioni sindacali interessate e da responsabili aziendali, per esaminare i casi di particolare criticità a cui non applicare quanto sopra previsto.

Traduzione: Tutti i dirigenti Fiat e i rappresentanti sindacali riceverano una laurea ad honorem in medicina e quindi il loro giudizio varrà più dei medici (finora sono stati erroneamente questi ultimi a giudicare se una persona possa o meno andare in malattia). E naturalmente la malattia dall’alto viene o non viene concessa al suddito supplicante.

Considerato l’elevato livello di assenteismo che si è in passato verificato nello stabilimento in concomitanza con le tornate elettorali politiche, amministrative e referendum, tale da compromettere la normale effettuazione dell’attività produttiva, lo stabilimento potrà essere chiuso per il tempo necessario e la copertura retributiva sarà effettuata con il ricorso a istituti retributivi collettivi (PAR residui e/o ferie) e l’eventuale recupero della produzione sarà effettuato senza oneri aggiuntivi a carico dell’azienda e secondo le modalità definite.

Traduzione: Per votare bisognerà (anzi sarà obbligatorio) andare in ferie. Addio democrazia.

Tutti i punti di questo documento costituiscono un insieme integrato, sicché tutte le sue clausole sono correlate ed inscindibili tra loro, con la conseguenza che il mancato rispetto degli impegni eventualmente assunti dalle Organizzazioni Sindacali e/o dalla RSU ovvero comportamenti idonei a rendere inesigibili le condizioni concordate per la realizzazione del Piano e i conseguenti diritti o l’esercizio dei poteri riconosciuti all’Azienda dal presente accordo, posti in essere dalle Organizzazioni Sindacali e/o dalla RSU, anche a livello di singoli componenti, libera l’Azienda dagli obblighi derivanti dalla eventuale intesa nonché da quelli derivanti dal CCNL Metalmeccanici in materia di:

  • contributi sindacali
  • permessi sindacali retribuiti di 24 ore al trimestre per i componenti degli organi direttivi nazionali e provinciali delle Organizzazioni Sindacali

ed esonera l’Azienda dal riconoscimento e conseguente applicazione delle condizioni di miglior favore rispetto al CCNL Metalmeccanici contenute negli accordi aziendali in materia di:

  • permessi sindacali aggiuntivi oltre le ore previste dalla legge 300/70 per i componenti della RSU
  • riconoscimento della figura di esperto sindacale e relativi permessi sindacali.

Traduzione: Se il sindacalista vuol godere di privilegi, tipo andarsene a mare usando i permessi sindacali, può farlo tranquillamente. Ma si può scordare di fare davvero il sindacalista: il sindacato non serve più a niente.

Inoltre comportamenti, individuali e/o collettivi, dei lavoratori idonei a violare, in tutto o in parte e in misura significativa, le presenti clausole ovvero a rendere inesigibili i diritti o l’esercizio dei poteri riconosciuti da esso all’Azienda, facendo venir meno l’interesse aziendale alla permanenza dello scambio contrattuale ed inficiando lo spirito che lo anima, producono per l’Azienda gli stessi effetti liberatori di quanto indicato alla precedente parte del presente punto.

Traduzione: E veda che anche il resto dei dipendenti rompano poco le palle…

Questo è il contratto del futuro. Pensateci.

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ago
30

Perché non salverò il mondo

 

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Questa settimana ho ricevute due mail distinte da due amici miei.

Due mail che parlano di problemi personali, rivelando cose a me sconosciute del loro passato e del loro presente.

Sono ovviamente scaturite discussioni. Ed era da anni che non mi capitava di parlare così “intimamente” con degli amici.

In questi anni sono stato dietro molto al mio lavoro, con finalità sociali, alla cura di mia figlia, sono stato impegnato a sostenere e conoscere ospedali di Emergency sperduti in angoli del mondo che mai vedrò, ho letto molto e molto mi sono indignato di fatti, misfatti, dichiarazioni oscene e bugie palesi del nostro premier.

Ma ciò non mi farà salvare il mondo, se contemporaneamente perdo di vista gli amici, non mi accorgo che sono o sono stati sotto dei tunnel. Forse hanno anche gridato aiuto e io non li ho sentiti.

Non ho neanche speso più di tanto del tempo non dico per salvarli, ma almeno per scambiarci due chiacchiere.

Forse è il caso che torni ad imparare da zero come si vive con gli altri esseri umani.

E non pensate che questo sia un post personale: riguarda tutti voi, soprattutto se siete impegnati a salvare il mondo (o vi illudete di starlo facendo).

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mar
01

Cancellare record duplicati in MySQL

 
Do not duplicate

Non vuole essere una presa di posizione sulla pirateria

Quando si lavora con i database, può capitare di scegliere male la chiave di una tabella (o peggio di non sceglierne nessuna!) e a un certo punto ritrovarsi con numerosi record duplicati da cancellare.

Ci sono svariate procedure possibili per farlo. Personalmente ritengo la seguente la più semplice.

Premessa più che straimportante: cancellare record da un database è sempre un’operazione rischiosa. Per carità, fai un backup del database prima di agire!

Seconda premessa più che straimportante: cancellare record da un database è sempre un’operazione rischiosa. Per carità, fai un backup del database prima di agire! (repetita iuvant)

Lo scenario di questo esempio è il seguente (lo so: è stupido ma non voglio complicare inutilmente le cose):

Abbiamo una tabella Persone dove vanno cancellati gli omonimi.

Ecco i passi da seguire:

  1. Crea una tabella temporanea che conterrà i record da cancellare:
    CREATE TEMPORARY TABLE to_delete
    (`ID` int(10) not null,
    `nome` varchar(200) not null,
    `cognome` varchar(200) not null);
  2. Popola la tabella temporanea:
    INSERT INTO to_delete
    (`ID`, `nome`, `cognome`)
    SELECT `ID`, `nome`, `cognome`, MIN(`ID`) AS min_id
    FROM
    (
    SELECT *
    FROM `Persone`
    GROUP BY `nome`, `cognome`
    HAVING COUNT(*) > 1
    ) AS temp
    WHERE TODO;
  3. Cancella davvero i record:
    UPDATE `Persone` SET `deletion_flag`=1
    WHERE EXISTS
    (
    SELECT * FROM `to_delete`
    WHERE `to_delete`.`ID` = `Persone`.`ID`
    AND `Persone`.`ID` != `to_delete`.`min_id`
    );

Alcune dovute precisazioni:

  • L’uso di una tabella temporanea non è strettamente necessario, ma assicura almeno che alla fine della sessione la cartella `to_delete` venga cancellata automaticamente. Da notare che non è possibile usare tabelle temporanee con strumenti come PhpMyAdmin perché usano a ogni operazione una sessione diversa.
  • Nell’ultima query non ho davvero cancellato il record bensì ho impostato un flag che permette la cancellazione logica. Ovviamente ciò prevede che la tua applicazione gestisce la cancellazione logica (è sempre cosa buona e giusta). Se così non fosse puoi banalmente usare una DELETE
  • La cartella temporanea viene popolata con coppie di record duplicati; durante la cancellazione ho scelto di tenere il record con ID massimo. Naturalmente non è sempre questa la scelta corretta: se necessario adatta la query alle tue esigenze.

Sia chiaro che non mi prendo nessuna responsabilità in caso di errori miei o vostri :p1.

  1. A dirla tutta questo post deve molto a un post analogo in inglese

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mar
01

Installare Flex Builder su Linux

 

Flex pericoloso

Premessa: Questo articolo è per programmatori linuxari duri. Le mammolette che vogliono la pappa pronta vadano a farsi un giro :) .

Adobe Flex, come dice Wikipedia, è la colonna portante di un gruppo di tecnologie per lo sviluppo di applicazioni web basate su Macromedia Flash. In sé è una figata: in modo relativamente semplice (fondamentalmente un po’ di XML e di Actionscript) si riescono a fare applicazioni molto cool (io ad esempio sto sviluppando un sistema di videoconferenza).

Il problema è che su Linux il tutto è supportato da fare schifo e bisogna penare per far funzionare il tutto. Per i mal pensanti: non è colpa di Linux, è colpa di Adobe.

Per far funzionare il tutto bisogna:

  • Scaricare e scompattare (non necessita installazione) Eclipse Europa 3.3 (capito? 3.3! Non una versione di più, non una di meno). La si trova nella sezione Older versions del sito di Eclipse (va benissimo la versione for Java Developpers)
  • Scaricare e scompattare Adobe Flex Builder 3 Alpha 5. Non volete la versione alpha ma vi ostinate a usare Linux? Vi attaccate. Almeno così dicono quelli di Adobe :( .
  • Dare i permessi di esecuzione al file .bin (quest’estensione da dove gli è uscita?) ed eseguirlo. Vi chiederà dove trovare Eclipse: diteglielo.

In teoria siete già apposto così. Ma non sarebbe bello se funzionasse anche il debugger?

Per far ciò bisogna:

  • Scaricare la versione debugger per Linux del Flash Player dalla pagina di download di Flash Player.
  • Scompattatelo e andate sulla cartella plugin/debugger.
  • Scompattate il file install_flash_player_10_linux.tar.gz ed entrate nella cartella appena creata

Se siete fortunati, basta che date i permessi di esecuzione al file flashplayer-installer e lo eseguite.

Se, come me, non lo siete, dovete (testato su Ubuntu, non ho idea sulle altre distribuzioni):

  • Installare il pacchetto flashplugin-nonfree
  • Copiare il file libflashplayer.so (presente nella cartella flashplayer-installer di cui sopra) nella cartella /usr/lib/flashplugin-installer/ .

Fatto! Ora dovete solo imparare Eclipse, Flex e Actionscript :D .

Ah. E rompete un po’ le palle alla Adobe affinché dia un supporto decente a Flex Builder per Linux.

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set
28

Non funzionano i breakpoint di Eclipse con Java 6u14

 

Pericolo bug

Pericolo bug

Usate Eclipse e da un po’ di tempo non vi funzionano più i breakpoint?

Potrebbero essere i fantasmi ma, se avete aggiornato Java (su Linux o su Windows poco importa) e adesso state usando la versione 6u14, forse il problema è proprio questo.

Se siete ancora in tempo, fermatevi e non fate quel maledetto aggiornamento!

Se invece la frittata l’avete fatta, seguite i seguenti passi per sistemare il tutto1:

  • Scaricate la versione 6u13 di Java (la versione precedente).
  • Date i permessi di esecuzione al file bin scaricato ed eseguitelo
  • Accettate la licenza e fategli scompattare il tutto
  • Se avete un minimo di senso d’ordine, spostate la cartella creata su /usr/lib/jvm
  • Rimuovete il link simbolico java-6-sun e ricreatelo affinché punti alla versione 13
  • Aprite Eclipse e aggiornate la JRE. Cioé andate su Windows/Preferences e poi Java/Installed JRE, aggiungete la JRE che avete appena installato e impostatela come predefinita.
  • Riavviate Eclipse e fate un bel Project/Clean in modo che i progetti vengano ricompilati
  • Ricordatevi di reimpostare il tutto quando uscirà una nuova versione di Java che risolve il problema (speramm’…)
  1. I passi sono per Linux. Se avete Windows il concetto e lo stesso però vi arrangiate da soli :)

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lug
17

Questo blog oggi è in sciopero

 
Questo blog ALZA la voce contro il bavaglio del DDL Alfano

Questo blog ALZA la voce contro il bavaglio del DDL Alfano

Oggi questo blog sciopera contro il DDL Alfano (clicca per maggiori informazioni).

Visto che ogni articolo di questo post esce di lunedì, mancherà l’articolo di lunedì prossimo.

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giu
08

Java davvero multipiattaforma

 

Il linguaggio Java nasce con l’espressa intenzione di essere multipiattaforma: scrivi il codice una volta e stai sicuro che girerà su Windows, Linux, Mac e DrDos1 senza grandi smanettamenti.
Lavorando con Java 5 ho constatato che è davvero così ma che c’erano ancora due problemi. Problemi che sono stati risolti con Java 6:

  • apertura di file con il programma predefinito del sistema (ad esempio aprire i doc con Word se si è su Windows o con OpenWriter se si è su Linux).Con Java 5: C’era da capire in che sistema operativo eri e inventarsi modi astrusi per aprire qualche programma di sistema che fa il lavoro al posto nostro.Con Java 6: C’è la magnifica classe Desktop e si risolve tutto con una riga di codice:Desktop.getDesktop().browse(new URI(fileName));
    La classe Desktop ha anche altre funzioni interessati per modificare i file, mandare mail e stampare.
  • Rilevamento del MAC address della macchina.Con Java 5: C’era da capire in che sistema operativo eri, chiamare quindi ipconfig o ifconfig o chissà cos’altro, dedurre in qualche modo il MAC address dalla sua risposta e smadonnare quando non si capiva niente.Con Java 6: Bastano due poche righe di codice:InetAddress localhost = InetAddress.getLocalHost();
    byte[] macByte = NetworkInterface.getByInetAddress(localhost).getHardwareAddress();
    String mac = Integer.toHexString(0xff & macByte[0]) + “-”
    + Integer.toHexString(0xff & macByte[1]) + “-”
    + Integer.toHexString(0xff & macByte[2]) + “-”
    + Integer.toHexString(0xff & macByte[3]) + “-”
    + Integer.toHexString(0xff & macByte[4]) + “-”
    + Integer.toHexString(0xff & macByte[5]);

    La parte più astrusa è solo per la conversione da esadecimale a stringa (lo so, si potrebbe scrivere un codice più pulito ma è solo per rendere l’idea).

Morale della favola: usa Java 6 per la tua salute :)

  1. Vabbé, non esageriamo… :)

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