ott
27

Downdoad dei torrent da RSS con Transmission

 

Nel mio trumatico passaggio da KDE a Gnome, una delle cose a cui assolutamente non ho potuto rinunciare è il download automatico dei torrent pubblicati in un RSS.

Mi sono quidni presentato dal mio amico voRia con una delle mie solite folli richieste: uno script per scaricare i torrent da una fonte RSS con Transmission. Forse non tutti sanno che questo client torrent non permette il download automatico da RSS, tuttavia è possibile aprire automaticamente tutti i torrent presenti in una directory. La mia è stata quella di scaricare dentro la cartella i torrent che venivano pubblicati dall’RSS.

Lo script che voRa ha realizzato legge i torrent, controlla la data di pubblicazione e scarica solamente quelli più recenti. Come fonti RSS vengono utilizzati i link generati da Eztv.it.

Fra le variabili da impostare, oltre alla lista degli RSS, c’è anche la directory dove salvarli.

Un grazie sentito a voRia per l’infinita pazienza

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ott
12

Nuova scheda TV

 

Oggi ho fatto l’acquisto, Hauppauge WinTV-NOVA-TD Stick.

novatdstick_top

Principalmente l’ho presa per due motivi, uno funziona anche su Mac (con EyeTV) e due ha due sintonizzatori TV, ciò permette di registrare e vedere altri canali contemporaneamente.

Per farla funzionare basta avere installato il solito driver V4L e il firmware che prossimamente aggiungerò al pacchetto deb presente nel mio repo.

Unica cosa che non ha funzionato subito è stata il telecomando per il quale ho dovuto installare LIRC e fare alcuni settaggi, ma non sono riuscito a farlo funzionare perfettamente. Per ora vanno solo i tasti numerici ed il volume.

Per maggiori informazioni vi rimando alla pagina della scheda sulla wiki di linuxtv.org.

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ago
30

Ricerca canali DVB

 

Visto che fra un’oretta dovrebbe esserci la Formula 1, mi sono detto perchè non vederla in camera? Ho preso la mia dvb-usb e l’ho configura come avevo già raccontato. Questa volta però ho trovato un inconveniente: i canali mediaset non si vedevano.

Per fortuna ho risolto usando w_scan (installabile da repository) e con il comando:

w_scan -f t -k -t 2 -x -c IT >> ~/.kde/share/apps/kaffeine/dvb-t/it-Miocomune

ho creato una lista di frequenze del mio comune per kaffeine ed l’ho impostata nella seguente schermata:

schermata1

Se per caso alcuni canali non si trovano, vi suggerisco di fare uno scan anche con l’opzione AUTO.

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giu
05

Google Chrome per Linux

 

Premesso che Google Chrome non mi è piaciuto molto, sono rimasto in trepidante attesa per una versione di questo Browser anche per Linux. Ero a conoscienza del progetto Chromium, ma non avevo molta voglia di provarlo. Oggi sono venuto a conoscienza dell’uscita della prima Alpha ufficiale di Chrome per linux.

E’ disponibile un pacchetto deb sia per la versione 32 bit che per la versione 64bit. Potete scaricare la 32bit qui e la 64bit qui. Si installa con il solito comando

dpkg -i google-chrome-unstable_current_i386.deb

Al primo utilizzo continua a non piacermi, soprattuto perchè come prima schermata è apparso questo avviso:

This is an in-progress build of Google Chrome on Linux. The following significant chunks of functionality are known to be missing:

  • Plugins, including Flash (so no YouTube, Hulu, etc.)
  • Printing
  • Complex text
  • Complex tab dragging
  • Gears support

Other parts of the browser are notably incomplete, poorly tuned and broken. User beware!

Essendo un’alpha è capibile, c’è ampio margine di miglioramento.

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mag
23

Pulire Debian

 

Credo che sia noto a molti l’utilizzo avanzato di apt/dpkg e di tutti gli strumenti messi a disposizione per ripulire il sistema, ma voglio farvi lo stesso un ripassino:

1

  • apt-get purge, questo comando è simile al più noto remove, ma oltre che a rimuovere il pacchetto elimina anche i relativi file di configurazione.
  • –purge, questa è un’opzione da associare ai comandi di rimozione (es. apt-get remove –purge per avere lo stesso effetto del comando apt-get purge), il risultato è identico al comando precedente, ma è utile conoscere l’esistenza di questa opzione per poterla associare al comando che segue.
  • apt-get autoremove, una volta rimosso un pacchetto, rimangono installate nel sistema le sue dipendenze inutilizzate. Con autoremove si rimuovono tutte le dipendenze che non servono più.
  • dpkg –purge $(deborphan), questo comando è identico a quello precedente.
  • apt-get autoclean, rimuove i pacchetti deb scaricati durante un’installazione e mantenuti in cache.
  • dpkg –purge $(dpkg –list | grep ^rc | awk ‘{ print $2; }&#8217, questo comando è il vero motivo per cui ho scritto questo breve articolo. Se noi rimuoviamo i pacchetti installati senza usare l’opzione –purge, come abbiamo visto, rimangono i file di configurazione e di certo non è il caso di installare nuovamente il pacchetto per poi rimuoverlo usando purge. Questo strano comando rimuove tutti i file di configurazione rimasti dalle nostre pulizie precedenti.

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mag
22

Amarok2

 

Oggi avevo voglia di smanettare un po’ con pacchetti e compilazioni varie, ho quindi deciso di installare amarok2 credendo di dover perdere almeno un’oretta a cercare il metodo migliore per farlo.

amarok2

Peccato che mi sono accorto che era già presente nei repository experimental e quindi grazie al pinning sono riuscito ad installare con un misero:

apt-get -t experimental install amarok

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mag
19

Kde4: “no greeter widget plugin loaded check the configuration”

 

Ieri sera i mantenitori dei repository squeeze hanno deciso che era giunta l’ora di èassare a KDE4, peccato che prima di rilasciare i pacchetti non hanno controllato la fattibilità degli aggiornamenti. Risultato, X non partivam, kdm non partiva, kde nemmeno e tanto per redere le cose ancora più incomprensibili facendo un login testuale e lanciando il comando startx partiva una sessione di gnome, pur non avendolo installato.

603px-kde_logo

Risoluzione, primo step. Prima cosa ho notato che erano stati rimossi i pacchetti base di kde, ho risolto installando kdebase

apt-get install kdebase
Risoluzione, secondo step. A questo punto riavviando il pc ho notato che partiva X e tentava di caricare KDE con scarsi risultati perchè 2 secondi dopo aver caricato X appariva l’errore “No greeter widget plugin loaded check the configuration”, ho risolto installando kdebase-workspace

apt-get install kdebase-workspace

Ora, dopo un riavvio, kde4 funziona, con qualche piccolo settaggio da sistemare, ma principalmente funziona.

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apr
28

Lezione #2: realizzare un Hotspot partendo dalla fine.

 

Il mio collega Loris ha da tempo un desiderio, quello di dare l’accesso alla wifi dell’ufficio attraverso username e password, e non attraverso ad un’unica chiave di accesso come avviene per la maggior parte delle reti. Il vantaggio sarebbe notevole dato che in questo modo si potrebbe garantire un accesso giornaliero agli ospiti senza dover cambiare la password dell’access point il giorno seguente. Come si fa una cosa del genere senza avere un router/accesspoint che gestisca in autonomia i login? Semplice, si crea un Hotspot con un computer connesso alla rete.

Mi sono informato e grazie a Qualsiasi ho conosciuto la tecnica del “Captive Portal”, mi sono documentato e grazie a Wikipedia ho capito il suo funzionamento e come realizzare un hotspot casalingo. Vediamo in teoria come procedere, abbiamo bisogno di un accesspoint e di un pc sempre accesi e connesso alla rete, che abbia due schede di rete.
Procurati questi “materiali”, il procedimento (in linea teorica) è abbastanza semplice. Prendiamo il nostro pc e colleghiamo una scheda di rete alla rete (cioè alla Hub/Switch del vostro router se si tratta di una rete casalinga) e l’altra scheda di rete la colleghiamo all’acess point. Configuriamo il nostro AP in modo che crei una rete wireless non protetta. A questo punto installiamo e configuriamo un software che effettui il Captive Portal.

Piccolissima parentesi per spiegare il captive portal, tramite questa tecnica si utilizza un demone per intercettare tutti i pacchetti richiesti da chi sta efettuando l’accesso e farli passare attraverso un sistema di identificazione. In parole spicciole, chi si connetterà alla rete aperta del nostro AP ed aprirà una pagina web per navigare, come prima pagina troverà una schermata di login da completare per poter accedere alla rete.

Tornando al nostro hotspot, fra tutti i vari software disponibili (per Linux, BSD, Windows, MacOX) ho, teoricamente, scelto chillispot perchè presente nei repository Debian. Chillispot per gestire gli accessi si appoggia a freeradius che a sua volta può gestire gli utenti tramite un banale foglio di testo oppure un più carino database SQL (PostgreSQL, MySQL ed addirittura MS-SQL).

Qui si conclude tutta la parte teorica; per la parte pratica dovrò rimandare a quando avremo tempo di realizzare il tutto.
Intanto vi spiego perchè questa lezione parte dalla fine. Non potendo realizzare l’hostpot, per ammazzare il tempo ho pensato a cosa potesse essere utile una volta completata l’installazione ed ho realizzato uno script per l’inserimento di un utente nel database di in modo automatico. Potete scaricare lo script qui.

Funzionamento dello script
Lo script interroga il database e genera un utente progressivo a quelli già presenti assegnandogli una password randomica di 5 cifre. Una volta inserito il nuovo utente nel database, viene stampato un foglio con i dati per il login.
Nella prima parte dello script si decidono le variabili:

  • USER definisce un identificativo comune a tutti gli utenti, ad esempio Guest; tutti gli utenti generati saranno Guest01, Guest02, Guest03 e così via.
  • PASS questa variabile corrisponde alla password che verrà data all’utente. Viene generata usando 5 cifre random.
  • PRINT definisce il nome della stampante a cui mandare il file da stampare.
  • DBUSER l’utente per l’accesso al database.
  • DBPASS la password per l’accesso al database.
  • DBNAME il nome del database da interrogare.

Nella seconda parte viene aggiunto l’utente nel database. Per fare ciò lo script procede in due passi: per prima cosa vengono cercati tutti gli utenti simili alla variabile $USER e viene letto l’ultimo utente inserito. Fatto ciò viene inserito il nuovo utente, successivo a quello precedentemente letto.

Nella terza ed ultima parte dello script viene creato un file PDF contenente l’utente e la password appena creati e viene mandato in stampa.
Per creare il file PDF ho scelto LaTeX in modo tale da poter impostare un minimo di grafica al foglio stampato. Ho realizzato un file template.tex contenente le scritte Guest00 e 00000 corrispondenti rispettivamente all’utente ed alle 5 cifre della password. Lo script cerca queste due scritte e le sostituisce con i valori generati.
Il file tex viene compilato e mandato alla stampante.

Dipendenze
Più che dipendenze preferisco chiamarle difficoltà incontrate. Escluso MySQL per cui sono negato, i due nodi cruciali sono stati in LaTeX e nella stampante. Per compilare il tex ho utilizzato il comando pdflatex che si trova all’interno del pacchetto tetex-bin ed ho scoperto che compilare un tex su Linux è più difficile di quanto lo sia su Windows, non tutti i pacchetti che normalmente uso su Win funzionano sul pinguino.
Per quanto riguarda la stampante il passo più importante per ottenere una buona stampa è installare i driver e come ho scritto nell’articolo precedente non è stato proprio semplice. (Questa considerazione vi può sembrare cretina, ma per uno che non ha mai avuto una stampante in casa non lo è).

Ringraziamento
Questo script è stato realizzato per buona parte a quattro mani, dato che sono stato supportato da Qualsiasi nei punti critici.

Conclusione
Per concludere bisogna segnalare una fase successiva all’inserimento. Come scritto chilometri addietro lo script è nato dall’esigenza di dare un accesso giornaliero agli ospiti, quindi una volta inseriti gli ospiti bisonga anche rimuoverli. Il modo più semplice che mi è venuto in mente è lanciare ogni notte (con cron) uno script con questa query:

echo "DELETE FROM radcheck WHERE UserName LIKE %$USER% ;"|mysql -u $DBUSER -p$DBPASS $DBNAME

dove le variabili utilizzate sono le stesse utilizzate nello script per l’inserimento.

Mi scuso per essere stato infinitamente prolisso.

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apr
25

VirtualBox e SSH

 

Sto emulando un server su una macchina virtuale fatta con VBox e volendo aggiungere una stampante di rete mi sono trovato davanti ad un porblema, seguendo le istruzioni dei driver mi veniva suggerito di usare o il comando cupsdconf (che richiede Qt, librerie Kde e soprattutto un serverX) oppure di utilizzare l’interfaccia web di CUPS ( http://localhost:631 ). Capirete che su un server privo di interfaccia grafica entrambe le soluzioni erano di difficile approccio, ho quindi optato per la seconda scelta, ma usando un tunnel SSH per vederlo sul mio portatile.

Questo approccio aveva un’altra difficoltà: la rete della macchina virtuale usa un NAT e quindi non è accessibile direttamente digitando l’ip che la macchina crede di avere. Mi sono documentato e  questa è la soluzione che ho trovato. Premessa, vediamo il caso di un host windows perchè in rete è poco trattato.

Per prima cosa bisogna aprire un prompt dei comandi (Esegui > cmd.exe) e da quello bisogna raggiungere la directory di VirtualBox (nel mio caso C:Program FilesSunxVM VirtualBox).

Da questa directory bisogna dare questi tre comandi per aprire una porta (la 2222) e renderla accessibile per ssh:
VBoxManage.exe setextradata "nomedellamacchina" "VBoxInternal/Devices/pcnet/0/LUN#0/Config/ssh/HostPort" 2222
VBoxManage.exe setextradata "nomedellamacchina" "VBoxInternal/Devices/pcnet/0/LUN#0/Config/ssh/GuestPort" 22
VBoxManage.exe setextradata "nomedellamacchina" "VBoxInternal/Devices/pcnet/0/LUN#0/Config/ssh/Protocol" TCP

sostituite nomedellamacchina con il nome della vostra macchina virtuale. A questo punto potete aprire PUTTY e collegarvi a 127.0.0.1 usando la porta 2222

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apr
16

Aggiornamento bislacco

 

In uno degli ultimi apt-get dist-upgrade che ho fatto sulla mia Squeeze è stato aggiornato il kernel alla versione 2.6.26-2 e per la prima volta al riavvio non sono riuscito ad avviare il server x. Prima volta in assoluto che debian mi dia problemi del genere… Ho aspettato qualche giorno prima di cercare una soluzione perchè speravo che qualcuno dall’alto se ne accorgesse e mandasse nei repo un qualche aggiornamento, invece così non è stato. Stamattina mi son deciso a risolvere da solo ilo problema.

Primo passo è stato individuare l’errore: il boot si fermava subito dopo aver caricato kdm e rimaneva sul login dell’utente. Ho provato a fare un login manuale ed a lanciare Xorg con startx, ma come output mi son trovato un messaggio di errore che avvisava della mancanza del modulo Nvidia per il kernel.

Ho pensato fosse necessario installare nuovamente i driver, ma mentre stavo cercando il pacchetto giusto da installare mi sono accorto della presenza di un pacchetto “nvidia-kernel-2.6.26-2-686 ” l’ho installato e tutto si è avviato normalmente.

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mar
31

APT ed il Pinning

 

Forse non tutti sanno che su Debian (e sue derivate) è possibile installare pacchetti da versioni diverse senza dover aggiornare l’intero sistema, semplicemente usando il Pinning. Chi legge questo blog di sicuro avrà già incontrato questa parola, che avevo usato citando la guida del mio amico voRia che spiega come installare pacchetti da versioni differenti compilando da sorgente.

Oggi voglio spiegarvi come installare pacchetti da versioni differenti utilizzando APT e quindi usando i deb precompilati presenti nei vari repository. Certo avrei potuto fare prima questa guida, ma fin’ora non ne ho avuto mai bisogno.

Premessa quanto leggerete qui potrete trovarlo anche qui (in inglese) e qui (in italiano). Ora possiamo vedere i tre passi principali per il pinning.

Primo: bisogna inserire i repository nella propria sources.list:

##SQUEEZE (Testing)
deb http://ftp.it.debian.org/debian/ squeeze main contrib non-free
##SID (Unstable)
deb http://ftp.it.debian.org/debian/ sid main non-free contrib
deb-src http://ftp.it.debian.org/debian/ sid main contrib non-free
##EXPERIMENTAL
deb http://ftp.debian.org/debian/ ../project/experimental main
##SECURITY UPDATES (Squeeze)
deb http://security.debian.org/ squeeze/updates main contrib non-free
#deb-src http://security.debian.org/ squeeze/updates main contrib non-free
##MULTIMEDIA
deb http://www.debian-multimedia.org squeeze main

Secondo: bisogna creare delle preferenze di utilizzo dei repository. Questo si fa creando il file /etc/apt/preferences in questo modo:

Package: *
Pin: release o=Unofficial Multimedia Packages
Pin-Priority: 950
#
Package: *
Pin: release a=testing
Pin-Priority: 850
#
Package: *
Pin: release a=unstable
Pin-Priority: 800
#
Package: *
Pin: release a=experimental
Pin-Priority: 750

Dove o= sta per origine mentre a= sta per archivio (sid, testin, experimental… ), per sapere come completare questi campi basta leggere il file Release contenuti nella directory /var/lib/apt/lists/ oppure direttamente nel server del repository.

Terzo: bisogna configurare apt creando il file /etc/apt/apt.conf . Visto che il plugin degli smile mi sostituisce il testo del codice rimando a questo indirizzo.

Facciamo un update dei repository ed a questo punto abbiamo concluso. Usando apt normalmente verranno installati i pacchetti da testing se volessimo usare dei pacchetti da un’altra versione basterà usare il comando apt-get install -t nome_versione nome_pacchetto ad esempio da sid apt-get install -t unstable nomepacchetto.

Ora posso provare ad installare KDE4.2 sulla mia Squeeze.

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feb
24

Upgrade a Squeeze

 

Sono completamente estraneo dalla communità linux che per accorgermi che Lenny era diventata stable son dovute passare 2 settimane senza rilascio di aggiornamenti. Questa mattina all’ennesimo apt-get upgrade andato a vuoto, ho pensato che fosse imminente il rilascio di Lenny come stable ed il pensionamento di Etch. Google alla mano ho notato che il rilascio era già avvenuto da ben due settimane, allora per tornare al passo con i tempi ho deciso che era ora di ritornare sulla versione testing. Cerco il nome della nuova distribuzione:

Squeeze!

Squeeze il simpatico alieno con tre occhi.

Aggiorno i repo, da Lenny a Squeeze, sudo apt-get update && sudo apt-get dist-upgrade et voilà sistema aggiornato in 2 minuti!

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dic
14

Flash 10 su Lenny

 

Premesso che odio i siti che voglio l’ultima versione di flash. Premesso che molto spesso l’ultima versione di flash per questi siti non è assolutamente indispensabile dato che la stragrande maggioranza dei casi l’animazione  non è altro che uno shade o un testo che ruota. Premesso anche che pur avendo l’ultima versione di flash installata molto spesso questi siti non la vedono lo stesso. Vediamo ora come ho installato flash player 10 sulla mia lenny.

Dal sito packages.debian.org ho cercato l’ultimo pacchetto flash disponibile, ovvero flashplugin-nonfree del repository experimental. Come potete vedere sulla colonna di destra ci sono i soliti link ai pacchetti da scaricare:

Scaricateli nella stessa directory ed eseguite il comando dpkg-source -x flashplugin-nonfree_2.dsc a questo punto viene estratto il pacchetto in una directory, entrateci e date il comando apt-get build-dep flashplugin-nonfree che serve ad installare le dipendenze mancanti per la compilazione. A questo punto potete creare il pacchetto con comando dpkg-buildpackage verrà creato all’esterno della directory un file deb facilmente installabile.

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dic
02

Scriptino per i backup via FTP

 

Come scritto qualche giorno fa, ho preso un HD di rete da 1 TB. Questo HD ha fra le varie features un server FTP integrato, con il quale mi interfaccio con l’hard disk per lo scambio dei file. Proprio ieri ero in cerca di un programma che mi facesse il backup della mia cartella Documenti e lo caricasse attraverso l’FTP sull’hard disk, quando ho avuto l’illiminazione ed ho pensato ad uno script per farmi i backup.

Prima di mostrarvi lo scriptino vi anticipo che ho usato come client FTP il programma lftp suggeritomi da voRia, in quanto è l’unico che mi permette di eseguire una serie di comandi per il server scritti in un file.
Per installare lftp è sufficiente usare il comando sudo apt-get install lftp

Qui è possibile scaricare lo script che ho usato per i backup.

Nello script ci sono alcune parti personalizzabili. Qui ci vanno le impostazioni relative all’FTP.

USER=user;
PASS=pass;
FTP=indirizzoip/Backup;

Qui di seguito invece vengono specificate le cartelle da archiviare

tar -cvf img_backup_$DATA.tar /home/user/Immagini/
tar -cvf doc_backup_$DATA.tar /home/user/Documenti/

come si può notare lo script genera dei file con dei nomi particolari a seconda della cartella, è possibile modificare i nomi a piacimento, basta fare attenzione che siano gli stessi nomi che vengono inseriti nello script per l’FTP.

echo "put -E img_backup_$DATA.tar ." >> ftpcmd
echo "put -E doc_backup_$DATA.tar ." >> ftpcmd

Per comodità ho inserito dei “#MODIFICA” dove ci sono delle possibili modifiche da fare.
Per chi volesse una cosa ancora più automatica è possibile usare lo script attraverso crontab e lanciarlo ad intervalli regolari.

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nov
30

Tagliare file troppo grossi

 

Il modo più comune di splittare file troppo grossi è attraverso RAR, ma forse non tutti sanno che esiste un altro programmino molto comodo che si chiama hjsplit.

Hjsplit è disponibile per tutte le piattaforme e si trova anche nei repository Lenny sotto la voce lxsplit. Una volta installato con sudo apt-get install lxsplit è possibile usarlo in due modi, split e join, per tagliare il file o ricrearalo. Ecco due esempi: lxsplit -s hugefile.bin 15M
lxsplit -j hugefile.bin.001

Nel primo si “splitta” il file in file più piccoli da 15M, verranno generati dei file con estensione .001, .002 e così via. Nel secondo esempio si “joina” il file partendo dal primo 001.

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