ago
25

Il promo di “Fluendo”

 

Da qualche giorno è apparso nella rete un brevissimo clip “promo” che annuncia la release del prossimo lavoro del gruppo dMk, tre video-sperimentatori romani, dal titolo “Fluendo” [1]. La prevista uscita sarà il prossimo mese di ottobre e nulla più ci è dato sapere dalla breve sequenza se non il fatto che lo “scorrere” annunciato dal titolo potrebbe riferirsi al rotolamento di ruote sui lastricati della città e allo scivolamento di candide tavole sulle spumeggianti onde del mare.
In attesa del lavoro finale, ecco il clip di promozione (disponibile anche in definizione HD).

[1] fl?o, fl?is, fluxi, fluxum, fl??re (v. tr. e intr. III coniug.) = scorrere, fluire (v.intr.)

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ago
25

Il promo di “Fluendo”

 

Da qualche giorno è apparso nella rete un brevissimo clip “promo” che annuncia la release del prossimo lavoro del gruppo dMk, tre video-sperimentatori romani, dal titolo “Fluendo” [1]. La prevista uscita sarà il prossimo mese di ottobre e nulla più ci è dato sapere dalla breve sequenza se non il fatto che lo “scorrere” annunciato dal titolo potrebbe riferirsi al rotolamento di ruote sui lastricati della città e allo scivolamento di candide tavole sulle spumeggianti onde del mare.
In attesa del lavoro finale, ecco il clip di promozione (disponibile anche in definizione HD).

[1] fl?o, fl?is, fluxi, fluxum, fl??re (v. tr. e intr. III coniug.) = scorrere, fluire (v.intr.)

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mag
18

GAliceSms v.1.70

 

Il piccolo script grafico per l’invio degli sms gratuiti previsti dagli utenti con contratto Telecom-Alice è stato recentemente aggiornato alla versione 1.70. Le recenti modifiche effettuate da Telecom sul portale hanno infatti imposto la completa riscrittura delle procedure di accesso e di controlli.

Sulla pagina web dell’applicazione sono disponibili tutte le istruzioni per l’installazione e l’uso. In particolare, essendo l’applicazione scritta in Perl, sarà necessario aggiungere i seguenti moduli:

LWP::UserAgent
HTML::Form
URI::Escape
Crypt::SSLeay

Gli utenti ubuntu/debian potranno soddisfare tutti i pre-requisiti del programma installando i seguenti pacchetti:

sudo apt-get install libcrypt-ssleay-perl libwww-perl liburi-perl

Il programma può essere scaricato da questo indirizzo.

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mag
01

La Corte Costituzionale approva l’Open Source: respinto il ricorso del Governo

 

Lo scorso anno il Governo, attraverso l’Avvocatura dello Stato, aveva sollevato una questione di legittimità contro una legge della Regione Piemonte atta a favorire l’uso di software libero e standard aperti nel territorio.

Il 22 marzo scorso, la Corte Costituzionale ha dichiarato non fondate le questioni sollevate dal Governo, rigettando il ricorso. Riporto di seguito il paragrafo conclusivo della Sentenza n. 122 della Corte:

Infine, si deve ancora ribadire che i concetti di software libero e di software con codice ispezionabile non sono nozioni concernenti una determinata tecnologia, marca o prodotto, bensì esprimono una caratteristica giuridica. In sostanza, ciò che distingue il software libero da quello proprietario è il differente contenuto dell’accordo negoziale (licenza), posto a fondamento della disciplina dei diritti di utilizzazione del programma; e la scelta circa l’adozione dell’uno o dell’altro modulo negoziale appartiene alla volontà dell’utente.

Ne deriva che la lesione della concorrenza, paventata dalla difesa dello Stato in relazione alla normativa de qua, non è configurabile.

Il Governo aveva sollevato la questione di legittimità sostenendo che la legge sul software libero della Regione Piemonte avrebbe interferito con le leggi nazionali sulla concorrenza e sul copyright. Con la citata sentenza, invece, la Corte ha stabilito che la preferenza per il software libero è legittima e rispetta il principio della libertà di concorrenza.

Ogni tanto, seppur ancora troppo saltuariamente, qualcuno si solleva dal torpore…

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feb
16

Impiegare il BlackBerry come modem da Ubuntu

 

Grazie a Thibaut Colar, ora è finalmente possibile usare il modem interno del BlackBerry per effettuare collegamenti internet anche da Ubuntu. L’applicazione sviluppata da Thibaut si chiama Berry4All e se da un lato il codice è estremamente efficiente nella sua funzionalità, purtroppo il sito web non offre molta chiarezza nell’uso, perciò cercherò di sintetizzare qui la mia esperienza, cercando di renderla quanto più lineare possibile.

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Installazione dipendenze.
Berry4All è scritto in python, quindi occorre prima verificare se le seguenti dipendenze sono già installate:

sudo apt-get install python libusb-dev ppp python-usb

Download e installazione Berry4All.
Scaricare il software da questo link e salvarlo nella propria Home. Successivamente estrarre completamente il pacchetto compresso. Si verrà così a creare il folder bbtether nella Home.

Preparazione script di connessione.
Scaricare i due script tim e tim-chat e salvarli (senza cambiarne il nome) nel folder $/HOME/bbtether/conf/. Gli script sono personalizzati per un collegamento a TIM, ma sono facilmente modificabili per altri operatori.

Collegamento.
Collegare il BlackBerry tramite il cavo USB, aprire un terminale e digitare:

cd $/HOME/bbtether
sudo python bbtether.py tim

Nota: Se il vostro cellulare è protetto da password, l’ultima istruzione dovrà essere sostituita dalla seguente:

sudo python bbtether.py tim -P miapassword

A questo punto inizierà il colloquio tra il PC e il cellulare della RIM, fino alla presentazione a schermo dei dati di connessione. Es:

local  IP address 25.228.79.47
remote IP address 169.252.3.1
primary   DNS address 66.94.9.120
secondary DNS address 66.94.25.120

Siete collegati e potete navigare! Lasciate aperto il terminale. Berry4All avrà creato una connessione di tipo PPP con il provider.

Disconnessione.

Per disconnettersi dalla rete sarà sufficiente premere Ctrl-C nel terminale in cui Berry4All è in esecuzione. Attenzione: attendere che tutte le operazioni di handshake si concludano e l’applicazione esca normalmente riportando il terminale fino al prompt di sistema.

Nota: le prove sono state effettuate con Ubuntu 9.10, Blackberry 8320 curve, e Berry4All v. 0.3k. Esiste anche una versione GUI dell’applicazione, ma vista la semplicità d’uso, l’esigenza di ulteriori dipendenze e nessuna funzionalità aggiuntiva, ho preferito optare per l’uso da terminale.

Ovviamente si può aggiungere un lanciatore personalizzato, un’icona e qualunque altra cosa per rendere la user-experience meno spartana, tuttavia la sostanza non cambia…

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feb
11

Il sistema operativo del futuro? L’applicazione.

 

Molto interessante l’ultimo articolo di Matt Asay, il nuovo COO di Canonical. Matt prende spunto da una recente dichiarazione di Fabrizio Capobianco, CEO di Funambol:

L’iPad rappresenta un nuovo paradigma di interazione uomo-computer. Il desktop è scomparso. Le cartelle sono scomparse. I documenti vivono all’interno delle applicazioni. Il dispositivo si trasforma nell’oggetto richiesto, è un non-oggetto, è ciò che vuoi che tu sia. Selezioni un’icona e diventa una calcolatrice. Nessuna cartella, nessun file, solo numeri proprio come avessi in mano una calcolatrice. Un altro tocco e diventa un blocco notes. Ancora uno ed è una cornice per foto. È il futuro del computing. L’iPad è il naturale sostituto del personal computer”.

Perchè questa affermazione? Perchè l’iPad semplifica l’esperienza utente trasformandola in ciò che effettivamente l’utente desidera, eliminando ogni complessità relativa al come ciò possa avvenire. Gli sviluppatori open source hanno recepito ciò con un certo ritardo, pensando forse che tutti anelino ad armeggiare nel codice sorgente, oppure che dispongano almeno della capacità di farlo.

Eppure ciò non è vero per l’utente medio e per la maggior parte del mercato. Occorre che le nostre macchine lavorino per noi e non viceversa. Nel mondo del post-PC, può l’open source svolgere un ruolo predominante?

Secondo Matt Asay, la risposta è positiva. Tuttavia occorre un open source completamente diverso da ciò che è stato inteso finora. Le comunità di sviluppo dovranno dimostrare assoluta attenzione verso le esigenze dell’utente finale, con particolare enfasi sull’interfaccia e sull’architettura di base.

L’open source ha bisogno della stessa lucidità di Apple in questo approccio, senza peraltro perdere la sua caratteristica di libertà. Da dove iniziare? Smettere di pensare al sistema operativo e concentrarsi invece sul network.

Apple può farlo perchè la sua politica commerciale non è fondata sulla vendita del sistema operativo, a differenza di Microsoft ancora legata a antichi criteri commerciali.  Da quest’ultima considerazione ne deriva che l’open source è più vicino ad Apple che non a Microsoft. Linux è libero e il modello di business dell’open source non è fondato sulla vendita del sistema operativo.

Si tratta, quindi, di una questione di focus, che deve essere indirizzato sull’utente. I progetti commerciali open source di maggior successo saranno quelli che terranno sempre a mente l’identità dei propri utenti e non quella della sua comunità di sviluppo.

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feb
01

Modernariato informatico

 

Con l’aiuto di Andrea De Prisco sono recentemente tornato in possesso di tutti i miei articoli tecnici pubblicati nel periodo 1982-1989 sullo storico mensile MC-Microcomputer.

Il periodico ha rappresentato una delle prime riviste di informatica in Italia, dedicando ampi spazi alle prove dei nuovi hardware in commercio nonchè alle più innovative (per l’epoca) tecnologie software.

Ho pensato di condividere con i lettori del blog uno dei miei articoli: la prova tecnica del computer Sharp MZ-800 di giugno 1985.

I meno giovani ricorderanno certamente il clima pionieristico di sperimentazione di quegli anni. Questo computer, con la sola memoria di massa rappresentata dal registratore a nastro e dai due  floppy disk da 5? (opzionali) era venduto, 25 anni fa, al sorprendente prezzo di Lire 3.490.000 (oltre tre milioni!).

Potete scaricare l’articolo in PDF da questo link. Buona lettura.

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gen
18

Baobab recensito da WorksWithU

 

Christopher Tozzi, l’abile redattore del portale WorksWithU, ha recentemente pubblicato un interessante articolo su Baobab (Disk Usage Analyzer), evidenziando attraverso i suoi commenti la semplicità d’uso e l’indiscussa utilità dello strumento grafico di analisi dello spazio su disco per sistemi Gnome.

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dic
18

Jane Silber sarà il nuovo CEO di Canonical

 

Da marzo 2010 Jane Silber (attualmente COO) assumerà l’incarico di CEO in Canonical. Questo è quanto ha annunciato ieri Mark Shuttleworth, specificando invece che il suo impegno nella società sarà da quella data completamente indirizzato verso la ricerca di partnership, definizione del prodotto e clienti.

Jane Silber è in Canonical fin dal 2004 e ha ricoperto numerose funzioni prima di arrivare a quella di COO. Laureata negli Stati Uniti e specializzata in MBA a Oxford, ha iniziato la sua carriera come sviluppatrice di software.

Shuttleworth ha dichiarato che questo cambio al vertice della società non influenzerà minimamente gli obiettivi e i percorsi già delineati, se non definire con maggiore chiarezza la netta separazione tra il ruolo di CEO di Canonical e quello di leader della comunità di Ubuntu. Mark infatti continuerà ad assicurare la sua presenza all’interno del Community Council e del Technical Board.

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dic
16

I militari francesi contribuiscono al codice di Thunderbird

 

L’ultima release del client email open source Mozilla Thunderbird includerà codice sviluppato dalle Forze Armate francesi. Il coinvolgimento del Ministero della Difesa francese con i sorgenti del programma di email è iniziato già nel 2006 quando furono stabiliti i nuovi requisiti per la sicurezza di Thunderbird.

Le principali modifiche donate dai militari francesi riguardano caratteristiche di sicurezza quali la notifica di consegna e l’incremento delle opzioni di firma dei messaggi. “Tali modifiche consentono di conoscere con certezza quando un messaggio è stato letto, rappresentando questa una peculiarità fondamentale per un’organizzazione di comando e controllo” ha detto David Ascher, chied executive di Mozilla Messaging, in un’intervista a Reuters.

Per le Forze Armate francesi l’uso di Thunderbird è oggi obbligatorio ed è installato su oltre 80.000 desktop militari. Altri ministeri e dipartimenti hanno seguito l’esempio delle Forze Armate, e Thunderbird è oggi usato anche dal Ministero delle Finanze, dal Ministero degli Interni e dal Ministero della Cultura.

Fonte: OSOR News

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nov
07

Ubuntu-it su Neapolis (RAI 3)

 

Ieri (6 novembre 2009) è andata in onda su Neapolis un’intervista a Flavia Weisghizzi (ubuntu-it), in occasione della recente uscita di Ubuntu 9.10 (Karmic Koala):

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ott
29

Ubuntu 9.10 a Caterpillar (Radio Due RAI)

 

Ieri sera alle 19.00 la trasmissione Caterpillar di Radio 2 RAI ha annunciato l’imminente rilascio di Ubuntu 9.10 Karmic, con un divertente intervento di Marco Ardemagni.

Ascolta il podcast qui sotto:






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ott
27

Ubuntu Karmic: un’altra occasione perduta?

 

Ho installato la Release Candidate di Ubuntu 9.10 Karmic e ho avuto la conferma dei sospetti nati dalla lettura di tutte le discussioni degli sviluppatori nei mesi scorsi: ubuntu ha perso un’altra occasione per presentarsi come degno sostituto di Microsoft nei desktop aziendali.

Attualmente, in qualsiasi azienda di qualunque dimensione, un PC desktop deve essere in grado di:

  • autenticarsi in single-sign-on su Active Directory e dominio (generalmente Windows);
  • leggere il profilo assegnato e di conseguenza condividere le relative risorse di rete;
  • collegarsi con successo a un Exchange Server (almeno versione 2007);
  • condividere il calendario e le note con gli altri utenti;

Inoltre, se l’azienda è di maggiori dimensioni, eseguire un client SAP. Solo riuscendo a cogliere questi obiettivi si potrà cominciare a sostituire il desktop Microsoft con un desktop Ubuntu. In quelle aziende che già usano (poco) un desktop Linux, hanno installato SUSE che risolve almeno il 90% dei punti elencati, nativamente e di default.

Nessuno ha lavorato su questi argomenti per ubuntu karmic!

  • Però abbiamo delle bellissime notifiche OSD (on-screen display) che ci dicono istantaneamente “Pippo è online” se abbiamo in esecuzione un client di Instant Messaging (indispensabile per la produttività);
  • però abbiamo Empathy (non si capisce perchè), un nuovo Instant Messenger che ci mancava tanto. Pidgin funziona meglio e sul mio partatile  Empathy non importa gli account;
  • però abbiamo GRUB2 che funziona esattamente come GRUB1 tranne che il sistema di configurazione è stato rivoluzionato per confondere le idee e ora tocca studiare tutto di nuovo;
  • però abbiamo ext4 che consente la gestione di filesystem da 24 blocchi di disco (sapete quanto fa 2 seguito da 24 zeri?);
  • però abbiamo il nuovo tema. Nuovo? Vedo sempre il magistrale colore fecal-ubuntu…

Mi viene da pensare a un grande capo indiano. Per almeno altri 6 mesi Ubuntu rimarrà nelle nostre case, o nelle aziende mono-dipendente.

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ott
21

IBM e Canonical lanciano Ubuntu Desktop per le aziende

 

IBM e Canonical hanno annunciato un prodotto congiunto (disponibile dal 2010) dal nome Ibm Client for Smart Work on Ubuntu, realizzato sulla struttura di Ubuntu 9.10. Per le applicazioni di natura office, il package impiegherà la piattaforma Open Collaboration Client Solution (OCCS) di IBM, che comprende Lotus Symphony (la risposta IBM a Microsoft Office) e Lotus Notes per e-mail e groupware.

Sarà possibile impiegare il nuovo client IBM basato su Ubuntu sia come un desktop tradizionale, che come un desktop virtualizzato. In questo secondo caso, i desktop saranno erogati da server/blade equipaggiati con la piattaforma di virtualizzazione VERDE di Virtual Bridges.

VERDE è una piattaforma VDI (Virtual Desktop Infrastructure) che supporta fino a un milione di utenti per cluster di 10mila macchine, ed è altamente scalabile consentendone l’uso anche su una singola macchina server.

La soluzione su cui IBM sta fortemente impiegando risorse, è proprio quella virtualizzata.  Bob Sutor, VP IBM per Linux e Open Source, ha recentemente dichiarato: “Anzichè posizionare il client IBM come una semplice soluzione sostitutiva degli attuali desktop, IBM sta cercando di creare una struttura più focalizzata sull’usabilità, l’apertura e la sicurezza attraverso un percorso che transiti per il cloud computing, nei settori di mercato previsti. Linux, come base del desktop, è una scelta pragmatica“.

Questa soluzione non è indirizzata al mercato consumer, ma a quello business. In particolare, IBM si rivolge alle aziende che necessitano di un’economica alternativa a Windows per tutti i compiti di produttività, email, browser e collaboration.

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ago
02

Procede con successo l’accordo IBM – Canonical – Virtual Bridges

 

Mentre Microsoft si prepara a rilasciare la nuova versione Windows 7, l’alleanza Canonical-IBM-Virtual Bridges rinforza il proprio messaggio verso le aziende: un desktop virtuale Ubuntu per ridurre i TCO (total cost of ownership) e i costi di acquisizione, in netto contrasto con lo sforzo economico richiesto da Microsoft agli utenti per la nuova versione del loro sistema operativo.

Fino ad oggi, la strategia delle tre aziende ha raggiunto tre importanti milestone:

  • Dicembre 2008: l’accordo viene ufficialmente annunciato;
  • Maggio 2009: oltre 16 nuovi VAR e integratori si uniscono all’alleanza, per distribuire i desktop virtuali;
  • Luglio 2009: Virtual Bridges introduce la nuova versione 2 della piattaforma VERDE.

La nuova piattaforma di virtualizzazione VERDE introduce – in aggiunta all’esecuzione di desktop virtuali Windows/Linux in modalità VDI – anche la nuova possibilità di uso disconnesso denominata SMART (Self-Managing Auto Replicating Technology). La tecnologia SMART è anche disponibile, oltre che per piattaforme Intel, anche per i server serie-P e serie-Z dell’IBM.

In Italia la società ArchéTech Srl (distributore di Virtual Bridges e Ubuntu Solution Provider), mette a disposizione delle aziende la possibilità di provare gratuitamente la piattaforma VERDE attraverso l’emissione di licenze temporanee per valutazione.

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