giu
27

Ubuntu MID Edition

 

Direttamente da Punto Infomatico di oggi:

Nato dal progetto open source Ubuntu Mobile and Embedded, a cui ha partecipato anche Intel, la nuova Ubuntu MID Edition deriva dall’edizione desktop di Ubuntu, con cui condivide il numero di versione 8.04. Questa nuova distro promette “Internet e multimedia senza compromessi”. Come? Con il pieno supporto al Web 2.0 (AJAX, Flash, Java ecc.), che permette di utilizzare siti come YouTube, Facebook, MySpace e Dailymotion; con il supporto a WiFi, reti mobili 3G, Bluetooth, GPS e WiMAX; e con l’inclusione di tutto il software necessario per riprodurre video e musica, vedere e organizzare foto, gestire cam, sintonizzatori TV e mappe per la navigazione satellitare.

Tra qualche mese potrò installare Ubuntu sul mio Nokia N95 ?

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giu
08

Asus Eee PC: Aggiornare Ubuntu 7.10 ad Ubuntu Hardy 8.04

 

Ieri stavo cercando di aggiornare la mia installazione di xubuntu 7.10 sull’asus eeepc con xubuntu 8.10 . Come prevedevo, per le limitate dimensioni del disco, l’aggiornamento è pietosamente fallito.

Per ovviare a questo problema esiste un workaround (un po macchinoso per i miei gusti) che si basa sulla rimozione temporanea di alcuni pacchetti, per fare spazio al download degli aggiornamenti. Io avrei in mente un’altra soluzione… tempo permettendo prima o poi la proverò!

Per adesso ho rimandato l’aggiornamento alla 8.04 a data da destinarsi, considerando anche il fatto che l’eeepc da quando l’ho comprato l’avrò utilizzato si e no tre volte (qualcuno lo vuole provare ?) ;-)

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mag
26

Vignetta #1 – Ubuntu Nerd al Matrimonio

 

Vignetta #1 - Ubuntu Nerd al Matrimonio

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Thx to Tira Ecol

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mag
17

Il Backup Perfetto su Linux – La Guida Completa (RSync e RSnapshot)

 

Il backup in ambiente Linux è una di quelle procedure che va impostata bene una sola volta, per poi dimenticarsene completamente. Trovo molto utile la guida scritta da Saverio Bolognani che spiega dettagliatamente come implementare il “Backup Perfetto” in ambienti Linux. Ovviamente la procedura quì descritta può essere applicata anche sui sistemi Ubuntu Linux.

Penso che il backup perfetto (in qualsiasi sistema operativo) debba soddisfare i seguenti requisiti.

Completamente automatico

L’utente non deve fare nulla dopo aver configurato il suo sistema di backup la prima volta. Il tutto deve essere automatico da quel momento in poi. Altrimenti la “qualità” del backup dipenderebbe dall’attenzione dell’utente e dalla sua scrupolosità, il che non è accettabile.

Separazione fisica dei supporti

Il backup deve essere contenuto in un supporto fisico che sia completamente separato e distante dal supporto sul quale sono memorizzati i dati originali. Il significato di “separato e distante” dipende dal livello di affidabilità che si richiede:

  • vuoi essere al sicuro nel caso di cancellazioni accidentali di file? allora una cartella separata o meglio ancora una partizione dedicata sul tuo hard disk è sufficiente
  • vuoi essere al sicuro nel caso di malfunzionamenti dell’hardware? allora hai bisogno almeno di un disco fisso separato per il tuo backup
  • vuoi essere al sicuro nel caso di malfunzionamenti del sistema nel suo complesso (tipo scarica elettrica) o anche nel caso di furti? allora un hard disk esterno è la scelta migliore (soluzione consigliata)
  • tenete presente che avere un computer e il backup su un hard disk esterno non è abbastanza per essere sicuri nel caso in cui, ad esempio, dei ladri entrano in casa oppure nel caso di eventi quali alluvioni o incendi. Per questo potreste voler tenere il backup in un altro edificio, per esempio al lavoro e non a casa.
  • volete addirittura essere sicuri anche nel caso di eventi geograficamente localizzati (grandi alluvioni, terremoti, guerra)? Le banche ad esempio lo vogliono. In questo caso dovete fare il backup in qualche altra parte del mondo, ad esempio su un server remoto in un altro paese.


Potreste pensare che tutto ciò sia oltre le vostre necessità, ed effettivamente a voi basterà un hard diskesterno sulla vostra scrivania. In ogni caso dipende dall’importanza dei vostri dati: non vorreste mai perdere la tesi di dottorato che avevate praticamente finito solo perché dei ladri sono entrati in casa vostra e hanno portato via sia il notebook che l’hard disk esterno…

Recupero dei file semplice

Recuperare i file di cui avete fatto il backup deve essere facilissimo! In particolare dovete avere la possibilità di recuperare anche solo alcuni dei vostri file, oppure di recuperare tutto in un colpo solo.

Inoltre, non deve essere necessario alcun software per poter ripristinare i propri file! Non è accettabile che il proprio backup dipenda da una certa software house, o scoprire che il proprio backup vecchio di 5 anni non è più recuperabile perché il software che avete usato non esiste per la nuova versione del sistema operativo (chiedete agli utenti di Win98 se riescono ad accedere ai backup che hanno fatto in quegli anni con il tool di backup ufficiale della Microsoft, quello incluso tra gli Accessori del computer…).

Backup con rsync

Lo strumento principale con il quale si riesce a fare quello che secondo me è il backup perfetto è RSync, un programma open source che permette di fare trasferimento incrementale e rapido di files. La ragione per la quale questa utility è così importante è perché permette di copiare il contenuto di una serie di cartelle in un’altra posizione trasferendo in realtà solo i file che sono cambiati dall’ultima “sincronizzazione”.

C’è un bell’articolo che spiega come utilizzare questo programma per eseguire il backup dei propri files. L’idea principale è quella di fare regolarmente delle copie di tutti i propri dati sul supporto di backup. Rsync rende questa cosa veloce proprio per le caratteristiche che ho appena esposto.

In realtà si può fare anche di meglio: si possono tenere delle “fotografie”, degli “snapshots” dei propri dati, per esempio ogni settimana, così non solo si ha un backup dei propri files, ma si hanno a disposizioni le versioni precedenti.

Si potrebbe pensare che conservare una serie di backup settimanali sia molto oneroso in termini di spazio, ma non è vero! Sfruttando gli hard link del filesystem Ext3, ci sarà bisogno solo dello spazio necessario a memorizzare i file che sono cambiati da uno snapshot al successivo. E il backup che si ottiene è semplicemente una serie di cartelle, contenenti tutti i propri dati “fotografati” in momenti diversi del passato. Gli hard link sono completamente “trasparenti” all’utente, cioè non c’è modo per accorgersi che si tratta di hard links e non di copie aggiuntive degli stessi file.

Tutte queste cose sono fatte in automatico ed in modo efficiente da un bellissimo programmino opensource: rsnapshot.

Rsnapshot

Rnapshot è un programma opensource che implementa quello che secondo me è il “backup perfetto”. Quello che fa è di fare degli “snapshot” dei propri file alla frequenza desiderata (ad esempio ogni settimana). Poi queste copie vengono immagazzinate da rsnapshot sul proprio supporto di backup in modo veloce ed efficiente grazie a rsync.

Tutti gli snapshot acquisiti nel passato sono quindi accessibili come normalissime cartelle, anche se in realtà non occupano lo spazio di una serie di copie quasi uguali – solo le differenze sono effettivamente memorizzate.

In più, si può risparmiare ancora più spazio diradando la frequenza dei backup nel passato. Per esempio si possono fare snapshot settimanali, salvare gli ultimi 4, e poi tenere uno snapshot per mese per i backup più vecchi di 4 settimane. La rotazione di queste immagini è fatta automaticamente.

Un’altra caratteristica importante è che si può fare il backup non solo delle proprie cartelle sul disco fisso, ma anche di cartelle condivise (anche su un PC windows), cartelle remote (SSH, FTP, …), ecc.

Ultimo ma non meno importante, per accedere ai propri backup basta avere un computer che riesca a leggere il filesystem Ext3, cioè praticamente ogni computer Linux, ma anche ogni computer Windows se si installa un piccolo driver, completamente gratuito.

L’unica cosa che richiede un attimo di tempo è configurare rsnapshot la prima volta. C’è un sacco di documentazione online sul sito ufficiale, anche un HOW TO con istruzioni passo passo, insieme a un sacco di guide non ufficiali in giro per internet. Qui semplicemente vi descrivo la mia configurazione, così chi vuole può usarla e adattarla alle proprie necessità. Per informazione, io uso ubuntu, ma tutti i passaggi che spiego dovrebbero funzionare per praticamente ogni distribuzione Linux.

Il file di configurazione più importante per rsnapshot (l’unico) è /etc/rsnapshot.com. È pieno di commenti dettagliati, quindi non dovreste avere problemi a configurarlo semplicemente scorrendolo e leggendo i commenti delle varie sezioni (una volta che avete letto la brevissima guida sul sito ufficiale). Qui riporto solo le sezioni che ho modificato per le mie esigenze specifiche.

Per chi non mastica l’inglese ho tradotto velocemente i commenti.

Snapshot root directory

# All snapshots will be stored under this root directory.
# Tutti gli snapshot vengono salvati in questa cartella.

snapshot_root /media/LACIE_ext3/

# If no_create_root is enabled, rsnapshot will not automatically create
# the snapshot_root directory. This is particularly useful if you are
# backing up to removable media, such as a FireWire or USB drive.
# Se no_create_root è settato a 1, rsnapshot non creerà
# automaticamente la cartella snapshot_root. Ciò è particolarmente
# utile per fare backup su supporti rimovibili, come hard disk USB o
# FireWire.

no_create_root 1

Il significato di queste opzioni è banale, e ben spiegato dai commenti. /media/LACIE_ext3 è la mia partizione Ext3 su un hard disk esterno LaCie.

External program dependencies

In questa sezione non ho modificato nulla.

Backup intervals

# The interval names (hourly, daily, …) are just names and have no
# influence on the length of the interval. The numbers set the number
# of snapshots to keep for each interval (hourly.0, hourly.1, …).
# The length of the interval is set by the time between two executions
# of rsnapshot <interval name>, this is normally done via cron.
# Feel free to adapt the names, and the sample cron file under
# /etc/cron.d/rsnapshot to your needs. The only requirement is that
# the intervals must be listed in ascending order.
# I nomi degli intervalli (weekly = settimanale, monthly = mensile, …)
# sono solo nomi e non hanno nessun effetto sulla reale lunghezza
# dell’intervallo. I numeri impostano il numero di snapshot da
# conservare per ogni intervallo (weekly.0, weekly.1, …).
# La lunghezza dell’intervallo viene impostato dall’intervallo temporale
# tra due esecuzioni di rsnapshot <nome intervallo>, generalmente
# tramite cron. Sentitevi liberi di adattare i nomi degli intervalli, e di
# conseguenza il file /etc/cron.d/rsnapshot secondo le vostre
# esigenze. L’unica vincolo è che gli intervalli devono essere elencati
# in ordine ascendente.

interval weekly 4
interval monthly 36

Quest sezione configure la struttura dei backup nel tempo. Nel mio caso ho decido di conservare 4 backup nel passato, distanziati di una settimana (quindi che coprono l’ultimo mese). Quando i backup sono più vecchi di un mese, viene conservato solo un backup al mese. Per esempio se guardo i miei backup oggi che è il 10 Febbraio 2008, appaiono così:

drwxr-xr-x 3 root root 4096 2008-02-03 11:03 weekly.0
drwxr-xr-x 3 root root 4096 2008-02-03 10:05 weekly.1
drwxr-xr-x 3 root root 4096 2008-01-28 21:04 weekly.2
drwxr-xr-x 3 root root 4096 2008-01-27 00:04 weekly.3
drwxr-xr-x 3 root root 4096 2008-01-22 20:18 monthly.0
drwxr-xr-x 3 root root 4096 2008-01-06 13:04 monthly.1
drwxr-xr-x 3 root root 4096 2007-12-07 16:03 monthly.2
drwxr-xr-x 3 root root 4096 2007-11-05 15:04 monthly.3
drwxr-xr-x 3 root root 4096 2007-10-29 10:04 monthly.4
drwxr-xr-x 3 root root 4096 2007-10-08 20:04 monthly.5
drwxr-xr-x 3 root root 4096 2007-09-02 10:03 monthly.6
drwxr-xr-x 3 root root 4096 2007-08-05 17:34 monthly.7

Fate attenzione che i nomi che assegnate ad ogni backup non hanno nessuna conseguenza sulla frequenza del backup! Servono solo all’utente come etichette. La reale frequenza dei backup dipende da come viene chiamata l’utility rsnapshot (vedi sotto).

L’unico effetto di queste righe di setup è quindi fare in modo che quando l’utente esegue
rsnapshot weekly
allora rsnapshot fa ruotare tutti i backup settimanali (weekly), cancellando l’ultimo (weekly.3), e rinominando gli altri (weekly.1 diventa weekly.2 e così via) e ovviamente creando un nuovo weekly.0 con il backup di oggi. Quando invece viene eseguito
rsnapshot monthly
allora rsnapshot rinomina tutti i backup mensili (monthly) (monthly.1 diventa monthly.2 e così via) e rinomina l’ultimo backup settimanale (weekly.3) in monthly.0.

Global options

Anche qui non ho cambiato nulla.

Backup points / scripts

# LOCALHOST
backup /home/saverio/ localhost/
backup /etc/ localhost/

In questa sezione specificate di quali cartelle volete fare il backup (nel mio caso solo la home directory e /etc. Il secondo argomento di ogni riga specifica sotto quale cartella vanno salvate le copie sul supporto di backup. Attenzione alle barre (/) alla fine dei percorsi!

Pianificare i backup

Il passo successivo consiste nel pianificare l’esecuzione dell’utility di backup. In Linux i comandi pianificati vengono gestiti da alcuni demoni (daemons, cioè programmi che girano in background). Io ho utilizzato cron, disponibile in Ubuntu e in moltissime altre distribuzioni. Sotto la cartella /etc ci sono una serie di sottocartelle per configurare cron:

/etc/cron.d
contiene una serie di file, uno per ogni comando pianificato
/etc/cron.daily
contiene una serie di eseguibili che vanno lanciati ogni giorno
/etc/cron.weekly
contiene una serie di eseguibili che vanno lanciati ogni settimana

e così via. La soluzione che ho scelto è quella di aggiungere un file nella cartella cron.d. Il file si chiama /etc/cron.d/rsnapshot e contiene solamente la riga:

3 * * * * root /usr/bin/nice /home/saverio/bin/rsnapshot_script

che, secondo lo standard crontab, significa che il comando rsnapshot_weekly deve essere eseguito ogni ora, quando i minuti valgono 03 (cioè alle 9.03, 10.03, 11.03, etc…). Il comando viene eseguito con privilegi di superutente (root) e in background (vedi “man nice”).

Diamo quindi un’occhiata al comando rsnapshot_weekly nella mia cartella /home/saverio/bin. È un piccolo script che ho scritto:

#! /bin/bash

# Esegue lo script di backup ogni Domenica se una Domenica è passata senza che il backup sia stato eseguito.
# Ogni mese esegue anche il backup mensile.

una_settimana=7
un_mese=31

timestamp_file_weekly=/home/saverio/.backup_timestamp_weekly
log_file=/home/saverio/.backup.log

date_di_oggi=`date “+%Y%m%d”`
giorno_della_settimana=`date “+%u”`
ora_attuale=`date “+%s”`


date >> $log_file

if [ -e $timestamp_file_weekly ]; then
date_del_backup=`stat –format=%y $timestamp_file_weekly |
… tr -d – | awk ‘{print $1}’`

ora_del_backup=`stat –format=%Y $timestamp_file_weekly`
echo Ultimo backup settimanale $data_del_backup >> $log_file
if (( $giorno_della_settimana % 7 >= $ora_attuale / 86400 -
…$ora_del_backup / 86400 )); then

echo “non sono passate Domeniche senza fare il backup, non
…faccio niente” >> $log_file

exit 0;
fi
echo “una Domenica e passata senza fare il backup: lo faccio ora!”
…>> $log_file

if (( $data_di_oggi – $data_del_backup >= $un_mese )); then
echo “e cominciato un nuovo mese: faccio il backup mensile” >>
…$log_file

/usr/bin/rsnapshot monthly && echo “backup mensile: FATTO!” >>
…$log_file

fi
fi

echo “facciamo un backup settimanale” >> $log_file
date > /home/saverio/.today

/usr/bin/rsnapshot weekly && touch $timestamp_file_weekly && echo
…”backup settimanale: FATTO!” >> $log_file

Ho aggiunto i puntini quando la riga viene spezzata, quindi non fate copia e incolla perché non funzionerebbe. Potete scaricare lo script rsnapshot_script cliccando sul link.

Quello che fa lo script, per chi non ha voglia di guardarne i dettagli, è di eseguire il backup settimanale ogni Domenica. Gestisce correttamente tutti i casi in cui, per esempio, l’hard disk esterno non è collegato al portatile. Inoltre, prevede la possibilità che una Domenica l’utente non accenda il PC, oppure non colleghi l’hard disk esterno. In questo caso lo script farà il backup non appena trova l’hard disk collegato nei giorni immediatamente successivi.

Esegue anche il backup mensile (che non è un backup, è solo la rotazione dei vecchi backup) la prima Domenica del mese.

Non dovete leggervi tutto lo script, l’unica cosa che dovete sapere è che ci sono due opzioni: timestamp_file_weekly che è un file vuoto che serve solo per tener traccia dell’ultimo backup. Potete creare questo file vuoto semplicemente eseguendo
touch timestamp_filename
Il secondo parametro che va impostato è il percorso per il log_file, che è il file dove verrà mantenuto il log di tutto quello che viene fatto (vedi sotto).

Log

Lo script che ho scritto tiene automaticamente un log di tutto quello che fa, per controllarne l’operato e per eventuale debugging. Questo è un esempio del log file sul mio PC (è in inglese perché lo script è in inglese):

Sat Feb 2 23:03:01 CET 2008
Ultimo backup settimanale 20080128
Non sono passate Domeniche senza backup, non faccio nulla
Sun Feb 3 10:03:01 CET 2008
Ultimo backup settimanale 20080128
una Domenica e passata senza fare il backup!
E cominciato un nuovo mese: ora di fare il backup mensile
facciamo un backup settimanale
Sun Feb 3 11:03:01 CET 2008
Ultimo backup settimanale 20080128
una Domenica e passata senza fare il backup!
E cominciato un nuovo mese: ora di fare il backup mensile
backup mensile: FATTO!
facciamo un backup settimanale
backup settimanale: FATTO!
Sun Feb 3 12:03:01 CET 2008
Ultimo backup settimanale 20080203
Non sono passate Domeniche senza backup, non faccio nulla

Ogni voce comincia con data e orario, e si può vedere come i backup vengono fatti correttamente. Poiché il file di log cresce continuamente (ma lentamente, visto che è solo testo), bisogna gestire la cosa. Il modo più facile è quello di usare logrotate, che è già disponibile su Ubuntu e su molte altre distribuzioni. In pratica è un programmino che viene eseguito periodicamente e comprime i file di log, mantenendoli piccoli in dimensione e cancellandoli quando sono vecchi. Tutto quello che dovete fare per dire a logrotate di occuparsi del vostro log è creare il file /etc/logrotate.d/backup con le seguenti righe

/home/saverio/.backup.log {
rotate 6
monthly
compress
missingok
}

che dice a logrotate di “ruotare” i log mensilmente, tenendone solo gli ultimi 6 e comprimendo con gzip. Non vengono dati errori se un file di log manca, ad esempio perché lo cancellate a mano.

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apr
28

Guardare la TV in Streaming P2P sull’ Asus EeePC (e su Ubuntu)

 

Asus eeepc qsopcast

Una soluzione facile che permette la visione dei canali tv in streaming peer-to-peer con l’asus eeepc consiste nell’utilizzare qsopcast.

QSopcat è un client linux per il protocollo sopcast che permette la visione di canali tv condivisi in p2p. Come funzionalità aggiuntiva, qsopcast permette la registrazione dei canali p2p per poterli visualizzare successivamente.

Il funzionamento della rete tv p2p è simile a quella degli altri p2p di file-sharing. In linea di massima, più utenti sono collegati allo stesso canale tv, maggiore sarà la qualità/fluidità visiva del canale poichè ci saranno più fonti che allo stesso tempo “Uppano” il contenuto multimediale.

Installare Qsopcast

Qsopcast viene distribuito per Windows XP,Vista e Linux (versione .deb ed .rpm disponibili su http://eee.pc.pl/pliki/sopcast/ ) mentre i pacchetti per Mandriva o eeePCLinuxOS sono reperibili nella pagina ufficiale.

Nel mio caso, poichè ho installato sul mio eee pc ubuntu, seguirò la strada del .deb. In definitiva, basterà installare questo pacchetto (occhio ad mplayer, che deve essere installato prima! (il pacchetto da installare per Ubuntu è sempre lo stesso, anche nel caso di non eeepc)).

Lista di canali p2p per sopcast

canali p2p

Una buona lista di canali p2p che può essere caricata su qsopcast (aggiungere in Channel URL) è disponibile a questo indirizzo:

http://www.eeextra.com/download/channels.xml

Sono inseriti di default canali p2p relativi a molti programmi di sport di diverse nazionalità. Le olimpiadi si avvicinano :D

Via eeextra

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apr
13

Screencast AndLinux: Utilizzare Ubuntu in Windows senza Virtualizzazione

 

Qualche articolo fa avevamo visto come fare ad installare Ubuntu da Windows con wubi. Questa volta invece, vediamo come fare ad utilizzare Ubuntu direttamente in Windows. Tra i più esperti qualcuno mi dirà: “Daniele, hai scoperto l’acqua calda! Basta usare la virtualizzazione!”. Ed invece no! Con andLinux è possibile avere una installazione completa di Ubuntu che gira all’interno dei sistemi Windows (2000, XP, 2003, Vista; 32-bit).

In questo screencast vedremo insieme come fare ad installare andLinux e come utilizzare le sue principali funzioni. Il video è stato girato durante la mia effettiva prima installazione.


Per ingradire cliccara sull’icona del video sull’angolo a destra

Download dello screencast alta risoluzione formato wmv (9 MB)

Riferimenti Screencast:

Pagina di Download andLinux

Installare Ubuntu Gutsy da Windows XP in 10 Minuti con Wubi

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mar
17

Formattazione Sicura (e Gratuita) di un Hard Disk

 

 

Creative Commons License photo credit: emtboy9

Prima o poi capita di dover vendere o regalare un hard disk, un computer fisso o un portatile. Ma avete mai pensato che il possibile acquirente potrebbe facilmente risalire al contenuto dei dati del disco, anche se prima della vendita avete fatto una formattazione ? Non è una cosa così complicata e ci sono diversi software, molti freeware, che permettono di recuperare una percentuale altissima, a volte vicina al 100%, dei dati, anche dopo una formattazione del disco. Come fare quindi per essere sicuro di consegnare solo il computer senza dati personali ?

Ci sono parecchi sofware commerciali che effettuano una cancellazione e formattazione sicura del disco. Anche se questi fanno bene il loro lavoro, perchè pagare quando si ha già quello che serve gratuitamente ?

Uno di questi sofware per linux che si chiama wipe e fa tutto quello che ci serve. Questo, se la memoria non mi inganna, è incluso in almeno tre distribuzione linux live avviabili da cd che sono Ubuntu, Knoppix e BackTrack. (more…)

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mar
14

Skype 2.0 per Ubuntu Linux

 

Finalmente è stata rilasciata la versione 2.0 di Skype per i sistemi Linux, Ubuntu compreso. La novità maggiore risulta nell’aggiunta del supporto per il video. Da Skype 2.0 per Linux sarà possibile effettuare video chiamate anche da e verso i sistemi che montato Ubuntu.

L’ installazione di Skype 2.0 su Ubuntu rimane invariata rispetto alle versioni precedenti.

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mar
13

PicoTux – Il Più Piccolo Computer Linux al Mondo

 

PicoTux

PicoTux è al momento il computer con linux embedded più piccolo al mondo. E’ poco più grande di una supposta (35mm×19mm×19mm) e monta un processore ARM a 55 Mhz con 8 MB di SDRAM. Sopra ci gira uClinux con kernel 2.4.27 e Busybox 1.0, Telnet e Webserver. La comunicazione con l’ esterno avviene tramite collegamento Ethernet oppure tramite Seriale. Cosa è possibile farci con questa supposta ? Vediamo se siete preparati… ;-)

 

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mar
03

Wubi nel C(u)ore di Ubuntu Hardy Heron 8.04

 

Wubi si è dimostrato un progetto interessante. Con la sua semplicità permette l’ installazione di Ubuntu in una cartella Windows e farne il dual-boot, senza intaccare le funzionalità di windows.

Ubuntu Hardy Heron 8.04, a partire dall’ alpha 5, incorpora wubi direttamente nel suo core. Questo permetterà di installare ancora più semplicemente Ubuntu da Windows, poichè wubi è totalmente integrato nel live cd di Ubuntu.

Ecco come come si presenta il nuovo menù di installazione (le frecce indicano la modalità di installazione con wubi):

(more…)

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feb
28

Sostituisci il “Tasto Windows” con il “Tasto Ubuntu” Gratuitamente!

 

Tasto Ubuntu

 Chi oramai è succube della propria distribuzione Linux preferita può arrivare a fare cose impensabili. Di cosa sto parlando ? Di un adesivo da appiccicare sulla tastiera. Ma non su un tasto qualunque, sul tasto Windows (quello con la bandiera, affianco al CTRL per intenderci)… rimpiazzato artificialmente con il Tasto Ubuntu. Bello vero ?

Ne potete avere uno anche voi gratuitamente se seguite le indicazioni presenti sul blog di Etechs. Io sto aspettando i miei…

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feb
24

Installare Truecrypt 5.0 su Ubuntu Gutsy 7.10

 

TrueCrupt 5.0

Qualche giorno fa è stata rilasciata la versione 5.0 di Truecrypt con numerose novità interessanti. Per Ubuntu è stato predisposto un pacchetto deb che ne semplifica notevolmente l installazione. Come sempre, per effettuare un installazione pulita, basterà scaricarsi il pacchetto deb ed avviare l installazione tramite lo script da shell presente in basso. Il pacchetto deb può essere scaricato dalla pagina dei downloads del sito ufficiale truecrypt.

CODE:

  1. tar zxvf truecrypt-5.0-ubuntu-x86.tar.gz
  2. cd truecrypt-5.0/
  3. sudo dpkg -i truecrypt_5.0-0_i386.deb

Per chi invece sta testando Ubuntu Hardy 8.04 e vuole installarci su Truecrypt 5.0 dovrà districarsi nella compilazione manuale dei sorgenti.

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feb
20

FlyBack: La Time Machine di Apple in Ubuntu Linux (Sistema di Backup)

 

screenshot-flyback.png

In OS X Leopard, ultimo sistema operativo di casa Apple, è presente nuovo programma di backup chiamato Time Machine. Questo permette di semplificare notevolmente la gestione dei backup.

Come funziona FlyBack ?

FlyBack crea directory di backup incrementali facendo il mirroring dei file di cui si desidera fare il backup, senza toccare i file invariati dal backup precedente. Questo impedisce lo spreco di spazio sul disco, fornendo il pieno accesso a tutti i vostri file senza dover utilizzare alcun tipo di programma di restore. Nel momento in cui il PC va in crash, basta collegare il disco esterno (su cui e’ posizionato il backup) e copiare il backup piu’ recente utilizzando il vostro file browser preferito.

(more…)

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feb
19

Wubi su NTFS: Problema al Boot di Ubuntu

 

Wubi

In un commento, un utente mi fa notare un problema relativo al boot di Ubuntu installato tramite Wubi.

[…]A download completato Wubi mi chiede il reboot, mi si apre la schermata con l’opzione di scelta tra XP e ubuntu ma, scelta quest’ultima, mi compare la seguente dicitura:
find –set-root –ignore-floppies/ubuntu/install/boot/grub/menu.lst
Error 15: File not found
Press any key to continue

Premendo un tasto qualsiasi mi appare un listato:
find ubuntu/disks/boot/grub/menu/lst
find ubuntu/install/boot/grub/menu.lst
find menu/lst
find boot/grub/menu.lst
command line
reboot
halt[…]

Prima di affrontare il problema specifico, conviene capire come fa Ubuntu ad avviarsi da una partizione NTFS.

Come funziona il Boot di Ubuntu installato con Wubi ?

Wubi utilizza come bootloader una versione modificata di grub, grub4dos. Grub4dos non viene installato nel Master Boot Record del disco. Sull’ MBR è installato il boot loader di Windows XP/2000/2003 (ntldr).

(more…)

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