mar
11

GNOME Do 1.0 sarà…

 

Il titolo lascia già presagire l’argomento: voglio infatti parlare di un software che sto usando da tempo, ovviamente compilato in versione di sviluppo, e che ogni giorno mi stupisce per la sua duttilità.

Come da titolo, parlo di GNOME Do.

Vorrete sicuramente tutti scusarmi, se in questi giorni vi ho coccolati poco, ma ero a Vienna e non avevo assolutamente tempo per il computer, quindi ho dovuto assentarmi e trovare, al ritorno, la mail stracolma; ma veniamo a noi… uhm… GNOME Do. Già.

Non ero un fan di Mono, ma quando ho utilizzato Banshee per la prima ho capito quanto fosse potente, e quanto fosse importante per i programmatori poter avere accesso alla piattaforma .Net anche su Linux.

Così tempo fa, volendo provare nuovi programmi e cercando anche una buona dock per il mio sistema, ho incontrato la soluzione ad entrambe le esigenze in GNOME Do: installando la versione stabile, ho potuto avere un assaggio di quante cose si potessero fare con questo poliedrico programma, e pur soddisfacendomi da un lato, dall’altro mi lasciava un po’ amareggiato. La versione stabile, la 0.8, funziona infatti un po’ “a salti”. Per lo meno, io ho avuto modo di trovare qualche piccolo bug, che non ho invece riscontrato nella versione compilata sulla mia Arch da Bazaar.

Installata dunque la versione di sviluppo, mi sono divertito a personalizzare questo piccolo gioiellino, ed adattarlo alle mie esigenze, più di quanto non facesse già da solo.

È infatti possibile, tramite appositi plugin, estendere ancora di più le funzionalità del programma, arrivando a coprire l’intero campo del desktop.

Ma in definitiva, cosa fa GNOME Do?

Semplice: all’inizio, lo si può utilizzare per compiere delle azioni, ossia aprire programmi, agire sui file, modificarli. Con l’arrivo della versione 0.8 e diventato poi possibile utilizzare Do addirittura come dock, e devo dire che la dockbar fornita da GNOME Do è superiore anche a progetti come AWN e Cairo Dock, che non sono mica gli ultimi arrivati.

Ma il bello arriva quando si selezionano i plugin. Si possono così esplorare i preferiti del proprio browser, esplorare gli artisti della propria collezione musicale, connettersi ad host SSH, fino ad aggiornare il proprio Twitter o pubblicare foto su Flickr.

Uno dei plugin che utilizzo di più è quello che, addirittura, fa partire le macchine virtuali di VirtualBox con un colpo di tastiera :D

E lo sviluppo non si ferma: la prossima release sarà la 1.0, e il programma migliora giorno dopo giorno, attivissimo, con bug risolti e nuove features introdotte. La dock migliora di revisione in revisione, e diventa, da mero strumento addizionale, un vero e proprio aspetto a sè del programma.

Vengono introdotte infatti, sempre più opzioni per poterla configurare al meglio.

Poco prima della mia partenza era stata introdotta addirittura una piccola scrollbar per determinare l’ingrandimento delle icone quando ci si passa sopra con il cursore, ma non so perchè al mio ritorno, quando ho aggiornato alla revisione successiva, questa caratteristica non era più presente: in compenso si può vedere che è stato migliorato lo stile dei dialoghi di Do. Quel nero è così sexy :D

In definitiva un programma che mi ha davvero stupito.

Quindi GNOME Do 1.0 sarà… una grande figata :lol:

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mar
04

ArchLinux Testing, [intel] e Xorg 1.6.0

 

Ok, oggi ufficialmente i nuovi pacchetti con driver, input e quant’altro, compreso il nuovo server X 1.6.0, sono entrati nel repository Testing.

Suggerisco quindi di abbandonare il mio repository e abilitare tranquillamente Testing, per poter avere dei driver aggiornati assieme a Mesa e varie librerie.

Abilitato Testing, basta un

pacman -Sf xf86-video-intel intel-dri libdrm mesa libgl xorg-server

da root, dopo aver disabilitato il mio repository per abbandonarlo definitivamente. Ovviamente chi non utilizza alcuni dei pacchetti sopra citati non esiti a modificare il comando.

Stessa procedura per chi usa il mio repository senza Testing abilitato. Conviene assolutamente che venga eseguita quando Xorg 1.6.0 e gli altri pacchetti approderanno in Extra.

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mar
02

Xorg-Server 1.6.0 in ArchLinux Testing

 

Ebbene, dopo un bel po’ di tempo dall’ultima release stabile, entra a far parte di ArchLinux Testing la versione 1.6.0 del blasonato server grafico.

La cosa importante da notificare è che i driver che io impacchetto per il mio personale repository a quanto pare necessitano di essere ricompilati per funzionare sotto tale server.

Per questo motivo è sconsigliato l’aggiornamento a tutti coloro che utilizzano i pacchetti forniti da me, finchè il repository non verrà da me aggiornato.

Con questo passo e chiudo.

Ad maiora :D

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feb
27

uNetBootIn: installare facilmente distribuzioni su penne USB.

 

Recentemente volendo mettere le mani in modo pesante sulla mia partizione dedicata al testing, mi sono trovato nella necessità di CD vuoti, che, ovviamente, non avevo.

Allora ho pensato bene di controllare se esistevano sistemi adatti a rendere la mia penna USB da 8 gigabyte (nuova nuova, un gioiellino :D ) un dispositivo avviabile con dentro una distribuzione Live.

Mi sono così imbattuto in uNetBootIn.

uNetBootIn è il sistema più veloce per rendere la propria penna USB una LiveUSB, e se la distribuzione che scegliamo di installarci lo prevede, anche un vero e proprio media d’installazione, come avviene, ad esempio, per Ubuntu.

Il programma usa le QT, ma per me fa lo stesso, non sono un paranoico che cerca l’integrazione ovunque.

Come si può vedere dall’immagine, possiamo scegliere una distribuzione e relativa versione, o definire un’immagine ISO a piacimento da usare; si può anche decidere di agire ad un livello radicale, ed utilizzare una determinata immagine kernel, ma ad essere onesti io non ho provato questa opzione :P

Dunque, selezionata la distribuzione che vogliamo, il programma procederà allo scaricamento dell’immagine ISO. Sono disponibili Ubuntu, Fedora, Debian, e tutte le maggiori distribuzioni sulla piazza, più qualche chicca. Ma lascio a voi la sorpresa :lol:

Dunque, scaricata la ISO della distribuzione selezionata, uNetBootIn procederà a scompattare l’immagine sulla penna USB in modo corretto, ed installerà poi il suo bootloader così da rendere il dispositivo avviabile.

Il procedimento non varia se se sceglie di agire utilizzando una immagine ISO già presente sul proprio computer: sfogliando le directory si può scegliere l’immagine ed il programma provvederà a tutto, proprio come nel primo caso.

Et voilà: penne USB avviabili per tutti.

In ArchLinux il programma è facilmente installabile da AUR, mentre per Ubuntu e altre distribuzioni, basta installare il pacchetto fornito dagli sviluppatori, che si trova sul sito ufficiale.

Enjoy :lol:

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feb
27

Yaourt adesso parla italiano!

 

Tempo fa, non avendo nulla da fare, ho avuto un’idea che si è presentata come una folgore facendomi rimanere estasiato e al contempo… seh, vabbeh.

Venutami questa idea, sono andato sul forum italiano di ArchLinux, e ho chiesto se questa idea fosse poi così brutta; l’idea in questione era quella di dotare Yaourt di una localizzazione italiana, così da poterlo rendere più appetibile agli utenti del nostro bel paese, e al contempo godere di una maggiore chiarezza nell’esecuzione del programma.

La mia idea non è parsa poi tanto male, così il buon Berseker ha cominciato a tradurre senza sosta, e nel frattempo ha dato una linea organizzativa al mio progettino. Così anch’io ho imparato come tradurreda un file .po, e in men che non si dica grazie ai prodi S4r0, Weseven, Berseker, Psykopear e, ovviamente, il sottoscritto, la traduzione è stata ultimata in un tempo da record.

La seconda parte del progetto è stata portata avanti unicamente dal portavoce Berseker, che recandosi sul bugzilla di Yaourt, ha dichiarato di avere una traduzione in mano da parte della comunità italiana.

Gli sviluppatori non se lo sono fatto dire due volte, e hanno incluso la nostra traduzione in Yaourt, cosìcchè tutti noi arcieri possiamo goderne.

Ovviamente chiunque è invitato a segnalare problemi o altro, nel frattempo io vado a godermi i fasti di questa gloriosa impresa.

:D

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feb
26

Repository: aggiornato LibDRM e xf86-video-intel

 

Post di servizio, per avvisare la seppur piccola utenza del mio repository per MESA e schede video intel, che i pacchetti di LibDRM e XF86-Video-Intel sono stati aggiornati alle verisioni più recenti: 2.4.5 per LibDRM e 2.6.2 per XF86-Video-Intel.

Malfunzionamenti da segnalare nessuno, almeno da parte mia; come al solito è gradito il feedback.

:)

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feb
15

Andrea Cimitan: renderò GNOME un gigantesco GNOME-Do

 

Letta la dichiarazione, parte l’urlo di stupore. Per chi non sapesse cosa diamine è GNOME-Do, quest’ultimo è il software che consente di avviare i programmi solo digitandone il nome, come una solta di KRunner, ma ampliabile con una serie di plugin, e ultimamente divenuto anche la mia dock di fiducia.

Solo oggi ho letto l’annuncio che recita più o meno la volontà di rendere GNOME un gigantesco Do, o almeno, questa è la mia interpretazione, se vogliamo anche forzata.

Ebbene, Andrea mette in evidenza dei commenti sul suo blog che esprimono la volontà di una funzione, nelle GTK 3.0, che permetta di attivare i comandi dei singoli programmi, anzichè tramite scorciatoie di testo, tramite la ricerca di questi con un’interfaccia simile a GNOME-Do.

In poche parole, cerchi le prime lettere del comando, questa nuova funzione autocompleta il tutto, e tu del tutto comodamente premi Invio.

Dunque, Andrea “quanto amo la mia spada laser” Cimitan si esprime favorevolmente su questo punto, dicendo a chiare lettere che qualunque utente vuole usare il suo PC, e non suonare il pianoforte; questa caratteristica sembra di non difficile inserimento nella roadmap delle GTK 3.0, quindi non resta che aspettare.

Io penso, dal mio pulpito di supremo giudice, che una cosa di questo genere sarebbe estremamente innovativa, e a me piacerebbe molto avere un desktop così interattivo.

L’unico punto da chiarire è il tempo entro il quale tutto ciò verrà attuato: GNOME non è famoso per la sua velocità, e anche se io amo alla follia questo, e l’ho anche ripetuto più volte, l’atteggiamento di belligeranza nei confronti di tutto ciò che venga a turbare la profonda quiete del progetto GNOME, a volte può dimostrarsi controproducente.

In ogni caso, Cimi, il mio “+1 for this” lo hai :D

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feb
15

Debian VS Mimetypes, problema risolto.

 

Succede a volte che un individuo, scrivendo e facendo conoscere al mondo la propria opinione sul rilascio di un dato sistema operativo (magari universale), faccia nascere un piccolo dibattito su alcune questioni di rilevanza ben più elevata.

Per esempio, la questione messa in ballo dai nuovi pacchetti in Debian Sid, i quali compromettono l’utilizzo dei mimetypes da parte di GNOME.

Telperion dunque ha segnalato il problema, proponendo la pronta soluzione.

Abilitando il repository Experimental…

deb http://ftp.it.debian.org/debian/ experimental main contrib non-free

…nel nostro sources.list, possiamo facilmente ovviare a questo problema che sembra non dare pace a parecchi.

sudo apt-get update

sudo apt-get install -s -t experimental metacity nautilus

Aggiorniamo la lista dei pacchetti, ed installiamo da Experimental Metacity e Nautilus, non ancora in Sid.

A dire il vero, molte poche cose stanno passando in Sid dopo il recente avvento di Lenny, e la cosa mi inquieta non poco; dovrò usare Experimental per il resto della vita, o potrò prima o poi rivedere qualcosa di aggiornatissimo in Sid?

Comunque, tutto è bene ciò che finisce bene; tra i due pacchetti litiganti, lo user gode :)

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feb
15

Ubuntu 9.10 sarà Karmic Koala, e abbandonerà il marrone.

 

È di poche ore fa l’annuncio ufficiale firmato da Mark Shuttleworth secondo cui Ubuntu 9.10, la versione che succederà a Jaunty Jackalope, si chiamerà Karmic Koala.

Assieme a queste parole che segnalano solo un codename e nulla di più, Mark fornisce altre indicazioni sugli obiettivi di questa prossima release.

The desktop will have a designer s fingerprints all over it - we re now
beginning the serious push to a new look. Brown has served us well but
the Koala is considering other options. Come to UDS for a preview of the
whole new look.

Insomma, da quanto possiamo leggere Ubuntu 9.10 non sarà marrone. Mi chiedo dunque che colore adotterà; forse una sfumatura migliore, o forse si cambierà completamente veste grafica. Io proporrei… un verdino? :)

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feb
15

Windows Seven: a quattro applicazioni ti uccido il cane.

 

Ho appreso da pochissimi minuti una notizia che mi ha fatto accapponare la pelle.

Già sappiamo come Microsoft sia disposta a vendere lo stesso sistema operativo in più versioni per far credere di renderlo più appetibile alla folla, quando non è così.

Da questa release, ebbene, l’arma è a doppio taglio: comprando la versione Starter di Windows Seven, infatti, dato che a Microsoft si daranno pochi soldi (relativamente), la casa produttrice si vendicherà sul nostro povero PC non permettendogli di aprire più di tre applicazioni contemporaneamente.

Nelle altre versioni, il limite non risulta essere presente, ma comunque secondo me questo fatto è assolutamente vergognoso; è pur vero che quasi nessuno comprerà mai la Starter, perchè tra preinstallazioni e fanboy non credo che nessuno mai acquisterebbe la versione base del sistema operativo Microsoft, ma cavolo.

Questo no, dai.

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feb
12

GNOME 2.25.90 entra di volata in Ubuntu Jaunty

 

Da pochi giorni gli utenti della Lepre africana si dilettano con le delizie offerte dall’ultima release instabile di GNOME. Compreso me. :D

Di nuovo, ad essere sinceri, c’è ben poco; sembra più che altro una release con molti bugfix.

Avevo citato tempo fa qualche novità, ma la cosa sembra essersi fermata lì; in sostanza, non aspettiamoci rivoluzioni con questa 2.26.

E anche se non sembra, a me questo modo di fare piace :)

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feb
11

aMSN VS EmEsEnE: chi è arrivato dove.

 

In questi ultimi giorni, molto si è parlato (copia-copia tra bloggers, me ne dispiaccio, ma in molti casi lo è stato, e senza approccio critico) delle ultime release SVN, dei rispettivi programmi di messaggistica istantanea dedicati al protocollo MSN.

Dunque, dato che avevo a portata di mano un terminale vuoto e qualche attimo libero, ho fatto il checkout del trunk sperimentale di Emesene, e clonato il GIT di aMSN; sono rimasto piacevolmente impressionato dal fatto che entrambi, dalla mia ultima prova, hanno fatto passi da gigante.

aMSN, finalmente, offre il suo frontend GTK+ che va oltre la schermata di login, arrivando persino a scaricare in maniera corretta la lista contatti; soffre di qualche bug nella conversazione, in quanto non supporta le emoticons. Si, si, avete letto bene. E non quelle personalizzate: nemmeno quelle standard.

Stesso baco pare affliggere Emesene, il quale, come il contatto prova a mandare una emoticon (standard), ci mostra un bel quadratino bianco stampandoci nel teminale un fantastico “not found” relativo al file immagine della faccina inviataci.

Tuttavia, gli scopi dei progetti sono diversi, e, sebbene Emesene 2 (codename “La Vendetta” by me) sia nato da pochissimo come ramo ipersperimentale, già surclassa in usabilità aMSN 2, il quale invece è in lavorazione da tempo immemore.

Perchè ho detto che i progetti hanno scopi diversi? Beh, non è totalmente esatto, diciamo che si prefiggono di fornire un messenger funzionale per il protocollo MSN, ma cambia il modo.

aMSN 2 punta sull’integrazione con tutti i desktop, mirando a diventare uno standard de facto tra gli utilizzatori GNU/Linux, il che non sarebbe male, mentre Emesene si pone come obiettivo il fornire il maggior numero di servizi (cam, emoticons personalizzate, chiamata audio), dotando il programma base di una sorta di scheletro, una infrastruttura in cui poi possa essere implementato ogni tipo di funzionalità sotto forma di plugin. Mai sentito parlare di Extreme Programming? Non è molto diverso.

aMSN mi ha colpito per il fatto che poco tempo fa era inutilizzabile, mentre adesso permette addirittura di chattare, mentre Emesene si è dimostrato, dopo qualche problemino dovuto al trunk che proseguiva, un degno rivale, dedicato ai soli utenti GTK+, che però pare andare dritto come una freccia.

Le uniche cose che mi deludono di Emesene, che in conclusione reputo migliore, sono l’estetica della finestra di chat, a dir poco aberrante, e la mancanza totale di una roadmap: alla lunga questo atteggiamento alla “và dove ti porta il cuore” potrebbe risultare negativo facendo degenerare il codice e generando anche qualche implosione sparsa, nonchè uccidere il vostro cane.

Per aMSN invece appare tutto ben delineato, se non fosse che, secondo me, oggi, 10 Gennaio 2009, dovremmo stare utilizzandolo da tempo.

In conclusione, stèi tiùn’d, vi terrò aggiornati :)

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feb
03

Bl@sterizza il tuo desktop: Murrina Fancy Blaster c’è!

 

Da qualche giorno su Gnome-Look.org il pubblico di questo blog può trovare un tema GTK+ fatto da me, riprendendo i colori di MurrinaFancyCandy, ma implementando alcune features interessanti e modificando là dove ritenevo che ci fossero cose poco piacevoli alla vista, poco semplici e poco… uhm… belle :)

Ho quindi riforgiato il tema, traendone fuori un giusto mix, almeno secondo me, tra semplicità e eyecandy: la prima operazione fatta è stata quella di rendere tutto l’aspetto del tema concordabile con la trasparenza RGBA, in modo che non venissero fuori parti trasparenti, si, ma fondamentalmente irreali.

Nella seconda parte del lavoro ho voluto modificare le opzioni dell’engine, aggiungerne di nuove, toglierne alcune. Insomma, pasticciare con Murrine per vedere fin dove riuscivo a spingermi.

Il download, ovviamente, potete effettuarlo qui, direttamente dalla pagina di Gnome-Look.

Mi raccomando, chiunque abbia un account sul sito votasse il mio lavoro e mi desse un feedback, sia esso positivo o negativo; potrò così vedere cosa piace e cosa non piace in questo tema.

Enjoy my theme :D

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feb
01

ArchLinux: repository dedicato a MESA e driver Intel by Bl@ster

 

Da poco, mi sono accorto che la versione di MESA nei repository ufficiali ArchLinux era la 7.2, mentre era da qualche tempo uscita la 7.3.

E con l’uscita del nuovo MESA, anche intel-dri e altri pacchetti hanno subito di conseguenza cambiamenti spaventosi, nel mio caso migliori. Quindi, senza indugiare oltre, ho impacchettato tutto ciò che mi pareva essere oltremodo vecchio, e l’ho messo sul mio spazietto online (Grazie a Luca!).

Potete quindi aggiungere già da adesso in cima al vostro pacman.conf il mio repository dedicato a tutti quei pacchetti che vengono lasciati, nei repository ufficiali, ad una versione precedente. Questo per quanto riguarda, ovviamente, le schede video Intel e MESA.

[intel]
Server = http://blaster.tuttoeniente.net/arch/intel

Sembra quasi scontato dire che se avete richieste, o volete riportare qualche baco o imperfezione, siete liberi di farlo, anzi, è apprezzato che lo facciate.

Sappiate però che non sono un mostro di programmatore, e nemmeno un grande patchatore :P

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gen
28

KDE 4.2 sui nostri schermi

 

E mentre lavoro di Pacman, quello che mi chiedo è…

Avrò mai una traybar funzionante?

:D

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