nov
07

correzioni@blogo.it – segnalateci refusi e imprecisioni nei post!

 

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Gentili lettori,

Da oggi è attivo un account di posta elettronica dedicato alle correzioni dei post su tutto il network Blogo. Interagire con gli utenti per noi è molto importante e siamo consapevoli che le vostre segnalazioni ci aiuteranno a migliorare la qualita’ dei blog: riconosciamo di esser preda di sviste e svarioni spesso imperdonabili.

Di conseguenza, se vi capita di notare errori ed imprecisioni, per favore segnalateli direttamente all’indirizzo e-mail correzioni@blogo.it così da permetterci di rimediare tempestivamente ad eventuali refusi e di pubblicare gli altri aggiornamenti necessari alle notizie già pubblicate.

Grazie di seguire insieme a noi l’attualità quotidiana, buona lettura e buon commento da tutto lo staff!

correzioni@blogo.it – segnalateci refusi e imprecisioni nei post! é stato pubblicato su Ossblog.it alle 17:33 di lunedì 07 novembre 2011.

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ott
25

Populis annuncia il nuovo Blogo: siamo il terzo polo di news online in Italia!

 

Il nostro editore Populis, fresco del premio Deloitte Technology Fast 50, ha annunciato la pubblicazione della nuova pagina di Blogo.it. La nostra homepage diventa la vetrina per leggere il meglio di Blogo e Blogosfere, e per rimanere sempre aggiornati sulle ultime top news del momento. Diviso in sette canali tematici, Blogo.it aggrega due storici blog network italiani per occupare una posizione importante nel panorama dell’informazione online nostrana – ecco cosa dice Milano Finanza:

Il nuovo Blogo diventa il terzo polo di informazione online nel nostro Paese, dopo repubblica.it e corriere.it, e la prima e autorevole fonte di informazione partecipata e indipendente nello scenario Web italiano (Audiweb View, Agosto 2011).

Come sempre ringraziamo voi lettori fedeli per questo risultato: contiamo di investire nel 2012 per migliorare sempre la qualità della nostra offerta. Siamo sempre contenti di ascoltare la vostra voce, anche quando ci sono critiche motivate e civili. Scriveteci alla mail feedback@blogo.it: ringraziamo fin da ora chi ci contatterà, terremo in considerazione tutti gli spunti e proveremo a rispondere per quanto possibile nelle prossime settimane.

Populis annuncia il nuovo Blogo: siamo il terzo polo di news online in Italia! é stato pubblicato su Ossblog.it alle 14:43 di martedì 25 ottobre 2011.

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ago
29

Problemi ai commenti su Blogo

 

La migrazione dei server Blogo, di cui vi abbiamo parlato settimana scorsa, ha lasciato qualche strascico problematico nei commenti: in molti blog non è possibile commentare normalmente. Ci scusiamo per il disagio e vi invitiamo a portare pazienza: i tecnici sono al lavoro per risolvere il disguido che ha colpito il nostro servizio Antispam, portandolo a non riconoscere più i messaggi di commento legittimi. Speriamo di essere di nuovo operativi entro la mattinata. Grazie!

Problemi ai commenti su Blogo é stato pubblicato su Ossblog.it alle 10:24 di lunedì 29 agosto 2011.

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ago
26

Blogo migra a Francoforte, un attimo di pazienza per favore

 

Messaggio di servizio: stamattina tutti i blog del network Blogo migrano alla nuova server farm tedesca che ospita i siti del nostro editore, Populis, tra i quali Excite e Blogosfere.

Vi chiediamo un po’ di pazienza per i possibili singhiozzi e piccoli contrattempi: potrebbe sparire qualche commento ed esserci qualche momento di rallentamento.

Intanto cogliamo l’occasione volentieri per ringraziarvi di stare con noi ogni giorno, leggendo e commentando le notizie con la grande community di Blogo, che dopo sei anni di pubblicazioni ormai sfiora il milione di lettori ogni giorno. Potete sempre contattarci alla mail suggerimenti@ di ciascun blog o alla mail mod@blogo.it per i problemi di moderazione.

Blogo migra a Francoforte, un attimo di pazienza per favore é stato pubblicato su Ossblog.it alle 06:00 di venerdì 26 agosto 2011.

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ago
25

Blogo migra a Francoforte, un attimo di pazienza perfavore

 

Messaggio di servizio: stamattina tutti i blog del network Blogo migrano alla nuova server farm tedesca che ospita i siti del nostro editore, Populis, tra i quali Excite e Blogosfere.

Vi chiediamo un po’ di pazienza per i possibili singhiozzi e piccoli contrattempi: potrebbe sparire qualche commento ed esserci qualche momento di rallentamento.

Intanto cogliamo l’occasione volentieri per ringraziarvi di stare con noi ogni giorno, leggendo e commentando le notizie con la grande community di Blogo, che dopo sei anni di pubblicazioni ormai sfiora il milione di lettori ogni giorno. Potete sempre contattarci alla mail suggerimenti@ di ciascun blog o alla mail mod@blogo.it per i problemi di moderazione.

Blogo migra a Francoforte, un attimo di pazienza perfavore é stato pubblicato su Ossblog.it alle 18:43 di giovedì 25 agosto 2011.

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giu
14

Stallman: Android e Google, Apple, Ubuntu e Canonical

 

Alla villa Reale di Monza, per Focus2011 di Unesco, ho incontrato Richard Stallman per una intervista. Stallman è uno dei padri del movimento hacker, nel senso originario del termine, e poi nei primi anni ‘80 è stato il fondatore della Free Software Foundation – da allora è la figura di riferimento per chi sviluppa tecnologia con una coscienza del valore che ha per l’uomo la difesa della propria libertà personale e informatica. Documentatevi sulla sua pagina ufficiale o sul profilo pubblico di Wikipedia. Abbiamo diviso l’intervista in tre parti: una per Melablog sapendo che si rischia di cadere nel flame e fanboysmo. Una seconda su Downloadblog, dove si parla di peer to peer, hacking e Facebook, e una terza centrale qui su Ossblog (dove si articola tutto il discorso su Android, sui compilatori, sul software libero contro a quello open source e tutto il resto – una nota: perfavore segnalatemi le imperfezioni nella traduzione, non sono un tecnico).

Android?

Va un po’ meglio ma non sono software libero nemmeno loro. Ci sono vari problemi con Android. Non sono a favore del termine Open perché è un concetto troppo debole, è per questo che ho fondato il movimento del software libero: pieno controllo, quattro libertà essenziali.

Le quattro libertà essenziali sono quelle spiegate nell’intervista al Manifesto che leggete qui, e sono:

La libertà di utilizzare il programma, per qualsiasi scopo; la libertà di studiare come lavora il programma, e cambiarlo nella maniera che si preferisce, apportando modifiche; la libertà di redistribuire le copie in modo da aiutare chi vuole utilizzare lo stesso programma; la libertà di distribuire copie della propria versione modificata per far partecipi tutti gli altri dei miglioramenti apportati: sono tutti elementi che hanno ancora una loro validità.

L’open source è stata una reazione successiva, una cosa nata a fine anni ‘80 per evitare di dover parlare di cosa è giusto e cosa è sbagliato – spesso il motivo era un coinvolgimento di queste persone con il mondo del software non libero: dire Open invece di Free permetteva di svicolare. Google è una questione complessa: fanno un sacco di cose, alcune buone altre neutrali, altre ancora non vanno bene. Non si può generalizzare.

Android: se ne è parlato qui sul Guardian per il lockin creato intorno ai nuovi servizi di streaming a pagamento di Youtube.

Ho letto, se cambi il software root perdi l’accesso ai servizi di streaming a pagamento di Youtube. Se possono verificare che tipo di software gira sulla tua macchina, allora non sei tu a controllarla. Il codice sorgente di Android è rilasciato come software libero, in pratica se hai un telefono Android non hai in mano un telefono libero. Molti apparecchi rendono difficile modificare la versione del kernel Linux usato da Android, può trattarsi di codice originariamente libero che perde la libertà come eseguibile. Poi c’è il problema delle applicazioni, che non sono libere, ma queste le puoi sempre cancellare, non è un gran problema. Poi c’è il problema del firmware, che non è libero: se pensi che una delle funzioni del firmware è il controllo del microfono, significa che in teoria il tuo telefono è pronto per lavorare come cimice. Poi, in molti modelli, il firmware controlla il resto del sistema e può sostituire perfino il tuo software, questo però dipende dai modelli e io non li conosco tutti quanti, ma in linea di massima è il genere di situazione che si viene a creare.

Nel fare una domanda, affibbio a Stallman l’epiteto di radicale. Mi interrompe subito e nega di esserlo, anzi dice di essere un conservatore. Mi spiega perchè, è interessante: vent’anni fa era normale avere certe libertà in ambiente informatico, poi si sono perse e ora bisogna combattere semplicemente per non perdere cose che i nostri zii davano per scontate.

Cosa ne pensi della spinta di GCC rispetto a Apple con LLVM?

Non riesco a vedere bene nel futuro, la mia palla di cristallo oggi è un po’ rannuvolata. Comunque, dato che per il software è un vantaggio essere copyleft, capirai bene perchè Apple voglia tutto il contrario, ha scopi diabolici. Quindi, perchè non aiutare a sviluppare GCC? Quando sviluppi, rilascia il codice sotto licenza GNU GPL 3 o successiva, in maniera da aiutare le forze del copyleft.

Stallman si interrompe per mettere in standby il netbook.

Vedi, questa macchina che uso è tutta libera, anche il BIOS è software libero.

Dove si compera?

Questo non è più in produzione, il nuovo modello sta uscendo in questo periodo, è un Lemote. Ce ne sono altri con BIOS e sistema libero, si trovano in giro anche se la distribuzione non è di massa. Microsoft, e le altre aziende produttrici, ti chiedono dove vuoi andare oggi: cercano di mettere le cose in questa prospettiva – noi chiediamo dove vorrai essere tra cinque o dieci anni.

La minaccia più grande alla nostra libertà personale non sono le case produttrici, sono i Governi. Che ne pensi?

I Governi stanno attaccando le libertà con uno spettro molto ampio di azione. Qui in Italia ad esempio non posso connettermi perché mi rifiuto di farmi identificare. Anche in hotel è tutto difficile, vogliono il numero di camera al momento dell’accesso in rete.

Cosa pensi del rischio di balkanizzazione dell’Internet?

E’ il termine sbagliato, penso che i Governi vogliano censura e sorveglianza. 1984. Non è importante sapere se i sistemi di controllo sono uno solo o uno per ogni nazione, è importante sapere che tutti quanti i cittadini sono schiacciati da uno scarpone equivalente.

Software libero per il Governo?

Non ho notizie specifiche, ma è molto importante per il Governo usare software libero. Dato che fanno informatica nell’interesse del cittadino, hanno la responsabilità di mantenere il controllo completo delle proprie risorse, che non devono mai cadere in mano di aziende private: mai software proprietario e mai software erogato as a service.

Brevetti software, è cambiato qualcosa o pensi che la libertà di programmare sia ancora in pericolo?

E’ in pericolo. L’Unione Europea ha in atto un progetto molto pericoloso, per un sistema di brevetto unificato su tutto il continente. E’ un’idea che in sè potrebbe essere positiva così come negativa. La stanno realizzando in senso negativo: non parlano di un piccolo particolare, ossia la completa autonomia di cui verrebbe a godere l’Ufficio Brevetti comunitario. La Corte d’Appello per le decisioni dello European Patent Organisation sarebbe gestita dallo stesso EPO. Vogliono così fortemente i brevetti software da aver ribaltato l’interpretazione del Trattato istitutivo in maniera da poter rilasciare decine di migliaia di brevetti. Documentatevi al sito della Foundation for a Free Information Infrastructure.

Ubuntu e Canonical sono un fatto positivo o negativo per il software libero?

Sono entrambe le cose allo stesso tempo. Avvicinano moltissima gente all’ambiente GNU/Linux, ma allo stesso tempo nascondono la questione della libertà e finiscono per dare l’idea che la libertà non sia un valore importante. Ubuntu offre programmi non liberi, presentandoli come una comodità ma senza rivelare che non sono veramente ok.

Stallman: Android e Google, Apple, Ubuntu e Canonical é stato pubblicato su Ossblog.it alle 10:16 di venerdì 10 giugno 2011.

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giu
01

Eric Raymond incontra Geoffrey West: urbanismo, hacking e la grama vita in azienda

 


Su Downloadblog ho postato un intervento lunghetto dove cerco di spiegare come mai il sistema di sviluppo del software libero, quello del libro La Cattedrale e il Bazaar, esce vittorioso da un confronto con le teorie del fisico Professor West: il Bazaar è come la città – mentre la corporation è come la Cattedrale, bella ma inadatta al lavoro di un hacker. Leggete tutto in questa pagina web.

Eric Raymond incontra Geoffrey West: urbanismo, hacking e la grama vita in azienda é stato pubblicato su Ossblog.it alle 10:55 di mercoledì 01 giugno 2011.

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mag
03

Giornata mondiale della Libertà di stampa, vent anni dopo la Dichiarazione di Windhoek

 

giornata mondiale libertà informazione 2011Oggi è il 3 maggio 2011, ventesimo World Press Freedom Day: è la giornata mondiale della libertà di stampa. Perché si festeggia proprio oggi? Perché risale al 3 maggio 1991 la Dichiarazione di Windhoek – la trovate sul sito Unesco – una carta destinata a delineare il futuro degli stati africani in tema di libertà di stampa.

A leggerla cosa ci troviamo? Troviamo molti punti ancora attuali: se pensate che tutto ciò fu pensato per l’Africa del 1991, un continente a pezzi forse ancora più di quanto lo è oggi, fa un discreto effetto notare come alcuni dei punti del manifesto siano perfettamente applicabili anche all’Italia del 2011, e non solo.

Naturalmente nella Dichiarazione di Windhoek manca qualcosa senza cui non leggereste questo post: internet. Le libertà digitali, le infinite possibilità che la rete offre alla libertà di espressione e di stampa erano chiaramente impensabili vent’anni fa in Europa, figuriamoci in Africa: proviamo ad approfondire dopo il salto.

Il primo punto riprende la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo: sostiene che la presenza di una stampa libera, indipendente e pluralistica sia essenziale allo sviluppo e al mantenimento della democrazia di una nazione – oltre che allo sviluppo economico.

Il secondo punto spiega cosa si intenda per stampa libera: una stampa indipendente da controllo governativo, politico, economico. Ecco: già a questo punto, qualche riflessione sull’Italia del 2011 inizierei a farla. Ma è al terzo punto della Dichiarazione che si descrive un Paese che conosciamo abbastanza bene: quello in cui viviamo.

Traduco “per stampa pluralistica, intendiamo la fine dei monopoli di ogni tipo, e l’affermazione del maggior numero possibile di quotidiani, magazine, e periodici che riflettano il raggio più ampio possibile di opinioni della comunità”. Ecco: sentire “fine dei monopoli” e pensare al sistema televisivo italiano…

Fa pensare un po’. Di fatto quello italiano non è un monopolio in senso stretto, ma non definirei esattamente Rai e Mediaset come concorrenti. È un amichevole oligopolio quello che si spartiscono, molto, molto amichevole. Ricordiamoci sempre: Dichiarazione Windhoek, Namibia 1991. Questo post: Milano, Italia 2011.

Ed è un oligopolio particolarmente problematico in quanto è tramite la televisione che la maggior parte degli italiani riceve informazioni e si forma un’opinione – Sartori aveva tratteggiato perfettamente in Homo Videns questa tendenza – Più della carta stampata, più naturalmente del web, territorio ancora relativamente libero. Libero davvero? Il web? Libero, più o meno.

Certo, la situazione italiana non è sicuramente quella che ci ha raccontato ieri Eleonora Bianchini – reduce dall’incontro MediEncounter ad Alicante – dove si sono ritrovati gli attivisti del Mediterraneo protagonisti delle rivoluzioni in Libia, Tunisia o Egitto. Rispetto a loro dovremmo stappare champagne: rispetto ad altri Paese europei, decisamente no.

Quanto si desideri chiudere un po’ il rubinetto della libertà sulla rete è evidente: pensate al Decreto Pisanu, per esempio. Decaduto? Magari: come potete leggere per esempio in questo pezzo di Guido Scorza su Wired del 31 gennaio 2011. Un decreto che potete immaginare così: come se ogni volta che salite in macchina, qualcuno vi controllasse la patente. L’impressione è che la tentazione di un giro di vite anche sul web sia forte.

Ma anche che quello stesso web conti ancora poco, e che sia più interessante mantenere il pallino del gioco in un altro campo, più facilmente gestibile: quel campo è la tv. Perché la carta stampata conta, sì – parlo dell’Italia – ma la partita del consenso vero si gioca in un altro campo, quello catodico. La bandierina meglio tenerla ancora lì.

Sono i dati usciti da Freedom House a metà aprile scorso – qui il pdf integrale – quelli in cui si descrive l’Italia come libera sul web – ecco il pdf – mentre la stessa organizzazione ci descriveva nel 2010 come “partly free” – qui pdf integrale 2010 – per quanto riguarda la libertà di stampa “tradizionale” a confermarlo indirettamente.

Una classifica quest’ultima nella quale ci troviamo in maniera imbarazzante indietro, ultimi tra i Paesi dell’area Euro insieme alla Turchia: per un quadro più completo, Fabio Chiusi scrisse questo ottimo post a riguardo. Buon 3 maggio a tutti.

Giornata mondiale della Libertà di stampa, vent anni dopo la Dichiarazione di Windhoek é stato pubblicato su Ossblog.it alle 11:26 di martedì 03 maggio 2011.

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nov
26

Vendola: Puglia open source nel 2011, ma con Microsoft!

 

Ieri son stato ad un incontro con il management di Microsoft, in sostituzione dei nostri blogger di Games e Mobile impossibilitati a partecipare. Così ho pensato bene di chiedere all’amministratore delegato di questo accordo fatto in Puglia con Vendola di cui si parlava in giro dalla sera prima, senza che i comunicati offrissero molti dettagli. In giro si leggeva già peste e corna, ad esempio qui (ma anche all’estero).

In sostanza, un fautore quasi brasiliano dell’open source come Vendola, che ci fa a bazzicare con Microsoft? Ci fa, perchè lo ribadiva ieri sera lui stesso, esiste lo spazio per un disegno di legge regionale sull’open source che coabiti con un documento d’intesa generico con Microsoft. Prendiamo per buona la cosa, non stiamo a fare i talebani e affrontiamo lo spavento di un eventuale dialogo tra bianco e nero (del resto si dice che la realtà è spesso grigia, tanto più nel mondo politico dove il cerchiobottismo è una regola di vita). E poi, può darsi che veramente esistano esigenze di una pubblica amministrazione che richiedono un fornitore con una determinata struttura e caratteristiche, esperienza, offerta.

Però… una domanda sorge spontanea: al tavolo non si è seduto a firmare nessun nome dell’open source, strano. Abbiamo provato a sentire Sinistra Ecologia Libertà, il partito di Vendola e non siamo riusciti ad avere un contatto che ci dedicasse cinque minuti per bilanciare i nostri dubbi. Non sarebbe stato meglio firmare qualcosa di trilaterale, che ne so, magari con un grosso vendor di sistemi open, o con qualche associazione come quella vista a suo tempo qui? Anche perchè, vista la recente acquisizione in campo open source di Microsoft, sorge il dubbio diabolico che poi a sedersi al tavolo restino solo loro: da una parte con il loro software chiuso, e dall’altra con il loro nuovo software aperto.

Purtroppo, sicuramente per motivi di tempo, non sembra siano ancora attivi spazi pubblici di interfaccia tra la comunità open con i suoi player di mercato e l’amministrazione regionale. Le piccole/medie aziende coinvolte in questo tavolo dovrebbero essere 4/500, e immagino che per i consulenti che lavorano con il software libero l’interesse sia alto: è una grande occasione di confronto, quasi una cosa storica. Magari nei commenti qualcuna di queste aziende coinvolte ci può già dare informazioni aggiuntive. Speriamo di scrivere ancora nelle prossime settimane con qualche notizia in più su questo centro di competenza dedicato all’open source nella Pubblica Amministrazione pugliese.

Vendola: Puglia open source nel 2011, ma con Microsoft! é stato pubblicato su ossblog alle 11:49 di venerdì 26 novembre 2010.

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