feb
12

Ricezione file via Bluetooth ed esplorazione dispositivo su Intrepid, finalmente la soluzione

 

Una delle novità carine che furono introdotte in Ubuntu Gutsy ben 16 mesi fa fu una nuova gestione del bluetooth attraverso una comoda applet che permetteva di gestire la connessione, associare i dispositivi, inviare e ricevere i files. Inoltre fu introdotta la possibilità di esplorare la memoria del dispositivo (per esempio degli smartphone) in modo semplice e veloce. A suo tempo ne tirai fuori anche un articolo su come fare.

Il dispositivo viene montato automaticamente in Nautilus !

Con l’avvento di Hardy però non solo sparì questa comoda funzione, ma anche tentando di inviare un file dal cellulare verso il pc, si riceveva un errore di impossibilità di inviare file (mentre il trasferimento computer -> cellulare ha sempre funzionato bene). Si sperava che in Intrepid le cose si sarebbero sistemate, invece non è stato cosi.

Era un bug abbastanza importante, perchè utilizzato e richiesto da molti utenti. Invece l’iter burocratico su Launchpad ci ha messo quasi 1 anno e mezzo per individuare l’errore (in obex-data-server) e proporre una soluzione funzionante.

Proprio un paio di giorni fa finalmente è apparsa la soluzione, per opera di Kenny Millington, che ha compilato una versione corretta del pacchetto obex data server e l’ha inserita nel proprio PPA. L’ho appena testata e confermo che funziona tutto alla perfezione!

Ecco i passi da seguire:

Aggiungere alla propria sources.list il repository PPA di Kenny

deb http://ppa.launchpad.net/ubuntu-kennynet/ppa/ubuntu intrepid main
deb-src http://ppa.launchpad.net/ubuntu-kennynet/ppa/ubuntu intrepid main

E autenticarlo con i seguenti comandi

sudo apt-key adv --recv-keys --keyserver keyserver.ubuntu.com C7439637E01D57142409BBC10E4031C8F236922B

Adesso aggiorniamo la lista e installiamo il necessario

sudo apt-get update
sudo apt-get upgrade
sudo apt-get install obex-data-server gnome-user-share

Adesso riavviamo il bluetooth con:

killall bluetooth-applet
sudo /etc/init.d/bluetooth restart
bluetooth-applet&

Ora aprire il menu Sistema -> Preferenze -> Personal File Sharing e spuntare le caselle “Receive files in Download folder over bluetooth“  e “Notify about received files” come nell’immagine sottostante

Fatto !!

A questo punto potrete inviare i files ed esplorare la memoria del dispositivo dal menu che appare cliccando col tasto destro nell’icona del bluetooth nella system tray .
I file ricevuti verranno invece salvati nella cartella Downloads, oppure sul Desktop (come è stato nel mio caso).

Tagged: bluetooth, intrepid, obex-data-server, ricezione, trasferimenti

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gen
30

Freerunner Party e conferenza sull’OpenMoko organizzata dal LuccaLUG

 

Diffondo volentieri la notizia che mi è stata inviata via email da Matteo Lucchesi, presidente del LuccaLUG

Domenica 8 febbraio si terrà a Lucca la conferenza: “Freerunner:
alternativa Opensource all’Iphone
“. L’occasione sarà il
primo “Freerunner Party” nazionale, organizzato dall’associazione Luccalug.
La conferenza che si terrà alle ore 17 ha lo scopo di presentare l’
ultimo terminale messo in vendita dal progetto OpenMoko,
che mira a creare il primo dispositivo mobile completamente
Opensource. Il telefono non ancora indicato per un pubblico di massa (di cui ho già parlato qui, ndr)
offre già la possibilità di utilizzare diverse distribuzioni, oltre a
quella nata dal progetto OpenMoko, troviamo Android, sistema
operativo per cellulari sviluppato da Google.
Il dispositivo equipaggiato di wifi, bluetooth, accelerometri,
touchscreen, gps e naturalmente di un kernel linux, risulta appetibile
per tutti gli amanti del sistema operativo del pinguino che desiderano
espandere la loro passione al settore della tecnologia mobile.
Durante la conferenza verrà illustrata la storia, il presente e il
futuro del progetto.
L’ occasione sarà resa ancora più interessante dallo sponsor della
manifestazione nonchè rivenditore
ufficiale nazionale, che metterà a disposizione dei partecipanti uno
sconto sui dispositivi, assieme alla possibilità
di non pagare le spese di spedizione, visto che sarà presente.

L’invito è rivolto a chi non conosce questo progetto o a chi ne ha
sentito parlare ed è curioso, sia di toccare con mano, che di
conoscere
le prospetive di questa nuova comunità.

Per approfondire:
http://openmoko.org

Per partecipare all’evento è necessario isciversi qua:
http://luccalug.it/wiki/Freerunner

   Tagged: conferenza, freerunner, openmoko, opensource, party   

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gen
11

Guida per schede wireless Ralink aggiornata

 

Ho (finalmente) trovato il tempo per sistemare la guida all’ installazione, aggiornamento e configurazione delle schede wireless con chip Ralink su Ubuntu.

Tale guida è valida per la maggioranza dei chip Ralink attualmente presenti, ed in particolare:

  • RT2400 (PCI/PCMCIA)

  • RT2500 (PCI/PCMCIA)

  • RT2570 (USB)

  • RT61 (PCI/PCMCIA)

  • RT73 (USB)

Trovate la nuova pagina (revisionata) a questo indirizzo:

http://wiki.ubuntu-it.org/Hardware/DispositiviSenzaFili/Ralink

In particolare sono state riportate le procedure di aggiornamento dei driver presenti di default nel kernel.

Nell’ordine di preferenza: utilizzo del pacchetto di backports, compat-wireless, driver legacy.

Se trovate errori o mancanze non esistate a segnalarmelo! ;)

   Tagged: driver, ralink, rt2400, rt2500, rt2570, rt61, rt73, Ubuntu, wiki   

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dic
29

linux-backports-modules-intrepid

 

Un solo pacchetto per tante soluzioni…

Cosi come era presente in Hardy, anche in Intrepid è presente il pacchetto linux-backports-modules-intrepid, che fa parte del repository “intrepid-proposed” (si abilita da Sistema > Amministrazione > Sorgenti software > Aggiornamenti).

Questo pacchetto contiene una quantità notevole di aggiornamenti per diversi driver wireless, migliorando prestazioni e stabilità.

In particolare, in questo momento il pacchetto contiene i seguenti driver:

lbm-iwlwifi-4965-2.ucode
lbm-iwlwifi-3945-2.ucode
lbm-iwlwifi-5000-1.ucode
ssb.ko
rt2400pci.ko
rt2500pci.ko
rt2500usb.ko
rt2x00lib.ko
rt2x00pci.ko
rt2x00usb.ko
rt61pci.ko
rt73usb.ko
iwl3945.ko
iwlagn.ko
iwlcore.ko
libertas.ko
libertas_cs.ko
libertas_sdio.ko
usb8xxx.ko
b43legacy.ko
p54common.ko
p54pci.ko
p54usb.ko
b43.ko
ath9k.ko
ipw2100.ko
ipw2200.ko
libipw.ko
rtl8180.ko
rtl8187.ko
zd1211rw.ko
ath5k.ko
adm8211.ko
rndis_wlan.ko
mac80211_hwsim.ko
cdc_ether.ko
rndis_host.ko
usbnet.ko
b44.ko
eeprom_93cx6.ko
lbm_cw-cfg80211.ko
lib80211.ko
lib80211_crypt_ccmp.ko
lib80211_crypt_tkip.ko
lib80211_crypt_wep.ko
lbm_cw-mac80211.ko

Notiamo la presenza dei driver Intel, Ralink, Broadcom, Prism, Atheros, Libertas e altri…

Il pacchetto segue molto più da vicino lo sviluppo dei driver wireless nel kernel di Linux, sincronizzandosi ogni tanto con delle releases stabili dei Compat-Wireless e viene aggiornato automaticamente col kernel di ubuntu.

Molti utenti riportano notevoli miglioramenti con l’utilizzo di questi driver, per cui vi consiglio almeno di provarlo se avete qualche problema di connessione wireless.
Anche perchè per tornare alla versione precedente è sufficiente rimuovere il pacchetto! ;)

   Tagged: driver, linux-backports-modules-intrepid, problemi, Ubuntu, Wireless   

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set
19

Wicd 1.5.2

 

Vi segnalo che è uscita una nuova versione di Wicd, la 1.5.2

Non l’ho ancora testata bene, ma dovrebbero esser stati corretti solamente i bug riscontrati nella precedente versione 1.5.1 (per esempio quello che impediva la rimozione).

Provatelo e ditemi voi come va ;)

La pagina per il download è qui.

      

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set
11

Openmoko Neo Freerunner, un telefono per smanettoni

 

Molti di voi avranno sicuramente sentito parlare dell’Openmoko Neo Freerunner, il telefono molto sbandierato, promosso e acclamato nella blogosfera come l’anti-iphone, l’alternativa completamente libera e opensource alla chiusura del software di Apple.

Di recente la piccola azienda che le produce ha iniziato a venderli (tramite ordini via Internet) e i primi esemplari sono iniziati ad arrivare tra le mani di speranzosi smanettoni.

Uno di questi è mio cugino, Treviño. Ho avuto quindi modo di toccare con mano questa “saponetta” e assistere a diverse fasi della sua costruzione. E tirare le mie conclusioni


Si, costruzione. Perchè è come comprare una macchina super accessoriata ma che va solo in prima marcia.
Leggi le caratteristiche tecniche di tutto rispetto (anche se con alcune gravi mancanze: fotocamera e 3G in primis) e ti aspetti di goderne appieno appena lo spacchetti. Non è cosi, purtroppo.
Il più grosso difetto di questo telefono è (attualmente) anche il suo’ più sbandierato pregio: il software.

Ci gira Linux, ci girano un sacco di distribuzioni diverse, ognuna con caratteristiche diverse e funzioni più o meno complete. E’ totalmente personalizzabile in ogni suo aspetto, ci accedi via ssh ha il terminale. Ci potresti installare miriadi di applicazioni opensource, libere e gratuite. Figo, no ?

Si, eticamente e concettualmente non fa una piega. Sono tanti i motivi per cui sarebbe da preferire ad un apparecchio come l’Apple iPhone… pieno di limitazioni, di lucchetti, di applicazioni a pagamento.

Peccato che tutto questo potenziale sia espresso in minima parte. Peccato che appena lo accendi funzionino mezze cose, che il wifi non funzioni al primo colpo, che non abbia un browser per navigare, né un programma di navigazione gps decente, che il dizionario sia solo inglese…. che la batteria non duri come ti aspetteresti, che la sospensione e la gestione energetica non sia cosi ottimizzata… eccetera.

Ok. Lo attacchi col cavo usb alla tua linux box, apri ssh e inizi a flasharlo, scaricare, compilare, patchare, provare altre distribuzioni… e dopo qualche ora di spippolamento frenetico ti accorgi che molto può essere migliorato… il gps inizia a funzionare (più o meno), l’accensione non impiega più 10 minuti, i crash si fanno meno frequenti… qualche applicazione carina inizia a comparire.
Ma… è tutto ancora disomogeneo, lento, macchinoso… estremamente complicato.
I piani futuri e le roadmap prevedono grosse novità e faville… ma intanto è cosi.

Se sono abbastanza bravo in programmazione, ho voglia e soprattutto tempo da dedicarci mi potrei mettere a modificarlo, creare patch e sperimentare. Altrimenti mi affido alle community ed ai tizi precedenti, oppure aspetto una nuova release dagli sviluppatori che mi permetterà di utilizzare un altro pezzettino del mio telefono (pagato per intero, però).

No… non ho voglia di tutto questo. Vorrei essere un utente normale e USARE il telefono che ho comprato in tutte le sue funzioni. Vorrei che facesse quello per cui è stato progettato, e lo facesse bene. Magari anche in modo gradevole e fluido. Chiedo troppo ? Forse per ora si. E’ meglio aspettare che “quei bravi ragazzi” facciano qualcosa di buono e si diano da fare.
In futuro ne riparleremo e rivaluteremo…

Il progetto è buono e lungimirante, ma ancora è molto distante dalla concorrenza e dal mercato di massa. In un telefono il software ha forse più importanza dell’hardware… sono cose imprescindibili, ancor più che su un computer.

Se volete anche l’opinione di un Freerunner-user, vi incollo quanto ha scritto Treviño in un thread dedicato sul forum di Ubuntu-it

Salve, come vi ha detto il mio “cuginaccio” in effetti ho un Freerunner da quasi due mesi e beh… Non potevo esserne più contento (nonostante AleXit mi avesse sconsigliato da sempre l’acquisto e continui a denigrare la mia povera saponetta Tongue).

Sicuramente se pensate che sia come avere un cellulare “normale” tra le mani, vi sbagliate di grosso, la vita con il neo è fatta di lunghe sessioni ssh, di aggiornamenti di kernel e rootfs (”flashaggi”), di installazioni e configurazioni di pacchetti nonché di compilazioni on la Openmoko toolchain (se volete smanettare più del dovuto, [ri]compilandovi sorgenti per il Moko sul PC), ma cosa volete… È questo quello che voglio farci!

Certo, se a me bastasse un uso “normale” del cellulare ci avvierei ogni giorno la partizione dell’SD su cui ho installato Qtopia, come ho fatto quando sono andato in vacanza [5 giorni dopo averlo ricevuto]: lì tenendolo acceso ~17 ore al giorno l’ho ricaricato solo 4 volte in 16 giorni ed avevo tutto ciò che serviva con la stabilità che ci si aspetta da un cellulare, ma certamente non potevo sfruttare l’hardware totalmente: dagli accelerometri al GPS fino al Wifi (che in teoria fa, ma senza un browser o altri strumenti di rete ci si fa poco).
Aggiungo comunque qui, che deve essere pubblicata “presto” (non lasciano trapelare di più quelli di Nokia/Trolltech) qtopia 4.4 che conterrà un browser basato su webkit ed una gestione del GPS oltre a tante altre cosucce di cui non ci è dato troppo sapere.

Ora, però, qtopia è un buon sistema rapido e veloce, ma a parte il fatto che ti permette di ricompilarlo (magari patchando i suoi sorgenti per migliorare gli aspetti che sono da affinare) e personalizzarlo esteticamente, non ti fa sentire ancora totalmente un Freerunnner, visto che limitandoti al suo ambiente [si avvia su framebuffer] non ti consente di avere la libertà d’uso che invece questo apparecchio ha come fine.

Per tanto, da quasi subito (anche per correggere un problema che avevo con Xglamo – il server grafico) ho installato la versione in fase di sviluppo, denominata prima ASU e poi 2008.8/.9/[...].
Inizialmente non era il massimo dell’usabilità, sicché prima passai a FSO (una distro molto leggera con uno stack telefonico tutto in python) e poi in un paio di giorni, patchandomi mezzi sorgenti, mi creai una distribuzione “ibrida” che usava Enlightenment (con Illume) come desktop più le applicazioni telefoniche del “vecchio” stack GTK (Om2007.2 – quello preinstallato) garantendomi una certa stabilità ed usabilità [ed appariva così].
Adesso invece la versione “ASU” (Om2008.9) ha una discreta stabilità ed io ormai la uso quotidianamente senza grossi problemi (se non mi metto a smanettarci troppo quando mi serve Tongue); ho risolto anche i problemi con il chip Glamo ed Xglamo patchandomi il kernel e adesso non ho quasi nulla di cui lamentarmi; ho tutto quello che mi serve:
- Uno stack telefonico maturo (Qtopia-x11)
- Gestione di base delle impostazioni del telefono
- Gestione del wifi semplice
- Due browser (minimo e midori)
- Un software per il GPS (TangoGPS che consente anche di mappare)
- Un software di navigazione GPS (Navit, che però non uso perché per ora ho la SD troppo piccola per tenerci le mappe Tongue)
- Pidgin (che uso tranquillamente per MSN)
- Qualche applicazioncina per svagarmi

Il bello è che mentre si lavora a rendere un cellulare stabile si imparano un sacco di cose su un mondo, quello della telefonia, di solito poco conosciuto a livelli di implementazione software… Considerate che ieri volevo risolvere dei problemi di qtopia (ed intendo sia la versione “standalone” che quella che gira su X11 adottata dalla distro ASU), ed in tre ore mi sono snocciolato i sorgenti che mi interessavano per implementare il supporto di cose che ritenevo abbastanza importanti (filtraggio dei contatti tramite tastiera, ricomposizione dell’ultimo numero chiamato, supporto per le chiamate USSD [tipo *123# della wind]). Insomma, anche se si reinventa la ruota, da soddisfazione!

Visto che sono troppo impegnato a lavorare sul “pezzo” e che gli altri impegni incombono non ce la faccio a riportare tutto in foto od articoli ben strutturati, quindi un po’ della mia vita col Freerunner la trovate qui:
- http://www.3v1n0.net/openmoko/

Bye!

Credo di avervi presentato la cosa in maniera oggettiva.

A voi la scelta :)

(e scusate il titolo un po’ provocatorio… :P )

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ago
26

Wicd 1.5.1 ecco la versione stabile

 

Una bella novità che mi ritrovo al rientro dalle vacanze è il rilascio della versione stabile di Wicd, l’ormai stafamoso gestore di connessioni wireless e wired, giunto alla versione 1.5.1. Dopo un lungo beta test e un susseguirsi infinito di Releases Cadidate, ecco finalmente la tanto agognata stable !

Delle novità di Wicd 1.5.x ho già parlato qualche tempo fa e da allora non ci sono stati sostanziali cambiamenti nelle caratteristiche… più che altro bugfix.

Network Manager 0.7 sta facendo passi da gigante, ma per adesso Wicd rimane sempre una spanna sopra in funzionalità, velocità e stabilità !

Il pacchetto .deb per tutte le versioni di Ubuntu (e Debian) si trova qui. Il repository non è ancora aggiornato, ma presumo che lo sarà a breve.

L’upgrade dalla versione 1.4.x dovrebbe avvenire automaticamente senza problemi, importando tutte le precedenti configurazioni. Ricordo inoltre che Wicd è incompatibile con Network Manager, per cui sarà necessario disinstallare quest’ultimo prima di procedere all’installazione del pacchetto di Wicd.

A differenza delle versioni precedenti, Wicd 1.5 non utilizza più la cartella /opt/wicd per l’installazione dei files, ma segue gli standard di Linux, installandosi in /etc/wicd e /usr/lib.

Per far partire l‘icona nella system tray (dopo aver avviato il servizio) è adesso necessario scrivere “wicd-client” nel terminale, oppure inserirlo in avvio automatico in Sistema -> Preferenze -> Sessioni

Come sempre vi invito a segnalare eventuali bug e problemi nel forum ufficiale di Wicd o su Launchpad.

Saludos ;)

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lug
28

“La desktop experience di Mac Os X è superiore”. Mark Shuttleworth

 

Prima di dare le mie considerazioni, vi riporto un pezzo dell’intervista di Mark Shuttleworth, (il papà di Ubuntu, per chi non lo sapesse) al sito derStandard.at, risalente a qualche giorno fa.

Ecco una mia (libera) traduzione:

derStandard.at: Se guarda il mercato attuale dei desktop c’è un sistema operativo che sta crescendo significativamente e non è Linux, è OsX. Quale crede sia la ragione di questo?

Shuttleworth: Prima di tutto dovremmo capire questo, che è un’osservazione importante: il fatto che OS X stia crescendo ci dice che Windows si sta indebolendo. Il fatto che OS X stia crescendo e Linux no, ci dice che OS sta offrendo cose che Linux non offre. Una di queste è il ritmo del cambiamento, il livello di innovazione. Dobbiamo veramente riconoscere che Apple è un motore d’innovazione. Un’altra di queste cose è la loro attenzione alla “web experience“. Loro, e non Microsoft, riconoscono fermamente che è il web la “killer application” dei PC oggi.
C’è una grande opportunità per noi di offrire una grande web experience, ma dobbiamo impegnarci molto nel farlo.

derStandard.at: Dunque per lei OS X è più interessante di Windows ?

Shuttleworth: Per me si, OS X è più interessante. Credo che il software libero sia la più sorprendente piattaforma per l’innovazione, ma credo che questa innovazione deve tendere anche a seguire la “via più facile”, la gente di solito sceglie la via con difficoltà minore: si vogliono esprimere le proprie idee e lo si vuol fare nel modo più facile possibile. E al momento non offriamo un luogo particolarmente semplice in cui andare ad esprimere la propria tecnologia.
Ovviamente ci sono delle eccezioni, guardate ai plugins di Firefox, per esempio. Una volta che Firefox ha raggiunto lo stesso livello di funzionalità di Internet Explorer, c’è stata una esplosione del numero di plugins. Questa è stata spinta da gente che pensava “ho una idea su come migliorare il browser”. E quale era il modo più facile per farlo? Scrivere un plugin per Firefox! E credo che questo ci dovrebbe dire molte cose…

derStandard.at: Quali sono gli ostacoli principali che frenano il successo di Linux sui desktop?

Shuttleworth: Penso che ancora non riusciamo a fornire una soddisfacente “user experience”. Penso che forniamo una user experience (buona) per chi ha un motivo nel voler stare su piattaforma Linux, sia per il prezzo che per la libertà. Se questo è il tuo motivo principale, Linux è la risposta giusta.

Ma se sei uno a cui non importa molto il prezzo, a cui non importa molto la libertà, non penso che possiamo dire che un desktop Linux offra la miglior esperienza possibile. E c’è qualcosa che dobbiamo cambiare, c’è qualcosa su cui mi sto impegnando a lavorare, focalizzando l’incremento delle risorse di Canonical nel capire come possiamo spingere la desktop experience fino a competere con Mac OS X.

Chi si aspettava risposte di parte da Mr. Ubuntu rimarrà deluso: Mark riesce a sorprenderci con un giudizio obiettivo sul mercato attuale dei sistemi operativi. Non è uno di quelli che pensano che Linux sia migliore a priori, senza dubbio. Non ha le bende (da nerd) sugli occhi. Si guarda attorno… osserva il mercato ed i concorrenti per capire quali punti hanno poco successo sono da migliorare. Questo vuol dire essere intelligenti. Davvero i miei complimenti.

Chiunque abbia provato Mac OS X per più di mezzora non potrà che concordare con lui. Io stesso dubitavo del sistema operativo della Apple fino a quando non ci ho messo le mani, ed ho capito veramente il perchè fosse tanto elogiato da chi lo utilizzava…

Io che venivo da una giovinezza informatica windowsiana, seguita fermamente dalla scelta di Linux appena sono stato capace di intendere e volere, non posso negare di essere rimasto colpito da OS X.

Superata la prima fase di sbigottimento e ambientazione, sono rimasto allibito di quanto fosse facile – per l’utente normale – compiere “le solite azioni”. Il regno del plug&play e del drag&drop, dove disinstallare un’applicazione è tanto facile da essere quasi contro intuitivo (trascinando l’icona nel cestino). Tante piccole e semplici accortezze che ti fanno domandare “ma perchè nessuno ci ha mai pensato prima?! “.
E più lo usi più ti accordi di quanti aspetti siano stati scopiazzati dagli altri (prima tra tutti, la dock)… e pensi che forse un motivo ci sia davvero.

Un aspetto gradevole, pulito, essenziale ed elegante. Effetti grafici si, ma quanto basta. Senza esagerare. Un rivestimento esteriore che non fa altro che decorare adeguatamente un motore solido, sicuro e performante. Ovvio, perchè è UNIX inside.

Una simbiosi con l’hardware perfetto. Certo è anche più facile quando il sistema operativo è fatto per la macchina, e la macchina è fatta per ad-hoc per lui. Che sia anche questo il segreto di Mac ?

Una tipica Apple Fangirl

Al di là delle assurde guerre tra Fanboy di Steve Jobs e anti-Fanboy, da chi impazzisce per ogni mela che vede e per chi ne è allergico (anche quando sono più che buone)… tra chi fa file notturne per sborsare felicemente 500 euro di smartphone e chi piuttosto preferisce comprare saponette tutte da costruire e migliorare pur di dare un euro alla Apple. Bisogna essere oggettivi.
Valutare i successi degli altri prodotti per migliorare il proprio. Capire la risposta dei consumatori senza pregiudizi, senza voler correre ostinatamente a testa bassa… col rischio di sbatterla nel muro.

Shuttleworth è stato uno dei primi a capire questo e volere un Linux “per esseri umani” … non specificatamente nerd ;)

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lug
24

linux-backports-modules-hardy, adesso include i compat-wireless (e non solo)

 

Eseguendo i quotidiani aggiornamenti di Hardy, questa mattina ho avuto una piacevole sopresa:

Insieme all’aggiornamento al kernel 2.6.24.20.22 ho trovato anche quello del pacchetto linux-backports-modules-hardy, di cui ho già parlato poco tempo fa.

La novità non è solo nel numero di versione (che segue il kernel, ovviamente) ma anche di un consistente incremento dei moduli presenti !

Infatti, oltre ai moduli che erano già presenti, ovvero:

  • Intel iwl3945 e iwl4965 + relativi firmware
  • Ralink rt2×00 (rt2400pci, rt2500pci, rt2500usb, rt61pci, rt73usb)

Fanno la loro comparsa anche gli altri moduli del pacchetto compat-wireless, ovvero:

  • Broadcom b43 e b43legacy
  • Intel ipw2100 e ipw2200
  • Prism P54 PCI e USB
  • Atheros ath5k
  • Libertas
  • ZyDAS zd1211rw
  • adm8211
  • Realtck rtl8180 e rtl8187

Oltre a quest moduli wireless, troviamo anche aggiornamenti per:

  • Intel igb ed e1000e
  • uvcvideo (driver webcam)
  • Broadcomm bcm5974 (driver per il multi-touchpad del MacBook Air and Macbook Pro)

Se vi interessa lo changelog completo, lo trovate qui.

Tutti i possessori di questi chip (che sono il 90% dei chip wireless attualmente in commercio) sono dunque invitati a testare questo pacchetto pieno di aggiornamenti.

Se non ce l’avete ancora, basta abilitare il repository hardy-proposed e insallare il metapacchetto linux-backports-modules-hardy

Ancora una volta, un grazie ai MOTU ;)

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lug
23

Network Manager 0.7, pacchetti deb per Ubuntu Hardy

 

Forse avrete già letto nella blogosfera notizie sulla versione 0.7 di Network Manager, considerato dai suoi stessi creatori il “nuovo Chuck Norris“. Forse perchè guardando le features e lo changelog rispetto alle versioni 0.6.x, ci si meraviglia di quante cose riesca a fare…

Premetto: la versione 0.7 ha in comune con le precedenti solo il nome. Tutto il resto è stato cambiato, riscritto, migliorato. C’è voluto molto lavoro e molto tempo, ma i risultati si iniziano ad apprezzare.

Benché l’idea di base e la struttura di Network Manager 0.6.x siano sempre state ottime, sopratutto per l’integrazione col sistema e con GNOME, i problemi e le mancanze di questo piccolo (ma importante) tool di gestione ha da sempre dato molti grattacapi agli utenti, soprattutto quelli alle prime armi che si aspettavano che la connessione wireless semplicemente funzionasse con due click, cosi come è negli altri sistemi operativi, e cosi come dovrebbe essere al giorno d’oggi. Molti si sono scoraggiati, i più esperti si sono affidati al sempre ubbidiente Terminale, altri dopo aver cercato e chiesto aiuto hanno trovato valide alternative (Wicd, in primis) ma alcuni avranno sicuramente abbandonato il cd di Linux in un cassetto, in attesa di tempi migliori.

Gli sviluppatori GNOME non sono certo rimasti insensibili alle critiche e alle proteste… riscrivendo il programma quasi completamente da zero, tappando buchi e aggiungendo bottoni e pannelli.
Il risultato non è ancora completo e stabile (siete avvertiti), ma già più che utilizzabile, soprattutto se siete curiosi e smanettoni.

Se invece avete paura o non volete rischiare di “sputtanare” il sistema, allora NON installate i prossimi pacchetti, e aspettate la versione stabile.

Prima qualche immagine per creare suspence: :)

Se siete interessati, potete trovare tutti gli screenshots in questo ottimo articolo.

Ed ora un po’ di fatti:

  • Supporto per IP e DNS statici, sia per qualunque tipo di connessione
  • Wired
    • Autenticazione 802.1x
  • Wireless
    • Modalità Infrastruttura e Ad Hoc
    • Impostazione BSSID e MAC statici per ogni connessione
    • MTU impostabile
    • Supporto per WEP, LEAP, WPA1, WPA2 personal e enterprise
  • Connessioni Mobili
    • GSM, GPRS, UMTS, HDSPA
    • Supporto protocollo PPP con autenticazione e compressione e echo
  • VPN
  • DSL
    • Supporto completo a connessioni PPPOE
    • Autenticazione e connessione automatica
  • Periferiche attive multiple

Se vi siete convinti a testarlo, trovate i pacchetti necessari nel repository PPA di Alexander Sack, il mantainer ufficiale di Network Manger per Ubuntu.

E’ sufficiente aggiungere al file /etc/apt/sources.list le seguenti righe:

deb http://ppa.launchpad.net/network-manager/ubuntu hardy main
deb-src http://ppa.launchpad.net/network-manager/ubuntu hardy main

e dunque aggiornare con i consueti

sudo apt-get update
sudo apt-get upgrade

Questo provvederà ad aggiornare il vostro network manager alla versione 0.7 (beta). Saranno inoltre aggiornate le librerie necessarie, e una nuova versione di wpasupplicant.

Nel caso aveste sostituito in passato network manager con wicd, sarà sufficiente installare i pacchetti network-manager e network-manager-gnome (wicd verrà rimosso in automatico).

Affinchè l’applet parta in automatico all’avvio, verificare che in Sistema -> Preferenze -> Sessioni sia presente e attivata “nm-applet“. In caso contrario, aggiungerla.

Dai test che ho effettuato fin’ora, sembra funzionare tutto correttamente senza particolari problemi. Ancora il supporto VPN e IPv6 non è completamente abilitato, ma è presente in SVN.

Se volete che all’avvio della sessione non sia richiesto ogni volta lo sblocco del portachiavi, aprite il pannello “Autorizzazioni” in Sistema -> Amministrazione. Qui, andate alla voce network-manager-settings -> system -> modify sistem connections. Sulla destra, sotto “Autorizzazioni implicite” cliccate nel tasto “Modifica“, e assegnare “Yes” alla voce “Console attiva“. Al riavvio non dovrebbe esser richiesto più niente… ;)

Sicuramente una spanna sopra il vecchio Network Manager, ma per certi cose anche a Wicd (in attesa di confrontarlo con la prossima versione stabile 1.5, in uscita a breve).
Speriamo che sia incluso di default nella prossima versione di Ubuntu, la Intrepid ;)

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lug
16

Ubuntu Hardy on Macbook 4,1 (Penryn)

 

Trovo finalmente il tempo di scrivere questa guida, come promesso… Mi scuso per l’assenza degli ultimi tempi, ma gli impegni, soprattutto universitari, mi hanno concesso poco tempo…

Ormai sono un felice possessore dell’Apple Macbook dal quasi due mesi, per cui posso trarre le mie conclusioni e raccontare la mia esperienza di installazione di Ubuntu 8.04 “Hardy Heron”.

In realtà tutta la procedura è stata estremamente semplice e senza particolari intoppi. Ho seguito le varie guide e consigli trovati in rete, e tutto ha funzionato quasi al primo colpo.

In particolare le mie guide di riferimento sono state proprio quelle ufficiali:

  • MacBookSantaRosa , sul wiki della nostra Comunità Ubuntu-it (in italiano, dunque)
  • MacBook , wiki supercompleto della Comunità internazionale (in inglese)
  • MacBookSantaRosa , sempre in inglese, ma specifico per la versione “SantaRosa”

In realtà la macchina che ho io è stata aggiornata leggermente a Febbraio 2008 (MacBook 4,1) e rispetto alla versione precedente questa monta una cpu Intel Core2Duo di tipo “Penryn” e altre modifiche più o meno piccole (di cui forse la più importante è la scheda wireless).

In generale però, le guide per MacBook SantaRosa si adattano benissimo anche a questo modello, almeno per un 90%.

Visto che la maggior parte delle procedure si trova già nelle guide che ho linkato, mi limiterò a fare un breve resoconto dei passaggi che ho seguito, omettendo di fare inutili copia/incolla. Fate riferimento a quelle guide per i dettagli !

Andiamo con ordine…

PREPARAZIONE DEL SISTEMA

Per preparare il sistema (con MacOs installato di default) ad una installazione di Ubuntu/Linux, è necessario installare rEFIt, che permetterà di scegliere al boot se avviare la partizione di Mac o quella di Linux. Si scarica dal sito ufficiale e si installa in due click (su MacOs).

Fatto questo, passiamo a partizionare. Bisogna ridurre la dimensione della partizione di MacOs per lasciare un po di spazio per Ubuntu. E’ possibile far questo via terminale con il comando

sudo diskutil resizeVolume disk0s2 50G

ma il modo più facile e intuitivo è probabilmente attraverso Bootcamp.

Una volta creata la partizione, inserire il cd live di ubuntu e riavviare. Per avviare da cd, tenere premuto il tasto C all’accensione. Installare ubuntu normalmente… seguendo la procedura standard.

Al momento di partizionare (meglio farlo manualmente) controllare che siano presenti solo la partizione di MacOs e un’altra, che formattermo Ext3 gli assegneremo / come punto di mount.

Dopo aver completato l’installazione, al riavvio dovrebbe essere possibile, con rEFIt, scegliere quale sistema avviare.

Se cosi non dovesse essere, provare questa procedura.

Se tutto è andato come previsto, dovreste essere già sul Desktop di Ubuntu !

PERIFERICHE

Ubuntu Hardy riconosce automaticamente quasi tutte le periferiche. Questo è il risultato di “lspci

00:00.0 Host bridge: Intel Corporation Mobile PM965/GM965/GL960 Memory Controller Hub (rev 03)
00:02.0 VGA compatible controller: Intel Corporation Mobile GM965/GL960 Integrated Graphics Controller (rev 03)
00:02.1 Display controller: Intel Corporation Mobile GM965/GL960 Integrated Graphics Controller (rev 03)
00:1a.0 USB Controller: Intel Corporation 82801H (ICH8 Family) USB UHCI Controller #4 (rev 03)
00:1a.1 USB Controller: Intel Corporation 82801H (ICH8 Family) USB UHCI Controller #5 (rev 03)
00:1a.7 USB Controller: Intel Corporation 82801H (ICH8 Family) USB2 EHCI Controller #2 (rev 03)
00:1b.0 Audio device: Intel Corporation 82801H (ICH8 Family) HD Audio Controller (rev 03)
00:1c.0 PCI bridge: Intel Corporation 82801H (ICH8 Family) PCI Express Port 1 (rev 03)
00:1c.4 PCI bridge: Intel Corporation 82801H (ICH8 Family) PCI Express Port 5 (rev 03)
00:1c.5 PCI bridge: Intel Corporation 82801H (ICH8 Family) PCI Express Port 6 (rev 03)
00:1d.0 USB Controller: Intel Corporation 82801H (ICH8 Family) USB UHCI Controller #1 (rev 03)
00:1d.1 USB Controller: Intel Corporation 82801H (ICH8 Family) USB UHCI Controller #2 (rev 03)
00:1d.2 USB Controller: Intel Corporation 82801H (ICH8 Family) USB UHCI Controller #3 (rev 03)
00:1d.7 USB Controller: Intel Corporation 82801H (ICH8 Family) USB2 EHCI Controller #1 (rev 03)
00:1e.0 PCI bridge: Intel Corporation 82801 Mobile PCI Bridge (rev f3)
00:1f.0 ISA bridge: Intel Corporation 82801HEM (ICH8M) LPC Interface Controller (rev 03)
00:1f.1 IDE interface: Intel Corporation 82801HBM/HEM (ICH8M/ICH8M-E) IDE Controller (rev 03)
00:1f.2 IDE interface: Intel Corporation 82801HBM/HEM (ICH8M/ICH8M-E) SATA IDE Controller (rev 03)
00:1f.3 SMBus: Intel Corporation 82801H (ICH8 Family) SMBus Controller (rev 03)
02:00.0 Network controller: Broadcom Corporation BCM4328 802.11a/b/g/n (rev 03)
03:00.0 Ethernet controller: Marvell Technology Group Ltd. Marvell Yukon 88E8058 PCI-E Gigabit Ethernet Controller (rev 13)
04:03.0 FireWire (IEEE 1394): Agere Systems FW323 (rev 61)

RETE: ETHERNET e WIRELESS

Per prima cosa, andiamo ad attivare la connessione internet. La scheda di rete Gigabit Ethernet funziona già da subito senza problemi. Basta collegare il cavo e siete già su internet ! ;)

Per la wireless c’è invece da fare qualche piccolo passaggio. Il chip wireless presente è un Broadcomm BCM4328, che supporta le modalità 802.11a/b/g/n. Purtroppo questo chip non è ancora supportato dai driver opensource b43, per cui dobbiamo affidarci a Ndiswrapper.

Installiamo Ndiswrapper con

sudo apt-get install ndiswrapper-utils-1.9

e successivamente installiamo i driver corretti con questi comandi

wget http://ftp.us.dell.com/network/R151517.EXE
mkdir driver
unzip -a R151517.EXE -d driver/
cd driver/DRIVER/
sudo ndiswrapper -i bcmwl5.inf
sudo ndiswrapper -l
sudo ndiswrapper -m
sudo modprobe ndiswrapper

A questo punto la vostra interfaccia wireless dovrebbe essersi attivata. Potete configurarla con Network Manager o Wicd.
Se tutto funziona, aggiungete al file /etc/modules il modulo “ndiswrapper” per caricarlo in automatico all’avvio.

TOUCHPAD

Per impostare il touchpad, abilitando anche lo scroll con due dita, seguire le istruzioni nei wiki sopra citati.

TASTI FUNZIONE

Per abilitare i tasti Fn, Eject, aumento/diminuzione luminosità e audio, utilizziamo il programma pommed.

Per installare una versione più aggiornata rispetto a quella dei repository ufficiale, aggiungiamo il seguente repositori al file /etc/apt/sources.list

deb http://ppa.launchpad.net/mactel-support/ubuntu hardy main
deb-src http://ppa.launchpad.net/mactel-support/ubuntu hardy main

Salviamo, e aggiornamo con i consueti

sudo apt-get update
sudo apt-get upgrade

E’ probabile che vengano aggiornati anche altri pacchetti. Fatelo senza problemi

Adesso installiamo pommed con

sudo apt-get install pommed

AUDIO

La scheda audio (HDA Intel) dovrebbe essere già riconosciuta e funzionante. Se non sentite alcun suono, accertatevi che i livelli del mixer audio siano alzati, e gli interruttori attivati (compresi quelli del canale “front“).

Se ancora non sentite niente, può essere necessario editare il file /etc/modprobe.d/options inserendo la seguente riga

options snd_hda_intel model=mbp3

WEBCAM iSight

Per configurare la webcam integrata isight, seguire questa procedura.

VIDEO 3D E COMPIZ

La scheda video Intel X3100 è subito riconosciuta, compresa accelerazione 3D.
E’ possibile dunque abilitare Compiz già da subito. Ed è veloce e scattante ;)

CPU e ACPI

Per regolare in automatico lo scaling delle frequenze ed il risparmio energetico del processore, installare da repository il pacchetto cpufrequtils.
Può essere utili e comodo aggiungere al pannello di Gnome l’applet che visualizza la “variazione di frequenza della CPU“. Tramite questa applet è possibile anche settare la frequenza e impostare uno dei quattro profili disponibili (Conservative, Ondemand, Performance, Powersave). Da quanto ho visto io, il profilo Ondemand è adatto praticamente in ogni situazione.
Non è scontato che il profilo Powersave (che imposta la frequenza più bassa possibile) aumenti la durata della batteria. Anzi, diminuendo la frequenza, aumenta di conseguenza il tempo di esecuzione… e il processore “sforza”. La politica “ondemand” sfrutta il processore al massimo solo quando serve davvero, ottimizzando al meglio potenza ed energia.

Se non riuscite a variare la frequenza dall’applet, provate questo fix:

sudo chmod +s /usr/bin/cpufreq-selector

La gestione dell’ACPI in generale è ancora un po’ problematica. Il modulo di sistema che dovrebbe gestire temperature e ventole applesmc, sembra infatti non funzionare ancora bene su questo modello di macbook. In particolare, sembra che le temperature vengano correttamente rilevate, mentre la velocità della ventola no. Questo non vuol dire che non funziona, ma solo che non la possiamo impostare e regolare come vorremmo.

L’unico inconveniente che per ora ho riscontrato nell’utilizzo di Ubuntu (rispetto a MacOs) è la gestione energetica e delle temperature. Ma d’altra parte è normale che sia cosi. MacOs è un sistema operativo ottimizzato al massimo per l’hardware su cui deve girare, un integrazione totale tra macchina e sistema operativo che è impensabile in altri SO.
Questo semplicemente perchè è stato progettato per l’hardware su cui deve girare, e non (come in windows) il contrario. E forse la vera forza di MacOs è proprio questa… e non ha eguali.

Speriamo che nelle prossime versioni del kernel applesmc venga corretto… poi sarà tutto perfetto!

CONCLUSIONI

Installare Ubuntu (e similmente, qualsiasi distribuzione Linux) su MacBook è veramente semplice, e non porta via più di una mezzoretta. Il tutto senza problemi, e soprattutto senza compromessi. Sono rimasto veramente soddisfatto dalla reattività del sistema, in ogni sua parte…

Aggiornerò questo resoconto man mano che trovero nuovi how-to e aggiornamenti interessanti!

Stay tuned!

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mag
02

linux-backports-modules-hardy: schede wireless Intel e Ralink al top

 

Buone notizie per tutti i possessori di schede wireless Intel e Ralink:
nei repository di Ubuntu Hardy è disponibile un pacchetto di backports contenente driver e firmware aggiornati per i vostri chip !

In dettaglio:

  • Intel iwl3945 e iwl4965
    Driver e firmware aggiornati. Adesso funzionano pure il LED ed il tasto di accensione dei portatili.
  • Ralink rt2×00 (rt2400pci, rt2500pci, rt2500usb, rt61pci, rt73usb)
    Driver aggiornati alla versione 2.1.14. Maggiore stabilità e prestazioni della versione presente in Hardy di default.

Se avete uno dei chip elencati, l’installazione di questo pacchetto è STRA-CONSIGLIATA!

sudo apt-get install linux-backports-modules-hardy

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apr
29

Compiz-Check: uno script per testare il sistema e risolvere i problemi

 

Compiz CheckStamattina leggendo i feed del Planet di Compiz-Fusion, ho trovato la notizia di uno script molto utile: Compiz-Check. Come si legge nel blog dell’autore (Forlong), Compiz-Check è uno script che verifica se Compiz può funzionare nel sistema e in caso negativo dice il perchè e propone delle soluzioni.

Il risultato dello script può essere molto utile come informazione aggiuntiva da allegare alle richieste di aiuto nei forum di Compiz Fusion o delle varie distribuzioni.

Lo script supporta GNOME, KDE e Xfce ed è indipendente dalla distribuzione Linux scelta.

Consiste principalmente in 3 parti:

  1. Informazioni rilevanti sul sistema
  2. Esegue alcuni test specifici per Compiz
  3. Verifica la presenza di problemi con l’hardware o con la configurazione in uso

Ecco un esempio del risultato nel mio sistema:

Gathering information about your system...

 Distribution:          Ubuntu 8.04
 Desktop environment:   GNOME
 Graphics chip:         ATI Technologies Inc Radeon RV250 [Mobility FireGL 9000] (rev 01)
 Driver in use:         radeon
 Rendering method:      AIGLX

Checking if it's possible to run Compiz on your system…

 Checking for texture_from_pixmap…               [ OK ]
 Checking for non power of two support…          [ OK ]
 Checking for composite extension…               [ OK ]
 Checking for FBConfig…                          [ OK ]
 Checking for hardware/setup problems…           [ OK ]

Installarlo è semplicissimo:

wget http://blogage.de/files/3478/download -O compiz-check
chmod +x compiz-check

e si esegue con:

./compiz-check

L’uso di questo script mi è stato molto utile, in quanto mi ha permesso di risolvere in un baleno il problema della blacklist di alcuni dispositivi video abbinati ai driver opensource radeon (con i quali compiz funziona benissimo…)

Ecco infatti come era il primo risultato che ho avuto:

Gathering information about your system...

 Distribution:          Ubuntu 8.04
 Desktop environment:   GNOME
 Graphics chip:         ATI Technologies Inc Radeon RV250 [Mobility FireGL 9000] (rev 01)
 Driver in use:         radeon
 Rendering method:      AIGLX

Checking if it's possible to run Compiz on your system…

 Checking for texture_from_pixmap…               [ OK ]
 Checking for non power of two support…          [ OK ]
 Checking for composite extension…               [ OK ]
 Checking for FBConfig…                          [ OK ]
 Checking for hardware/setup problems…           [WARN]

Something potential problematic has been detected with your setup:
 Warning: Laptop using radeon driver. 

Would you like to know more? (Y/n) y

 It has been detected, that you are running a laptop with an ATI chip.
 The radeon driver supports Compiz out-of-the-box but because of a nasty bug
 in the driver that causes X to freeze, this particular combination had to be
 blacklisted in Ubuntu "Hardy Heron".

 In case you already used Compiz successfully on Ubuntu 7.10 (Gutsy), it is
 safe to skip the blacklist. 

Do you want to skip blacklist checks by Compiz? (y/N) y

Come si vede, lo script ha rilevato un errore, mi ha dato i dettagli e mi ha proposto la soluzione. Addirittura qui ha pensato addirittura lui a metterla in pratica!
Ho in seguito notato che per bypassare la blacklist, basta editare il file ~/.config/compiz/compiz-manager scrivendo all’interno SKIP_CHECKS=yes.

Adesso gli effetti si attivano normalmente e automaticamente all’avvio del sistema ;)

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apr
28

Flash su Firefox in Ubuntu Hardy, il punto della situazione

 

Firefox e Flash... altro che integrazione

Molti in seguito al passaggio ad Ubuntu Hardy hanno notato problemi nell’uso di Firefox (3.0 beta5) con filmati flash, per esempio:

  • Impossibilità di riprodurre filmati
  • Audio assente o disturbato
  • Crash improvvisi di Firefox
  • Estrema lentezza

Tutti questi problemi sono dovuti ad una situazione alquanto complicata che provo qui di seguito a schematizzare.

  • Bug del plugin di Adobe
    Essendo un plugin proprietario, ci vuole molto affinchè gli sviluppatori rilascino patch. Questo è uno dei grandi difetti dei software closed-source. Il plugin flash per linux fa notoriamente pena, purtroppo…
  • Firefox 3
    La versione beta5 presente in Hardy, benchè sia nella fase finale di sviluppo, essendo ancora instabile e presenta ancora piccoli bug e malfunzionamenti.
  • PulseAudio
    Una delle novità introdotte in Hardy è la presenza di default del sistema audio “PulseAudio” che va a sostituire i precedenti ALSA, OSS, ESD. Se da una parte ci sono tutti i vantaggi del nuovo sistema, dall’altra ci sono ancora diverse applicazioni che hanno qualche problema di compatibilità ed hanno bisogno di plugin e workaround specifici per funzionare. Uno di questi è ovviamente Flash, che nativamente non supporta (ancora) PulseAudio.
  • libflashsupport
    Per ovviare a questo, “quelli di Ubuntu” hanno pensato di creare una nuova libreria, libflashsupport, che fa da “ponte” tra Flash e PulseAudio. In effetti il giochino funziona… flash funziona e l’audio si sente.
    Purtroppo è stato verificato che la presenza di libflashsupport rende Firefox3 ancora più instabile di quanto già non fosse. Nella versione finale di Hardy il pacchetto “libflashsupport” è stato reso opzionale, mentre durante il ciclo di sviluppo era installato forzatamente insieme a “flashplayer-nonfree”.

Come potrete capire, la situazione è alquanto complicata. In attesa che Adobe risolva il problema alla radice (aggiornando il plugin), possiamo provare alcune soluzioni temporanee che sono state suggerite.

1) Problema: Non sento alcun suono nei filmati flash.

Soluzione: Probabilmente il sistema è stato impostato per utilizzare PulseAudio, ma non è presente la libreria libflashsupport. Installare il pacchetto “libflashsupport” per risolvere il problema. Alternativamente impostare come predefinito “ALSA” in Sistema -> Preferenze -> Audio. Se ancora non sentite niente, cancellate il file ~/.asoundrc presente nella Home.

2) Problema: Firefox è instabile e crasha durante la riproduzione dei filmati Flash.

Soluzione 1: Rimuovere libflashsupport. Questo migliora molto la sabilità di Firefox durante la riproduzione di filmati flash. I crash si fanno molto più sporadici. Togliendo questa libreria ovviamente si toglie anche il supporto a PulseAudio. Ciò significa che dovremmo reimpostare l’audio predefinito del sistema scegliendo ALSA o OSS, esattamente come è stato suggerito nella prima soluzione.

Soluzione 2: E’ stata trovata una soluzione un po’ ingegnosa che permette di avere la libflashsupport (e quindi PulseAudio) e contemporaneamente diminuire di molto i crash. E’ stato infatti suggerito (su Launchpad) di installare il pacchetto “nspluginwrapper” che solitamente è utilizzato nei sistemi a 64bit per far funzionare il plugin flash. E’ stata fatta una versione anche per i386, che permette di avere qualche vantaggio. In pratica “gestisce” il Flash al posto di Firefox. Questo vuol dire che si avranno due processi separati durante l’esecuzione di un filmato.
I vantaggi? Almeno due:

  • In caso di crash di Flash, Firefox non crasha. Rimane solo un quadrato grigio, ma è possibile continuare a lavorare o ricaricare la pagina.
  • Viaggiando su processi separati, il sistema riesce a bilanciare meglio il carico. Io ho notato che la riproduzione è molto più fluida, soprattutto nei computer meno recenti come il mio. Un incremento notevole si dovrebbe vedere anche con i processori dual-core.

Se volete provarlo, potete scaricare il pacchetto in questione da qui.

Una volta scaricato, si installa con i seguenti comandi:

sudo apt-get remove --purge flashplayer-nonfree
sudo dpkg - i nspluginwrapper_0.9.91.5-2ubuntu2_i386.deb
sudo apt-get install flashplayer-nonfree

Durante la riproduzione di un flash, potrete notare nel monitor di sistema un processo npviewer.bin. E’ lui che si occupa del Flash, alleggerendo il carico a Firefox !

Attualmente io ho deciso di utilizzare .

Sperando che i problemi vengano risolti a breve, spero di avervi fornito un quadro completo della situazione :)

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    apr
    26

    Broadcom wireless su Ubuntu 8.04 Hardy

     

    La nuova versione di Ubuntu, la 8.04 “Hardy Heron” include molte novità nel kernel (2.6.24) per quanto riguarda il wireless.

    Una di queste riguarda i nuovi driver opensource utilizzati per le schede Broadcom, chiamati b43 e b43legacy. Tali driver vanno a sostituire i vecchi bcm43xx, che quindi non saranno più utilizzabili.

    Per chi avesse problemi con questi nuovi driver segnalo che è sufficiente scaricare e abilitare il firmware dal gestore driver hardware, che si trova nel menu Sistema -> Amministrazione.
    Spuntare la casella “Broadcom B43 Wireless” e riavviare il sistema per rendere effettive le modifiche.

    Nel caso questa procedura non dovesse funzionare, si può provare ad installare manualmente il firmware e fwcutter. La procedura corretta l’ho riportata nel wiki di ubuntu-it, che vi invito a consultare ed eventualmente migliorare.

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