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31

Il punto su The Document Foundation

 

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LibreOffice - The Document Foundation

In molti criticano l’eccessivo entusiasmo intorno a LibreOffice sostenendo che l’attenzione mediatica riservata agli esuli di OpenOffice sia del tutto sproporzionata rispetto alle reali capacità della suite. Personalmente ritengo, almeno in questa prima fase, che la tendenza attuale dello sviluppo sia un fattore preponderante rispetto alla reale qualità del prodotto finito. È del tutto evidente che a un anno dalla nascita non si può pretendere di essere pronti per l’utilizzo aziendale.

Florian Effenberger nel suo intervento è stato chiaro: non vogliono ripetere i vecchi errori. È inutile produrre un ottimo applicativo, grazie anche alla comunità, per poi dover cedere il passo alle logiche del mercato e dei tribunali. Sono stati introdotti molti miglioramenti nei regolamenti della fondazione, in termini di vincoli legali che sono pronti per essere tradotti in inglese legale. Il processo verso la definizione di TDF come entità giuridica è stato più lungo del previsto ma lo statuto che ne esce, a mio parere, è destinato a diventare un modello.

L’anima di un progetto open source deve essere la comunità e TDF ha legiferato affinché lo sponsor unico aziendale sia solo un brutto ricordo. Conferendo in questa maniera molti più diritti alla comunità, che può far riferimento ad un numero di sviluppatori consistente. Sia sponsorizzati che indipendenti. TDF ora registra un importante cambiamento politico: cessata l’esistenza del Comitato Direttivo, è stato eletto il Board of Directors secondo criteri di trasparenza, meritocrazia e soprattutto democrazia.

In definitiva la fondazione si sta configurando come un soggetto in grado di fornire sicurezza, resistenza e stabilità sia alla comunità di sviluppatori che agli utenti finali. Tralasciando i limiti tecnologici che un progetto del genere necessariamente porta con sé, fatico a trovare difetti a TDF. Inoltre, l’aggressività dei rilasci di LibreOffice può veramente colmare il divario e lottare con i concorrenti. Stavolta non ci sarà il guastafeste di turno.

Via | TDF Blog

Il punto su The Document Foundation é stato pubblicato su Ossblog.it alle 19:00 di lunedì 31 ottobre 2011.

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ott
31

Ubuntu per smartphone, TV e tablet: ecco i piani di Mark Shuttleworth

 

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Ubuntu

Le scelte e gli annunci di Canonical suscitano sempre un grande interesse e ancora più grandi discussioni. Spesso controcorrente e con uno stile unilaterale, Mark Shuttleworth, ha guidato lo sviluppo e l’indirizzo politico di Ubuntu Linux in tutto il suo percorso. Di certo non si può dire che gli manchino il coraggio e la determinazione di portare a termine gli obiettivi prefissati. Solo un paio di mesi fa uscì la notizia che Ubuntu avrebbe puntato sulla piattaforma ARM, da sempre egemone nei contesti mobile ed embedded.

Mark Shuttleworth in un’intervista per ZDNet ha reso noto che intende lanciare Ubuntu nell’impresa di equipaggiare dispositivi come tablet, smartphone e persino televisori. Una sfida epica, che il fondatore di Canonical dichiara come appena agli inizi, il percorso sarà lungo e non tra i più facili. Potrebbe veramente essere una svolta per Linux e la comunità del software libero, in fondo Ubuntu è sempre stato il sistema per “the human being”. Sembrerebbe una scelta naturale, dunque.

Verso la fine del 2010, Jono Bacon aveva già dichiarato che tutte le pedine per una versione tablet erano al loro posto. Shuttleworth intende arrivare ad aprile 2014, con la versione 14.04, per rilasciare la variante multi-device. Nel frattempo non esiste nemmeno una versione alpha del codice destinato a questo scopo e, come al solito, la parte critica rimane il rapporto con i partner che hanno discusso e collaborato con Canonical per gli ultimi 18 mesi. Ovviamente la programmazione della roadmap non può prescindere da questi fattori e sarà interessante seguire il corso di questa vicenda.

Per quanto prematuro, possiamo dedurre dai fatti le intenzioni di Canonical: il supporto ARM annunciato per l’approccio a microserver e la stabilizzazione dei sistemi Ubuntu con un raffinamento di Unity fino ad arrivare ad un sistema business ready per la prossima LTS. Solo dopo, a mio parere, si potrà pensare attivamente all’assalto dei segmenti embedded. C’è molto in gioco, se Canonical dovesse riuscire in questa impresa, Ubuntu per il mercato consumer potrebbe diventare un concorrente davvero “scomodo”.

Via | OMG!Ubuntu!

Ubuntu per smartphone, TV e tablet: ecco i piani di Mark Shuttleworth é stato pubblicato su Ossblog.it alle 15:00 di lunedì 31 ottobre 2011.

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ott
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The Linux Foundation è intervenuta a dire la propria sul Secure Boot

 

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Unified Extensible Firmware Interface (UEFI)The Linux Foundation, Canonical e Red Hat hanno raccolto l’appello di The Free Software Foundation (FSF), riguardo alle linee guida da suggerire ai produttori per l’implementazione del Secure Boot di UEFI. Le posizioni espresse sono condivise e ricalcano grossomodo le dichiarazioni già pubblicate da FSF. La risposta tocca agli OEM.

Le opzioni rimangono due: offrire la possibilità di disabilitare la funzione dal BIOS oppure lasciare che gli utenti possano gestire le Platform Key (PK) da associare al Secure Boot. Oltre agli Original Equipment Manufacturer (OEM), gli utenti dovrebbero accedere a una «modalità di ripristino» per rimuovere e/o aggiungere le chiavi.

Microsoft non ha dovuto aggiungere nulla alle prime dichiarazioni sulla responsabilità di UEFI, né peraltro è stata chiamata in causa dalle petizioni che riguardano il Secure Boot. Per dovere di cronaca, l’unico dispositivo che attualmente prevede questa funzione è un prototipo di Samsung con Windows 8 e permette la disattivazione.

Via | Ars Technica

The Linux Foundation è intervenuta a dire la propria sul Secure Boot é stato pubblicato su Ossblog.it alle 14:00 di lunedì 31 ottobre 2011.

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31

Gedit Dash, il lavoro di Lotfy continua

 

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Giusto sabato abbiamo presentato le ultime idee ed opere di Seif Lotfy, sviluppatore Zeitgeist che ha deciso di riprendere lo sviluppo di Gedit Dash, un plugin per il famoso editor di testo di Gnome. Come possiamo vedere dall’immagine il lavoro dello sviluppatore procede a gonfie vele, ed è proprio tramite il suo blog che possiamo seguire l’evoluzione del progetto.

Intanto è doveroso dire che il team di Gedit si è pronunciato a favore di questo plugin che potrebbe essere integrato di default sull’editor di testo, e questo ha spinto lo stesso Lotfy a collaborare con Hylke Bons per migliorare il tutto. L’ultimo aggiornamento oltre interessare la futura pagina iniziale di Gedit, riguarda lo spostamento della toolbar per essere al sotto delle tab; è stato aggiunto un “+” affianco a queste data l’eliminazione dei pulsanti “Nuovo” ed “Apri”.

Le interessanti modifiche paiono piacere alla maggior parte degli utenti, tanto è che all’interno del post di presentazione per queste modifiche sono state esposte numerose idee supportate anche da alcune immagini; in particolare l’utente Lorem, ha postato l’immagine di una modifica riguardante la tabbar, recentemente introdotta da Chrome.

Via | GeekyOgre

Gedit Dash, il lavoro di Lotfy continua é stato pubblicato su Ossblog.it alle 13:00 di lunedì 31 ottobre 2011.

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ott
31

jEdit, un versatile editor di testi multi–piattaforma creato in Java

 

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jEditIl rilascio della versione 4.4.2, avvenuto lo scorso 14 ottobre, è un’ottima occasione per parlare di jEdit: un editor di testi multi–piattaforma in Java. Il programma è stato creato da Slava Pestov nel 1998. Dal 2006 il progetto, rilasciato sotto licenza GPLv2, è mantenuto dalla comunità. Probabilmente il miglior editor esistente.

Mi permetto di sostenere una simile affermazione perché la versatilità di jEdit supera la stessa definizione di editor. Piuttosto dovrebbe essere equiparato agli ambienti di sviluppo come Eclipse: le estensioni trasformano jEdit per adattarlo a qualunque esigenza di programmazione. Praticamente è un competitore in Java di GNU Emacs.

Un domani, jEdit essere integrato nel browser grazie all’utilizzo di HTML5. Oppure, sarebbe intrigante poterne usufruire con JavaFX 2.0 sui dispositivi portatili in multi–touch e provare la scrittura dei sorgenti in assenza della tastiera. Tredici anni di sviluppo e centotrenta lingue diverse fanno di jEdit un punto di riferimento.

Via | Linux Journal

jEdit, un versatile editor di testi multi–piattaforma creato in Java é stato pubblicato su Ossblog.it alle 12:00 di lunedì 31 ottobre 2011.

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ott
31

La visione del futuro secondo Microsoft

 

Ecco un’anteprima sul marcata Microsoft. Il mostra le possibilità, a livello di concept, che ci verranno offerte di qui a qualche anno. Il tutto è condensato in una pagina web che ci guida nella “visione” di MS http://www.microsoft.com/office/vision/

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ott
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Il sondaggio del lunedì: Cosa ne pensate di Gnome 3/Shell?

 

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Ecco ci qua, nuova settimana e nuovo sondaggio. Oggi leggendo per il web ho letto una accesa discussione su Gnome 3, che dopo l’aggiornamento alla versione 3.2 ha riconquistato una parte di utenza delusa dalla prima release della serie 3.x.

Dopo il rilascio di Gnome 3.2 come accennato in precedenza, si è riavuta una opinione positiva ed è stata confermata la fiducia al team di Gnome che ha preparato e confezionato un grande prodotto. Con l’introduzione di Broadway, il backend per HTML5, il supporto seppur sperimentale a Wayland, Gnome Documents, Gnome Contacts e numerose migliorie abbiamo un prodotto maturo.

Non tutti però apprezzano ed amano la “parte shell” elemento di numerose dispute sul web e non, tanto che la modalità “fallback” è stata migliorata da Antonio Ospite tramite una patch, arrivata subito dopo l’upload di Gnome 3 su Debian Sid. Quindi questa versione come avremo già potuto constatare divide la stessa utenza Gnome.

Personalmente ho deciso di utilizzare su tutte le mie macchine Gnome 3.2 con Gnome Shell, nonostante si tratti di diverse distribuzioni ed ho avuto diverse impressioni su Arch Linux e Ubuntu; e voi cosa ne pensate di Gnome 3/Shell?

Il sondaggio del lunedì: Cosa ne pensate di Gnome 3/Shell? é stato pubblicato su Ossblog.it alle 09:00 di lunedì 31 ottobre 2011.

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ott
31

Facebook ha inaugurato un portale per sviluppatori dedicato ad HTML5

 

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HTML5Facebook manifesta un sincero interesse per lo sviluppo di applicazioni web in HTML5 e JavaScript: a prescindere dall’utilizzo del social network, il nuovo portale dedicato all’argomento offre una panoramica delle risorse più utili. Non soltanto in prospettiva di un’integrazione con Facebook. È il valore aggiunto della piattaforma.

Anzitutto, Facebook propone uno showcase dei progetti in HTML5 di terze parti: troviamo applicazioni, giochi e demo suddivisi per i dispositivi coi quali sono compatibili. I contenuti condivisi da Facebook sono ripartiti in tre sezioni. La prima è dedicata allo sviluppo e include un elenco dei framework per la realizzazione delle interfacce.

La seconda parte è riservata al debugging e suggerisce l’utilizzo di strumenti, tra i quali emerge il JS Test di Google, per provare il funzionamento del codice. L’ultima, quanto alla distribuzione dei progetti, cita le linee guida di altre piattaforme: Chrome Web Store e PhoneGap. È un portale di riferimento da tenere sott’occhio.

Via | Facebook Developers

Facebook ha inaugurato un portale per sviluppatori dedicato ad HTML5 é stato pubblicato su Ossblog.it alle 09:00 di lunedì 31 ottobre 2011.

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ott
31

Inqlude, l’archivio di librerie in Qt creato dai responsabili di KDE

 

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InqludeInqlude è un nuovo progetto, collaterale a KDE, che consiste essenzialmente in un archivio di librerie realizzate con le Qt. È una raccolta destinata ad ampliarsi, nelle prossime settimane. L’intenzione è quella di creare una specie di CPAN o RubyGems per Qt. Il portale è stato presentato durante i Qt Developer Days 2011 di Monaco.

Proprio RubyGems ospita l’applicazione di Inqlude per recuperare il codice delle librerie archiviate. Il progetto è mantenuto via Git e propone due componenti: una parte archivia le informazioni relative ai repository che contengono fisicamente tutte le librerie e l’altra parte mantiene il software per scaricarle da riga di comando.

Per gestire gli aggiornamenti e distribuire le librerie Inqlude utilizza Open Build Service (ex–openSUSE Build Service). Tutte le funzioni del portale sono pienamente funzionanti: a breve il sito subirà un restyling per essere più user–friendly, quindi si concluderà la fase sperimentale e sarà approntata la versione 1.0 di Inqlude.

Via | Cornelius Schumacher

Inqlude, l’archivio di librerie in Qt creato dai responsabili di KDE é stato pubblicato su Ossblog.it alle 08:00 di lunedì 31 ottobre 2011.

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Linuxcast #28 – Gedit il Text Editor / IDE per Linux

 

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Raspberry Pi, 25 dollari per il piccolo Linux-Pc

 

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Linux Kernel 3.2: in arrivo la patch per Microsoft HyperV

 

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Secure Boot? Per Red Hat e Canonical “non s’ha da fare”!

 

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HP potrebbe presto presentare server basati su SoC ARM

 

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Il Samsung Galaxy Nexus disponibile dal 17 novembre

 

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