apr
30

WordPress e il problema del “Maintenance Mode”

 

Una cosa strana mi è capitata oggi.
Utilizzando l’Automatic Upgrade di WordPress sono stato off-line dal mio sito per alcuni minuti (tra l’altro nello stesso tempo l’accesso FTP non funzionava… bello!), questo nonostante io fossi precedentemente loggato.
Ovviamente è partita la ricerca su internet su come uscire da questa situazione …. ehmmm … imbarazzante … un utile link trovato è il seguente: Solving The WordPress Maintenance Mode Problem

In soldoni nel momento in cui compare la pagina di maintenance mode nella root directory del sito vi è un file “.maintenence” con all’interno l’ID del processo oggetto dell’upgrade.
Ad esempio:

<?php $upgrading = 1304174279; ?>

Alla fine la questione si è risolta dopo pochi minuti e l’Automatic Upgrade non è andato a buon fine, e infatti il file .maintenance è rimasto nella root.
Basta rinominarlo per togliere la segnalazione.

Technorati Tags: wordpress, upgrade, automatic upgrade, maintenance

 WordPress e il problema del Maintenance Mode

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apr
29

Tails (Incognito): l’anonimato in rete è servito…

 

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apr
29

Ubuntu One ha abilitato la sincronizzazione dei contatti di Facebook

 

Ubuntu One ContactsIeri non è stato soltanto il giorno del rilascio ufficiale di Natty Narwhal: Canonical ha approntato una modifica a Ubuntu One per importare i contatti di Facebook. La funzionalità è gratuita ed è accessibile direttamente dall’interfaccia web del servizio. Non c’è il pericolo che possa inviare dei messaggi “indesiderati” agli amici.

L’importazione da Facebook segue quelle già disponibili dal desktop (in particolare, col client per la posta elettronica di Evolution) e dalle applicazioni mobili su Android e iPhone. Queste ultime sono gratuite, però richiedono una sottoscrizione mensile per essere abilitate. L’opzione di Facebook non ha bisogno di sottoscrizioni.

Ubuntu One può riconoscere automaticamente i contatti duplicati, qualora fossero già presenti nel database, e unirli. Facebook fornisce la miniatura dell’immagine del profilo, oltre a nome e cognome del contatto: laddove accessibili, la data di nascita e il sito web. Più ovviamente l’indirizzo e-mail. Il processo dura cinque minuti.

Via | Canonical

Ubuntu One ha abilitato la sincronizzazione dei contatti di Facebook é stato pubblicato su Ossblog.it alle 11:00 di venerdì 29 aprile 2011.

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apr
29

È disponibile Ubuntu 11.04 – Natty Narwhal: Unity e Qt per Canonical

 

Ubuntu 11.04 - Natty NarwhalIeri Canonical ha pubblicato Natty Narwhal, l’atteso aggiornamento di Ubuntu. È la distribuzione di Unity, l’interfaccia “unificata” tra desktop, laptop e netbook: un punto di rottura con GNOME, tanto da affidare a Qt la realizzazione di Unity 2D (l’interfaccia-utente priva del compositing). Il futuro di Ubuntu è ancora più incerto.

Delle funzionalità di Ubuntu/Natty e, in particolare, di Unity si è già detto praticamente tutto: specie perché l’interfaccia era stata adottata dalla “defunta” edizione per i netbook. È più interessante discutere sul futuro della distribuzione di Canonical, in quanto Oneiric Ocelot dovrà confrontarsi con le applicazioni per Gtk+3.

Nonostante le dichiarazioni di Canonical, che ha definito «rivoluzionaria» l’esperienza di Unity, Natty Narwhal potrebbe essere un aggiornamento di transizione. Le strade percorribili sono due: un improbabile passaggio a GNOME Shell e un definitivo switch alle librerie Qt. Per introdurre i Windicators potrebbe abbandonare Nautilus?

Via | Canonical

È disponibile Ubuntu 11.04 – Natty Narwhal: Unity e Qt per Canonical é stato pubblicato su Ossblog.it alle 09:00 di venerdì 29 aprile 2011.

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apr
28

Gimp 2.8 ecco la data ufficiale del rilascio: 22-11-2011

 

Gimp 2.8 da quando è stato annunciato è diventato un’incognita, mille contrattempi ne hanno rallentato lo sviluppo, ma ora pare che sia arrivata una data ufficiale per quello che l’ultimo rilascio della gloriosa serie 2. La data, secondo quanto riportato da tasktaste.com sarà il 22-11-2011, quasi dodici mesi dopo l’ipotetico rilascio di Dicembre dichiarato dagli sviluppatori, che da un po’di tempo fanno “voce grossa” sulla questione, uno su tutti Martin Nordholts.

Agli inizi di Marzo si è tenuto un meeting tra sviluppatori per discutere di diversi argomenti quali: la possibilità di utilizzo delle GTK+3 in relazione al rilascio di Gnome 3, la scelta delle features per la versione 2.8 e una nuova roadmap con una nuova assegnazione dei carichi di lavoro. Se si era deciso che le GTK+3 sarebbero state introdotte nella versione 3 di Gimp, che la lista delle features sarebbero rimaste quelle che vi ho mostrato mesi fa, l’unica incognita rimasta era la nuova roadmap. Incognita risolta con un mese di ritardo, che alimenta le speranze di tantissimi utenti che dai primi mesi del 2010 attendono questa fantastica versione del volpino.

La nuova roadmap è stata creata dallo stesso Martin Nordholts, principale sviluppatore di Gimp, che suddivide i grossi carichi di lavoro in giornate, costituite ognuna da otto ore effettive di lavoro. La roadmap è qualcosa di già visto, tutto troppo approssimativo e come già successo basterà un piccolo inconveniente a far slittare di giorni o forse di settimane il rilascio del prodotto. Personalmente pur essendo molto entusiasta di questa versione futura, prenderei con le pinze la roadmap e la conseguente data di rilascio finale perché, come già successo in precedenza tutto potrebbe di slittare e infrangere il sogni di molti grafici e semplici user GNU/linux.

Via | Tasktaste

Gimp 2.8 ecco la data ufficiale del rilascio: 22-11-2011 é stato pubblicato su Ossblog.it alle 17:15 di giovedì 28 aprile 2011.

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apr
28

ApiTrace, il 3D sotto la lente d ingrandimento

 

José Fonseca e Zack Rusin hanno utilizzato gli ultimi mesi per lavorare ad ApiTrace, che una volta era conosciuto come GLretrace.

Si tratta di un software che consente di effettuare con più facilità il debug di applicazioni e driver OpenGL e Direct3D permettendo di catturare tutte le chiamate alle API grafiche ed analizzarle una alla volta. È anche possibile effettuare il playback a posteriori. Come se tutto ciò già non fosse interessante ApiTrace consente anche di modificare in tempo reale gli shader e le chiamate a OpenGL/Direct3D per vedere quale impatto comportano sul rendering e nel driver.

Il programma giunto alla versione 1.0 ora è sufficientemente stabile da essere in grado di lavorare con Quake3, Unigine Heaven, Cinebench R11 ed Autodesk Maya senza problemi. Grazie a Zack Rusin è disponibile anche un’interfaccia QT che consente di sfruttare in maniera molto semplice e diretta le funzionalità di ApiTrace. Se vi occupate di grafica o di sviluppo di driver non potrete fare più a meno di questo software. Se siete dei semplici utenti non potrete che rallegrarvi dei nuovi strumenti che la comunità è in grado di sviluppare. A beneficiare di questo strumento saremo comunque tutti, direttamente o indirettamente.

Via | FreeDesktop

ApiTrace, il 3D sotto la lente d ingrandimento é stato pubblicato su Ossblog.it alle 15:00 di giovedì 28 aprile 2011.

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28

Ben arrivato Narvalo!

 

Dopo una lunga attesa finalmente è arrivata tra noi Ubuntu 11.04, che porta con se tantissime novità, tra cui spicca l adozione, anche per la versione Desktop, di Unity, la nuova interfaccia grafica batata su GNOME 2.32 e Compiz.

Consiglio a tutti di provarla.

Per scaricarla utilizzate, preferibilmente, i torrent per non intasare i server.

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apr
28

Lavorare con una “Chaos Monkey”

 

Molte volte i sistemisti, i programmatori e gli ingegneri sono accomunati da un’analoga spinta irrefrenabile che li porta a voler cambiare i propri sistemi in favore di qualcosa di più evoluto o performante. In tal senso si prende in considerazione l’idea di voler far migrare una parte, anche consistente della propria architettura su una nuova piattaforma o di voler modificare il cuore stesso di un dato sistema informatico in modo che risulti “al passo coi tempi”. Tutto ciò anche se il sistema risulta perfettamente funzionante, scalabile e soprattutto robusto. Si tende a pensare più al come il proprio software o sistema si comporti all’interno piuttosto che a come quest’ultimo risponda effettivamente alle richieste da parte dei propri utenti (i quali dovrebbero corrispondere con buona probabilità anche ai propri clienti).

Caos Scimmia Lavorare con una Chaos MonkeyThe Dirty Cream: http://thedirtycream.blogspot.com


Nella gestione del ciclo di vita di qualsiasi sistema informatico si applicano, nelle migliori aziende, delle tecniche di sviluppo del software che fanno capo ad una vera e propria materia di studio che prende il nome di Ingegneria del Software. Questa si compone di un insieme di tecniche e stili di e sviluppo che mirano alla creazione di un prodotto migliore dal punto di vista del cliente, dello sviluppatore e dell’azienda. Normalmente queste tecniche comprendono anche il test del software prodotto che può essere eseguito a livello di unità (moduli componenti il software stesso), di funzionalità, di installazione e via discorrendo. Un test che comunque fa emergere i veri problemi è sicuramente il beta e il test operativo successivo al deploy finale dell’applicativo venduto. Si tende a mettere sotto stress il proprio prodotto in modo tale che esso possa reggere a tutti le “sollecitazioni” esterne, in tutti i possibili scenari di utilizzo e ipotesi di fallimento che conseguono alla messa a regime del programma o dell’insieme di programmi.
In tutto ciò può sicuramente essere applicata la famosa legge di Murphy:

«Se qualcosa può andar male, lo farà.»

In questo modo un sistema perfettamente funzionante e robusto, capace quindi di sopportare ogni inconveniente o quasi e di rispondere in modo esaustivo alle richieste degli utilizzatori, diventa instabile e tende a bloccarsi inspiegabilmente, provocando le ire funeste dell’utente malcapitato. Se proprio si vuole procedere all’upgrade di un’applicazione che per anni ha fatto il suo dovere egregiamente è meglio prima dotarsi di una cattivissima SCIMMIA DEL CAOS.

chaos monkey 300x269 Lavorare con una Chaos Monkey

Vi starete dunque chiedendo come funziona la nostra antipaticissima e impredicibile scimmietta da armadio. Ve lo spiego subito. Il caro primate da compagnia del delirante ingegnere informatico non è altro che un killer silenzioso e randomico delle istanze e dei servizi della nostra applicazione. Questo fenomenale animaletto programmato non fa altro che uccidere, uccidere e ancora uccidere senza che vi sia un modo qualsiasi di prevedere come o quando ciò avverrà. E questo non è semplicemente fantastico? Sì lo è. icon smile Lavorare con una Chaos Monkey E sono anche certo che farà l’immensa gioia dei vostri carissimi programmatori, possibilmente sottoposti. Essi infatti dovranno creare del software che sappia sempre e comunque rispondere ai bisogni dell’entropica scimmietta affamata.

scimmia assassina 150x150 Lavorare con una Chaos MonkeyOvviamente questo simpaticissimo animaletto da compagnia può essere dotato di moltissime funzionalità che possono essere via via abilitate nell’assoluta inconsapevolezza degli sviluppatori che si troveranno a fronteggiarla. Un esempio potrebbe essere quello di un software che cambi in modo random le porte di comunicazione del vostro web server, che modifichi le regole del vostro Iptables, che stoppi il servizio del vostro database o che semplicemente cambi del tutto randomicamente i permessi ai file dell’applicazione. Ci sono moltissimi scenari applicativi per la Chaos Monkey, che ve li lasciamo immaginare. Se ne avete voglia potete anche lasciare un commento a margine di questo articolo esponendo le vostre migliori strategie caotiche.

default Lavorare con una Chaos Monkey

Via: codinghorror.com

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28

Serata informale sull installazione e la manutenzione dei programmi

 

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28

ebook: Sicurezza sul Web di Alessio Leoncini

 

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28

WebApp, un framework per sviluppare applicazioni-desktop con node.JS

 

node.JS

WebApp è un framework in PyWebKitGtk per creare applicazioni orientate al desktop sfruttando le potenzialità di node.JS, il server di V8/JavaScript. Concepito da Tim Caswell (uno sviluppatore di HP per webOS), si propone inoltre d’offrire una GUI in HTML5 e CSS3 per i server di node.JS. Caswell è anche l’autore di node-gir su GNOME.

Il codice di WebApp è ospitato su GitHub e il primo commit ha appena ventiquattr’ore. C’è ancora molto da realizzare, tuttavia il progetto è già interessante: particolarmente adatto allo sviluppo su Linux con GNOME, per le sue caratteristiche WebApp può essere portato su qualsiasi piattaforma. L’utilizzo di WebKit non è vincolante.

Il concetto alla base di WebApp non è molto diverso da quello di Prism, il progetto di Mozilla Labs per separare le applicazioni web dal browser. Chiunque conosca HTML, CSS (e JavaScript) potrà sfruttare WebApp per fare altrettanto, via node.JS. La sfida è quella di trovare una collocazione al framework: le alternative si sprecano.

Via | ReadWriteWeb

WebApp, un framework per sviluppare applicazioni-desktop con node.JS é stato pubblicato su ossblog alle 11:00 di giovedì 28 aprile 2011.

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Python, condividere dati nella LAN con SimpleHTTPServer in semplicità

 

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Skype fa videochiamare utenti Android e iPhone tra di loro

 

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Arriva Android 2.2 per il Nook Color di Barnes & Noble

 

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Casio G’zOne Commando: il telefono che Rambo ha sempre sognato!

 

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