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Android sui tablet e la GPL, una storia triste

 

Matthew Garrett ha provato a controllare la conformità alla licenza GPL dei tablet che sono in vendita con Android. Come in molti immagineranno la situazione non è rosea.

Ha recentemente pubblicato una lista che riassume i modelli testati ed il risultato. Riassumendo a parte Archos, Dell, Samsung e qualche piccolo nome la maggior parte dei produttori, soprattutto quelli meno conosciuti, non rispetta correttamente la licenza GPL nei prodotti che mette in vendita.

Molte aziende del settore embedded hanno sempre fatto fatica a rispettare la GPL come abbiamo avuto modo di raccontarvi in questi anni, ma con l’esplosione dei tablet nel 2011 speriamo che la situazione migliori e che la percentuale delle aziende conformi continui a salire.

Via | Codon

Android sui tablet e la GPL, una storia triste é stato pubblicato su ossblog alle 16:00 di venerdì 31 dicembre 2010.

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OSI contro l acquisizione di Novell

 

Novell

L’OSI, Open Source Initiative, ha chiesto all’equivalente tedesco della nostra Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato di investigare sull’acquisizione di Novell da parte di Attachmate.

Parte dell’accordo consisterebbe nella rivendita di circa 800 brevetti al gruppo CPTN per circa 450 milioni di dollari. CPTN è stato creato ed è guidato da Microsoft, ma tra i membri sono presenti nomi come Apple, EMC ed Oracle che non hanno certo bisogno di presentazioni perché hanno tutte una lunga storia di opposizione ai valori dell’open source che rappresenta anche uno dei loro principali concorrente.

L’OSI chiede di indagare sulla transazione poiché sembra probabile che CPTN voglia mettere mano a questi brevetti per attaccare o ricattare i progetti open source e distruggere la concorrenza a favore delle loro soluzioni proprietarie. Questa è la prima volta che l’OSI si schiera così apertamente, ma sembra che non sarà l’ultima ascoltando le frasi che annunciano un cambiamento di politica nell’interesse del movimento open source.

Via | HOnline

OSI contro l acquisizione di Novell é stato pubblicato su ossblog alle 15:00 di venerdì 31 dicembre 2010.

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[OT] Aggiornare WordPress alla versione 3.0.4: altamente raccomandato

 

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Stefano Candori ha scritto la nuova vista per GNOME Activity Journal

 

In attesa di capire meglio cosa sarà dell’estensione per Skype, Zeitgeist propone un’altra novità per GNOME. Seif Lotfy ha chiesto a Stefano Candori, studente italiano d’ingegneria, di riscrivere parte dell’interfaccia di GNOME Activity Journal (GAJ). In particolare, si tratta della generazione della vista delle attività svolte. Nel video potete vedere un esempio delle novità implementate: Candori – che ha appena ventuno anni – ha effettuato delle modifiche con Beauty Timeline, una libreria per Cairo via PyGtk. È un progetto sperimentale, destinato a essere presto rimaneggiato e migliorato. Nel complimentarci per il lavoro già svolto, non possiamo che augurare in bocca al lupo a Candori per gli esami universitari.

Via | Stefano Candori

Stefano Candori ha scritto la nuova vista per GNOME Activity Journal é stato pubblicato su ossblog alle 09:00 di venerdì 31 dicembre 2010.

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Graph Processing Stack

 

I grafi in informatica consentono di modellare e valutare la realtà attraverso algoritmi specifici. La loro utilità è innegabile, ma quali potrebbero essere gli strumenti per il loro utilizzo? AttInteractive ha pubblicato una panoramica di uno stack per lavorare con i grafi partendo da una base di dati fino alla pubblicazione via web.

Esistono molto strumenti e database per lavorare con i grafi e Blueprints è uno strumento che vi consente di interfacciarvi facilmente con molte basi di dati come Neo4j e OrientDB. Per consentire l’elaborazione di questi dati potreste fare affidamento a Pipes che è stato realizzato per lavorare attraverso Blueprints.

Lavorare con Pipes può essere troppo prolisso per qualcuno che potrebbe preferirgli Gremlin, un linguaggio sviluppato appositamente per i grafi che consente di creare delle pipeline in maniera molto compatta. In cima allo stack prende posto Rexter, un server RESTful che rende disponibili database Blueprints-enabled. Attraverso Rexter è possibile utilizzare chiamate HTTP per navigare all’interno del grafo o eseguire query scritte in Gremlin.

Via | AttInteractive

Graph Processing Stack é stato pubblicato su ossblog alle 16:00 di giovedì 30 dicembre 2010.

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30

HTC Wildfire: Android perfetto per l’università

 

Vi ho più volte accennato di aver cambiato telefono e finalmente è arrivato il momento di parlarne. Non sarà una recensione qualunque, ne potete trovare tante in giro. Mi voglio invece concentrare su una lista di applicazioni Android perfette per l’università e più in generale per gli studenti.

Tutto il contenuto della lista è frutto della mia esperienza personale. Ciò da un lato significa che potete “fidarvi” sul fatto che io abbia provato veramente ciò di cui scrivo (sono programmi che uso abitualmente); d’altro canto però vale a dire anche che non è un elenco esaustivo. Anzi, se conoscete altre applicazioni utili a riguardo dello studio o della produttività sono felicissimo di ricevere le vostre segnalazioni e discuterne nei commenti.

Perché il Wildfire?

Esistono della convinzioni abbastanza sbagliate sul mondo degli smartphone in generale. Una ad esempio è quella che se un telefono costa meno di 500€, non ha la schermo in HD e non ha la CPU di un computer di 3-4 anni fa significa che è pessimo.

Ovvio che metà di questi luoghi comuni li crea ad-hoc Apple, ma non voglio divagare su questo. Sta di fatto che l’HTC Wildfire è un cellulare eccellente. Ha uno schermo grande quanto basta per vederci benissimo e allo stesso tempo poter stare in tasca. Il processore da 500MHz gli consente la fluidità necessaria a tenere almeno 4 o 5 applicazioni aperte contemporaneamente (senza contare quelle in background). Come se non bastasse monta Android (versione 2.1), cosa importantissima anche per lo scopo di questo post, il quale è open source e meraviglioso: potete capirlo dopo averlo provato.

È un HTC, Garanzia di qualità per quanto concerne l’hardware. Inoltre questa azienda sviluppa un sistema Android con HTC Sense, un’interfaccia molto migliorata con alcune applicazioni in più e l’integrazione con i social network. Infine è uno dei pochi smartphone sul mercato con un prezzo onesto: 300€.

Forse è superfluo dirlo, ma preciso che ovviamente tutti i programmi suggeriti sono gratuiti (al limite ad-supported) in quanto non è mia intenzione suggerirvi di comprare applicazioni: non serve a niente. Inoltre mi auguro che tutti voi abbiate un account Google e ne facciate già intenso uso per organizzare la vostra vita. Se non è così vedrete a grandi linee come sfruttarlo al meglio leggendo fino in fondo.

Comunicazione a portata di tap

Uno dei punti di forza di un dispositivo multimediale di questo livello è indubbiamente l’ampia rosa di possibilità legate alla comunicazione. Con queste applicazioni potete coprire praticamente qualsiasi mezzo esistente:

  • Contatti La rubrica integrata nel Wildfire ha ottime funzioni di integrazione tra Gmail, Facebook e Twitter. Permette anche un mash-up semi automatico dei contatti, perciò appena inseriti i miei account posso già vedere il numero di telefono di un amico salvato su Gmail con la sua foto di Facebook
  • FriendStream, Peep e Facebook Le prime due sono le applicazioni HTC per gestire gli status di Facebook e Twitter, vi conviene comunque installare anche l’applicazione ufficiale di Facebook per avere alcune funzioni in più, per esempio i messaggi privati. Se usate un dispositivo Android che non è di HTC avete ottime alternative come TweetDeck e Seesmic. Il vantaggio di quest’ultimo è che ha anche un’interfaccia web da usare sul PC.
  • Gmail e Posta La prima è inclusa in tutti i dispositivi Android con le applicazioni di Google. La seconda è di HTC e serve per altri servizi tramite POP o IMAP (quindi potete fare a meno di usarla…). Se non adoperate Gmail come vostro indirizzo di posta è ora di ricredervi!
  • Gtalk, Imo e Nimbuzz Personalmente odio l’impostazione di Gtalk che fa partire il programma con l’avvio di Android, per cui vi consiglio di disattivarla. Imo e Nimbuzz vi permettono di chattare su tantissimi network come Yahoo, Msn, e altri, incluso Skype. Con Nimbuzz potete anche effettuare chiamate su Skype gratis verso Skype e pagando con SkypeOut per gli altri numeri. Contiene anche un proprio servizio di chiamate.

Informazioni sempre aggiornate

Con una connessione a internet, specialmente wireless, è comodissimo anche accedere alle informazioni in rete. Non solo tramite browser.

  • Greed2 e News HTC fornisce una applicazione per leggere gli RSS, ma non si integra per nulla con Google Reader. Per questo ho deciso di usare una applicazione di terze parti che ha anche dei comodi pulsanti per le funzioni più comuni (like, share, ecc.) e si sincronizza con il nostro account Google. Se siete stufi dei banner in modalità orizzontale (che danno veramente fastidio per leggere, mentre in verticale no) potete bloccare nel vostro router l’accesso a admob.com così almeno a casa la lettura è tranquilla.
  • DB Navigator I pendolari troveranno in questa applicazione la salvezza! Sviluppata dalle ferrovie tedesche (che a quanto pare lavorano assai meglio delle nostre) contiene orari da tutta Europa, quindi anche quelli italiani, e permette di salvare nei preferiti diverse tratte in modo da avere le tabelle orarie sempre a disposizione.
  • Wapedia A dire la verità ho smesso di usare questa applicazione perché la usavo poco, ma per chi è abituato a sfogliare Wikipedia sempre e comunque fornisce una comoda interfaccia al sito (e ad altre wiki minori).
  • Wolfraroid Questa applicazione è solo una interfaccia per accedere rapidamente al servizio WolframAlpha (che spero conosciate) ma è comunque ottima per ottenere rapidamente la soluzione di un equazione, oppure lo schema molecolare della caffeina!

Gestione di lezioni e documenti

Queste funzioni sono utili specialmente per chi passa tanto tempo in treno e vuole trovare il modo per renderlo utile, per esempio con un ripassino veloce di qualche concetto importante.

  • PDF Viewer e Adobe Reader è vero che il Wildfire ha già un lettore di PDF più che soddisfacente, ma ho installato anche l’applicazione di Adobe perché fornisce una feature particolare ma molto utile: la ridisposizione del testo! A volte è un po’ lento ma consente di leggere i PDF di pagine piene di testo senza dover scorrere continuamente in laterale, perché sono i paragrafi ad adattarsi allo schermo.
  • Astro File Manager Praticamente indispensabile, consente di accedere ai file sul telefono e soprattutto in memoria. Un utilizzo banale ma interessante è quello di creare le cartelle per suddividere le foto senza dover usare il PC! Ha anche alcuni moduli a parte, tra cui quello per il Bluetooth.
  • Calendario Un altro ottimo esempio di integrazione. L’agenda del Wildfire si integra con Google Calendar e i compleanni di Facebook. Perfetto per avere sempre sott’occhio le lezioni e i treni. L’unico difetto è che non rispetta sempre i colori che si impostano sull’interfaccia web di Google Calendar e non si possono correggere. Vi consiglio di creare su Calendar un calendario dedicato all’università e impostare le vostre lezioni usando la funzione di ripetizione settimanale. Facendo lo stesso anche per i treni/bus/trasporti vari avrete una visione d’insieme efficacissima. Vi consiglio anche la lettura di questo ottimo articolo.
  • Dropbox Credo anche questo non abbia bisogno di presentazioni: è il client mobile dell’omonimo programma per computer. A differenza degli altri non scarica automaticamente tutti i file (altrimenti saturerebbe subito la memoria) ma è assai utile per tenere aggiornata la copia delle varie lezioni in PDF che ogni bravo universitario dovrebbe tenere su Dropbox. Per caricare i file richiede un file manager come Astro. Mancano alcune funzioni particolari, e purtroppo non si può impostare il download automatico sulle cartelle, ma va bene anche così.

Prendere note e appunti

Spesso quando sono in giro preferisco non perdermi con fogli e foglietti (che non si trovano mai) al contrario di ciò che faccio solitamente a casa. Vi presento alcune opzioni per note e appunti.

  • android.icio.us Si può usare per salvare i link interessanti e utili trovati navigando col browser del telefono e permette di scorrere quelli già salvati in precedenza nel proprio account Delicious. Forse l’interfaccia è un po’ povera ma fa il suo dovere.
  • Evernote Purtroppo uso pochissimo questo software avendo problemi con la connessione VPN della mia università, ma sono sicuro che se avessi il wireless godrei tantissimo dell’applicazione (le funzionalità sono alquanto limitate quando si è offline). Permette di annotare testi, foto, registrazioni audio. Inoltre fa una scansione OCR delle immagini per poterne ricercare il testo contenuto. Devo ancora provare Springpad invece, ma promette bene.
  • Gtasks Dato che uso Gmail e Calendar trovo veramente comodo avere le liste di cose da fare di fianco a queste due applicazioni, usando i Google Task. Questa applicazione fornisce una comodissima interfaccia sul Wildfire, e in più anche un widget da mettere su un home screen. Ha il pulsante di sincronizzazione manuale e si sincronizza quando aprite l’applicazione. Devo però provare anche Taskos! Se preferite Remember The Milk (ma chi ve lo fa fare?) potete usare l’applicazione ufficiale con servizio a pagamento o altre fatte da terzi.

Conclusione

Come avete visto le possibilità sono molte, e sicuramente mi saprete consigliare anche voi altre applicazioni interessanti. Come ultima cosa prima di finire il post, vi voglio consigliare di tenere traccia di tutto ciò che avete aperto con Mini Task Manager, in modo da “uccidere” le applicazioni che pensate di avere chiuso ma stanno continuando ad appesantire il sistema e consumano batteria.

Aspetto i vostri suggerimenti!

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Disponibili nuovi profili di colore CMYK ed ECI: OpenICC, BasICColor

 

The GIMPBuone notizie per i grafici che intendono utilizzare strumenti open source per la realizzazione dei propri progetti. Kai-Uwe Behrmann, uno sviluppatore tedesco, ha appena rilasciato l’aggiornamento del bundle di profili International Color Consortium (ICC) libero che mantiene. OpenICC Data 1.0.1 può essere scaricato da SourceForge.net o, dal sito di Color Management — contiene altri dettagli in inglese e tedesco.

Oltre all’update di OpenICC, Behrmann ha cominciato il rilascio di un nuovo set di profili: BasICColor è pensato per schemi di colore Cyan Magenta Yellow Black (CMYK), in uso soprattutto per la stampa ad alta definizione. Una caratteristica di BasICColor è la compatibilità con l’European Color Initiative (ECI). È bene sottolineare che, se OpenICC è un progetto di FreeDesktop, BasICColor è un prodotto separato.

OpenICC Data 1.0.1 non aggiunge granché alla release precedente, a eccezione di una nuova icona per i file .icc e un ampliamento della documentazione. BasICColor è, al contrario, un progetto che muove i primi passi. I profili non sono soltanto utili per The GIMP, Inkscape, ecc. poiché sono sfruttati un po’ da tutte le applicazioni – e soprattutto dai driver grafici – che hanno a che fare con la gestione del colore.

Via | Libre Graphics World

Disponibili nuovi profili di colore CMYK ed ECI: OpenICC, BasICColor é stato pubblicato su ossblog alle 13:00 di giovedì 30 dicembre 2010.

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50 Unix/Linux Sysadmin Tutorials

 

Non potevo non includere questa raccolta di Tutorial all’interno del mio blog come utile riferimento per chi, come me, lavora all’interno dell’area della System Administration, in particolare per l’ambiente Linux.
Devo dire che le guide raccolte da Ramesh Natarajan sono veramente ben fatte, al punto che sono state oggetto di articolo del sito Programmazione.it.
Di seguito il prezioso link: 50 UNIX / Linux Sysadmin Tutorials

Tag Technorati: Linux, Tutorial, SysAdmin

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Linux Mint Debian (201012) arriva col supporto ai 64 bit

 

Linux Mint è una distribuzione GNU/linux basata su Ubuntu, famosa per la sua facilità di installazione, d’utilizzo e per aver vari codec installati di default. Ma Mint non è solo sinonimo di Ubuntu, infatti è presente anche una versione rolling release derivata da Debian Testing, Linux Mint Debian, basata sulla filosofia delle più acclamate distro come Arch Linux e Gentoo. Questa filosofia pare abbia dato parecchie motivazioni e abbastanza successo, tant’è che in casa Mint prima di queste festività hanno rilasciato la versione 201012 di Linux Mint Debian.

What a better time than Christmas to bring all the best from 2010 into an updated release of Linux Mint Debian.

“Quale momento migliore del Natale per portare tutto il meglio del 2010 in un versione aggiornata di Linux Mint Debian”. Con questa breve introduzione gli sviluppatori di Linux Mint Debian ci presentano con un post sul loro blog un sostanzioso aggiornamento con parecchie novità:

    Tutte le features di Linux Mint 10
    Versione a 64 bit
    Migliorate le performance grazie a cgroup
    Migliorato l’installer (Supporto a più HD, assegnazione swap e supporto a brfs)
    Migliorati i font
    Migliorata la connettività e miglior supporto hardware
    Miglior supporto audio, grazie ad aver corretto i conflitti tra Pulse e Flash
    Aggiornati tutti i pacchetti

Se il team di Mint è in cerca di altro successo dopo la versione “classica” di Linux Mint è sulla buona strada, inoltre è previsto un altro grande successo grazie a questa distro veramente bella, semplice e funzionale che insidia le più blasonate distro rolling release. Il panorama delle “distro rolling” si arricchisce ancora spostando non di poco gli equilibri e modificandone l’ecosistema. Saprà questa distro insediare le più famose distro rolling? Staremo a vedere.

Via | Linux Mint

Linux Mint Debian (201012) arriva col supporto ai 64 bit é stato pubblicato su ossblog alle 09:30 di giovedì 30 dicembre 2010.

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WingPanel, innovazione targata Elementary

 

Elementary Os è una distribuzione GNU/linux in cantiere da più di un anno, ma che ancora non è stata rilasciata, in compenso alcuni dei suoi componenti sono disponibili al pubblico da parecchio tempo: Nautilus-Elementary eGtk, Midori, Postler, Elemenetary-icons, Rhythm-e e Zeitgeist sono tutti progetti targati E-team. Se l’obiettivo del team è quello di creare un desktop tanto bello quanto minimalistico sono sulla buona strada dato il rilascio di WingPanel, che a mio parere continua a rivelare ulteriori dettagli di come Elementary Os sarà.

Se il desktop minimale piace, il pannello minimale piace ancor più. La funzione di WingPanel infatti è quella di raccogliere gli indicators presenti nel pannello superiore di Gnome in pannello molto più piccolo, sempre collocato nella parte superiore ma allineato a destra. Questo nuovo pannello non pare molto in linea con le linee guida di Gnome Shell, che richiede un pannello espanso, e Unity, che richiede l’icona del menù vicino alla “dock”, di conseguenza penso che rimarrà un’esclusiva di Elementary Os.

Chi l’ha provato ne parla parecchio bene, sopratutto nel binomio Chromium+WingPanel sul netbook. Se siamo coraggiosi non ci resta che compilare i sorgenti hostati su Launchpad oppure provare una via alternativa ideata da Vjjustin e presentata sul suo blog, modificando il pannello superiore correntemente in esecuzione. Che sia stata trovata una via per una differente ed ottimale gestione del desktop?

WingPanel, innovazione targata Elementary é stato pubblicato su ossblog alle 10:30 di giovedì 30 dicembre 2010.

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PartedMagic

 

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Ripristinare un iPhone

 

Inizio subito col dire che io non sono assolutamente un sostenitore di e della piattaforma in generale, ma per lavoro o per studio è bene tenersi sempre aggiornati e provare ogni tecnologia a disposizione, pur sapendo che essa allo stato attuale non è proprio la migliore in circolazione. Vi dico questo perché sono fermamente convinto che la miglior piattaforma software attualmente a disposizione sia Android, un sistema operativo mobile basato su Linux 2.6 e una virtual machine per l’interpretazione di codice pseudo Java chiamata Dalvik (leggi questo articolo per maggiori informazioni).

ripristinare iphone Ripristinare un iPhone

La mia esperienza personale mi ha messo di fronte ad un problema di non immediata soluzione per un utente come me che mai aveva usato effettivamente un : ho dovuto ripristinare un OS per un 2G (riconoscibile dalla skin esterna posteriore argento/nero). La guida che vi propongo va bene comunque per qualsiasi e vi consente di riportare allo stato di fabbrica e contemporaneamente aggiornare il vostro terminale. Non avendo a disposizione un terminale perfettamente funzionante ho dovuto procedere per tentativi e sono partito dall’analisi dello stato del dispositivo, cosa che consiglio a chiunque prima di mettersi all’opera su una qualsiasi “diavoleria elettronica”. L’utente che lo aveva in gestione aveva tentato di fare una cosa che reputo degna di nota ma con risultati poco soddisfacenti: aveva voluto installare su tramite un bootloader chiamato OpeniBoot e iDroid (di questo ci occuperemo in seguito).

Appurato il completo non funzionamento del bootloader, della console, di iOS e di , sono passato alla studio della piattaforma e alle varie opzioni che mi si ponevano di fronte. L’unica alternativa valida era quella di un ripristino totale del sistema operativo iOS. Il problema, per me utente Linux, era come diamine farlo. Ho notato a mie spese che il modo più agevole e sicuro per farlo era quello di utilizzare il software originale e qualsiasi mio tentativo tramite OpeniBoot e shell era risultato vano, per l’impossibilità di spostare i file tramite cavetto USB se non con iFuse, anche se ciò richiedeva un iOS funzionante.

Il metodo facile e indolore era usare Windows e iTunes. Prima di tutto bisognava predisporre tutto in modo sequenziale. Assicurarsi di avere a disposizione il cavetto USB per collegare l’ al PC, una versione non infettata da virus di Windows (dovrebbe andare bene anche una versione di XP su VirtualBox), iTunes aggiornato all’ultima versione, con l’estensione Down Them All (il perché vi verrà subito chiaro a breve).

Una volta installato iTunes e verificato che tutto funzioni a dovere chiudetelo e cercate l’ultima versione disponibile del firmware di iOS su questo elenco. Prima di scaricarla impostate l’estensione di prima installata per dividere il download in 10 parti e riavviate il browser affinché le modifiche vengano applicate. Adesso, utilizzando Down Them All, scaricate il firmware nella cartella

Documents and Settings<vostro utente>Dati applicazioni ComputeriTunes Software Updates

In questo modo vi dovreste evitare l’attesa del download del firmware tramite iTunes e velocizzare con l’ottimo download manager che vi ho segnalato. Una volta ultimato il download non dovrete far altro che accendere il vostro e metterlo in recovery mode.

Mettere in recovery mode l’

iphone recovery Ripristinare un iPhone

  • Lasciate acceso l’.
  • Collegate il cavo USB al telefono.
  • Premete il tasto home (quello grosso rotondo) e, sempre tenendolo premuto, collegate l’altra estremità del cavo USB al PC.
  • Continuate a tenere pemuto il tasto home.
  • Entro circa 8/10 secondi apparirà sullo schermo del telefono il simbolo del cavo USB + iTunes.
  • Il vostro ora è in recovery mode.
  • Si aprirà automaticamente, non sempre a dire il vero, iTunes che vi rileverà un in modalità di ripristino.

Per tornare al normal mode vi basterà tenere premuto il tasto home + spegni: comparirà il logo della mela ed in circa 1 minuto l’ si riavvierà.

Ripristinare il telefono con iTunes e sbloccarlo

Si dovrebbe poter selezionare il firmware da installare nuovamente sul telefono da iTunes cliccando su Ripristina tenendo premuto il tasto SHIFT, comunque vi consiglio di installare l’ultima versione disponibile. iTunes provvederà a fare tutto il necessario per ripristinare il sistema operativo selezionato, oppure lo scaricherà da zero e poi lo installerà. Finita l’installazione vi apparirà una schermata in cui si richiede l’attivazione del telefono e per farlo dovrete inserire una SIM senza PIN (per inserire una SIM si deve premere con la punta di uno spillo il foro vicino al tasto di accensione). Vi assicuro che questa operazione non riesce praticamente mai e voi impazzirete nel tentativo di sbloccare il vostro caro telefono.

SIM iPhone 300x225 Ripristinare un iPhone

Un metodo che molti utilizzano per sbloccare il proprio telefono, utile ai fini puramente didattici ma assolutamente NON CONSIGLIATO per l’utilizzo comune del telefono, è quello di eseguire il jailbreak. Se il telefono è ancora coperto dalla garanzia non eseguite tale operazione perché ve ne potreste pentire in un secondo momento. , com’è noto, fornisce del software protetto e verificato ai propri utenti. Ma ciò comporta anche molte limitazioni relative alla protezione e al copyright del software stesso.

Se volete sbloccare ed effettuare il jailbreak del telefono così da testare le funzionalità del vostro hardware ed utilizzare iOS senza limitazione alcuna un buon jailbreak è redsn0w (io ho provato la 0.9.4). Avrete bisogno anche dei binari 3.9 e 4.6 per lo sblocco e se volete dei loghi sostitutivi per lo startup e per il recovery mode. Io ho dovuto prendere anche il firmware 3.1.2, perché il 3.1.3 non veniva riconosciuto dal jailbreaker. Alla fine non c’è un’effettiva differenza e tutto funziona perfettamente, quindi la versione precedente va benissimo.

I passi da effettuare sono i seguenti:

  1. spegnere il telefono e collegarlo tramite USB al PC
  2. far partire redsn0w e selezionare con Browse il firmware adatto
    redsn0w 094 1 150x150 Ripristinare un iPhone
  3. se viene riconosciuto cliccare su next e il programma provvederà ad effettuare tutte le patch del caso
  4. cliccando su next si arriverà ad una schermata che ci consente di selezionare l’unlock e l’installazione di cydia (un software che consente l’installazione da repository APT – stile Debian – di software di terze parti come openSSH)
    redsn0w 094 opzioni 150x150 Ripristinare un iPhone
  5. procedendo con l’installazione, avendo selezionato l’unlock e l’installazione di cydia, ci verrà chiesto di mettere il telefono in modalità DFU, una particolare modalità di ripristino che viene riconosciuta dal software e che consente di flashare la ROM del dispositivo ed eseguire il breaking. Tale modalità lascia l’ con lo schermo completamente nero e viene individuata praticamente solo tramite PC
  6. seguendo le istruzioni in poco tempo il telefono si riavvierà e presenterà lo stato di avanzamento dell’installazione.

Una volta completato il procedimento avrete il vostro iOS con redsn0w pronto all’uso. L’ho testato anche su con Wine e funziona.

Risorse

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dic
29

Skype avrà un estensione per visualizzare la cronologia su Zeitgeist

 

ZeitgeistSeif Lotfy è uno sviluppatore molto attivo: qualcuno ricorderà di averne sentito parlare per Gimmie, un pannello alternativo al menù di GNOME. Ultimamente, Lotfy è impegnato tra Docky ed Elementary OS: il progetto su cui concentra maggiori energie è Zeitgeist. Proprio Zeitgeist potrebbe ricevere presto un aggiornamento rilevante che riguarda Skype. È un’estensione per la cronologia delle conversazioni.

Skype non è soltanto un client per il VoIP, poiché permette anche sessioni di chat testuale. Queste, insieme alle chiamate effettuate e ricevute, sono salvate in un log che può essere consultato sul sistema in uso. L’idea di Lotfy è quella di realizzare uno script in Python per interfacciarsi alla cronologia di Skype da Zeitgeist. Il progetto dovrebbe includere sia un plugin per Docky, sia un indicatore per Ubuntu.

Al momento c’è poco altro di cui parlare, perché Lotfy si è limitato a pubblicare uno screenshot delle prove effettuate con Fredrik Nnaji. L’immagine ritrae una sessione video di Skype e i contatti di Lotfy presenti in Quicklist per Docky (non c’entra granché col progetto in lavorazione, per cui non è stata riproposta qui). Non resta che attendere: l’idea può essere applicata ad altri programmi di messaggistica.

Via | Seif Lotfy

Skype avrà un estensione per visualizzare la cronologia su Zeitgeist é stato pubblicato su ossblog alle 11:00 di mercoledì 29 dicembre 2010.

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Buon 2011 a tutti!

 

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Mozilla pubblica delle password per errore: nessuno le ha consultate

 

MozillaCirca 44.000 password di utenti inattivi su Firefox Add-Ons sono state pubblicate per errore da Mozilla. Il database in questione, contenente gli hash MD5 delle parole-chiave, non è stato consultato da nessuno… escluso il responsabile della sicurezza che si è accorto del problema. Un caso che Mozilla avrebbe potuto tacere senza grandi conseguenze, in quanto gli utenti esposti non accedono alla piattaforma da oltre un anno.

È ancora più apprezzabile il fatto che, invece di soprassedere, Mozilla abbia fatto pubblica ammenda: la pubblicazione delle password (che non erano in chiaro) è passata inosservata e nessuno ha approfittato dell’occasione. Per fugare ogni dubbio, Mozilla ha cancellato tutte le parole-chiave che sono apparse sul web e costretto gli utenti coinvolti a reimpostarle. Pochi lo faranno, non usando i profili dal 9 aprile 2009.

Ecco perché le password sono finite erroneamente su internet: da più di un anno, Mozilla ha cambiato l’algoritmo di cifratura delle credenziali degli utenti — passando dal Data Encryption Standard (DES) al Secure Hash Algorithm (SHA). Nello specifico gli hash pubblicati erano di tipo MD5, mentre ora Mozilla si avvale di SHA-512. Le password esposte non erano state riconvertite perché i proprietari risultavano inattivi.

Via | ReadWriteWeb

Mozilla pubblica delle password per errore: nessuno le ha consultate é stato pubblicato su ossblog alle 09:00 di mercoledì 29 dicembre 2010.

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