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Elezione del Consiglio Direttivo 2011-2012

 

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31

Instantempo ovvero Come fare un falso Check-in su Foursquare !

 

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Linux 2.4, addio e grazie per tutto il pesce

 

Linux 2.4 è arrivato fra noi all’inizio del lontano 2001 poco dopo la bolla delle .com in un mondo IT che sembra preistoria.

Per la prima volta chi utilizzava Linux aveva a disposizione funzionalità come il supporto per USB e l’ISA “Plug and Play” a cui dopo si aggiunsero LVM, software RAID ed il filesystem ext3. Il supporto a più processori era presente già dalla versione 2.0.x, ma solo con la serie 2.4 ci fu quel balzo prestazionale che fece crescere Linux ancora più velocemente nel settore enterprise.

Attualmente l’ultimo kernel di questa serie è il 2.4.37.10 ed è gestito da Willy Tarreau, ma ci sono sempre meno sistemi che non sono ancora passati al 2.6.x. Quindi, se non ci saranno bug di particolare gravità a settembre 2011 sarà dichiarato EOL, End Of Life. Linux 2.4, addio e grazie per tutto il pesce.

Via | Marc

Linux 2.4, addio e grazie per tutto il pesce é stato pubblicato su ossblog alle 13:00 di domenica 31 ottobre 2010.

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ott
31

S3QL, un filesystem infinito

 

S3QL è un filesystem che immagazzina tutti i suoi dati online utilizzando Amazon S3 o server SFTP fornendo un hard disk dinamico di capacità infinita a cui si può accedere da qualsiasi computer connesso alla rete.

A differenza di altri progetti simili, S3QL offre una corretta semantica POSIX indistinguibile da qualsiasi file system locale. Supporta symlink, hardlink, permessi, extended attribute e de-duplication. I file prima dell’upload vengono compressi con LZMA, BZIP2 o LZ, criptati con AES e viene generato un checksum SHA256 HMAC.

Particolarmente utile per i backup si rivela la possibilità di rendere un intero albero immutabile. S3QL supporta anche copy-on-write e snapshot. Tutte le operazioni che non leggono o scrivono dati sono rapide poiché non hanno bisogno di una transazione attraverso la rete per essere eseguite. L’intera struttura di file e directory è salvata in un db locale ed aggiornata in maniera asincrona.

S3QL suddivide un file in blocchi più piccoli e li tiene in una cache locale per minimizzare i dati attraverso la rete quando solo pochi dati devono essere letti o modificati. È scritto in Python, utilizza il framework fuse ed è stato rilasciato sotto licenza GPLv3.

Foto | Uwe Hermann
Via | S3QL

S3QL, un filesystem infinito é stato pubblicato su ossblog alle 15:00 di domenica 31 ottobre 2010.

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ott
31

pyRenamer, mass file renamer

 

pyrenamer

pyRenamer è un semplice tool grafico che vi consente di rinominare i file con estrema facilità, utile soprattutto quando ne avete molti da sistemare.

È possibile lavorare utilizzando vari pattern, con search & replace oppure inserire altri dati, come per esempio, la data di modifica o creazione del file. Nel caso i file siano immagini o musica sarà possibile generare il nuovo nome utilizzando i metadati relativi.

Il programma è scritto in Python per ambiente Gnome ed è stato rilasciato sotto licenza GPL.

Via | Infinicode

pyRenamer, mass file renamer é stato pubblicato su ossblog alle 16:00 di domenica 31 ottobre 2010.

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ott
31

Nell Unione Europea la libertà del software si gioca tra FRAND e FLOSS

 

European Union

Quando parliamo di licenze e brevetti, spesso siamo abituati a immaginare il contesto legislativo statunitense. Gli Stati Uniti godono di una situazione molto favorevole dovuta al fatto che l’intera confederazione risponde a un unico parlamento. In Europa, invece, ogni Paese mantiene le proprie specificità legislative e sono in vigore entrambi i modelli occidentali del diritto (common e civil law). Una frammentazione che rende inevitabile l’adattamento degli standard alle leggi comunitarie e nazionali. Inoltre, la discussione parlamentare sull’aggiornamento del diritto ha ritmi più lenti e non è impositiva su tutto il territorio dell’Unione Europea. Analizzare in dettaglio la situazione non risulterebbe comunque esaustivo.

Un esempio significativo dell’unicità del diritto comunitario è l’esistenza della European Union Public License (EUPL), una modifica europea della GPL che è stata prodotta nel 2007 e aggiornata fino al 2009. L’ultima revisione è considerata di fatto obsoleta e la EUPL è inutilizzabile: volendo essere pignoli, non ha mai avuto un grande successo tra sviluppatori di software e produttori di hardware. Ciò non risolve affatto i problemi d’inconsistenza della GPL nell’interpretazione da parte delle magistrature nazionali e comunitarie in Europa. Per fortuna il dibattito è tutt’altro che accantonato e allo studio ci sono delle soluzioni alternative. Florian Mueller ci aiuta a comprendere sia i benefici, sia i limiti di quanto sta accadendo.

Dobbiamo partire da un presupposto: quali che siano le opinioni politiche di ognuno, il libero mercato non è il migliore dei contesti possibili per l’open source (e tanto meno lo è per il free software). Mueller cerca di spiegare come e perché sia possibile difendere le prerogative dell’iniziativa privata conciliandole con l’abolizione del sistema dei brevetti. Per farlo, parte dalla roadmap stilata in giugno per l’European Interoperability Framework (EIF). Mueller sostiene che i principi dell’EIFv2 siano compatibili con l’EUPL: il problema deriva dal fatto che l’Unione Europea non sembra granché interessata al mantenimento della EUPL come licenza di riferimento, benché quest’ultima garantisca un’apertura anche ai brevetti.

Il discorso è molto complesso, perciò cerchiamo di riassumere i concetti. La EUPL formalmente non è mai stata revocata ed è ancora la licenza più adatta al contesto legislativo europeo. L’ultima revisione, come accennato, risale al 2009 e dovrebbe essere modificata per integrarsi alle disposizioni più recenti dell’Unione Europea. L’Open Source Observatory and Repository, ente che si occupa di mantenere la EUPL, è tuttora finanziato dalla Commissione e potrebbe quindi lavorare alle modifiche necessarie… cui però la Commissione stessa non sembra essere particolarmente interessata. L’impegno profuso da Mueller è volto a convincere i politici europei della validità della attuale EUPLv1.1 in un contesto liberale.

Nel contempo, Mueller è costretto a difenderla dalle accuse di chi per le stesse motivazioni la ritiene inadatta alla tutela del software libero. La chiave di volta è sia il problema, sia la soluzione dell’impasse. L’Europa sostiene i principi del Fair, Reasonable And Non-Discriminatory Terms (FRAND): essi concedono pure l’estensione del concetto di brevettabilità alla proprietà intellettuale, cioè tutto ciò contro cui il FLOSS tradizionalmente si batte. Mueller vorrebbe trovare un compromesso, che identifica nella EUPL, perché FRAND e FLOSS possano «incontrarsi a metà strada». Per molti è impossibile conciliare i brevetti all’open source, tanto meno al software libero. La posizione di Mueller non è certo delle più semplici.

Per capire la differenza tra FRAND e FLOSS, Mueller cita gli esempi di MP3 e 3G: il formato MP3 (come i video del consorzio MPEG-LA) può richiedere il pagamento di royalty, ma in sé è utilizzabile liberamente da chiunque. Il protocollo 3G è simile, perché costituisce uno standard internazionale e non è completamente libero. È arduo stabilire quanto il FRAND noccia al FLOSS e quanto, invece, giovi all’antitrust. E, ancora, è difficile quantificare il livello di priorità della lotta all’antitrust in relazione alla difesa delle prerogative del software libero. Mueller è convinto di riuscire a trovare il giusto connubio tra le parti: per il momento, l’unica certezza è che le istituzioni europee sono più interessate alla tutela del free trade.

Foto | Flickr

Nell Unione Europea la libertà del software si gioca tra FRAND e FLOSS é stato pubblicato su ossblog alle 17:00 di domenica 31 ottobre 2010.

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ott
31

Primi mockup su Unity: emergono dei test sui desktop multipli

 

Unity Mockup

Era inevitabile che, con la scelta di promuovere Unity a interfaccia predefinita per il desktop di Ubuntu con GNOME, si cominciassero a vedere i primi mockup. Alcune idee, in realtà, sono uscite già da qualche tempo. Nella mailing list dedicata a Unity il dibattito è molto acceso e non mancano le soluzioni degne di nota. Ad esempio su Compiz e i desktop multipli.

L’esperimento è stato riportato su Ubuntu Forums e sorprendentemente ha molto in comune con l’opzione presente in GNOME Shell. Ogni desktop virtuale è rappresentato da un sottoinsieme del menù di Unity su cui possono essere trascinate le icone delle applicazioni. Si può variare dinamicamente la quantità di desktop disponibili (cifra impostata via GConf).

Di per sé l’idea non è affatto male e, integrando alcuni dei suggerimenti stanno animando la discussione, potrebbe essere la scelta di Ubuntu per Natty Narwhal. Bisogna chiedersi quanto Unity differirà realmente da GNOME Shell il risultato finale, perché escludendo la questione Compiz/Mutter e NotifyOSD vs. GNOME Symbolic sembrano sempre più simili.

Via | WebUpd8

Primi mockup su Unity: emergono dei test sui desktop multipli é stato pubblicato su ossblog alle 09:00 di domenica 31 ottobre 2010.

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ott
31

Non fidatevi del lettore PDF di Ubuntu 10.04

 

Uso Ubuntu da molto tempo, penso almeno 5 anni. Ubuntu usa l’ambiente desktop Gnome, che è sobrio e funzionale per i miei gusti. Fin qui tutto ok, di recente però, iniziando a seguire l’università, è sorto un problema con il lettore PDF di Gnome (che quindi è di default su Ubuntu), ovvero Evince.

Una cosa fantastica dell’università è che tutti i corsi solitamente hanno un sito web di riferimento dal quale si possono scaricare materiali didattici e le slide delle lezioni, nel caso vengano svolte proiettando con OpenOffice o PowerPoint appunto. Io ad esempio seguo il corso di architettura degli elaboratori. Non solo dopo ogni lezione escono quasi subito le slide da poter scaricare e ripassare, ma oltretutto l’insegnante le pubblica in formato PDF.

La cosa mi è subito piaciuta ovviamente, evito di avere a che fare con slide in formato PPT da dover convertire, magari si visualizzano male alcune cose, eccetera.

Evince si è sempre comportato bene con i file PDF. Fiducioso, ho subito scaricato le prime slide e le ho aperte per darci un’occhiata. Prendiamo come esempio la lezione sui circuiti combinatori (download). Scorrendo le slide ho visto subito che qualcosa non andava, lo sfondo non era lo stesso visto in aula, e per di più in alcune slide si vedevano strani rettangoli… Il peggio io l’ho avuto su questa slide:

È scontato dire che non si può studiare così! Ho cercato di avere qualche informazione in più, e ho scoperto che ImageMagick mi poteva dare una descrizione molto dettagliata del file tramite il comando “identify“. Detto fatto, ho usato il comando sul file e tra varie informazioni è venuto fuori questo:


**** This file had errors that were repaired or ignored.
**** The file was produced by:
**** >>>> Mac OS X 10.5.8 Quartz PDFContext <<<<
**** Please notify the author of the software that produced this
**** file that it does not conform to Adobe's published PDF
**** specification.

Dopo aver notato la cosa ho scritto una email all’insegnante che molto gentilmente ha fatto diverse prove mandandomi altri PDF rigenerati da capo, con altri parametri eccetera. Purtroppo nulla da fare. Alla fine ho deciso di lasciar perdere e trovare qualche maniera per arrangiarmi, senza disturbare nessuno.

Ho scoperto di poter riparare facilmente il PDF con PdfTk, semplicemente facendo una “unione” del solo file interessato:

pdftk broken.pdf output fixed.pdf

Dopo questa operazione il file che usciva era perfetto secondo ImageMagick, ma Evince continuava imperterrito a mostrare male il file. A questo punto mi sono per un momento rassegnato a installare il lettore ufficiale di Adobe, che oltre ad essere proprietario (quando esiste un lettore PDF libero apposta) pesa pure 150 mb sul disco, una cosa assurda!

Il file chiaramente veniva letto in modo perfetto (ovvio, Adobe Reader è il suo lettore nativo)… Però non mi sono arreso. Ho provato tutti i lettori PDF disponibili nei repository di Ubuntu tanto per cominciare, ovvero questi (oltre a Evince):

Questi sono i momenti in cui adoro avere una macchina virtuale con Itis Linux per fare i test di tutti i tipi che mi saltano in mente. Aggiungo che non ho idea di cosa ci faccia un lettore così vecchio e deprecato come ViewPDF, ma sinceramente non mi interessa. Il risultato dei test non è stato proprio stupendo…

  • Evince NO
  • Okular OK
  • Xpdf OK
  • Gv NO
  • ePDFViewer NO
  • ViewPDF NO

Promettente vero? Solo Okular e Xpdf visualizzano bene il file. Xpdf purtroppo ha una grafica terribilmente spartana e pochissime funzioni, non permette lo scorrimento continuo e non ha la modalità presentazione a schermo intero: un incubo se dovessi studiarci!

Per fortuna Okular invece è un ottimo software: renderizza perfettamente i PDF delle lezioni (anche senza fare il fix con PdfTk), ha le funzioni che mi servono ma non troppe (nonostante sia un software KDE), è libero ed infine è pure molto leggero (mi sembra circa 14 mb contro i 150 di Adobe Reader). Ecco qui la stessa slide mostrata perfettamente da Okular:

Certo anche usando Okular comunque ho installate due applicazioni per fare le stesse cose quando ne basterebbe una, ma è ben diverso che avere Adobe Reader (pesantissimo) o Xpdf (grafica completamente diversa e zero funzioni). Preciso che ho subito questi problemi con Ubuntu 10.04 (figuratevi se tra Linux Day e Itis Linux avevo tempo di aggiornare ). Dato che questo articolo è finito pubblicato per sbaglio prima di averlo completato, ho ricevuto la segnalazione di alcuni lettori che mi fanno presente che con Ubuntu 10.10 (ad esempio) il problema non si pone. La cosa ovviamente mi fa piacere, in ogni caso vi consiglio di provare Okular, potrebbe riservarvi piacevoli sorprese.

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ott
30

SCHED_DEADLINE, una nuova classe di scheduling

 

SCHED_DEADLINE è una nuova classe per lo scheduler del kernel che implementa l’algoritmo per il real time scheduling Earliest Deadline First (EDF).

A svilupparlo sono stati Dario Faggioli e Michael Trimarchi che hanno lavorato con i fondi europei del progetto Adaptivity and Control of Resources in Embedded Systems (Actors). Lo scopo di questa patch è di superare i limiti delle attuali classi, sched_fair e sched_rt, presenti nel kernel.

La latenza di ogni processo che utilizza questa classe è deterministica e non viene influenzata dagli altri processi che girano nel sistema. Ogni processo è dotato di un budget (sched_runtime) ed un periodo (sched_period) che corrisponde alla sua deadline.

In ogni instante lo scheduler seleziona il processo con la prossima deadline fra quelli in ready queue e ne decrementa il budget in base al tempo di esecuzione. Quando il budget arriva a zero il processo viene sospeso fino alla prossima deadline. Durante il successivo slot di esecuzione il budget sarà nuovamente pieno e verrà calcolata la successiva deadline.

Via | OsNews

SCHED_DEADLINE, una nuova classe di scheduling é stato pubblicato su ossblog alle 15:00 di sabato 30 ottobre 2010.

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ott
30

Android, il miglior affare di Google

 

David Lawee, vice presidente in Google, ha definito l’acquisizione di Android Inc. il miglior affare di sempre.

Anche se non tutti lo sanno l’azienda dietro Android e fondata da Andy Rubin fu acquisita da Google nel 2005 per una cifra non pubblica, ma che in molti sostengono si aggiri attorno ai 50 milioni di dollari. Ora si stima che il ricavato degli annunci pubblicitari sui cellulari porti nelle casse dell’azienda circa 1 miliardo di dollari all’anno. Da questa cifra vanno, però, tolti i 750 milioni utilizzati per l’acquisizione di AdMob.

Considerando la cifra relativamente bassa per l’acquisizione ed il mercato che ha consentito di generare siete d’accordo con Lawee?

Via | VentureBeat

Android, il miglior affare di Google é stato pubblicato su ossblog alle 16:00 di sabato 30 ottobre 2010.

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ott
30

GParted 0.7.0

 

GParted, Gnome Partition Editor, è un programma grafico che vi consente di creare, riorganizzare, modificare e cancellare le vostre partizioni.

È in grado di lavorare con dischi che hanno una dimensione dei blocchi diversa dai canonici 512byte e supporta una gran varietà di operazioni su molti tipi di file system, come potete vedere dalla tabelle delle funzionalità. La novità più interessante della versione 0.7.0 rilasciata ieri è l’arrivo del supporto per il filesystem Btrfs.

Ovviamente se volete lavorare con queste partizioni è richiesta l’installazione del pacchetto btrfs-tools. Le altre modifiche sono relative alla correzione di bug più o meno gravi.

Via | GParted

GParted 0.7.0 é stato pubblicato su ossblog alle 16:59 di sabato 30 ottobre 2010.

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Linux Day 2010:“Fonera, wifi libero per tutti”

 

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Wayland Display Server è diventato un progetto di freedesktop.org

 

WaylandWayland, il display server di Kristian Høgsberg, sta assumendo un’importanza sempre maggiore. Tanto da essere diventato ufficialmente un progetto di freedesktop.org. Avevamo cominciato a parlarne quando, in agosto, era stato introdotto il supporto di Mesa per i driver Nouveau.

Negli ultimi mesi Wayland Display Server aveva suscitato un interesse speciale da parte di MeeGo, che potrebbe usarlo come nuovo server grafico per sostituire il più pesante X.Org. Wayland è molto leggero ed è particolarmente indicato per l’uso sui sistemi mobile ed embedded.

Il mese scorso sono usciti dei primi screenshot di Wayland con le Qt a rafforzare la tesi dell’interessamento di Intel e Nokia. Høgsberg e gli altri sviluppatori hanno ancora molto lavoro da fare, ma spostandosi su freedesktop.org è chiaro che Wayland sarà più di un “esperimento”.

Via | Phoronix

Wayland Display Server è diventato un progetto di freedesktop.org é stato pubblicato su ossblog alle 13:00 di sabato 30 ottobre 2010.

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ott
30

Gespeaker su Computer Magazine

 

Mi segnala il fido Berserker79 la recensione di Gespeaker 0.7 sulla rivista Computer Magazine di Novembre 2010.

Attendo la loro autorizzazione per ripubblicare l’articolo :)

Filed under: Gespeaker, Pacchetti, Varie Tagged: computer, magazine, recensione, rivista

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30

Linux Day & OpenStreetMap 2010 – Slides: “OpenStreetMap, Mappe a contenuto libero”

 

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