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Aspettando icecat…

 

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mp3diags, il ripara mp3

 

Avete una grande collezione di MP3?

Qualche file tra quelli della collezione presenta dei problemi?

Non vorreste ci fosse un programma che può cercare nella raccolta, individuare i problemi, e risolverli? Fortunatamente esistono tali programmi, ed uno di questi  è mp3diags.

mp3diags, è un applicazione open source utile per individuare e riparare oltre 50 diversi problemi che possono verificarsi con i file MP3.

Si potrebbe pensare, a causa della natura del compito, che mp3diags sia difficile da usare, non lo è, in realtà è abbastanza semplice eseguire la scansione e riparare la vostra raccolta di musica.

Cosa può risolvere?

  • Alcuni dei problemi che mp3diags è in grado di riparare sono:
  • Aggiunta/correzione delle informazioni del brano.
  • Correzione del tempo di durata del brano
  • Rinominare dei file.
  • Audio di bassa qualità.

E molto altro ancora.

Subito prima di proseguire, vi dirò che mp3diags può occupare molte risorse, molto dipende naturalmente anche dal numero di file presenti nelle vostre collezioni.

Installazione

MP3 Diags dovrebbe essere presente nei repository della gran parte delle distribuzioni, se utilizzate Ubuntu è possibile aprire Synaptic o Ubuntu Software Center, fare una ricerca per “mp3diags” (senza virgolette) ed installare il pacchetto, oppure in accoppiata potreste voler utilizzare apt-cache (per la ricerca), e apt-get per l installazione, dovrete installare anche il pacchetto “mp3gain” per la normalizzazione dell audio.

Una volta installata troverete l applicazione nel menu Audio e Video.

Utilizzo

Al primo avvio, mp3diags, presenta una schermata, dove chiede di creare un file che l applicazione utilizzerà per salvare i dati di configurazione, e nella stessa finestra è possibile impostare la directory da sottoporre a scansione.

Durante la scansione noterete un certo rallentamento nella vostra macchina; una volta terminata la scansione, inizia il vero divertimento.

Risultati della scansione

Date un occhiata in figura, ciò che vedete è il risultato di una scansione, vicino alla parte superiore (sotto la barra degli strumenti) è presente una lista di tutti i possibili problemi che ogni file contiene.

Diamo un occhiata a un file, evidenziare il file incriminato e fare clic su “Show one song at a time” pulsante.

Una volta che avete selezionato il vostro file, fate clic sull icona di un martello, si aprirà un menu a tendina, e si riceverà un avviso che dice “anche se questo funziona sulla macchina sviluppatori, potrebbe non funzionare sulla vostra”, prendete questo come un avvertimento e fate un backup dei file prima di iniziare a lavorare su di essi.

Dal menù potrete vedere le numerose correzioni possibili per il file preso in esame.                     

Invece di cercare dal menù a discesa, è possibile posizionare il mouse sulle icone martello con etichetta 1-4, ciascuno di questi “contiene” una serie preconfigurata di correzioni che consentono con un semplice clic di risolvere numerosi problemi.
                                
Dopo l esecuzione mp3diags sulla mia collezione di musica, ho trovato molte migliorie ai miei file, date un opportunità a questo programma, sicuramente vi aiuterà a gestire al meglio la vostra collezione musicale.

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Grub2 morto? Reinstalliamolo facilmente ed EFFICACEMENTE!

 


Ciao a tutti oggi vi spiego come risolvere un problema che mi ha rovinato due volte la giornata rispettivamente su pc fisso e su netbook. Praticamente dopo aver modificato non so cosa all avvio si presentava un inquietante avviso di sistema non trovato con grub rescue ecc…
Saltando i convenevoli vi presente pochi semplici passi per risanare il vostro bootloader Grub2!
Per farlo utilizziamo un livecd di Ubuntu. Caricato la prova del livecd aprite un terminale e digitate:
sudo fdisk -l
e dovreste avere in risposta il nome della partizione dove è installate la vostra distro.
In alternativa utilizzate Gparted per avere una visione grafica della posizione della vostra installazione.
ora montiamo quella partizione con il comando
sudo mount /dev/sdXY /mnt
dove XY sono i valori che avete ricevuto dal comando prima
X in genere sta per “a”
Y in genere è un numero

Reinstalliamo Grub2
sudo grub-install –root-directory=/mnt/ /dev/sdX
a questo punto riavviate senza il cd e dovrebbe apparire di nuovo il bootloader grub 2
aprite il terminale e digitate sudo update-grub per aggiornare grub!

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[Off Topic] Upgrade Desktop : scelta della configurazione conveniente

 

In giro per la rete si trovano sempre consigli su soluzioni hardware TOP GAMMA che lasciano il tempo che trovano e servono poco  sopratutto per chi non è un videogiocatore. Eccovi un piccolo “ragionamento” utile per chi vuole aggiornarsi un pc desktop “preistorico” come il mio :-) (single core, tipo Athlon XP  o intel P4) e vuole spendere poco.

Supponiamo quindi di avere  il case (ATX), alimentatore (sperando che sia buono ovvero almeno con PFC attivo e intorno ai 350 Watt almeno) tastiera + mouse, monitor, HD SATA. L’upgrade sostanzialmente mira ad avere maggiore flessibilità e potenza di calcolo : NO GIOCHI)

Ho scelto come soluzione questa basata su AMD (l’obiettivo è quello di spendere il meno possibile ed avere una bella potenza di calcolo):

1) Gigabyte MA78LM-S2 (60 euro) : scheda madre con scheda video integrata, migliore soluzione riguardo a costi contenuti e consumi con chipset AMD 760G, da non sottovalutare il sottosistema video integrato ( ATI Radeon HD 3000 graphics DirectX10 ), certo, non si può pretendere di giocare). Abbiamo tutto l’occorrente :

L’interno :

2) AMD Athlon II X4 620 (Core Irwindale :  si risparmia un pò per via dell’assenza dell’L3). Si trova sugli 85 euro per adesso. Se vogliamo spendere meno va bene anche l’ AMD Athlon II X2 240 che si trova sui 50 euro (dipende da cosa ci facciamo ma in generale, anche se non di tantissimo meglio X4 che X2 in questo caso). Maggiori informazioni a questo indirizzo.

3) RAM DDR2 PC6400 (scelgo DDR2 per mantenere i costi dato che non c’è un grandissimo incremento di prestazioni su questa piattaforma) Come dimensione 2GB o 4GB (meglio 4 se utilizziamo Macchine virtuali ad esempio). 50 Euro per la soluzione a 2GB e circa 100 per quella da 4GB (2×2GB).

TOTALE per la soluzione più performante : 220 euro circa. Si trovano soluzioni anche sui 160 euro solo che dobbiamo scegliere socket AM2+ e grafica integrata meno performante.

Volutamente non sono entrato nel merito di ogni componente ma se ne potrebbe discutere. Ovviamente, si accettano consigli e/o critiche :-)

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Il Goblin e bombe a forma di zucca

 

Provate Moblin! Se avete un portatile recente con CPU e scheda grafica Intel (GMA-500 esclusa), provatelo! Se avete uno di quei netbooks che ora vanno tanto, magari uno di questi, provatelo e probabilmente lo installerete!

System Requirements:

  • CPU: Intel(r) Atom(tm) or Intel(r) Core(tm) 2 CPU (support for SSSE3)
    Note: Moblin will not work on non-SSSE3 CPUs
  • Platforms with the GMA-500, Nvidia, or ATI Graphics chipset are not supported.

Io l ho provato sul mio Dell XPS M1330, che soddisfa tutte queste caratteristiche (sono un consumatore avveduto, yeah!), e lo installerei subito se avessi un netbook.
Moblin v2.1 è veloce, è bello, è molto veloce e molto bello, ed è soprattutto la prima distribuzione che abbia provato ad essere pensata all origine per questa piattaforma, pur ovviamente prendendo software da varie parti. Ad esempio, ho scoperto che il file manager è Nautilus di Gnome ed il browser è Firefox, ma si stenta a riconoscerli.

Visto che non ho nessuna voglia di fare una recensione completa, con immagini passo passo e roba del genere, considerato che ho già scritto troppo, e che sono già le cinque di sabato, e che devo arrivare riposato e disteso all aperitivo… Ecco il file torrent

moblin-2 1-final-20091103-002 img

e le istruzioni per creare la live su una penna USB (usate ImageWriter, probabilmente è già nei repo della vostra distro, qui invece l exe per Windows). Provatelo!


questa è la splendida interfaccia di gestione reti, altri sshot qui.

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QML e Qt Creator

 

Qt Declarative UI è un framework per disegnare interfacce utente molto dinamiche e personalizzabili ed è la risposta ad una delle richieste attuali del mercato nel settore dei dispositivi portatili come cellulari, media player, netbook o set-top box.

Sarà una delle novità più importanti per le prossime versioni di Qt ed anche se non è ancora integrato ci si può già sperimentare come potete vedere nel video.

Il progetto è nato da QGraphicsView nell’estate del 2008 ed ora ci lavorano cinque persone a tempo pieno. Un vantaggio importante nell’arco delle caratteristiche di questo programma è la semplicità su cui si base e che permette a programmatori e designer di utilizzare un solo strumento di sviluppo.

Via | TrollTech

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Come sarà il 2010 per GNU/Linux e il software libero?

 

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Pidgin: usiamo le emoticon native dei protocolli

 

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Unicode continua a crescere sul web

 

Google ha recentemente aggiornato le statistiche sulle percentuali d’uso delle varie codifiche caratteri nei siti web indicizzati.

Con il precedente aggiornamento, 18 mesi fa, avevamo assistito all’arrivo sul podio più alto per Unicode, mentre oggi assistiamo alla sua scalata inarrestabile verso il 50%.

Il problema per molti dei più comuni sistemi di codifica è l’impossibilità di rappresentare caratteri che provengono da culture differenti, mentre unicode consente di scrivere un documento in quasi tutte le lingue (comprese quelle morte) del mondo con i suoi oltre 100 mila caratteri.

Se la curva attuale di crescita dovesse continuare in questo modo in circa 3 anni dovremmo arrivare ad oltre il 90% dei siti web scritti in unicode. Per curiosità l’ultimo aggiornamento, unicode 5.2, rilasciato ad ottobre ha aggiunto persino i geroglifici egizi.

Via | GoogleCode

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Internet Explorer 6, la sua fine si avvicina

 

Chiunque abbia mai realizzato qualcosa sul web sa quale tremendo ostacolo è internet explorer, soprattutto la versione 6, per lo sviluppo del web.

Google ha annunciato che durante l’anno in corso eliminerà il supporto per tutti i browser obsoleti e/o non più mantenuti dal produttore a cominciare da Ie6. La prima tappa è fissata per il primo marzo quando tutti gli utenti di questi browser su Google Docs e Sites vedranno un messaggio che li intima ad aggiornarsi.

Nel corso dell’anno lo stesso avverrà anche per tutti gli altri servizi dell’azienda. Una risposta dura ed energica che probabilmente è stata accelerata alla luce dell’attacco a Gmail.

Sicuramente un’ottima notizia perché sicuramente sarà la classica goccia che fa traboccare il vaso e molti, probabilmente, ne seguiranno l’esempio. I browser supportati saranno Internet Explorer 7.0 e superiore, Firefox 3.0 e superiore, Google Chrome 4.0 e superiore, Safari 3.0 e superiore.

Via | OsNews

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Ati HD e compiz che litigano? ecco la cura!

 


Ciao ragazzi! Oggi vi segnalo un bug che è stato riscontrato nel server X (proprio il mio pc è affetto da questo problema) che potrebbe colpire le schede ATI serie HD. Fra le schede segnalate sul forum italiano ci sono le HD 2400XT, 2400 PRO, 2600, 3470, 4730 e la Mobility Radeon 3650.
Il bug causa un evidente rallentamento delle prestazioni, visibile nella lentezza di massimizzazione/demassimizzazione delle finestre del desktop e, a volte, nella visione dei video.
Il bug è stato riportato e risolto su launchpad.net:
https://bugs.launchpad.net/ubuntu/+source/fglrx-installer/+bug/351186
La soluzione consiste nell installazione di una versione dell X server chiamata xserver-no-backfill. Disinstallate i drivers proprietari ATI prima di procedere.
1)aggiungere il repository del pacchetto xserver-no-backfill alla sources list:
andare nel terminale e digitare : sudo gedit /etc/apt/sources.list
incollare alla fine del documento :
se avete jaunty(ubuntu 9.04):
deb http://ppa.launchpad.net/ubuntu-x-swat/xserver-no-backfill/ubuntu jaunty main deb-src http://ppa.launchpad.net/ubuntu-x-swat/xserver-no-backfill/ubuntu jaunty main

Se invece avete karmic koala(ubuntu 9.10):

deb http://ppa.launchpad.net/launchpad-weyland/xserver-nobackfill/ubuntu karmic main
deb-src http://ppa.launchpad.net/launchpad-weyland/xserver-nobackfill/ubuntu karmic main

2)ok una volta aggiunti i repository andare ancora nel terminale e copiare :
sudo apt-key adv –keyserver keyserver.ubuntu.com –recv-keys 12345678

3)ora aggiorniamo i repository con:
sudo apt-get update

4)andiamo in gestore aggiornamenti(sistema/amministrazione/gestore aggiornamenti)
e fare i due aggiornamenti:
xserver-common xserver-xorg-core

Ed ecco finalmente il sistema senza più problemi di lentezza!

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Rimettere google come motore di ricerca di internet explorer al posto di bing

 

Si viene qui

http://www.ieaddons.com/it/searchproviders

e lo si imposta :-)

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Video Lan Client (VLC) 1.0 stabile è (finalmente) uscito

 

Il noto e gratuito (open source) player audio video che riproduce anche i sassi :-) è finalmente disponibile nella versione 1.0 stabile.

Dopo anni di beta version la versione definitiva e’ disponibile per praticamente ogni sistema operativo esistente al mondo :-)

Home page e download QUI

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Gestire un database con Glom

 

Se avete mai avuto a che fare con un database in Linux è probabile che conosciate tre o quattro strumenti che possono gestire il database: MySQL, PostgreSQL, PhpMyAdmin, e OpenOffice Base, i primi due sono complessi strumenti a riga di comando, il terzo richiede un server web, e l ultimo non è così robusto da essere utilizzato su dei server.


Esiste però un altro strumento molto flessibile che consente la creazione di database in modo semplice, tale strumento è Glom.

Glom può aiutarvi a progettare e creare database, Glom è facile da usare, e possiede un interfaccia grafica molto immediata.

Glom utilizza PostgreSQL come backend.

In questo tutorial vi spiegherò come installare ed iniziare a utilizzare Glom.

Installazione

Se puntate il browser alla pagina di download di Glom potrete vedere delle istruzioni abbastanza concise su come installare Glom sulla vostra distribuzione, e noterete, per chi utilizza Ubuntu, l avvertimento che informa che nel repository è presente una versione obsoleta di Glom.

Ho installato Glom su Ubuntu 9.10, utilizzando il Software Center (senza dover aggiungere nessun repository extra), la versione che è stata installata è la 1.12.2, l ultimo codice sorgente disponibile per Glom è il 1.12, quindi questo avviso, è molto probabilmente inutile per gli utenti di Karmic Koala.

Utilizzo di Glom

Al primo avvio, Glom. mostrerà una scheda per selezionare un database già creato, o per crearne uno nuovo, da questa finestra, fate clic su “Create new document”, e quindi “New Empty document”, e premete “Select”.

Nel passo successivo occorre inserire alcune informazioni:

Nome: Questo servirà come nome del file.

Titolo: Nome per il database.

In questa stessa finestra è possibile selezionare un opzione che salverà questo database in un server remoto, o in locale.

Dopo avere tutte le informazioni di configurazione, fare clic sul pulsante Salva per continuare.

A seconda della velocità della vostra macchina, la fase di avvio del database può richiedere un certo tempo, ma una volta che il database è avviato, una nuova finestra si apre, dove sarà possibile iniziare a creare le tabelle per il database.

Quando si lavora con il database ci sono due livelli di utenza :

* Developer: questo è il livello da utilizzare per creare/modificare il vostro database.

* Operator: questo è il livello da utilizzare per lavorare con i database.

Per creare una tabella fare clic sul pulsante “Aggiungi”, si dovrà quindi inserire il nome della tabella.

Dopo avere creato le tabelle, Glom entrerà in modalità di inserimento dati, per ogni tabella creata dovrete immettere i dati al fine di colmare le tabelle. Aggiunta di dati avviene allo stesso modo l aggiunta di una tabella.

Dopo aver completato la creazione del database, andare al menu di livello di utente, selezionare operator, e iniziare a lavorare con il nuovo database.

Glom, permette una facile creazione/gestione di un database PostgreSQL, ed è decisamente un ottimo software.

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Conosciamo sudo

 

Se utilizzate Linux, sicuramente, sarete venuti in contatto con l utility sudo.

Sudo, permette ad un utente con bassi privilegi, di eseguire comandi ed applicazioni con i privilegi di un altro utente, solitamente root.                             

Molto spesso questo tool viene utilizzato nelle distribuzioni in cui l utente root è stato bloccato e dà quindi all utente standard i privilegi necessari per fare determinate cose, come installare le applicazioni o eseguire programmi che normalmente richiedono diritti di amministrazione, per esempio, quando si desidera riavviare la rete, normalmente si esegue il comando:

/etc/init.d/networking restart

con l utente amministratore, ma senza avere tale utente, il medesimo comando diventa:

sudo /etc/init.d/networking restart.

Ma cosa succede se, come amministratore di sistema, si aggiunge un nuovo utente e si vuole abilitarlo ad utilizzare sudo?                 

Si potrebbe semplicemente aprire il file /etc/sudoers con un editor di testo e apportare le modifiche?    

La risposta è no, occorre utilizzare uno strumento chiamato “visudo”, come si evince dal nome, visudo richiamerà di default l editor vi, ma se utilizzate un editor diverso (come nano), visudo richiamerà questo, ora, facciamo alcune modifiche!

Per aprire effettivamente il file /etc/sudoers con visudo è necessario eseguire il comando seguente:

sudo visudo

Una volta aperto, noterete subito che non è un file troppo grande (circa 25 righe di lunghezza), noterete anche una sezione che assomiglia a:

root ALL = (ALL) ALL

Quello che dovete fare è imitare questa linea proprio sotto di essa, con la nuova linea che dovrà includere il nuovo utente, questa nuova linea dovrà essere simile a:

username ALL = (ALL) ALL

Non c è una GUI?

Sì, esiste, se vi spostate in Sistema –> Amministrazione e quindi selezionate "Utenti e gruppi", potete agire in modalità grafica.

Io preferisco fare le cose dalla riga di comando, per abitudine, e semplicemente perché mi sembra che ci sia un maggiore controllo, ma si preferisce la GUI, come avete visto, è disponibile anche quella.

Come sempre, fate attenzione quando date agli utenti dei diritti amministrativi.

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