GIMP si fa un (bel) lifting
Al mondo, non esiste utente pinguinoso che non conosca o non abbia mai utilizzato GIMP, l’editor di immagini libero più famoso al mondo e forse l’unico possibile concorrente del Photoshop di Adobe. Di GIMP, la cui storia risale agli albori del Desktop Linux1 noi tutti amiamo l’enorme versatilità e potenza ma da sempre è la sua interfaccia grafica a destare malumori. Dopo una decina d’anni di aggiunte e cambiamenti, alla fine del ciclo di sviluppo 2.4, GIMP era un vero e proprio albero di Natale: pannelli svolazzanti, menù disordinati e incomprensibili (Script Fu?) e menù diversi su diverse categorie di finestra. Insomma una complessità che doveva essere affrontata perchè generava malumori tra tutte le categorie di utenti e rendeva difficile il passaggio da soluzioni proprietarie (Aka Photoshop) e stonava decisamente con le linee guida di GNOME che da sempre mira a diventare il Desktop Environment più usabile al mondo. Coscienti dell’importanza dell’usabilità, gli sviluppatori GNOME hanno quindi decisio, all’inizio del ciclo di sviluppo di GNOME 2.6, di affidare all’esperto di usabilità Peter Sikking il compito di ridefinire gli elementi dell’interfaccia utente di GNOME, in modo da semplificarla, razionalizzarla migliorando l’esperienza d’uso degli utenti novelli ma anche di quelli più smaliziati. Il lavoro di Sikking non ha mancato di farsi notare. Oggi molta della complessità originale di GIMP è stata abilmente limata e perfezionata. I doppi menù sono spariti, e molte voci di menù sono state fuse e rinominate, in modo da rendere più accessibile il tutto. Oggi, sul suo blog Sikking ha annunciato un ulteriore passo in avanti che permetterà a GIMP di guadagnare una configurazione “a finestra singola” con pannelli “agganciabili” su modello di Photoshop.
Attenzione però non si sta copiando: la nuova interfaccia, che dovrebbe sbarcare sui vostri desktop già nella versione 2.8, è caratterizzata infatti da numerosi elementi unici. Ecco quali
1) Image parade
Quando si implementano interfacce a finestra unica sorge il problema di dover trovare un modo di riuscire a gestire numerose istanze dello stesso programma. A questa necessità, i browser web hanno risposto da tempo con la creazione di interfacce a “schede”. Ogni istanza può infatti essere raffigurata come una “tab”, una “linguetta” selezionabile da un’area definita sullo schermo. In un programma di fotoritocco, tuttavia, vi è spesso la necessità di dover confrontare più immagini contemporaneamente ciò che non è assolutamente possibile fare attraverso l’uso di un’interfaccia a schede.
La soluzione ideale è stata raggiunta osservando come le webgallery hanno affrontato questo problema già da molto tempo: l’uso di miniature.
Invece di una barra delle schede perchè non concepire una “barra delle miniature”? Detto e fatto. Il team si è messo al lavoro per realizzare quella che viene chiamata “image parade”, una striscia a scorrimento orizzontale (ridimensionabile) che raffigura al suo interno un’anteprima delle diverse immagini aperte.
La image parade può essere posizionata verticalmente (a destra o a sinistra) o orizzontalmente (in alto o in basso) a seconda delle preferenze dell’utente
2) Scroll “tattile”
Una delle principali caratteristiche della image parade immaginata per GIMP sta nell’assenza di barre di scrolling. La barra sfila orizzontalmente seguendo i principi esplorati dalle interfacce touch presenti nei dispositivi di ultima generazione. Un trascinamento del puntatore (ma anche del dito, o della penna qualora si decidesse di utilizzare un touchscreen o una tavoletta grafica) provoca uno spostamento verso destra o verso sinistra della fila di immagini, così come un clic (o un tap) sull’immagine stessa provoca il passaggio ad una nuova immagine.
3) Pannelli staccabili
Ma il mondo è fatto di persone diverse e non a tutti un’interfaccia a finestra unica piacerà per forza. Chi ha a disposizione più monitor, ad esempio, potrebbe preferire usare uno di questi come “tavolozza” su cui posizionare tutte le palette del caso, dedicando l’intera area di lavoro del secondo schermo come “tela” su cui lavorare. Gli sviluppatori hanno quindi previsto la piena libertà per chi lo desidera di staccare le varie palette, e di spostarle nella posizione preferita.
Questa scelta lungimirante è sicuramente la risposta migliore alla necessità di non stravolgere repentinamente un ambiente di lavoro che è evoluto nel tempo e al quale molti utenti di lunga data si sono abituati e si candida dunque come soluzione esemplare a cui molte altre applicazioni dovrebbero guardare con interesse2. È giusto quindi preoccuparsi di innovare, ma per rendere più semplice la transizione è altresì consigliabile consentire agli utenti di poter tornare ad un’interfaccia più tradizionale.
Peter Sikking ha illustrato sul suo blog tutte le fasi di lavorazione che hanno permesso di ottenere questa soluzione finale. Queste ed altre informazioni le potete trovare sul suo blog ufficiale
Note:
- forse non tutti sanno che in realtà GIMP è nato prima di GNOME e le librerie GTK+ ,che costituiscono i “mattoncini lego” con cui oggi è costruito il desktop del piedone, furono sviluppate originariamente per GIMP
- ad esempio nel quadro di un’ipotetica introduzione dell’interfaccia “ribbon” in OpenOffice.org
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