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Leggere le nostre news con Newsfox per Firefox

 

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Linux Ubuntu 9.10 (a4) e 9.04 vs Mac OS X 10.6 Snow Leopard

 

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Addolcire la vita degli studenti con un po di Sugar

 

Post originale su Linux e dintorni

Il progetto Sugar per portare l’open source nelle scuole, in fondo il video dell’interfaccia per lo studente

Un paese come l’Italia , che si dichiara evoluto, presenta un tasso di alfabetizzazione informatica praticamente trascurabile; il dato maggiore che spaventa è che ad essere ignoranti in materia non sono solo una grande fetta di quella popolazione più adulta, che possiamo definire come non nativi digitali, ma anche una buona percentuale di coloro che dovrebbero mangiare a colazione pane e computer.

La nostra nazione è certamente ad un punto morto in questo campo, tranne per alcuni casi isolati l’informatica viene insegnata poco, male e da personale non qualificato; il ruolo stesso di internet e del computer nel nostro paese è spesso relegato a semplice strumento di divertimento o di libera espressione criminale, una visione frutto dell’età media avanzata della nostra classe politica incapace di cogliere l’importanza del mezzo nella società ma sopratutto nel mondo culturale, accademico e scolastico.

Microsoft, con le sue sottili campagna di fidelizzazione, ha sempre sfruttato questa ignoranza ponendo i propri prodotti come i soli possibili per l’uso nel mondo dell’istruzione dando così il via a campagna di affiliazione riservate agli istituti scolastici ed alle università.

Il prezzo da pagare per questi “onesti servizi” è nulla rispetto ad i vantaggi che gli studenti hanno in termini di risparmio economico sulle licenze sanguisuga dei vari prodotti Redmond, applicativi o interi sistemi operativi talmente scontati, o offerti in modo gratuito, in grado di rendere colui che ne usufruisce cieco davanti alle possibilità del mondo open.

Fino a quando questa politica si adatta ad una visione privata e personale del mondo accademico non potremmo che essere concorde con le scelte che ognuno di noi in piena autonomia è in grado di fare ma quando la scuola offre servizi del genere pagando questi progetti con i soldi dei contribuenti mi sento in obbligo di portare la mia voce, da utilizzatore di software ed OS open, in seno alla questione.

Ci sono moltissimi progetti open che mirano a creare un substrato efficiente per l’uso in aula del computer ma a mio avviso Sugar è in grado di esprimere tutta la potenza, e la potenzialità, che possiamo riscontrare in soluzioni aperte.

Sugar Labs è una organizzazione senza scopi di lucro che basa i suo progetti interamente su software a codice aperto e, non molto tempo fa, ha annunciato il rilascio di una piattaforma basata su Linux che comprende una suite di strumenti per l’apprendimento studiata per i bambini in età scolastica.

Questa piattaforma è scaturita da quella che da sempre ha equipaggiato gli OLPC del progetto Negroponte, successivamente migliorata per una integrazione migliore del software ed una maggiore quantità dello stesso.

L’immagine dell’OS, basato su Fedora 11, ha una dimensione di sole 380 Mb e permette il boot direttamente da chiavetta usb o da cd senza per questo modificare le partizioni o l’attuale configurazione del pc; nel caso si opti per una chiave di memoria usb è possibile permettere il salvataggio del profilo utente direttamente nel dispositivo.

In questo secondo caso l’investimento per una ipotetica scuola sarebbe minimo, basterebbe dotare una apposita aula di un numero sufficiente di pc e fornire ad ogni studente una chiave di memoria già pronta per l’uso; in questo modo ogni studente avrebbe la possibilità di portare avanti le proprie attività sia con le macchine scolastiche che con il proprio computer direttamente a casa ritrovando il ogni luogo il proprio desktop.

Del tutto gratuito il progetto è reperibile all’indirizzo http://www.sugarlabs.org/ insieme ad una nutrita galleria fotografica che mostra l’interfaccia del prodotto della quale riporto un breve filmato qui di seguito:

il tuo browser non supporta l’HTML5…non credi sia ora di aggiornare?
link diretto al video video

Ciao a tutti.

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Rimuovere conferma per il termine sessione, riavvio e arresto del computer

 

Probabilmente dalla versione 9.04 di Ubuntu avrete notato che facendo clic sulle opzioni Termina sessione…, Sospendi, Iberna, Riavvia… e Arresta… dall Applet Selettore rapido utente (l applet che si trova in genere sull estrema destra del pannello superiore in GNOME) viene chiesta una conferma.

Se si vuole modificare questo comportamento è sufficiente fare clic con il tasto destro sull applet, scegliere Preferenze e togliere la spunta all opzione Confermare il termine sessione, riavvio e arresto del computer.

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ago
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Nuova versione di Skype per Linux, ora anche nativa a 64 bit !

 

Dopo più di un anno di silenzio dai laboratori di Skype esce una novità che in molti si aspettavano: la nuova versione di skype, la 2.1.0.47.

Le novità di questa nuova verione sono tante:

  • SILK codec, per migliorare la qualità dell’audio, anche in una connessione con poca banda.
  • Compatibilità con Pulseaudio, il server audio che molti ha fatto dannare recentemente, proprio per i problemi con Skype.
  • Invio di Sms.
  • Migliore impostazione grafica della schermata di chat.
  • Supporto al 64 e 32 bit.

Installare la nuova versione è molto semplice. Innanzitutto disinstanlliamo la vecchia versione:

sudo dpkg -r skype

Quindi possiamo fare il download della nuova versione direttamente dal sito di skype. Nella pagina basta selezionare la versione che si vuole, la 32 bit o la 64 bit. Una volta completato il download si può installare il pacchetto. Per la versione a 64 bit basta digitare in un terminale:

sudo dpkg -i skype-ubuntu-intrepid_2.1.0.47-1_amd64.deb

Per la versione a 32 bit basta digitare:

sudo dpkg -i skype-ubuntu-intrepid_2.1.0.47-1_i386.deb

A questo punto nel menù di installazione ci sarà la consueta icona di skype.

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ago
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Windows 7 contro Linux

 

win_lin

Nel mio post di oggi, vorrei condividere un’interessante scoperta!

Se proviamo ad inserire le parole “linux, windows 7” su Google Trends, ci troviamo di fronte questo grafico relativo agli ultimi 30 giorni. Questi dati sono molto chiari: come si può osservare i due andamenti sono abbastanza speculari, sintomo del fatto che ci sono, in giro per il mondo, un gran numero di persone che quando non sono bersagliate dalle notizie (osserviamo infatti il grafico delle news più in basso), si sposta nelle ricerche da Linux a Windows 7.

Se fossimo prossimi ad un’elezione politica verrebbe da parlare di “incerti”, ma nel caso dei sistemi operativi?
Un’altra possibile constatazione è che nei fine settimana, quando le news scarseggiano, il numero di ricerche su Windows 7 aumenta.

(fonte del grafico: Google Trends)

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Sharp PC-Z1 Netwalker, netbook da 5? con Ubuntu

 

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Qt Mobility Project

 

Qt LogoIl progetto Qt Mobility di Nokia ha lo scopo di creare una nuova suite di API per i dispositivi mobili per permettere lo sviluppo di nuove applicazioni mobili multipiattaforma.

Sarà ad esempio possibile creare applicazioni per piattaforme S60, Windows CE e Maemo.
Un esempio di queste API è la Location API, questa libreria è un insieme di componenti utili per ricevere e distribuire dati “location-related”, ovvero dati di posizionamento.
Questo sono dati forniti da dispositivi GPS  e, vista la disponibilità di ricevitori satellitari nei telefoni e dispositivi mobili di recente produzione, questa libreria permetterà lo sviluppo di nuove applicazioni  utili per chi guida, chi fa escursioni o pratica sport, così come permetterà la creazione di nuovi giochi o utility  dipedenti dalla posizione, come ad esempio Pac-Manhattan e GeoCaching.
La libreria è correntemente in fase di sviluppo ed è reperibile a questo indirizzo, dove  si trova oltre al codice sorgente, anche un esempio di parsing dei dati NMEA (il formato testuale standard dei ricevitori GPS) e visualizzazione dei dati di posizione tramite Google Maps.

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Utilizzatori GNU/Linux fin dalla tenera età

 

Post originale su Linux e dintorni

Un neo papà, il suo pc ed il suo pargolo

Prendete un bimbo di pochi mesi, aggiungete un padre utente GNU/Linux, condite il tutto con un pò di scripting, un lettore dvd, un trasportino per neonati ed una buona dose di fantasia………ecco cosa otteniamo:

Clicca qui per vedere il video incorporato.

Anche questo è Gnu/linux

Ciao a tutti.

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Rilasciato Exaile 0.3.0

 

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Tante novità per Fedora 12

 

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TJVideo: il nuovo Boot Splash di Ubuntu 9.10

 

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Aggiungere colonne con tag ID3 e informazioni Exif in Nautilus

 

Per sopperire alla mancanza in Nautilus (il file manager predefinito di GNOME) delle colonne con i tag ID3 (per i file musicali mp3) e le informazioni Exif (per le fotografie scattate dalle fotocamere digitali), è possibile utilizzare lo script scritto in python che potete trovare a questo indirizzo (per scaricare direttamente lo script potete fare clic qui, è necessaria però la registrazione al forum). Salvate il codice all interno di un nuovo file di testo (apritelo con il vostro editor di testo preferito, per esempio Gedit).

Non so se esistano soluzioni migliori, comunque questo metodo è abbastanza efficiente. Come potete leggere dai primi commenti all interno dello script, per utilizzarlo è necessario installare i pacchetti python-nautilus, python-mutagen e python-pyexiv2. Questi pacchetti possono essere facilmente installati da Synaptic, oppure da terminale con il comando

sudo apt-get install python-nautilus python-mutagen python-pyexiv2

Dopo di ciò bisogna spostare lo script all interno della cartella ~/.nautilus/python-extensions (ricordo che la tilde ~ è un abbreviazione del percorso della home dell utente corrente e che le cartelle che hanno il nome che inizia con il punto sono cartelle nascoste, bisogna quindi premere [ CTRL ] + [ H ] per visualizzarle). Se la cartella non esiste bisogna ovviamente crearla (la cartella ~/.nautilus dovrebbe comunque esistere già, sarà al massimo necessario creare la sottocartella). Alternativamente, lo script potrebbe anche essere posizionato in /usr/lib/nautilus/extensions-2.0/python/, è necessario però agire da super utente per posizionare lo script in quella cartella.

Prima di poter utilizzare lo script bisogna renderlo eseguibile: fate clic con il tasto destro sull icona dello script, fate clic su Proprietà e nella scheda Permessi della finestra che si aprirà mettete la spunta a Consentire l esecuzione del file come programma.

Per concludere riavviate Nautilus (riavviando il computer oppure terminando la sessione corrente oppure digitando il comando sudo killall nautilus (quest ultima opzione la preferisco di meno)). Al successivo avvio di Nautilus, utilizzando la vista a elenco, potrete aggiungere le colonne contenti le informazioni che vi servono (Visualizza ? Colonne visibili). I nomi delle colonne sono in inglese, ma si capisce facilmente cosa c è scritto (modificando un poco lo script si potrebbero tradurre i nomi delle colonne in italiano, ma non conoscendo il python non sono in grado di dire cosa va corretto).

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Perl: Upload su rapidshare da linea di comando

 


Potete eseguire upload su rapidshare.com direttamente da linea di comando con lo script perl che trovate all URL:
http://images.rapidshare.com/software/rsapi.pl

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VMware: A corto di spazio su una macchina ESXi?

 

PROBLEMA:

Macchina virtuale si blocca e appare il seguente errore:
Virtual Machine Message

msg.hbacommon.outofspace: There is no more space for the redo log of VMNAME_1-000001.vmdk. You may be able to continue the session by freeing disk space on the relevant partition, and clicking Retry. Otherwise click Abrot to terminate this session.

Apparentemente pero c e nessun disco del sistema sembra avere problemi di capienza.

In precedenza c era uno snapshot, ma e stato eliminato: per verificare basta verificare sullo snapshot manager del VI client.

L errore sembra comunque fare riferimento al redo log tipico di uno snapshot.

SOLUZIONE:

Il problema e dato proprio da quello snapshot che pur essendo stato cancellato esiste ancora. ESXi ha un bug per cui quando cancelli uno snapshot le modifiche vengono riportate nel file originale.

Quando il file diventa troppo grande, le modifiche non vengono riportate correttamente (quando non vengono riportate per niente) ma il link allo snapshot nello snapshot manager viene rimosso (come nel caso descritto)

Il file continua a crescere in quanto costituito dalle modifiche differenziali dell originale.

Una soluzione per risolvere questo problema e convertire la VM che da problemi in un altra immagine mediante VMware Convert. Con ESX sarebbe stato possibile da linea di comando, in ESXi non e possibile e quindi quella proposta e l unica soluzione.

Se si aspetta troppo il file potrebbe crescere a tal punto da riempire il disco e impedire il boot a qualsiasi immagine che vi sia installata.

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