apr
30

Facebook Desktop for Air su Ubuntu.

 

Stamane ho letto del nuovo client Facebook partorito dopo il rlascio delle Open Stream API del noto social network. Notato subito l’estensione .air mi sono avventurato nella stesura di questa piccola guida, scritta proprio per “noi pinguini”. La guida non vale solo esclusivamente per Ubuntu, quindi con le dovute correzioni dovrebbe funzionare anche sulla vostra distribuzione preferita.

1. Installare Adobe Air

Scaricate l’installer da qui e postatevi nella directory in cui l’avete salvato, probabilmente nella vostra Scrivania

cd ~/Scrivania

Rendiamolo eseguibile e installiamolo:

chmod +x AdobeAIRInstaller.bin
sudo ./AdobeAIRInstaller.bin

Dati i permessi d’amministrazione eccetera, Adobe Air verrà installato e vi comparirà una voce sul vostro menù Applicazioni–>Accessori che magicamente.. non vi avvierà nessun installer! :D

Questo forse perché all’Adobe sono pigri e la pesantezza delle loro applicazioni dopo il pranzo lascia una voglia matta di poltrire..

Passata la digestione potrete risolvere l’inghippo editando il menù, modificando il lanciatore affinché trovi il vero eseguibile:

/usr/bin/Adobe AIR Application Installer

altrimenti avviatelo con un po’ di bicarbonato da terminale, che male certo non farà.

2. Installare Facebook Desktop

Scaricate il pacchetto .zip e scompattatelo per bene. Attraverso poi l’Installer Adobe Air.. installate l’.air. Benedette le interfacce grafiche..

Dopo un piccolo wizard nella quale dovrete inserire email e password usati su ‘faccialibro’ divertitevi a vedere una sola finestra senza pulsanti con la vostra, e quella dei vostri amici, timeline. Un po’ pochino, ma meglio di nulla. D’altronde per “l’altro versante” c’è già pidgin e il suo plugin (:

3. Aspettare di aver finito di digerire..

Non sapendo cos’altro scrivere, vi rimando al prossimo promettente progetto firmato .air che cercherà di unire i popoli di twitter e facebook in un’unica interfaccia. Strepitoso.. .. burp.

p.s. Come volevasi dimostrare il lanciatore non.. lancia. Per ovviare il problema modificatelo o eseguire da terminale il seguente comando:

/opt/Facebook Desktop for AIR/bin/Facebook Desktop for AIR

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apr
30

Equalizzare le nostre registrazioni con The Levelator

 

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30

La combinazione di tasti “Ctrl Alt Backspace” disabilitata nelle principali distro. Ecco come riabilitarla

 

xorg logo 300x247 La combinazione di tasti Ctrl Alt Backspace disabilitata nelle principali distro. Ecco come riabilitarla

La combinazione di tasti “Ctrl Alt Backspace”, è un modo comodo e rapido per riavviare il server X. Questa funzione è però stata disabilitata di default nelle più recenti release delle principali distribuzioni Gnu/Linux. Spulciando le release notes di Fedora 11 beta e Ubuntu 9.04, si può trovare il riferimento a questo cambiamento. A quanto pare si tratta di una decisione dello Xorg project, per scongiurare il rischio del riavvio involontario del server X e della conseguente perdita di dati. Naturalmente si tratta di un accorgimento rivolto agli utenti più inesperti, chi utilizza Gnu/Linux da un po di tempo è abituato ad utilizzare questa funzione abbastanza frequentemente. La decisione ha quindi scontentato molti utenti. In ogni caso riabilitare “Ctrl Alt Backspace” è questione di un attimo. Esistono vari modi per abilitare la funzione, eccone due molto semplici.

Riabilitare Ctrl Alt Backspace

Il primo, consigliato nelle note di rilascio di Fedora 11 beta, è il più comodo, e consiste nel disabilitare l’opzione DontZap dal file di configurazione di xorg. In Ubuntu così:

sudo gedit /etc/X11/xorg.conf

ed aggiungendo queste righe in fondo al file:

Section “ServerFlags”

Option “DontZap” “false”

EndSection

Il secondo, consigliato nelle note di rilascio di Ubuntu 9.04, consiste nell’installare il tool dontzap:

sudo apt-get install dontzap

e dare:

sudo dontzap –disable

In tutti e due i casi, dopo aver riavviato manualmente il server grafico (terminando la sessione o riavviando) si potrà ricominciare ad usare Ctrl Alt Backspace.

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Canonical propone un nuovo sistema di notifche. Ecco di cosa si tratta

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apr
30

Smile Slideshow

 

SMILE è un semplice programma per creare presentazioni video in pochi minuti.
Con un interfaccia molto funzionale, si possono aggiungere immagini, suoni, video, e gli immancabili effetti di transizione…

Ubuntu Jaunty 32 bits – 0.9.3
Ubuntu Jaunty 64 bits – 0.9.3
smile-0.9.3.tar.gz

Dipendenze:

  • qt
  • sox
  • mplayer/mencoder
  • ImageMagick

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apr
30

openSUSE Weekly News, Numero 69

 

Pubblicato il sessantanovesimo numero della newsletter settimanale di openSUSE.

Gli argomenti principali di questo numero:

  • openSUSE 11.2 Milestone 1 Released
  • People of openSUSE: Jan Engelhardt
  • Michal Vyskocil : How to track changes in packages: osc vc
  • Joe Brockmeier: The argument for free fonts
  • openSUSE Forums: Newbie KDE Questions

Link

Post del : PettiNix
—–
PettiNix ti consiglia anche di leggere The Brain Machine

openSUSE Weekly News, Numero 69

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Quicklook per Linux procede bene

 

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sudo nano

 

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Ubuntu come Mac: Mac4Lin e oltre!

 

In attesa che il nuovo indirizzo del blog sia visibile negli aggregatori, clicca qui per reindirizzarti all’articolo.

Questo è il link alla home page del nuovo blog: http://freetimesblog.altervista.org

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Schede WiFi e driver Linux: la Socket Mobile c’è!!

 

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30

Annunciato il progetto Security e-Book

 

securityIl progetto Security e-Book è il primo portale open dedicato alle architetture di sicurezza, interamente in lingua italiana.

Concepito nel 2008 da Giuseppe “Gippa” Paternò, ma venuto alla luce solo nei primi mesi del 2009 grazie anche all’aiuto di Gianluca Varisco, il progetto vuole colmare un vuoto nel mondo della sicurezza informatica, creando una pubblicazione innovativa sulle architetture di sicurezza e relativi esempi implementativi. Grazie all’adozione della stessa filosofia di Wikipedia, tutti i lettori potranno contribuire alla crescita del progetto, ampliando i contenuti delle pagine o scrivendone dei nuovi in base alla propria esperienza personale.

Il progetto non ha fini commerciali, ma puramente divulgativi e fatta su base di donazioni spontanee, secondo la licenza open Creative Commons. L’obiettivo è di consolidare la pubblicazione ogni uno o due anni e creare un libro in formato sia cartaceo che elettronico, cui proventi verranno donati in beneficenza. Il progetto è patrocinato da sikurezza.org, una comunità virtuale di persone che per passione e/o lavoro si interessano di problematiche di sicurezza informatica e della loro diffusione.

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Schede WiFi e driver Linux

 

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Ubuntu Netbook Remix 9.04…

 

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apr
30

GNU/Linux sfonda in Europa…..in Italia un po meno

 

Molti numeri e molti grafici sono stati sacrificati da più enti ed organizzazioni per constatare i progressi di GNU/Linux all’interno del territorio europeo, il tutto è stato ovviamente ben farcito dalla solita guerra di dati e cifre tra le due parti concorrenti.

Penso che ormai l’utenza abbia fatto il callo a queste dichiarazioni di sorta prendendo con le pinze, e la dovuta cautela, tutti quei numeri che ogni volta vengono snocciolati lasciando un po il tempo che trovano.

Certo, sapere che il proprio impegno per la divulgazione del software Open che anche involontariamente ogni utente GNU/Linux fa da i suoi buoni frutti fa molto piacere ma credo che la spinta più grande dovrebbe venire dalla pubblica istruzione che dovrebbe dare il buon esempio insegnando ai propri alunni l’uso di un pc e non l’uso di un OS che li renda schiavi di esso.

Proprio qualche giorno fa Red Hat ha pubblicato l’Open Source Index che inquadra l’adozione di software open all’interno delle varie nazioni sparse sul globo, il risultato è una mappa che è possibile osservare e questo indirizzo web.

Tra le nazioni europee che di più hanno recepito questa nuova opportunità figurano Francia (al primissimo posto), seguite da Spagna, Germania, Australia e Finlandia.

Gli Usa, roccaforte del potere Microsoft, si piazzano al nono posto mentre l’Italia, roccaforte della più bassa forma di cultura politica esistente sul pianeta riguardo al mondo IT, arriva all’undicesimo gradino.

Se andiamo ad analizzare la situazione della nostra penisola più da vicino possiamo snocciolare dati molto interessanti, la penetrazione del software Open nella pubblica amministrazione ci vede all’ottavo posto.

Ritengo che sia una gradita sorpresa ma non cadiamo in facili entusiasmi penso che il merito di questa posizione sia da attribuire a quelle province e comuni che in piena autonomia, e con lungimiranza, hanno deciso di adottare software libero, lungi quindi da me l’idea che ci sia un potere centrale romano che spinga per questo tipo di implementazioni di risorse open.

A rimarcare la scarsissima cultura informatica della nostra classe dirigente ci pensa però il 34° posto per quel che riguarda l’adozione di questo tipo di software all’interno della nostra industria segno questo che siamo nelle mani di imprenditori ancora legati a vecchi modelli industriali e commerciali purtroppo non in grado di integrarsi con le politiche aperte di queste piattaforme.

A mio avviso il trucco è sempre lo stesso, formazione, formazione ed ancora formazione, non di utenti ma di veri utilizzatori in grado di avere le basi che permettano un uso consapevole della macchina atta a riconoscere ciò che funziona da ciò che cerca di funzionare.

Purtroppo per noi abbiamo un ministero dell’istruzione intento ad affidare gli incarichi di formazione dei professori nelle materie informatiche a personale che è stato in grado di sostenere gli esami ECDL.


Di una cosa sono contento, cercando le parole GNU/Linux e Linux attraverso quel bellissimo strumento che si chiama Google Trends vi appariranno rispettivamente queste due pagine:

1) GNU/Linux

2) Linux

Russia, Cuba (in modo particolare) e tutte quelle economie che stanno crescendo, come la Cina, sono in testa alle classifiche di ricerca e l’Italia, nel suo piccolo, è presente nelle statistiche calcolate prendendo come parametro la lingua.

Che la comunità italiana di utenti GNU/Linux sia forte e stia crescendo come non mai?

Io me lo auguro.

Ciao a tutti.

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30

Alien Arena 2009: le prime immagini

 

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30

Rilasciata NetBSD 5.0

 

NetBSD logoIl progetto NetBSD ha annunciato il rilascio della versione 5.0 di NetBSD. Si tratta della tredicesima release di FreeBSD.

Numerosi i cambiamenti apportati dalla versione. 4.0; qui di seguito le principali features della nuova release:

  • migliorate le performance e la scalabilità su processori SMP e multi-core grazie alla riscrittura del sistema di threading e a ottimizzazioni del kernel;
  • migliorato il layer di networking con particolare riguardo a IPV6;
  • incrementato il range di filesystems supportati, tra cui supporto per la scrittura su filesystems UDF;
  • utilizzo di Xorg X11 invece di Xfree86;
  • maggiore integrazione dello standard POSIX soprattutto per le code dei messaggi e per il supporto all’I/O asincrono.

L’elenco completo delle nuove features è disponibile nell’annuncio di rilascio ufficiale. I sorgenti e i binari di NetBSD 5.0 sono disponibili attraverso i numerosi mirror del sito ufficiale, e nel caso si voglia scaricare la ISO, questa è disponibile anche via Torrent.

Via | DistroWatch

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