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Proposta interessante sulle GTK+ 3.0

 

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Finalmente Konversation su KDE 4

 

Per gli utenti che bazzicano qualche volta in IRC finalmente una buona notizia: è disponibile su svn una primissima versione sperimentale di Konversation per KDE 4.

konversation

Gli amanti di KDE (come me) che volevano navigare in IRC erano un po’ disperati per la mancanza del porting del famoso Konversation. Sul canale IRC ufficiale (irc.freenode.net #konversation) fino a qualche giorno fa era presente un “Sì, stiamo facendo il porting; no, non c’è niente da vedere”

Ora le cose sono cambiate, e da qualche giorno è presente su svn il codice sorgente disponibile a tutti.

Devo dire che nel giro di 2-3 giorni siamo passati da 0.0001 secondi prima di crashare (praticamente l’applicazione crashava appena lanciato il programma) a una “quasi” usabile versione (da prendere con le molle).

Vediamo come scaricare, compilare ed installare il nostro client IRC:

1) Scaricamento

svn co svn://anonsvn.kde.org/home/kde/branches/work/konvi-kde4 konversation

2) Compilazione

cd konversation
mkdir -p build
cd build
cmake .. -DCMAKE_INSTALL_PREFIX=`kde4-config –prefix`
make -j4

3) Installazione

make install

4) Esecuzione

konvi

Sì, è scritto bene… per ora il programma si chiamerà konvi, poi quando sarà stabile continuerà a chiamarsi konversation :)

Ecco uno screenshot!

konversation-kde42

Se volete crearvi un pacchetto, lanciate questo script all’interno della directory “konversation” una volta fatto il checkout (necessita di checkinstall):


#!/bin/bash                                              

svn up

APP=konvi
BUILD=build

REV=$(svn info -r HEAD | grep Revisione: | awk '{print $2}')
# DATE=$(date +%Y%m%d)                                     
VERSION=2.0+svn$REV
MANTEINER=vostramail@server.azz
LICENSE=GPL
ARCH=i386
GROUP=devel
PKGDEST=~

mkdir -p $BUILD
cd $BUILD
cmake .. -DCMAKE_INSTALL_PREFIX=`kde4-config --prefix`
make -j4

SPEC=description-pak
echo "Client IRC per KDE 4" > $SPEC

checkinstall -D -y
    --arch=$ARCH
    --pkglicense=$LICENSE
    --pkgname=$APP
    --pkggroup=$GROUP
    --pkgversion=$VERSION
    --pakdir=$PKGDEST
    --maintainer=$MANTEINER
    --nodoc
    --fstrans
    --install=no
    --deldoc=yes
    --deldesc=yes
    --delspec=yes
    --backup=no

rm -f *.tgz
rm -f *.deb
rm -f $SPEC

      

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XXXX Poker: software per giocare a poker online su Linux

 

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Google uccide Bambi

 

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X Server 1.6 RC2 finalmente disponibile per il download

 

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Solidarietà a Gioacchino Genchi

 

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Wine 1.1.14 disponibile per il download

 

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OKI C3300N e Linux: si può!!!

 


C e chi dice che non si puo fare, pure la OKI.
Pero e fattibile, grazie al team che ha sviluppato il driver foo2zjs.

In particolare per le stampanti OKI che utilizzano il protocollo proprietario HyperC, bisogna utilizzare il driver foo2hyperc che potete trovare su http://foo2hiperc.rkkda.com/

Il sito sconsiglia caldamente di utilizzare il driver eventualmente fornito con la vostra distribuzione linux preferita e indica il link per scaricare la versione piu recente (il driver e ancora in fase alpha)

Vediamo i passi principali per installare il driver e la stampante sul vostro sistema:

$ wget -O foo2zjs.tar.gz http://foo2zjs.rkkda.com/foo2zjs.tar.gz$ tar zxf foo2zjs.tar.gz$ cd foo2zjs$ make

Ora che avete compilato il driver, bisogna scaricare dal web alcuni file specifici per lavostra stampante come i profili .ICM per la correzione del colore.Selezionate il numero di modello della vostra stampante (eseguite solo uno dei seguenticomandi getweb):

   $ ./getweb 3100 # Get Oki C3100n .ICM files   $ ./getweb 3200 # Get Oki C3200n .ICM files   $ ./getweb 3300 # Get Oki C3300n .ICM files   $ ./getweb 3400 # Get Oki C3400n .ICM files   $ ./getweb 3530 # Get Oki C3530n MFP .ICM files   $ ./getweb 5100 # Get Oki C5100n / C5150n .ICM files   $ ./getweb 5200 # Get Oki C5200n .ICM files   $ ./getweb 5500 # Get Oki C5500n .ICM files   $ ./getweb 5600 # Get Oki C5600n .ICM files   $ ./getweb 5800 # Get Oki C5800n .ICM files

Per installare driver e file aggiuntivi:   $ su      # make install oppure   $ sudo make install

(Opzionale) Se utilizzate CUPS, eseguite un restart dello spooler:   # make cups    oppure   $ sudo make cups

Ora non vi resta che creare le code di stampa con gli stumenti caratteristici della vostradistribuzione, alcuni esempi:

Redhat 7.2/7.3/8.0/9.0 and Fedora Core 1-5:
    # printconf-gui

Fedora Core 6, Fedora 7/8/9/10, and Ubuntu 7.10/8.x:

    # system-config-printer

Mandrake/Manrivia:

    # printerdrake

SUSE 10.x/11.x:

    # yast2 printer

Ubuntu 5.10/6.06/6.10/7.04:

    $ sudo gnome-cups-manager   $ sudo make cups        
La stampante deve essere configurata con tipo coda "HP JetDirect",host uguale all indirizzo IP della stampante, porta uguale a 9100.

NOTE:

Il file INSTALL disponibile sul sito del driver contiene eventuali modifiche da apportare alle
varie distribuzioni per ovviare a diversi inconvenienti.

Al momento ho testato il driver con una OpenSuse 10.3 e una Oki c3300n:
Inizialmente c erano dei problemi, le stampe partivano, bloccavano la stampante e venivano messe in pausa dallo spooler. La stampante aveva un led rosso lampeggiante e andava riavviata per sbloccarla.
Inizialmente ho provato ad aggiornare ghostscript (gs) in quanto c erano diverse segnalazioni a riguardo di malfunzionamenti di foo2hyperc con vecchie versioni di gs.
Ancora problemi, risolti pero aggiornando interamente il sistema di stampa con i seguenti comandi (devono essere eseguiti come utente root):

# make uninstall

# zypper install make gcc

# zypper service-add     http://download.opensuse.org/repositories/Printing/openSUSE_10.3/        Printing

# zypper up -r Printing -t package

A questo punto ripetere l installazione del driver.

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Urban Terror: abilitare il gioco al download automatico delle mappe (openSUSE)

 

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Wake on Wan e Router D-Link Part 2 overro hack per il tuo router

 

Come avevo promesso nell’articolo “Wake on Wan e Router D-Link“, vi spiego come è possibile che una macchina in una rete locale possa dare comandi al router con un intervento minimo dell’utente. E inoltre vi darò indicazioni sia che la vostra macchina in rete sia una macchina Linux, sia che essa sia una macchina Windows.

Ma cominciamo con linux…

Prima di tutto installare expect: è una semplice utility che permette di creare script interattivi, ossia capaci di rispondere ai prompt di altre applicazioni. A questo punto creiamo il seguente script che chiameremo arp_hack.sh

#!/usr/bin/expect

spawn telnet router_address
expect login:
send "username
"
expect Password:
send "password
"
expect #
send "command
"
expect #
send "exit
"
interact

dove arp -s ip_address eth_address è il comando necessario per il Wake On Wan su router D-Link.

Lanciando questo script otteniamo il risultato desiderato. Se vogliamo che tale operazione venga fatta all’avvio del sistema operativo, aggiungiamo la riga

/path/to/arp_hack.sh &>/dev/null

al file che gestisce le operazioni da eseguire all’avvio: in gentoo questo file è /etc/conf.d/local.start, in ubuntu & C. si tratta invece del file rc.local.

E se fosse necessario riavviare il router perderei tutto di nuovo? Oppure dovrei ricordarmi di lanciare questo script ogni volta che riavvio il router? Per ovviare a questo problema avremo bisogno di altri 2 script: il primo (router_reboot.sh) gestisce il riavvio.

#!/usr/bin/expect

spawn telnet router_address
expect login:
send "username
"
expect Password:
send "password
"
expect #
send "reboot
"
interact

Il secondo invece gestisce il tutto, richiamando router_reboot.sh per riavviare il router e arp_hack.sh per lanciare il comando.

#!/usr/bin/expect

spawn /path/to/router_reboot.sh
sleep 30
send "
"
sleep 5
spawn path/to/arp_hack.sh
interact

Ora per riavviare il nostro router basterà semplicemente lanciare questo script e poi farà tutto da solo.

E per quanto riguarda Windows? (Attenzione: i seguenti passi sono stati testati solo su Windows XP Home Edition)
Anche per Windows abbiamo bisogno di installare un programma: Plink.exe (scaricabile qui).

Per lanciare un comando sul router basterà creare il seguente file arp_hack.cmd

@set PATH=Path oplink.exe;%PATH%
@plink.exe router_address -l username -pw password -batch "command"

eseguendo questo script nel prompt di Dos o attraverso il menu Start->Esegui otteniamo l’obiettivo desiderato. Per eseguirlo al riavvio sarà necessario aggiungere una voce al registro

"HKEY_LOCAL_MACHINE/Software/Microsoft/Windows/Current Version/Run"

che abbia come valore di tipo stringa il path allo script arp_hack.cmd. Questo tuttavia darà l’inconveniente che sarà mostrato il prompt di dos all’avvio di windows per qualche secondo (ma se si ci ostina ad usare windows qualcosa si deve pure dover pagare…).

Per ottenere l’utility di “reboot e comando” come in linux sarà necessario installare un’altro programma: Tasklist (che potete trovare qui). Come prima adoperamo 2 script, il primo dei quali (router_reboot.cmd) per riavviare il router:

@set PATH=Path oplink.exe;%PATH%
@plink.exe router_address -l username -pw password -batch "reboot"

Il secondo per gestire l’intera procedura:

@set PATH=Path o asklist.exe;%PATH%
@START /b Path o
outer_reboot.cmd
@ping 127.0.0.1 -n 2 -w 1000 > nul
@ping 127.0.0.1 -n 30 -w 1000> nul
@FOR /F "tokens=2" %%i in ( tasklist.exe /NH /FI "ImageName eq plink.exe" ) DO SET PID=%%i
@TSKILL %PID%
@START /b Path oarp_hack.cmd

Tutto chiaro?

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Game 7: installare Regnum Online in Ubuntu Linux

 

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Wine 1.1.4 disponibile per il download

 

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Pageflakes e altri siti di rilevanza internazionale sono down

 

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Installare una copia in locale di WordPress 2.7 su Linux

 

L’ultima versione di WordPress ha portato con sé parecchie nuove funzioni interessanti, e per questo è un aggiornamento caldamente consigliato.

Tuttavia, prima di procedere all’installazione della release 2.7 sul proprio blog, non sarebbe male poterne testare le funzionalità su una copia in locale, al fine di scongiurare brutte sorprese ed incompatibilità.

Per fare ciò di solito è necessario mettere in piedi una installazione LAMP sul proprio computer, ma configurare i vari pezzi affinché possano funzionare insieme potrebbe essere cosa lunga e faticosa, soprattutto per chi non conosce approfonditamente il funzionamento delle parti che ne compongono il sistema.

Su Linux, in particolare su Ubuntu, basterebbero pochi comandi per procurarsi dai repository i pacchetti necessari, ma questa procedura comporta anche il recupero delle varie dipendenze connesse a tali pacchetti, di cui non è sempre facile liberarsi quando non se ne ha più bisogno. Inoltre rimane sempre la questione della configurazione e della gestione dei servizi installati che preclude una certa dimestichezza.

Una soluzione all in one

Con Bitnami WordPress Stack possiamo invece concederci il lusso di non dover pensare a come far combaciare le parti che compongono un sistema LAMP ed addirittura è possibile avere una copia di WordPress 2.7 già pronta per i nostri esperimenti.

Infatti, il bundle di installazione comprende uno stack preconfigurato di Apache, MySQL e PHP che va ad installarsi in una cartella a nostra scelta. Ivi contenuti ci sono tutti i file di cui abbiamo bisogno, senza dover scomodare nessun package manager.

L’installer è di facile utilizzo, dopo avergli dato i permessi di esecuzione ( tramite interfaccia grafica o con il solito chmod +x ) ed averlo lanciato, ci si presenterà di fronte un classico wizard “Avanti Avanti Avanti Fine” che non ha bisogno di grandi interventi se non nell’immissione di un nome utente e password.

Terminata la procedura si aprirà una pagina di benvenuto dalla quale potremo accedere alla nostra copia locale di WordPress.

Da questo momento in poi potremo effettuare tutte le operazioni che facciamo di solito sul nostro blog, con un qualcosa in più dato dalla velocità di esecuzione e dalla libertà di accesso alle parti più intime del CMS tramite la naturale interfaccia del sistema operativo al quale siamo abituati.

Gestire i servizi

Come già accennato in precedenza, tutti i programmi necessari sono nella cartella scelta per l’installazione, compreso lo script che controlla l’utilizzo dei servizi Apache e MySql.

La sintassi è molto semplice:

./ctlscript.sh (start|stop|restart)
./ctlscript.sh (start|stop|restart) mysql
./ctlscript.sh (start|stop|restart) apache

Possiamo dunque far partire/fermare l’intero stack oppure solo un singolo servizio.

Per disinstallare tutto basta lanciare lo script uninstall che viene creato in fase di installazione o semplicemente cancellare la cartella.

Fonte

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Freerunner Party e conferenza sull’OpenMoko organizzata dal LuccaLUG

 

Diffondo volentieri la notizia che mi è stata inviata via email da Matteo Lucchesi, presidente del LuccaLUG

Domenica 8 febbraio si terrà a Lucca la conferenza: “Freerunner:
alternativa Opensource all’Iphone
“. L’occasione sarà il
primo “Freerunner Party” nazionale, organizzato dall’associazione Luccalug.
La conferenza che si terrà alle ore 17 ha lo scopo di presentare l’
ultimo terminale messo in vendita dal progetto OpenMoko,
che mira a creare il primo dispositivo mobile completamente
Opensource. Il telefono non ancora indicato per un pubblico di massa (di cui ho già parlato qui, ndr)
offre già la possibilità di utilizzare diverse distribuzioni, oltre a
quella nata dal progetto OpenMoko, troviamo Android, sistema
operativo per cellulari sviluppato da Google.
Il dispositivo equipaggiato di wifi, bluetooth, accelerometri,
touchscreen, gps e naturalmente di un kernel linux, risulta appetibile
per tutti gli amanti del sistema operativo del pinguino che desiderano
espandere la loro passione al settore della tecnologia mobile.
Durante la conferenza verrà illustrata la storia, il presente e il
futuro del progetto.
L’ occasione sarà resa ancora più interessante dallo sponsor della
manifestazione nonchè rivenditore
ufficiale nazionale, che metterà a disposizione dei partecipanti uno
sconto sui dispositivi, assieme alla possibilità
di non pagare le spese di spedizione, visto che sarà presente.

L’invito è rivolto a chi non conosce questo progetto o a chi ne ha
sentito parlare ed è curioso, sia di toccare con mano, che di
conoscere
le prospetive di questa nuova comunità.

Per approfondire:
http://openmoko.org

Per partecipare all’evento è necessario isciversi qua:
http://luccalug.it/wiki/Freerunner

   Tagged: conferenza, freerunner, openmoko, opensource, party   

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