nov
28

Nome file generato da cups-pdf

 

Per evitare di sovrascrivere documenti gia generati e possibile anteporre ad ogni file un prefisso contenente il numero di job di stampa che l ha generato.

Aprite il file /etc/cups/cups-pdf.conf
Cercate la voce seguente:

### Key: Label
## label all jobs with a unique job-id in order to avoid overwriting old
## files in case new ones with identical names are created; always true for
## untitled documents
## 0: label untitled documents only, 1: label all documents
### Default: 0

Label 0

Modificate

Label 0

in

Label 1

Fate ripartire cupsd

sudo /etc/init.d/cups restart

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nov
28

Guida all’upgrade della nuova Fedora 10

 

Con il rilascio di Fedora 10 molti stanno pensando a come fare l’upgrade. Dato che è un operazione che non si ripete più di due volte l’anno, ecco una guida per farla.

Un sistema può essere upgradato in almeno 4 modi, ognuno dei quali ha i suoi vantaggi e svantaggi. Qualsiasi sia il metodo scelto, prima di fare qualsiasi cosa, dovreste dare uno sguardo alle Yum Upgrade FAQ step 1 e 2. Troverete dei consigli molto utili su come preparare il sistema all’upgrade, come creare un , essere sicuri che il proprio sistema sia aggiornato e sistemare ogni .rpmnew a .rpmsave. Inoltre, le FAQ suggeriscono di fare un pò di pulizia e di rimuovere tutti i programmi non necessari insieme ai file di configurazione, sulla base che meno cose stanno nel vostro sistema e meno possibilità che qualcosa vada storto ci saranno.

Può essere molto utile installare il pacchetto yum-utils, dopodiche lanciare il comando

package-cleanup --leaves

Se vuolete essere molto cauti, conviene rimuovere anche i driver proprietari, specialmente quelli della vostra scheda video. Nel processo installazione potrete usare un driver free, anche perchè difficilmente vi servirà rendering 3D.

Come ultimo preliminare, se avete SELinux abilitato, settatelo sulla modalità passiva, così che non si preoccupi dei tentativi di cambiare i file di configurazione. Dopo aver fatto tutte queste considerazione potrete iniziare a pensare a quale sistema di upgrade utilizzare.

Upgrade da DVD/CD.
Il metodo di ugprade più familiare. Il sistema di installazione rivelerà automaticamente una precedente versione di e aggiornerà i vecchi pacchetti con le nuove versioni. I dati presenti nella home e la struttura delle partizioni non verranno modificate. La configurazione del sistema cambierà solo se verrà richiesto da qualche pacchetto.

Tuttavia molti scelgono quest’opzione e, specialmente durante i primi giorni dopo la release, troverete difficile scaricare le immagini ad una velocità decente. Tuttavia, un volta scaricato un DVD, non dovrete preoccuparvi di scaricare da repository.

Upgrade manuale.
Invece di scaricare un intera immagine disco, una più semplice alternativa è di aggiungere nuovi repository a quelli riconosciuti dal vostro sistema. Sfortunatamente non potrete usare nessun tool grafico per farlo, dato che da là potreste solo abilitare o disabilitare quelli esistenti. Dovrete quindi farlo da un editor di testo o da riga di comando.

Potete usare l’esistente struttura di  /etc/yum.repos.d/ come modello per crearne una nuova. Anche se le definizioni in questa directory possono sembrare un tantino complicate, le uniche cose da cambiare sono i nomi, gli indirizzi. Informazioni che potete facilmente ottenere guardando al repository che state aggiungendo con il vostro browser. Aggiungete i nuovi repository,riavviate e sarete pronti per l’update.
Un metodo più semplice è lanciare il comando:

-Uhv ftp://download..redhat.com/pub///releases/ReleaseNumber

Sostituendo a release number il numero della release. Questo comando aggiornerà i vostri repository, informandovi sullo stato di avanzamento del processo.

Aggiornati i repository in qualche modo potrete iniziare l’upgrade lanciando

yum upgrade

da riga di comnado. Potrete anche fare l’upgrade per gruppo di pacchetti( ad esempio yum update base). Per una lista dei gruppi di pacchetti

yum grouplist

Se vi sentite a vostro agio con queste operazioni manuali questo potrebbe essere il metodo giusto, dato che vi dà là possibilità di sapere esattamente cosa sta succedendo.

Upgrade con -release.
La terza alternatica è di usare -release. Per qualche settimana prima e dopo una release, fornisce un pacchetto relaese sia nei repository delle varie alpha,beta e rc, sia nella release precedente. Tuttavia anche dopo questo periodo potrete andare nei repository della nuova release, scaricare la sua versione di -release e installarla con il comando

yum localinstall -release

Dopo aver riavviato potrete aggiornare il vostro sistema usando il solito comando

yum update

Con questo metodo potrete evitare il lungo dowload delle immagini ISO, ma vi constringe ad eseguire l’upgrade nel perido di picco per l’accesso ai repository o, se aspettate troppo, sarete costretti a perdere un pò di tempo nel cercare il giusto pacchetto -release.

Upgrade con preUpgrade.
Una volta disponibile una versione, potete usare PreUpgrade quando volete lanciando il comando

preupgrade

da root(da 10 in poi potrete farlo partire direttamente da PackageKit, il gestore di pacchetti predefinito). PreUpgrade vi guiderà tramite una procedura automatica nei passi necessari per far andarea buon fine l’upgrade. L’unica cosa che dovrete fare e scelgiere la versione alla quale dovete aggiornare e premere il bottone avanti. PreUpgrade scaricherà i pacchetti necessari per l’aggiornamento fin quando non sareti pronti al reboot per concludere il processo.

Usare PreUpgrade è forse il metodo più semplice per fare l’upgrade. Tuttavia non tutti sono convinti della scelta di usare un tool grafico per un processo delicato come l’upgrade. Inoltre più di un utente ha notato come PreUpgrade non controlli le firme crittografiche dei pacchetti.

Operazioni conclusive.
Qualunque sia il metodo scelto, l’upgrade del sistema di base è solo il primo passo. Dopo che vi siete assicurati che l’upgrade vi abbia portato ad un sistema funzionante, dovrete ancora aggiornare dai repository altervativi quali Fusion. In alcuni casi dovrete anche anche a recuperare i driver dai i siti dei produttori. Questo lavoro può sembrare noioso, ma è il prezzo da pagare per restare fedeli alla politica solo-software-libero seguita da Feora.

L’ultima operazione consiste nel sitemare i file .rpmnew e .rpmsave. Dovete esaminare bene ogni file e scegliere se accettare i cambiamenti o no, se non volete perdere qualche personalizzazione della configurazione. Se non avete modificato nulla potreste voler accettarli tutti senza controllarli.

[via Linux.com]

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nov
28

Ubuntu e Red Hat sempre in testa

 

Sono stati aggiornati i risultati del terzo Open Source Barometer condotto da Alfresco, e il grafico mostra che Ubuntu e Red Hat continuano ad essere le distribuzioni Linux più diffuse, ciascuna con il 31% di installazioni totali.

Per maggiori informazioni: Alfresco Open Source Barometer

      

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nov
28

Gnokii un’utility per gestire il tuo cellulare

 

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nov
28

Convegno sul Software Libero alla Fiera del Lavoro di Cagliari

 

Cagliari, stemmaTra le 11.30 e le 14.00 di oggi, nell’ambito della Fiera del Lavoro della provincia di Cagliari, si terrà il convegno “Lavorare con il software libero e per il software libero”.

All’incontro parteciperanno importanti esponenti dell’amministrazione regionale, tra cui il Presidente della Regione Sardegna Renato Soru e l’Assessore degli Affari Generali Personale e Riforma Massimo Dadea, ormai noto per il suo impegno nella promozione del FLOSS.

Solo pochi giorni fa, infatti, proprio Massimo Dadea aveva tenuto un seminario con università, imprese e associazioni di vario genere per presentare il disegno di legge in favore del software libero approvato di recente dalla giunta regionale sarda.

La Regione Sardegna conferma il suo sostegno al Software Libero e dimostra una strategia chiara e, secondo me, efficace: promuovere sul campo, con una serie di incontri e iniziative con i possibili fruitori, i vantaggi connessi all’adozione di prodotti aperti.

Grazie al nostro amico alexus.fs per la segnalazione.

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nov
28

Dreamlinux 3.5, arriva la Release Candidate 4

 

Dreamlinux rc4Per i fan di Dreamlinux arrivano ottime notizie. L’ultima versione del sistema operativo con l’interfaccia più “Mac OS X-like” in circolazione è dunque giunta alla sua RC 4.

Dal sito ufficiale si legge che il team è orgoglioso di annunciare la nuova distribuzione che è stata resa più snella e veloce grazie alla nuova tecnologia Flexiboost. Sarà possibile installare Dreamlinux sia tramite il download della classica ISO, sia tramite boot da chiavetta flash. Infatti la release è stata ottimizzata per seguire il recente fenomeno dei nettop (eee pc, msi wind, ecc), rendendola più reattiva grazie il supporto del nuovo Xfce 4.4.2, seguito da main component aggiornati: wicd network manager, Linux kernel 2.6.27, X.Org 7.2, Compiz Fusion, OpenOffice.org 2.4, GIMP 2.6, Iceweasel 3.0.2, Flash Player 10.

Sarà dispiaciuto invece invece qualche fan GNOME del “Back to Xfce ” annunciato dal team. Infatti nei test Gnome è risultato lento e instabile, convincendo i programmatori ad abbandonare l’idea. In ogni caso è stato comunicato che sarà disponibile un componente aggiuntivo per il successivo passaggio a Gnome per chi lo desiderasse.

Insomma, sembra proprio che questa volta il team Brasiliano ce la stia mettendo tutto per realizzare il sistema operativo dei loro sogni, sperando che abbiano risolto quegli errori de gioventù che mal celava la release 3.0.

Per il Changelog completo e il download vi mando al forum ufficiale.

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nov
28

Release candidate e nuova licenza per openSUSE 11.1

 

opensuse logoDopo i recenti rilasci di Ubuntu Intrepid Ibex e Fedora 10, si avvia alla conclusione anche il processo di sviluppo del più popolare sistema operativo libero proposto da casa Novell.

Da poche ore infatti è stata annunciata la prima Release Candidate di openSUSE 11.1 la quale se paragonata con la preliminare beta 5, porta a corredo molti bugfix e diverse interessanti introduzioni tra cui un nuovo Kernel 2.6.27.7, Firefox 3.0.4 e la neo-rilasciata RC1 di Amarok 2.0.

La novità più interessante è comunque sicuramente quella derivante dal debutto di una nuova e meno restrittiva licenza d’uso. Tale avvicendamento, destinato a mandare nel dimenticatoio la vecchia EULA, era già stato annunciato un paio di giorni fa attraverso un canale ufficiale openSUSE e come da programma è diventato con questa RC “totalmente operativo”. A voi i commenti!

Grazie a Pizzuco per la segnalazione.

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nov
28

Rilasciato Gnome 2.24.2 versione stabile

 

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nov
28

Skype, webcam e brightness ora è chiaro!

 

Ultimamente uso molto spesso Skype, e fino a poco oggi pomeriggio lo odiavo quando usavo la mia webcam… quale modello?!

redvaio redsend # lsusb
Bus 001 Device 002: ID 046d:0928 Logitech, Inc. Quickcam Express

Una Logitech Quickcam Express, come questa…

Su linux uso il driver gspca compatibile con millemila webcam. Su tutti i programmi funzionava bene, l’immagine si vedeva “bene”, relativamente perchè non è una granchè la qualità della webcam… ma almeno si vedeva. Tranne su Skype!!!

Dopo 20, 30 secondi che avevo avviato la videochiamata su Skype il video diventava quasi nero e anche rendendo la stanza super illuminata, l’immagine si vedeva sempre scura. Cercando un pò su internet ho trovato un post sul forum di Skype che parla proprio di questo. Si discuteva della possibilità di aggiungere a Skype il controllo dei parametri della webcam, che manca attualemnte alla versione 2.0.68. Fosse quasi ora che lo aggiungono sto benedetto controllo e migliorino un pochino questo programma che su windows è arrivato già alla ventesima versione… mentre su Linux è rimasto fermo alla 2 da mesi.

Non è una critica a Skype quella che volevo fare, che fà il suo lavoro egreggiamente, ma l’obbiettivo del post era quello di spiegare come ho risolto questo problema. La soluzione che ho adottato, insieme a molti altri (leggendo dal forum di skype) è quella di impostare dei parametri personali per il gamma e i colori RGB della webcam, direttamente agendo sul driver senza nessun programma.

Sembra chisà cosa come l’ho detta prima invece è una sciocchezza…

Il driver offre, come tutti, la possibilità di impostare alcuni parametri per il dispositivo, per vedere quali potete lanciare il comando

redvaio redsend # modinfo gspca
filename:       /lib/modules/2.6.24-tuxonice-r9/usb/video/gspca.ko
license:        GPL
description:    GSPCA/SPCA5XX USB Camera Driver
depends:        videodev
vermagic:       2.6.24-tuxonice-r9 preempt mod_unload PENTIUMM
….
….
….
parm:           autoexpo:Enable/Disable auto exposure (default=1: enabled) …
parm:           debug:Debug level: 0=none, …
parm:           force_rgb:Read RGB instead of BGR (int)
parm:           gamma:gamma setting range 0 to 7 3-> gamma=1 (int)
parm:           OffRed:OffRed setting range -128 to 128 (int)
parm:           OffBlue:OffBlue setting range -128 to 128 (int)
parm:           OffGreen:OffGreen setting range -128 to 128 (int)
parm:           GRed:Gain Red setting range 0 to 512 /256  (int)
parm:           GBlue:Gain Blue setting range 0 to 512 /256  (int)
parm:           GGreen:Gain Green setting range 0 to 512 /256  (int)
parm:           compress:Turn on/off compression (not functional yet) (int)
parm:           usbgrabber:Is a usb grabber 0×0733:0×0430 ? (default 1)  (int)
parm:           lightfreq:Light frequency banding filter. Set to 50 or 60 Hz, or 0 ….
parm:           force_gamma_id:Forced assigning ID of contrast settings (0=default,1,2,3) …
parm:           force_sensor_id:Forced assigning ID sensor (Zc03xx only). Dangerous…

I parametri possono essere modificati on-the-fly (a volo) attraverso il filesystem sys, ovvero

redvaio redsend # echo 4 > /sys/module/gspca/parameters/gamma
redvaio redsend # echo 350 > /sys/module/gspca/parameters/GBlue
redvaio redsend # echo 350 > /sys/module/gspca/parameters/GGreen
redvaio redsend # echo 350 > /sys/module/gspca/parameters/GRed

Quello che vedete nell’esempio sopra sono anche i valori che ho usato per far sì che la webcam si vedesse “bene” anche dopo 20, 30 secondi che la videochiamata era partita. Non si vede proprio come all’avvio, ma è migliorato di molto il risultato tanto da farmi risparmiare di comprare un’altra webcam… :) per il momento…

I parametri possono essere impostati anche automaticamnente all’avvio, andando a scrivere nel file

redvaio redsend # nano /etc/modprobe.d/options
options gspca gamma=4
options gspca GRed=350
options gspca GGreen=350
options gspca GBlue=350

ricordatevi di dare il comando

redvaio redsend # modules-update

altrimenti le modifiche non vengono scritte nel file /etc/modules.conf che è quello che conta al caricamento del modulo. A questo punto ogni volta che verra caricato il modulo gspca avrete già i parametri impostati sul valore corretto. Corretto per skype, perchè negli altri programmi si vedrà un pò più bianco del solito… ora sta a voi decidere come usarli… l’importante che la soluzione c’è…

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