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Autore: Ferro Trackback
Tags: Distribuzioni,Distro,GNU/Linux,Gimp 2.6,Gnome,Guide,HowTo,Note rilascio,Open Source,Ubuntu,Ubuntu 8.10,aggiornamento,gnome 2.24,intrepid ibex,news,update,upgrade
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Ieri è stato rilasciato Ubuntu 8.10, nome in codice Intrepid Ibex. Come sempre, l’uscita della nuova versione della distro di casa Canonical, ha fatto parlare molto di se’. Tra le novità, le principali sono:
• GNOME 2.24, di cui ho parlato qui, che apporta nuove interessanti funzioni come il supporto della navigazione a schede per Nautilus
• L’ultima versione di X.Org, la 7.4
• Il Kernel Linux 2.6.27
• Framework per l’autenticazione PAM
• DKMS (Dynamic Kernel Module Support), un nuovo sistema (sviluppato dalla Dell) che consente di rigenerare i driver per il kernel Linux ogni volta che viene rilasciata una versione
• Live USB Disk Creator, un unovo strumento per creare Usb Live dall’ISO di Ubuntu
• Network Manager 0.7, che aggiunge nuove funzioni come la gestione delle connessioni 3G (GSM/CDMA) PPP e PPPoE e la gestione di dispositivi con indirizzi IP statici
• Gimp 2.6, di cui ho già parlato qui
• e tanto altro
Qui trovate le note di rilascio complete in italiano.
Aggiornamento
L’aggiornamento, a differenza della volta precedente, non appare nel gestore degli aggiornamenti, perché non si tratta di una versione con supporto a lungo termine (LTS). Per efettuare l’upgrade, dovete quindi andare su Sistema –> Amministrazione –> Sorgenti software, e nella scheda “Aggiornamenti”, alla voce “Avanzamento del rilascio”, scegliete “Rilasci normali” invece di “Solo rilasci con supporto esteso (LTS)”.

Poi avviate il Gestore degli aggiornamenti, sempre da Gestione –> Amministrazione, cliccate su “Verifica” e, quando apparirà la voce relativa al nuovo rilascio, selezionate “Esegui avanzamento”. Si avvierà così l’aggiornamento del sistema, ancora qualche conferma e il gioco è fatto.

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Quando ho installato Ubuntu Intrepid Ibex RC tre giorni fa non avevo idea del cambiamento di prestazioni enorme a cui sarei andato incontro.
Contrariamente alle previsioni fomentate anche da chi in questi giorni alimenta certe paure negli utenti meno esperti, sul mio XPS M1530 Intrepid vola letteralmente e in modo particolare vola la mia scheda wireless con i nuovi driver Intel PRO/Wireless 4695 AGN inclusi nel kernel 2.6.27 (quello di default in intrepid ibex), che finalmente sfrutta appieno le sue potenzialità, garantite dallo standard 802.11 n.
Oggi ho scaricato 298 MB in meno in otto minuti grazie al protocollo bittorrent e al client Vuze (ex Azureus). Guardare per credere: incredibile!

È ovvio che la velocità dipende anche dalla mia ottima connessione via cavo (utenti svizzeri in ascolto: passate a cablecom!) ma tengo a sottolineare che mai prima dell’upgrade a intrepid la mia connessione ha raggiunto questi livelli. La velocità massima si è sempre attestata attorno ai 500/600 KB/s. Questo di 1,5 MB/s è dunque un record più che positivo che va sicuramente celebrato. W il nuovo Kernel, W intrepid e soprattutto W la mia ottima scheda wireless!
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Autore: Francesco Conti (Mad Moose) Trackback
Tags: 8.10,Alternate,Ubuntu,cd,ibex,intrepid,upgrade
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Tutti gli upgrade di distribuzione delle ultime release (a parte qualche reinstallazione totale) li avevo fatti utilizzando la procedura online tramite Update Manager.
Questa volta ho voluto provare un metodo alternativo:
Si scarica la ISO di Ubuntu (Alternate CD)
A questo punto potete usare 2 metodi:
1) Se la ISO e stata scaricata sul PC da aggiornare e sufficiente eseguire i seguenti comandi:
sudo mount -o loop ~/Desktop/ubuntu-8.10-alternate-i386.iso /media/cdrom0
sudo “sh /cdrom/cdromupgrade”
2) Se la ISO e stata scaricata su un PC diverso da quello da aggiornare e sufficiente masterizzare la ISO, inserire il CD nel drive del PC da aggiornare ed eseguire il seguente comando:
sudo “sh /cdrom/cdromupgrade”
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ATTENZIONE: LA SEGUENTE GUIDA È TESTATA E FUNZIONANTE SOLO E ESCLUSIVAMENTE CON LA VERSIONE 8.10 INTREPID IBEX DI UBUNTU
Con l’avvento dell’ultima versione di Ubuntu, è stato introdotto un nuovo tool tra quelli già disponibili: la possibilità di creare con pochi clic una distro live persistente su periferica USB.
È di una comodità impagabile, soprattutto per coloro che dispongono di un netbook senza dispositivo CD-ROM.
L’unico limite di questa procedura è che crea una live persistente read-only. La periferica USB infatti viene divisa in due partizioni [una FAT16 e una in ext3], atte a contenere la prima il Sistema Operativo, l’altra una partizione di archiviazione dati.
I dati salvati nella partizione in ext3, infatti, vengono salvati e restano permanenti, ma quelli salvati nella partizione in FAT, vengono perduti dopo un riavvio. E tra questi file, purtroppo, ci sono da annoverare tutte le modifiche desktop apportate alla live persistente, come il cambio del tema GTK, l’immagine di sfondo, le icone, i segnalibri di Firefox, ecc..
C’è però un metodo, molto più laborioso, per ottenere dei risultati migliori: una Ubuntu live persistente che non perde i dati archiviati nella partizione in FAT.
Vediamo quindi cosa ci occorre [materialmente] e quali sono i comandi da eseguire per avere un disco USB con Ubuntu 8.10 in live persistente.
Materiale:
- un disco o una pendrive USB da almeno 2GB [attenzione: i dati presenti all interno del dispositivo devono essere salvati in un posto sicuro, quelli presenti andranno perduti]
- l’immagine .iso di Ubuntu 8.10 [desktop] [possibilmente estratta in una cartella], reperibile qui.
- il disco live di Ubuntu 8.10
- una scheda madre che supporti l’avvio da periferica USB
Installazione:
Inseriamo il disco di installazione di Ubuntu nel nostro dispositivo CD ROM, e avviamo il PC con il CD ROM come periferica di avvio principale.
Una volta che la live session è attiva, colleghiamo la periferica USB al computer. Ubuntu lo riconoscerà automaticamente facendoci vedere il contenuto, qualora il dispositivo sia stato formattato con un filesystem.
Chiudiamo quindi la finestra di esplorazione del dispositivo e apriamo il terminale [Applicazioni > Accessori > Terminale]. Digitiamo nel terminale il comando:
![]()
sudo fdisk -l
Questo comando ci darà le informazioni necessarie per l’installazione sul dispositivo esterno.
Stilerà un elenco con tutti i dischi attualmente collegati alla macchina, compreso il dispositivo USB sul quale vogliamo installare Ubuntu in modalità live persistente.
Noi dobbiamo individuare il dispositivo USB nell’elenco, che solitamente è l’ultimo nella lista.
In questa guida, il dispositivo verrà individuato come sdx, e le relative partizioni dello stesso daranno sdx1 e sdx2.
In base all’output di fdisk, dovrete sostituire sdx con l’identificativo della vostra periferica.
Un esempio di output del comando fdisk può essere questo:
ubuntu@ubuntu:~$ sudo fdisk -l
Disco /dev/sda: 80.0 GB, 80026361856 byte
255 testine, 63 settori/tracce, 9729 cilindri
Unità = cilindri di 16065 * 512 = 8225280 byte
Identificativo disco: 0×000200b5Dispositivo Boot Start End Blocks Id System
/dev/sda1 * 1 9121 73264401 83 Linux
/dev/sda2 9122 9729 4883760 82 Linux swap / SolarisDisco /dev/sdb: 81.9 GB, 81964302336 byte
255 testine, 63 settori/tracce, 9964 cilindri
Unità = cilindri di 16065 * 512 = 8225280 byte
Identificativo disco: 0×000d6efbDispositivo Boot Start End Blocks Id System
/dev/sdb1 * 1 638 5124703+ b W95 FAT32
/dev/sdb2 639 9964 74911095 83 Linux
Come possiamo vedere da questo output, vengono riconosciuti due dischi attualmente collegati, ed identificati come sda e sdb.
Il disco in cui io vorrò installare Ubuntu in live persistente è sdb [come scrivevo prima, molto probabilmente l output di fdisk ci restituirà le informazioni sul dispositivo USB come ultimo dispositivi rilevato].
Ora sappiamo qual è l’identificativo del nostro dispositivo, quindi procediamo con l’unmounting:
![]()
sudo umount /dev/sdx1
Nel caso siano presenti più di una partizione, diamo lo stesso comando di unmout per tutte le restanti partizioni [sdx2, sdx3, ecc.].
Poi eseguiamo fdisk sul disco:
![]()
sudo fdisk /dev/sdx
In questo modo dovrebbe apparire la riga di comando di fdisk.
Bene, bisognerà procedere come segue, senza tralasciare nulla o modificare qualche parametro:
Se sono presenti più partizioni [sdx1, sdx2, sdx3, ecc..., individuabili digitando di nuovo la lettera p] ripetiamo il comando d seguito dal numero della partizione da eliminare, fino a che sul dispositivo non siano più presenti partizioni.
Possiamo poi controllare che tutto sia andato per il verso giusto con il comando:
![]()
sudo fdisk -l
Se la prima partizione è avviabile, noteremo un piccolo asterisco che non è presente invece sulla seconda.
A questo punto dobbiamo installare e configurare il MBR.
Prima di tutto, installiamolo sulla nostra Ubuntu con il comando:
![]()
sudo apt-get install mbr
Una volta installato, dovremo smontiamo il dipositivo esterno e le sue partizioni appena create:
![]()
sudo umount /dev/sdx1
![]()
sudo umount /dev/sdx2
Ora passiamo all’installazione sul dispositivo attraverso il comando:
![]()
sudo install-mbr /dev/sdx
In questo modo creeremo sul dispositivo USB un settore di avvio, indispensabile per poter accedere a Ubuntu da un disco esterno.
Adesso assegnamo i nomi alle partizioni.
Se la prima può avere un nome arbitrario [nel caso scpecifico ho scelto ubuntu], la seconda deve per forza di cose avere un nome ben definito, casper-rw. Quella che individueremo però come unità esterna in live persistente sarà la partizione con label arbitrario.
Infatti il nome che diamo alla prima partizione non è di vitale importanza ai fini del nostro progetto, l’importante è non modificare il nome della seconda partizione.
Quindi da terminale:
![]()
sudo mkfs.vfat -F 32 -n ubuntu /dev/sdx1
![]()
sudo mkfs.ext3 -b 4096 -L casper-rw /dev/sdx2
Aspettiamo che le modifiche vengano apportate, poi scolleghiamo e ricolleghiamo il nostro dispositivo, fino a che non appaiano a monitor le due finestre di esplorazione delle partizioni.
Ora possiamo installare Ubuntu 8.10 sul dispositivo che abbiamo appena finito di mettere a punto per accogliere il Sistema Operativo. Dobbiamo andare a ricercare l’immagine .iso di Ubuntu 8.10 sul nostro disco fisso. Nella guida l’immagine sarà all’interno del disco montato in /media/disk. Qualora la nostra immagine [ISO] di Ubuntu non sia stata decompressa, entriamo con Nautilus all’interno del nostro disco fisso, nella directory dove è salvata la ISO di Ubuntu, e clicchiamoci sopra col tasto destro > Estrai qui. Verrà creata una cartella con nome ubuntu-8.10-desktop-i386, con all’interno i file di installazione di Ubuntu. Il percorso quindi che utilizzerò nella guida sarà /media/disk/ubuntu-8.10-desktop-i386.
A questo punto possiamo copiare sul dispositivo USB i files appena estratti:
![]()
cd /media/disk/ubuntu-8.10-desktop-i386
![]()
sudo cp -rf casper /media/ubuntu
![]()
sudo cp -rf disctree /media/ubuntu
![]()
sudo cp -rf install /media/ubuntu
![]()
sudo cp -rf pics /media/ubuntu
![]()
sudo cp -rf pool /media/ubuntu
![]()
sudo cp -rf preseed /media/ubuntu
![]()
sudo cp -rf .disk /media/ubuntu
![]()
sudo cp isolinux/* /media/ubuntu
![]()
sudo cp md5sum.txt /media/ubuntu
![]()
sudo cp README.diskdefines /media/ubuntu
![]()
sudo cp casper/vmlinuz /media/ubuntu
![]()
sudo cp casper/initrd.gz /media/ubuntu
![]()
sudo cp install/mt86plus /media/ubuntu
![]()
cd /media/ubuntu
![]()
sudo mv isolinux.cfg syslinux.cfg
Finita la copia dei files, dobbiamo configurare il bootloader, in questo caso syslinux.
Se le operazioni precedenti sono andate tutte a buon fine, il file di configurazione del bootloader dovrebbe già essere presente all’interno della prima partizione della periferica.
Apriamo quindi il file con il comando:
![]()
sudo gedit syslinux.cfg
Avremo una serie di configurazioni per l’avvio di Ubuntu.
Dobbiamo selezionare tutto il conenuto del file [Modifica > Seleziona tutto] e cancellare ogni voce.
A questo punto, copiamo e incolliamo all’interno del file il seguente contenuto:
DEFAULT custom
GFXBOOT bootlogo
APPEND preseed/file=preseed/ubuntu.seed boot=casper initrd=initrd.gz root=/dev/ram rw quiet splash locale=it_IT bootkbd=it console-setup/layoutcode=it console-setup/variantcode=nodeadkeys --
LABEL custom
menu label ^Avvia Ubuntu in modo persistente
kernel vmlinuz
append preseed/file=preseed/ubuntu.seed boot=casper persistent initrd=initrd.gz root=/dev/ram rw quiet splash --
LABEL live
menu label ^Avvia o installa Ubuntu
kernel vmlinuz
append preseed/file=preseed/ubuntu.seed boot=casper initrd=initrd.gz root=/dev/ram rw quiet splash --
LABEL xforcevesa
menu label Avvia Ubuntu in modo safe ^graphics
kernel vmlinuz
append preseed/file=preseed/ubuntu.seed boot=casper xforcevesa initrd=initrd.gz root=/dev/ram rw quiet splash --
LABEL check
menu label ^Controlla errori su CD
kernel vmlinuz
append boot=casper integrity-check initrd=initrd.gz root=/dev/ram rw quiet splash --
LABEL memtest
menu label ^Test della memoria
kernel mt86plus
append -
LABEL hd
menu label ^Boot from first hard disk
localboot 0x80
append -
DISPLAY isolinux.txt
TIMEOUT 300
PROMPT 1
F1 f1.txt
F2 f2.txt
F3 f3.txt
F4 f4.txt
F5 f5.txt
F6 f6.txt
F7 f7.txt
F8 f8.txt
F9 f9.txt
F0 f10.txt
Adesso dobbiamo installare sulla nostra Ubuntu in live session [quella caricata da CD ROM] il bootloader che andremo a caricare sul dispositivo. Per far questo, digitiamo:
![]()
sudo apt-get install mtools syslinux
Una volta terminata l’installazione, smontiamo il dispositivo:
![]()
cd ~
![]()
sudo umount /dev/sdx1
Quindi installiamo syslinux sul disco esterno:
![]()
syslinux /dev/sdx1
Nel caso ci fossero dei problemi con questo comando, possiamo provare con:
![]()
syslinux -f /dev/sdx1
Se viene restituito un errore simile:
sh: mcopy: command not found
syslinux: failed to create ldlinux.sys
Vuol dire che non è stato installato il pacchetto mstools. Installarlo come descritto sopra.
A questo punto il nostro disco USB è pronto per essere avviato.
Possiamo quindi riavviare il computer e impostare il BIOS della nostra scheda madre in maniera tale che faccia il boot non da disco rigido o da CD-ROM, bensì da periferica USB.
Purtroppo questa possibilità non è disponibile su tutte le schede madri, soprattutto su quelle datate. In questo caso, è necessario scrivere un floppy di boot, ma non mi sono cimentato, in quanto la mia ASUS K8V-MX supporta pienamente il boot da USB.
Una volta avviato Ubuntu, dovremo scegliere di avviarlo in modalità live persistente, e l’interfaccia [almeno all'inizio] sarà identica a quella del disco live.
Poi, modificando i temi e personalizzandolo come più ci piace, potrà essere quella che più preferiamo.
Buon divertimento
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Autore: paolettopn Trackback
Tags: Linux & Ubuntu,Linux Distros,Software Open Sources
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Esce oggi su Punto Informatico il mio articolo sulla nuova Ubuntu 8.10… Complice l’ora tarda, e forse una buona dose di rinc…nto senile, ho confuso Hardy Heron con Gutsy Gibbon
Fortunatamente la redazione di PI si è sbrigata a correggere!
Pomodori e uova… A me!
Comunque… Brindisi! Ubuntu 8.10 è finalmente arrivata!
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Autore: IntiLinux Trackback
Tags: HowTo,condivisione file,desktop remoto,sharing,ssh,virtual network,vnc,vpn
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Nell’articolo precedente avevamo visto come Aprire una shell su un computer remoto ed (eventualmente) eseguire qualche applicazione grafica attraverso server SSH.
Se si vuole un controllo maggiore sul server che include l’esecuzione di applicazioni grafiche e il controllo del desktop, bisogna ricorrere a soluzioni più sofisticate. Stiamo parlando del protocollo VNC (Virtual Network Computing), che permette di controllare il [...]
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