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I provider italiani hanno bloccato vari siti tra cui thepiratebay, molti parlano di usare altri dns, questa è una soluzione ma le alternative sono lente e fanno abbastanza schifo, a me vedermi bloccare siti così non mi piace, e soprattutto sembra di essere in una dittatura stile URSS, un’alternativa è trovare dei server dns italiani che funzionino decentemente, oppure bypassare i blocchi, per fare ciò basta conoscere i veri ip dei siti che ci interessano.
Abilitiamo dei dns funzionanti (potrebbero andare bene anche gli opendns) poi diamo un :
ping thepiratebay.org
e leggiamo come viene risolto il nome e dovrebbe appare questo 83.140.65.11
allora lo andiamo ad aggiungere al file /etc/hosts le righe che ci interessano dobbiamo aggiungere all’inizio una riga del tipo :
83.140.65.11 thepiratebay.org www.thepiratebay.org
d’ora in avanti quando scriviamo in un browser thepiratebay.org automaticamente si collegherà all’ip giusto.
così abbiamo risolto il fatto di usare dei dns lenti o di rischiare di essere bloccati come nulla fosse dal nostro amatissimo governo ……
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Ecco come convertire su linux (orrendi) file wma in mp3, con un semplice script trovato qua.
Vi semplifico il tutto.
Create lo script:
sudo gedit /usr/bin/wma2mp3
e incollateci dentro:
#!/bin/bash
current_directory=$( pwd )
#remove spaces
for i in *.wma; do mv “$i” `echo $i | tr _ `; done#remove uppercase
for i in *.[Ww][Mm][Aa]; do mv “$i” `echo $i | tr [A-Z] [a-z] `; done#Rip with Mplayer / encode with LAME
for i in *.wma ; do mplayer -vo null -vc dummy -af resample=44100 -ao pcm -waveheader $i && lame -m s audiodump.wav -o $i; done#convert file names
for i in *.wma; do mv “$i” “`basename “$i” .wma`.mp3″; donerm audiodump.wav
Chiudete salvando, e poi rendetelo eseguibile:
sudo chmod +x /usr/bin/wma2mp3
Adesso basterà entrare nella cartelle che contiene i wma e dare:
wma2mp3
L'unica dipendenza necessaria è Mplayer, che installate con:
sudo apt-get install mplayer
su Ubuntu.
Powered by b2evolution.
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Premessa – Di seguito elencheremo le applicazioni (programmi) contenute nel menù Applicazioni / Internet di Ubuntu 8.04, dando una descrizione sommaria delle medesime. Per alcune sono disponibili “Ulteriori Notizie“. Ho realizzato, pure, delle video guide, che non vogliono fornire una trattazione completa delle applicazioni, ma una presentazione sommaria, per mostrare le caratteristiche principali. Ogni applicazione presenta il tasto “Aiuto“, ove è possibile trovare altre informazioni, spesso in italiano. A voi lascio il piacere di scoprire ogni dettaglio con la sperimentazione diretta e, magari, con quella sana curiosità che porta l’uomo all’esplorazione delle novità. Verranno trattate, più a fondo, le applicazioni come Evolution e Firefox, mentre per le altre daremo una descrizione sommaria, perchè, solitamene, meno utilizzate da chi è alle prime armi.
LE RETI (informatiche)
Come sempre accade, nostro figlio s’impossessa del nuovo computer, che porta nella sua cameretta e noi restiamo col vecchio computer nella nostra stanza. Nulla di grave! Se colleghiamo in rete i due computer (con un cavetto o magari via wireless), il vecchio computer potrà sfruttare le caratteristiche hardware (Ram, hard disk, ecc..) del nuovo computer. Potrà anche sfruttare le caratteristiche software del nuovo computer, infatti, possiamo utilizzare anche i programmi e i dati che risiedono nel nuovo computer. In definitiva è quasi come se avessimo due nuovi computer in quanto, il vecchio sfrutta le caratteristiche del nuovo. Diremo, in questo caso che il nuovo computer è un server, mente il vecchio è un client. Tanto più potente è un server, tanti più client, ad esso potremo collegare. Nel passato i client erano costituiti da un semplice monitor ed una tastiera. Oggi il client oltre che usufruire delle risorse del server, può continuare a sfruttare, anche, le proprie risorse (Ram, hard disk, ecc..). Però, oltre che di hardware, dobbiamo, anche, parlare di server software e client software. Un programma di posta elettronica è un esempio di client software, mentre un server di posta elettronica (che avrà un server software) è paragonabile ad un qualunque ufficio postale. Gli utilizzatori (client), per accedere alla loro cassetta di posta elettronica, devono essere stati, prima, autorizzati. In modo analogo un utente deve possedere la chiave della cassetta, che si trova nell’ufficio postale, dalla quale vuole prelevare la corrispondenza. In generale, nel campo informatico, il termine client (normalmente siamo noi, da casa, dall’ufficio, ecc..) indica la parte che accede ai servizi o alle risorse di una seconda parte, detta server (ad esempio chi ci fornisce il servizio internet, il servizio e-mail, ecc..). Si può quindi parlare di client e di server riferendosi sia all’hardware che al software. Il software client in genere è di limitata complessità, avendo, normalmente, la funzione di connettersi col server. Il software server, risulta più complesso in quanto, oltre alla gestione del sistema, dovrà occuparsi della:
1 – gestione degli accessi;
2 – conservazione, organizzazione e rilascio delle risorse;
3 – condivisione e sicurezza dei dati o delle risorse.
Sono sempre di più i software, come il web, l’e-mail, i database, che sono divisi in una parte client (residente ed in esecuzione sul pc client , normalmente il nostro computer) ed una parte server (residente ed in esecuzione sul server, normalmente il gestore del servizio).
Ubuntu possiede di default (di serie) sia il software client, sia il software server. La parte client si chiama “Client per terminal server“, mentre la parte server si chiama “Visualizzatore di desktop remoti“.
“Client per terminal server”
Vediamo a cosa potrebbe servire questa applicazione. Supponiamo che in una scuola abbiamo bisogno di 20 postazioni computer di ottime caratteristiche. Anziché comprare 20 macchine potenti, possiamo acquistare 19 PC economici, con pochissime risorse: quelle sufficienti a fare partire un ambiente grafico (si chiamano thin client). Oppure, se li abbiamo, possiamo utilizzare 19 vecchi computer con risorse limitate che magari avremmo dovuto rottamare. A questo punto compriamo una bella macchina con grossi dischi fissi, tanta RAM, ed un’appropriata scheda di rete (possibilmente due se si vuole fare bonding, ossia per aumentare l’affidabilità del collegamento) ed il gioco è fatto. Basterà realizzare una rete con il PC potente che funge da server e i 19 computer da client. Magari il server con proprio monitor e tastiera, quale postazione per il docente. Vediamo i pro ed i contro di questa operazione.
Vantaggi
Svantaggi
Per accedere all’applicazione, basta andare nel menù Applicazioni, in alto a sinistra della scrivania, seguendo il percorso: Internet / Client per terminal server, quindi fare click su Client per terminal server.
Visto che questo gerere di applicazioni, normalmente, non vengono utilizzate dai principianti, mi limiterò a riportare delle pagine da cui è possibile ottenere ulteriori informazioni e notizie ……
……. continua …….
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Autore: LuNa Trackback
Tags: Aggregatori Pinguini,Arrangiati !,Editoriale,Flame ordinato (?),Gnome,KDE,KDE4,Tutorial
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Poi dite che mi lamento … Nuovi guai in arrivo. Il problema stavolta è dato dalle implementazioni FreeDesktop ed il risultato non è tra i più gradevoli, infatti KDE4 si porta dietro l’esecuzione automatica di Gnome, creando non pochi problemi. Ma noi siamo nerd e quindi ci arrangiamo come al solito. Vediamo come.
- Esecuzione Automatica
Quando inserite un elemento in esecuzione automatica tramite l’applet Sessioni di Gnome, questa va a creare un file .desktop in ~/.config/autostart/
Questo non rappresenta un problema se non fosse che KDE4 va ad eseguire tutta questa roba all’avvio, decisamente non voglio ne pidgin ne le screenlets in KDE -.- quindi ecco il trucchetto: basta aggiungere
OnlyShowIn=GNOME
ad ogni collegamento (.desktop) creato in autostart, così con grande gaudio tutto torna alla normalità. Naturalmente, omettendo la riga il collegamento, come detto, verrà eseguito da entrambi i DM così come potete inserire
OnlyShowIn=KDE
per farlo eseguire soltanto da KDE. Un’altra implementazione potrebbe essere simile al workaround per le impostazioni globali del KDE, basterebbe creare e sostituire un collegamento ad autostart prima che il DE venga eseguito, tramite xsessions. Però non si capisce perchè porca troia invece di renderti la vita semplice te la rendono difficile.
Questa roba dovrebbe servire a standardizzare un pò le 1000 diverse specifiche tipiche delle soluzioni *nix, invece rompe soltato le balle. Tornare alla vecchia soluzione no è. Ma andate al diavolo.

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