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Netgear WGR614L il primo router opensources

 

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GNU Wget 1.11.4

 

GNU Wget è un software per lo scaricamento di file da Internet, supporta i protocolli HTTP, HTTPS e FTP, e parte del progetto GNU.
E’ stata appena rilasciata la versione 1.11.4 di GNU Wget, che potete scaricare dal ftp: ftp://ftp.gnu.org/pub/gnu/wget/
Wget può seguire i collegamenti nelle pagine HTML e XHTML e creare la versione locale di un sito remote, ricostruendo interamente la struttura delle directory originale.
GNU Wget 1.11.4 è offerto alla comunità Open Source sotto licenza GPL 3 :)

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lug
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Leggere file multimediali compressi (.rar) senza decomprimerli

 

Piccolo Tips che può essere molto utile quando i file video o audio sono in formato compresso rar. Infatti, di solito, dobbbiamo decoprimerli per vederli o sentirli ma rar e il terminale ci possono venire in aiuto…
Installiamo unrar
$> sudo apt-get install unrar
Installiamo VLC (player video utilizzato in questo caso)

$> sudo apt-get  install vlc
Adesso basta digitare [...]

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lug
01

Abilitare surround in Ubuntu Hardy

 


Come voi sapete (e se non lo sai allora sallo cit.) ubuntu hardy heron (8.04) ha adottato un nuovo server audio, l’ottimo pulseaudio al posto di Esd, acquisendo così nuove funzionalità e potenzialità.

In hardy di default vengono impostati due canali poiché la maggior parte degli utenti ascolta l’audio del pc attraverso due “casse”, ma con pulse audio è facilmente impostabile il numero di uscite audio in modo di attivare anche il surround.

La guida che vi propongo si basa su 3 passi ed è la traduzione adattata da me di questa in inglese trovata sul forum internazionale di ubuntu.

Questa guida è funzionale se avete un sistema sonoro con questi canali: 2.0, 4.0, 5.0, 5.1, 7.1.

Bel sistema, no?

PASSO 1:

Dal terminale date il comando

sudo gedit /etc/pulse/daemon.conf

vi si aprirà il file daemon.conf con gedit con attivati i permessi di amministratore.

PASSO 2:

Cercate queste tre righe:

; default-sample-format = s16le

; default-sample-rate = 44100

; default-sample-channels = 2

Cancellate il punto e virgola ( ;) dalla riga di default-sample-format e da default-sample-channels.

PASSO 3:

Alla riga default-sample-channels = 2 modificate il due con il numero di uscite audio che possedete, quindi se avete un 4.0 scrivete 4, se avete un 5.0 scrivete 5, se avete un 5.1 scrivete 6 (5+1), se avete 7.1 scrivete 8.

Salvate il file e riavviate il pc.

Il surround dovrebbe essere attivo.

Vi ricordo che questa guida non vale per i sistemi 2.1, 4.1, 6.0.

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Hedgewars 0.9.4

 

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Come rimuovere il virus BEAGLE usando una live di linux ( srosa.sys hldrrr.exe )

 

Oggi ho discusso nuovamente qualche minuto con il virus in oggetto che a differenza dei virus / spyware / malaware canonici ha un ottimo sistema per camuffarsi.

L’unica cosa che si nota è un drastico calo delle prestazioni del computer ed una splendida schermata blu in caso si tenti l’avvio in modalità provvisoria.

Questo virus si installa come driver di preriferica e di conseguenza non appare in nessun task manager, inoltre si camuffa anche a livello di filesystem, il file srosa.sys (per esempio) che risiede dentro c:windowssystem32drivers si vede solo da prompt dos facendo un dir /a, dentro esplorara risorse, anche se si imposta per visualizare i files nascosti e di sistema, non si vede.

Ovviamente non si può nemmeno cancellare, visto che si windows un programma in esecuzione non è cancellabile.

A questo punto per rimuovere il cattivone si deve:

1) fare il boot da un live cd linux che permette la scrittura su ntfs, tipo ubuntu, sidux o knoppix nelle loro ultime release (ma ce ne sono altre)

2) si devono cancellare i files

c:windowssystem32driverssrosa.sys

c:windowssystem32drivershldrrr.exe

3) si devono creare delle directory con lo stesso nome dei files cancellati, questo per evitare che il pc si infetti nuovamente in futuro

4) si faccia ripartire windows

FATTO !!!

A questo punto si puo’ installare / aggiornare il proprio antivirus, che beagle aveva rimosso o danneggiato e si deve fare una scansione del pc in cerca di eventuali scampoli di infezione.

Inoltre è buona cosa fare un giro nel registro di configurazione, cercare le stringhe “srosa” e “hldrrr” e cancellarne tutte le occorrenze.

Nota: le voci di registro che contengono la dicitura LEGACY non sono cancellabili, lasciate dove sono.

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lug
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Steven J. Vaughan-Nichols: tempo di fork per KDE

 

KDE 4.1: fork wanted!In un suo recente articolo, pubblicato su Practical Technology, Steven J. Vaughan-Nichols ha espresso i propri dubbi sulla possibilità che KDE 4.1 possa pienamente sostituire KDE 3..can fully replace KDE 3 for end users..»).

La critica principale mossa da Vaughan-Nichols, che non dimentica di commentare pur sempre una beta e precisa di far riferimento solo alla sua personalissima esperienza, è indirizzata al mancato raggiungimento dello scopo primario di un desktop environment: semplificare, quanto più possibile, il lavoro dell’utente («..enabling the user to get their work done as easily as possible..»).

Il giornalista informatico, già collaboratore di Linux-Watch, Desktop Linux ed eWEEK.com, ha inoltre puntato il dito contro le prestazioni di KDE 4.1, definite insufficienti, portando ad esempio una prova condotta su sistemi dual-core con 2GB di RAM e Kubuntu 8.04/openSUSE 11 come S.O..

In definitiva, stando a quanto scritto nell’articolo, il Team guidato da Aaron Seigo avrebbe apportato tanti miglioramenti visivi che, di fatto, non migliorerebbero nient’altro («..KDE 4.1 is full of visual improvements that don’t improve anything..»). La proposta avanzata da Vaughan-Nichols, dunque, è di creare un fork di KDE, rivisitando la versione 3.5 di quest’ultimo, in modo tale da consentire agli utenti finali di provare soluzioni nuove che potrebbero diventare oggetto della loro scelta.

A questo punto, non ci resta che girarvi il seguente quesito: KDE necessita davvero di un fork?

Via | Practical Technology

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Newsletter 15 out!

 

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Primo mare…guarda il cartello!

 

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Come installare e configurare Squid

 

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Red Hat apre i sorgenti di Network Satellite: ecco Spacewalk

 

SpacewalkConfermando la regola che per aprire i sorgenti di un progetto medio/grosso occorre una discreta quantità di tempo (qualcuno ha detto Java?), a distanza di quasi un anno e mezzo dal suo annuncio Red Hat ha finalmente reso disponibile il codice di uno dei suoi prodotti di punta: Network Satellite.

Sotto il nuovo nome di Spacewalk troviamo un applicativo web in grado di gestire l’installazione e gli aggiornamenti di pacchetti in maniera centralizzata, effettuare l’inventariato (software e hardware) del nostro parco macchine, monitorare lo stato dei sistemi, personalizzare e distribuire configurazioni ad-hoc e molto altro ancora.

Spacewalk supporta le principali distribuzioni derivate dai prodotti Red Hat: Red Hat Enterprise Linux, Fedora, CentOS e Scientific Linux.

Red Hat Spacewalk
  
  

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