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Autore: emilator Trackback
Tags: Arch Linux,Distribuzioni,Free Software,GNU/Linux,pacman
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Da qualche giorno su uno dei miei due pc ho installato Archlinux… Ché dire, a parte un piccolo intoppo iniziale (startx che funzionava solo da root, e bastava scommentare una riga!), tutto funziona a meraviglia.
L’installazione è una via di mezzo tra quella di una distribuzione che si arrangia a fare tutto (leggi Ubuntu) e una decisamente più impegnativa (leggi Gentoo), ma sicuramente intuitiva. Bella la possibilità di scegliere i pacchetti, suddivisi per categorie. Al termine dell’installazione si ha di fronte un sistema di base senza X e ovviamente senza ambiente desktop. Procedendo, non vi è alcuna scelta obbligata. Quando si vuole installare un pacchetto è possibile compilarlo da sé (pescando i PKGBUILD, vedere Makepkg e AUR) o procedere “alla debian”, il tutto con l’ottimo (fin’ora non mi ha dato alcun problema, e ho installato quasi tutto quello che mi serve) pacman.
Ho già deciso che Arch non si smuoverà da questo pc per un bel po’ di tempo, salvo catastrofi naturali e apocalissi fuori-orario. I pacchetti sono aggiornatissimi (più che su ubuntu con mille repository non ufficiali) e non ce n’è uno che non abbia installato personalmente (e consapevolmente), pacman è velocissimo e il sistema è stabile. Inoltre le nuove release non sono altro che snapshot come vale per Gentoo (pacman -Sy ? emerge -uDN world), quindi niente maxi-upgrade che rischiano di mandare in pappa tutto.
Non mi resta che consigliarvi di provare questa fantastica distribuzione, ne vale la pena!
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Uno dei peggiori incubi di chi usa Windows, si è materializzato anche per linux. Pinguini tremate.
Symantec Antivirus for Linux 1.0
Powered by b2evolution.
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A poco più di una settimana di distanza dal lancio di Firefox 3.0, Mozilla ha già stimato il periodo di rilascio della prossima release del browser, la 3.1, la cui prima versione alpha dovrebbe arrivare già il prossimo mese e la prima beta nel corso di agosto.
Il team di sviluppo di Mozilla prevede di completare Firefox 3.1 entro la fine dell anno, dunque in un arco di tempo decisamente più breve di quello che, in passato, ha separato l uscita delle versioni x.0 dalle x.1. Mike Schroepfer, vice president of engineering di Mozilla, si è detto ottimista sulla possibilità di consegnare agli utenti la versione 3.1 di Firefox in tempo per le prossime festività natalizie.
Schroepfer ha spiegato che tale rapidità è da attribuire al fatto che la quasi totalità delle nuove funzionalità che si troveranno in Firefox 3.1 sono già praticamente complete: il motivo per cui non sono state inserite nell attuale release 3.0 è che necessitano ancora di piccoli ritocchi e di un bel po di testing.
Secondo Mozilla, la prossima versione di Firefox dovrebbe ulteriormente migliorare il sistema di gestione dei segnalibri e la nuova location bar che ha debuttato in Firefox 3.0.
Contemporaneamente a Firefox 3.1, gli sviluppatori di Mozilla stanno lavorando a Gecko 1.9.1, la prossima versione del motore di rendering alla base del famoso browser open source. Il rinnovato Gecko dovrebbe migliorare le performance e la compatibilità JavaScript, ed eventualmente passare il test Acid3.
Fonte: PuntoInformatico
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Autore: Shaytan Trackback
Tags: Cellulari,GNU/Linux -- Linux e dintorni,General,LiMO,LiPS,android,linuxfeed,telefonia mobile
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Recentissima la notizia secondo la quale i due maggiori progetti, intenti a portare Linux nei dispositivi mobili, hanno unito le proprie forze.
Stiamo parlando del Linux Phone Standards (LiPS) Forum e della Linux Mobile (LiMo) Foundation che hanno deciso di unire le proprie risorse per combattere quella che sembra essere una delle sfide più importanti del kernel libero per il prossimo futuro.
In un articolo precedente avevo già parlato della profonda dispersione che era possibile vedere nel settore dei dispositivi mobili e finalmente qualcuno si è deciso a fare il passo giusto.
La formula perfetta, secondo gli analisti del settore, è quella ideata dalla fondazione LiMo che realizza effettivamente codice mentre sembra essere bocciata quella del LiPS che invece dava solamente delle linee guida a cui attenersi per lo sviluppo senza però fornire troppo codice.
Impossibile ora non attendersi una risposta da uno degli altri attori più importanti di questo panorama e cioè Android.
Sarebbe auspicabile una collaborazione anche del terzo progetto chiamato in causa in modo da avere subito dei risultati ed iniziare così la liberazione di tutti quei poveri terminali, compreso il mio, che si vedono costretti dentro alla gabbia del software proprietario ma forse sto sognando troppo…
Ciao a tutti.
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Tips & Tricks
Accesso remoto in totale sicurezza, si e come?
Con l’utility ssh, integrata nel pacchetto OpenSSH, è possibile effettuare l’accesso in altre macchine in remoto, e logicamente lavorarci come se fossero in locale.
L’uso del comando ssh è parecchio semplice e, grazie al supporto dei più potenti sistemi di cifratura, è anche parecchio sicuro.
Ma il punto di forza è che con un client e con il server SSH opportunamente configurati, è possibile amministrare computers connessi in Lan, Internet, senza spostarsi dalla propria poltrona.
Un esempio se vogliamo collegarci alla macchina 192.168.0.1 è sufficiente eseguire: ssh 192.168.0.1 e successivamente digitare la password relativa all’utente con cui si è eseguito l’accesso in locale.
Supponiamo di voler far un accesso con un utente diverso, è sufficiente eseguire lo stesso comando seguito dallo switch -l e dal nome utente: ssh -l nome_utente 192.168.0.1.
Configurazioni opzionali della shell Bash:
Sono parecchi i modi per personalizzare la potente shell Bash alle proprie esigenze.
Ma ce ne sta uno, non molto conosciuto, che ci permette di intervenire sui suoi comportamenti opzionali “optional shell behavior“, per agire su questa cosa bisogna agire con il comand shopt che ci consente di attivare o disattivare ogni singola caratteristica messa a disposizione dagli sviluppatori.
Bene, la prima cosa da fare è controllare l’elenco di tutte le singole opzioni disponibili e conoscere l’attuale stato di esse, On/Off.
Per fare questo, basta digitare nella shell il seguente comando: shopt oppure shopt -p.
utente@debian:~$ shopt
cdable_vars off
cdspell off
checkhash off
checkwinsize on
cmdhist on
compat31 off
dotglob off
execfail off
expand_aliases on
extdebug off
extglob on
extquote on
failglob off
force_fignore on
gnu_errfmt off
histappend off
histreedit off
histverify off
hostcomplete off
huponexit off
interactive_comments on
lithist off
login_shell off
mailwarn off
no_empty_cmd_completion off
nocaseglob off
nocasematch off
nullglob off
progcomp on
promptvars on
restricted_shell off
shift_verbose off
sourcepath on
xpg_echo off
che permette di correggere numerosi errori di battitura che si potrebbero commettere durante l’utilizzo del comando Ecco, dovrebbe uscire simile a questo di sopra, facciamo un esempio prendiamo per caso l’opzione cdspellcd, infatti basta attivarla: shopt -s cdspell, e la shell provvederà a correggere sia l’inversione dei caratteri, o la mancanza di uno di essi o la presenza di troppi caratteri, ora proviamo a scrivere volutamente cd /usr/local/shhare, la shell si accorgerà di questo errore e ci porterà direttamente in /usr/local/share.
Informasi sui i moduli:
I vari moduli del kernel Linux e i loro nomi. sono alquanto criptici, nel senso, che basta dare solamente un occhiata in /lib/modules/versione_kernel/kernel per capire subito che, se non sappiamo esattamente cosa cercare, e trovare quello che sta “meglio” nel nostro hardware è veramente dura.
Ma per nostra fortuna è possibile ottenere delle maggiori informazioni, tramite l’utilizzo del comand modinfo, ad esempio: modinfo modulo_kernel.
Con quest’ultimo comando, riusciamo ad ottenere le varie informazioni riguardo al modulo in questione, preso in esame.
Tra questi dati troviamo anche una attenta descrizione del modulo stesso, il tipo di licenza, gli autori, la versione e infine la cosa più importante, i parametri che possono essere passati al modulo cosi da essere in grado di agire direttamente sulla configurazione di una periferica.
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Autore: spippolazione Trackback
Tags: Network,appunti,gateway,hsdpa,internet,security,sharing lan
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Lunedi scorso mi sono trovato con il collegamento ad internet di una delle filiali della ditta per cui lavoro graziosamente defunto.
In attesa che il tecnico venisse a controllare il guasto ho fatto navigare tutta la lan (proca roba, 14 persone in tutto) usando il modem hsdpa di TRE, configurato come ho spiegato QUI proprio nei giorni passati.
Pochi passi:
1) attivo il collegamento ad internet col modem suddetto (indispensabile
)
2) ho cambiato l’indirizzo ip del default gateway, un’inossidabile Devil Linux che se ne stà accesa a mesi
3) ho preso IO l’indirizzo ip del gateway diventando gateway della lan
4) ho configurato il MIO default gateway a mano, perchè come spiego nell’altro articolo, gnomePPP non mi assegna il gateway da solo
5) ho attivato l’ip forwarding:
echo 1 > /proc/sys/net/ipv4/ip_forward
6) poche righe per istruire iptables:
iptables -F
iptables -F -t nat
iptables -P INPUT ACCEPT
iptables -P FORWARD ACCEPT
iptables -P OUTPUT ACCEPT
iptables -t nat -A POSTROUTING -o ppp0 -j MASQUERADE
Tutto questo con un portatile ed una debian sid
NOTA: le regole sono PAUROSAMENTE SBRAGATE e NON VANNO ASSOLUTAMENTE USATE a regime in un firewall canonico. Mi sono affidato alla (poca) protezione che un NAT fornisce alla lan che fà uscire solo perchè la cosa ha avuto una durata limitata nel tempo, dopo 3 ore infatti, verso mezzogiorno, la linea è stata ripristinata ed ho potuto rimettere al suo posto il firewall che fà i suo mestiere.
NOTA: se avessi dovuto fare una cosa del genere con windows avrei avuto non pochi problemi, XP infatti PRETENDE di rinumerare la lan che condivide negli indirizzi 192.168.0.0/24 mentre la mia rete è 192.168.12.0/24, pretende inoltre di essere il DHCP server ed il DNS forwarder della lan, mentre nel mio caso ho gia’ un Domain Controller che fà tutto, questa cosa che Windows vuol sempre gestire tutto lui, pensando di esserne capace e sbagliando di grosso, a volte mi manda veramente in bestia…
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