apr
30

Neo FreeRunner: il video e le foto

 

Come potete vedere, non passa giorno che il vento non porti aria di novità: è spuntato su youtube un nuovo video, uppato probabilmente da uno dei fortunati sviluppatori che di questi tempi è entrato in possesso delle versioni “testing” del Neo FreeRunner, modelli messi in giro per correggere gli ultimi bug prima che la produzione di massa arrivi in vendita.

QUI il video

Piccola indiscrezione: nella mailing list della comunità di sviluppo qualcuno ha criticato gli autori del video perchè hanno scritto nell’introduzione che si scusano per la scarsa qualità del video ma “non l’hanno mai fatto prima”. Non hanno mai fatto prima cosa? Non hanno mai maneggiato anteprime di sviluppo? E allora perchè hanno dato proprio a loro un Neo?

Ovviamente sono voci molto maliziose, ma evidentemente l’invidia è molta :D Altre lingue sostengono che la persona che nel video maneggia il Neo sia in realtà il figlio dello stesso Steve, uno dei core-developer del progetto, tanto che qualcuno ha ipotizzato che la voce di sottofondo che ad un certo punto smentisce il ragazzo (sul fatto che i modelli messi in vendita avranno uno spessore minore rispetto a ciò che si vede nel video) sia in realtà lo stesso Steve. Insomma, vero o meno, di fatto le novità intorno al Neo si muovono velocemente, e presto il palmare open source dovrebbe entrare in vendita.

Per ingannare l’attesa, godetevi questa galleria sul probabile impacchettamento (molto essenziale ed elegante) con cui il Neo vi verrà recapitato a casa.

Buona attesa!

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apr
30

La guerra dei trenta giorni

 

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apr
30

Arriva Linux Professional Istitute

 

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apr
30

Si litiga sull usabilità di Pidgin

 

PidginLa possibilità di effettuare il fork di un progetto aperto è una gran cosa ma talvolta le motivazioni che portano a queste decisioni sono così assurde da spingere a riflettere sul buon senso degli sviluppatori.

L’ultima in ordine temporale riguarda Pidgin, il noto client di instant messaging multipiattaforma che, in occasione del cambio di nome si era anche fatto un lifting: non contenti delle polemiche suscitate dalla decisione di rimuovere le icone che differenziavano gli utenti dei vari servizi di IM (ora viene indicato solo lo stato), gli sviluppatori hanno rimosso dalla versione 2.4 la possibilità di modificare le dimensioni del campo di testo in cui vengono inseriti i messaggi da inviare.

La reazione degli utenti varia dai semplici messaggi di protesta alle proposte di reintrodurre il vecchio comportamento almeno sotto forma di opzione / plugin, passando per la creazione di un fork. Nonostante la vicenda abbia del ridicolo (e si presta ad essere fonte di scherno da parte dei detrattori del software aperto) gli sviluppatori non sembrano intenzionati a fare retromarcia.

Date uno sguardo agli screenshot di Pidgin prima e dopo la modifica e fateci sapere cosa ne pensate.

via | Slashdot

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apr
30

Sun Open Java Open

 

No, Java non mi piace, l’idea di avere una macchina virtuale sopra alla vera per far girare un programma in nome della estrema flessibilità ad ogni tipo di piattaforma non mi ha mai stimolato.

Ho sempre visto risorse sprecate in questa cosa, MHz che se ne vanno inutilmente e programmi talmente pesanti e lenti che se anche funzionano a dovere perdono inesorabilmente attrattiva ai miei occhi.

Ma quando la Sun decide di rendere tutta la baracca Open non posso dire che complimenti e benvenuta Java nella famiglia che sicuramente non perderà tempo e ti farà crescere e rafforzare.

Ciao a tutti.

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apr
30

Nasce il servizio di corporate messaging di logubuntu…gratuito

 

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apr
30

Full Circle Magazine 11 in italiano!!!

 

E’ uscito da pochissimo il numero 11 di Full Circle Magazine tradotto in italiano.

Da notare che, oltre alla versione in inglese, quella italiana è l’unica traduzione per ora disponibile!! Un ringraziamento va a tutto il gruppo FCM che si occupa di tradurre ed impaginare la rivista nella nostra amata lingua.

Buona lettura! Cool

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apr
30

Ubuntu Hardy Heron 8.04 ‘Open Week’, su IRC.

 

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apr
30

Ubuntu Weekly Newsletter, numero 88

 

Ottantottesimo numero per la newsletter settimanale di .

Gli argomenti principali di questo numero:

  • 8.04 Released!
  • Hardy Heron Release Parties
  • Open Week
  • 8.04 Press Release Translations
  • Northeast Louisiana Regional Ham RadioFest
  • Full Circle Magazine Issue #12
  • Stats & Bugs
  • Forum News & Tutorials
  • In the Press & Blogosphere
  • In Other News
  • Team Summaries
  • Upcoming Meetings & Events
  • Updates & Security

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apr
30

Usare il GRUB esistente per bootare un hard disk esterno

 

eri ho ritirato l’hard disk esterno LaCie “Design by Neil Poulton” (molto fashion, come amano dire fin troppe persone) fa 500 Gb e ho pensato di fare una partizione da 10 giga solo per testare le varie distribuzioni che mi capitano tra le mani.

Hard disk

Il problema era GRUB, perché, se lo avessi installato nella suddetta partizione, avrei potuto fare il boot solo con il disco collegato e acceso, cosa che non accadrà spesso, infatti sono in attesa del Linksys NSLU2 che ho comprato su eBay (dall’America a 70 dollari compresa spedizione, un vero affare). L’NSLU2 è davvero un bel giocattolo con Linux dentro, quindi vi lascio immaginare quanti usi può avere, per farvi un’idea c’è questo interessantissimo sito.

Tornando all’argomento di questo post, ecco come fare ad usare il GRUB che abbiamo già installato nel nostro computer per bootare una distro installata sul disco fisso esterno.

Prima di tutto bisogna individuare il device assegnato al disco fisso USB, nel mio caso era sdb (il numero della partizione va tralasciato). Per trovarlo è utile il comando mount, che dà un output con una riga simile a questa:

/dev/sdb1 on /media/disk type ext3 (rw,relatime,errors=remount-ro)

È quindi evidente che in questo caso il device è sdb. Bisogna adesso “spiegare” a GRUB come accedere ad esso. Infatti, ad esempio, hda1 in GRUB diventa (hd0,0), cioè la prima partizione del primo hard disk, si parte da zero. Per fare ciò bisogna editare il file /boot/grub/device.map, che contiene qualcosa come
(hd0) /dev/sda

Aggiungiamo quindi un riferimento ad (hd1) in modo che punti a sdb:

(hd1) /dev/sdb

Ecco, ora è necessario aggiungere a menu.lst (la lista dei sistemi operativi che vediamo all’avvio) la voce corretta.
Nel mio caso, con Ubuntu 8.04 Hardy Heron la voce è la seguente:

title Ubuntu-esterno
root (hd1,2)
kernel /boot/vmlinuz-2.6.24-16-generic root=/dev/sdb3 ro quiet splash
initrd /boot/initrd.img-2.6.24-16-generic
quiet

Notare che con root (hd1,2) indico che la distribuzione è installata sulla terza partizione del disco esterno, ed è specificato anche con il parametro del kernel root=/dev/sdb3, infatti la prima è una partizione da poco più di 450 giga per i dati, la seconda sono 2 giga di swap e l’ultima è quella di root.

Bisogna chiaramente adattare distro per distro i parametri kernel e initrd, ma spesso (Ubuntu in primis) è possibile impostare initrd a /initrd.img kernel a /vmlinuz root=/dev/PROPRIO-DEVICE-QUI ro

NOTA IMPORTANTE: Ricordarsi sempre di non far installare il boot loader alla distribuzione che si vuole provare!

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apr
30

Mac4Lin su Ubuntu

 

Già che avevo una Hardy installata sul disco fisso esterno, ho deciso di installare il famoso Mac4Lin, che altro non è che una collezione di temi per Metacity, splashscreen, sfondi, cursori, icone, ecc per ricreare l’aspetto di Mac OS X. Io non amo le scopiazzature di OSX e Vista, preferisco un aspetto più personale, ma devo dire che questo progetto è davvero fatto bene, ecco come appare il mio desktop.
Mac4Lin in opera
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30

Un altro pc con Linux preinstallato.

 

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apr
30

Una facile guida per Hardy Heron 8.04, su Ubuntuguide.org

 

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