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Il punto di riferimento italiano per Android: Androidpit.it

 

Tuxfeed è stato da sempre attento al mondo Android che sempre più ha trovato spazio nelle nostre pagine. Già in passato una delle nostre fonti ha parlato di questo progetto in fase di startup (qui l’articolo). Oggi vi presentiamo il portale che in breve tempo è divenuto punto di riferimento per i possessori di dispositivi Android: AndroidPIT.

Uno dei punti forti di questo progetto, sono le applicazioni: spesso gli utenti smartphone si trovano a scaricare ed installare diverse App che

risultano scadenti ed inutili.  Grazie alla sezione “Test” di AndroidPIT, sarete quotidianamente informati sulle nuove uscite e sugli aggiornamenti delle nostre App preferite. Accurate recensioni vi permetteranno di effettuare “download consapevoli“.

Esiste un centro unico dal quale leggere recensioni ed effettuare i download ?? Certo! Si chiama “App Center” (ed ha una versione web ed una App/Mobile). Interfaccia particolarmente intuitiva per trovare, scaricare, installare e valutare le Applicazioni per i vostri dispositivi android. Da non perdere anche l’area “Applicazioni Raccomandate”, per accedere direttamente alle applicazioni che non si possono non installare.

Uno spazio considerevole è dedicato agli sviluppatori che vogliono “monetizzare” le loro applicazioni grazie a specifiche inserzioni su App Center e grazie a pubblicità mirate. Per capire quanto può essere utile una inserzione su AndroidPIT, basta dare un’occhiata alla pagine delle statistiche advertise.

Nella sezione “News” è possibile seguire diversi temi (come per esempio quello sul nuovo HTC one Mini o sul Galaxy note 3) per rimanere sempre aggiornati su un determinato argomento (o dispositivo, come nel caso dell’esempio). E’ possibile accedere a video-recensioni e confronti (come nel caso della videorecensione tra i modelli di punta “Galaxy S4 vs HTC One“) per effettuare una scelta consapevole sul prossimo acquisto o per essere semplicemente sempre aggiornati sulle ultime uscite.

La sezione Forum si presenta molto ben articolata, le informazioni sono facili da reperire, grazie alla suddivisione per aree tematiche corrispondenti ai diversi dispositivi android. La community è molto vasta e farne parte costituisce un enorme vantaggio: nella completa filosofia open, la condivisione delle informazioni e delle esperienze permette la crescita collettiva. Consigliatissima l’iscrizione.

AndroidPIT è disponibile in diverse lingue tra cui l’italiano, ed è presente sui principali social network.

Un sito altamente consigliato. Se avete ulteriori consigli o segnalazioni, non esitate a commentare!

Tuxfeed è alla ricerca di collaboratori! Scrivici se ti interessa entrare a far parte dello staff!

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lug
02

Stampante Brother DCP-J140W su Ubuntu Linux

 

Di recente la mia multifunzione HP si è rotta, ed ho dovuto procurarmi un’altra stampante con scanner integrato. Ho sempre apprezzato HP per il fatto che sviluppa driver ufficiali open source per Linux, rendendo l’utilizzo dei suoi prodotti veramente semplice (tralasciando la stampa su CD e cose del genere). Tuttavia, sappiamo bene che le cartucce di inchiostro HP hanno prezzi da usura e gli ultimi modelli implementano misure sempre più stringenti per contrastare le cartucce non ufficiali o ricaricate. No comment poi sul fatto che per cambiare un colore bisogna gettare tutta la cartuccia tricromatica.

Per questo motivo, ho ritenuto molto intelligente l’osservazione del negoziante che mi ha proposto di acquistare una multifunzione Brother: le cartucce costano poco e l’hardware funziona bene. Prima ho voluto informarmi, e dopo aver verificato che la stampante e lo scanner funzionano con Linux senza problemi anche in modalità wireless, ho optato per la Brother DCP-J140W.

La stampante in questione, qui mostrata con l'alloggiamento delle quattro cartucce aperto

La stampante in questione, qui mostrata con l’alloggiamento delle quattro cartucce aperto

Le caratteristiche che io ritengo più interessanti sono alcune tra quelle riassunte nel sito Brother statunitense:

  • Built-in Wireless Network Capabilities. Convenient wireless (802.11 b/g/n) network interface.
  • Professional Printing Resolutions. Vivid, borderless photo printing up to 6000 x 1200.
  • 4-Cartridge Ink System. Only replace the cartridge that needs to be replaced.
  • N-in-1 Printing and Copying. Helps save money by allowing you to print or copy multiple pages on one page.
  • Flatbed Copying and Scanning. Flatbed copier makes it convenient to copy bound, thick or odd sized documents.

A dire la verità, l’unico difetto è che i driver sono proprietari, perciò Ubuntu non li include e richiedono di essere installati manualmente. Di seguito vi spiegherò come fare per installare la stampante con una configurazione wireless, cioè connessa ad un router e accessibile da qualsiasi computer nella vostra rete domestica. È la configurazione più semplice da realizzare e anche più comoda da usare.

Collegamento wifi della stampante

Per prima cosa procuratevi dal Solutions Center della Brother la manualistica in italiano. In particolare usate la Guida di installazione rapida che vi spiegherà come collegare alla corrente il dispositivo, installare le cartucce e fare un test di stampa. Seguite i passi da 1 a 7, nelle prime sei pagine. La prima accensione della stampante è un processo leggermente lungo, in quanto effettua una pulizia approfondita, e richiede un paio di fogli di carta almeno.

A questo punto, potete iniziare la configurazione del wifi, tralasciando il “finto menefreghismo” di Brother che al passo 8 vi minaccia con affermazioni del tipo:

Queste istruzioni di installazione sono valide per Windows® XP Home/XP Professional x64 Edition, Windows Vista®, Windows® 7 e Mac OS X (versioni 10.5.8, 10.6.x e 10.7.x).

In realtà per attivare il collegamento wireless non dovrete neppure usare il vostro computer, e Brother stessa fornisce i driver anche per Linux. Per questo motivo, dirigetevi senza timore al passo 9 che si trova a pagina 13. Al passo 10, seguite l’opzione BConfigurazione manuale dal pannello di controllo — e assicuratevi di avere annotato il nome della vostra rete wireless e la relativa password. Saltate a pagina 19 e seguite quello che dice.

Quando siete arrivati alla dicitura «L’impostazione senza fili è completa» avete quasi terminato, l’ultima cosa da fare è segnarvi l’indirizzo IP assegnato alla stampante, perché vi servirà per lo scanner. Per farlo, premete Menu sulla stampante, poi scegliete 3. Rete » 1. TCP/IP » 2. Indirizzo IP. Verrà visualizzato qualcosa di simile a 192.168.001.181. Scrivetevelo elidendo gli zeri iniziali dei quattro numeri, per esempio il mio indirizzo diventa 192.168.1.181.

Installazione dei driver per la stampa e la scansione

Ora la stampante è attiva e pronta ad essere adoperata da qualsiasi computer collegato alla LAN. Bisogna però installare i driver sul computer per attivare la stampa e la scansione. Questa parte (per Linux) non è inclusa nel manuale di cui sopra, tuttavia il sito Brother ha una sezione apposita per i driver del pinguino, con pacchetti DEB e RPM.

Procuratevi i due pacchetti DEB presenti nella tabella dedicata alla DCP-J140W e salvateli e se usate Ubuntu a 64bit leggete i prerequisiti indicati qui. A questo punto dovreste essere in grado di installarli semplicemente facendoci doppio clic sopra, oppure da terminale con:

sudo dpkg -i dcp*.deb

Ora aprite l’interfaccia web di CUPS all’indirizzo http://localhost:631/printers e cliccate sulla stampante DCPJ140W. Poi cliccate sul menu a tendina Administration » Modify Printer. Se vi viene richiesto fate il login con i vostri username e password di Ubuntu. Dovreste impostare la stampante Brother che si trova alla voce Discovered Network Printers (potrebbe risultare duplicata) e poi premere su Continue.

Vi verrà presentata un’altra schermata dove potete cambiare alcuni parametri, se volete, e infine potete confermare. Quando vi chiede che driver utilizzare, lasciate la scelta impostata. Alla fine l’importante è che la stampante risulti come stampante di rete, con una posizione “simile” a dnssd://Brother%20DCP-J140W._pdl-datastream._tcp.local/.

Per quanto riguarda lo scanner, vi basta installare il pacchetto DEB di brscan4, stando attenti a scegliere quello giusto per il vostro sistema (32bit o 64bit). L’altro programma serve per scansionare automaticamente premendo il pulsante e salvare l’immagine su uno dei PC, ma non l’ho installato perché non mi serve e non fa parte del driver in sé.

Una volta che avrete installato il pacchetto di brscan4, usate il terminale per aggiungere il vostro scanner, avendo cura di usare l’indirizzo IP che avete precedentemente annotato, per esempio così:

brsaneconfig4 -a name=DCP-J140W model=DCP-J140W ip=192.168.1.181

A questo punto aprite un qualsiasi programma per scansionare e fate una prova.

Note finali

La procedura per i driver la potete ovviamente ripetere per i vari computer che avete. Sicuramente ci si mette meno tempo a farla che non a spiegarla e in pochi minuti tutto è funzionante. Anche se la stampa borderless a me non viene esattamente senza bordi (solitamente rimane un bordo di 1mm su qualche lato) devo dire che questa stampante è molto soddisfacente. Considerando poi che online si trovano anche 10 cartucce a poco più di 10 euro, direi che il gioco vale la candela.

Buona stampa!

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lug
02

antiX 13.1

 

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Unity 8: come siamo messi?

 

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Lubuntu dice no a Mir

 

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Ubuntu Touch: conversioni a portata di tap

 

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02

Quando l’Open Source entra nelle scuole…

 

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lug
01

Web semantico: classi OWL e OOP

 

È un errore comune quello di confondere il concetto di classe nella ad oggetti (OOP) con il suo analogo nella descrizione delle risorse (in OWL). Vi sono infatti delle sottili differenze che bisogna tenere presenti quando ci si accosta per la prima volta alla creazione di strutture semantiche che facciano uso di classi e di istanze di classe.

Nella programmazione ad oggetti tutte le proprietà e le caratteristiche della classe discendono dal tipo stesso della classe, dunque il tipo di un oggetto non dipenderà dalle sue caratteristiche, bensì sono proprio gli attributi che dipenderanno dal tipo di classe. In OWL, invece, il tipo di un oggetto non indicherà necessariamente la sua struttura; piuttosto gli individui OWL potranno avere una data struttura indipendentemente dai loro tipi. In pratica questo approccio fa sì che un’entità che appartenga ad una data classe OWL condividerà con gli altri appartenenti alla medesima classe caratteristiche comuni.

La differenza non si coglie immediatamente, ma risulta una caratteristica importante per il funzionamento stesso delle classi semantiche.

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lug
01

Webconverger 20.0

 

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Arriva la MintBox 2: 600 dollari e la porti a casa!

 

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01

Ubuntu Touch: il File Manager prende forma

 

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lug
01

Mir di default sulle prossime release di Ubuntu

 

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