Mar
18

Chickenfoot, automatizzare firefox

 

Chickenfoot è un’estensione per Firefox che vi consente di automatizzare il comportamento del browser grazie a script scritti in javascript.

L’idea ricorda un po’ quanto già proposto da greasemonkey, ma a differenza di quest’ultimo lavora sulla pagina renderizzata e non sul codice HTML. Il seguente codice da un’idea della differenza pratica:

Greasemonkey:
document.getElementById( p ).value = my search query ;

Chickenfoot:
enter( search the web , my search query );

Uno strumento che può rivelarsi molto utile per l’automatizzazione o come complemento a quanto già offerto da greasemonkey.

Via | ChickenFeed



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Mar
18

gnome+openbox

 

Ci smadonnavo da un po, se col vecchio gdm era un gioco da ragazzi da quando è arrivato il nuovo gdm è diventato un dito.
L’ultima frontiera di tentativi era con lo script inserito come voce di menu per essere agilmente clickato all’avvio
$ cat .OBmio
( openbox –replace & ) && sleep 1 && xcompmgr &

decisamente poco elegante pratico e abbastanza brutto, però funzionale.

Stamattina ho provato slim, con questo .xinitrc
exec ck-launch-session openbox-gnome-session
e qualcosa presa da Marinz circa slim.conf da questo articolo qui.

Tutto qui, con slim ho risolto tutto in un lampo, cosa che non riuscivo proprio con gdm.



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Mar
18

Linux non fa solo il caffé, ma anche il bucato e prepara il pollo

 

Vi abbiamo fatto vedere come Linux sappia fare anche il caffé, ma le sue capacità non si fermano qui.

Recentemente sono stati presentati degli elettrodomestici un po’ più intelligenti che si comandano attraverso un touch screen ed all’interno utilizzano Linux anche se pacchettizzato in Android.

Probabilmente in futuro vedremo sempre più elettrodomestici di questo tipo, equipaggiati proprio da Android. In copertina potete vedere un forno a microonde mentre dopo il salto troverete una lavatrice a carica dall’alto.

Via | HandleWithLinux



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Mar
18

Debian Project Leader, potrebbe essere donna o italiano

 

Per la prima volta nella sua storia a capo dell’organizzazione potrebbe esserci una donna: Margarita Manterola.

Fra i candidati all’importante carica c’è anche l’italiano Stefano Zacchiroli oltre a Wouter Verhelst e Charles Plessy. La Manterola è una sviluppatrice argentina, collabora con Debian dal 2003 ed una delle fondatrici del gruppo Debian Women.

Stefano Zacchiroli ci aveva provato anche lo scorso anno, ma non era stato eletto. Come andrà quest’anno? La campagna elettorale finirà il 31. Che vinca il migliore!

Via | ItWire



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Mar
18

Caro Candidato 2010

 

Anche per le elezioni del 28-29 Marzo è ripreso l’impegno della campagna “Caro Candidato“.

Lo scopo è quello di elencare i candidati che sottoscrivono il Patto per il Software Libero che rappresenta un impegno per la promozione del software FOSS all’interno della pubblica amministrazione. Un’attività di lobby e sensibilizzazione che nella precedente occasione ha avuto un discreto successo.

Se volete potete aiutare l’iniziativa in vari modi. Nel caso non siano presenti i candidati della vostra circoscrizione potreste provare a contattarli e riportare le loro risposte.

Spiegare ai politici l’importanza del software libero è molto importante, e sempre di più lo sarà in futuro, per una società migliore.

Via | CaroCandidato



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Mar
18

GitHub, SF, Google Code: quanto codice libero viene prodotto ogni giorno?

 

Ieri, in occasione del suo quinti compleanno, sono stati pubblicate alcune statistiche relative all’uso del servizio offerto da Google Code: 240.000 progetti registrati con una media di 1 commit ogni 5 secondi.

Non si è fatta attendere la risposta di GitHub che dopo aver controllato il database ha pubblicato i suoi dati: 33.154 push con 109.290 commit, in pratica uno al secondo.

SourceForge (SF) pubblica in tempo reale sulla home page i dati, quindi potete comparare in ogni momento i valori. Lasciando da parte i numeri spiccioli di questa o quell’altra piattaforma si tratta di numeri veramente grandi.

Una quantità di codice notevole sempre in fermento che migliora di giorno in giorno e sono la vera forza della comunità open source. Una forza ed un’organizzazione spontanea che per certi versi ricorda un po’ quella delle formiche. Una forza che anche predatori (compagnie) molto grandi dovrebbero temere come potete vedere nel video qui sotto.

Via | GitHub



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Mar
17

Elive 2.0 Topaz: rilasciata in versione definitiva

 



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Mar
17

Comparativa Python WSGI Web Server

 

In Python sono disponibili molti WSGI server ed ognuno è dotato di caratteristiche peculiari.

Nicholas Piël ha realizzato un’interessante comparativa utilizzando una piccola funzione WSGI su una macchina Debian Lenny/AMD64 con Python 2.6.4. Per ogni software sono state provate le risposte HTTP/1.0 e HTTP/1.1. I dati sono stati raccolti utilizzando autobench.

Quale sarà il migliore? In realtà Nicholas alla fine commenta correttamente che non esiste un solo e vero vincitore perché ognuno ha caratteristiche differenti. È importante notare, però, che la maggior parte dei server testati ha delle ottime prestazioni.

Magari qualche approccio può essere più veloce di altri, ma potrebbe essere necessario ripensare il vostro codice. Come sempre è meglio realizzare un piccolo prototipo per vedere con quale vi trovate meglio.

Name Version http 1.1 Flavour Repo. Blog Community
Gunicorn 0.6.4 No processor/thread GIT ? #gunicorn
uWSGI Trunk (253) Yes processor/thread repo ? Mailing List
FAPWS3 0.3.1 No processor/thread GIT William Os4y Google Groups
Aspen 0.8 No processor/thread SVN Chad Whitacre Google Groups
Mod_WSGI 3.1 Yes processor/thread SVN Graham Dumpleton Google Groups
wsgiref Py 2.6.4 No processor/thread SVN None Mailing List
CherryPy 3.1.2 Yes processor/thread SVN Planet CherryPy Planet, IRC
Magnum Py 0.2 No processor/thread SVN Matt Gattis Google Groups
Twisted 10.0.0 Yes processor/thread SVN Planet Twisted Community
Cogen 0.2.1 Yes callback/generator SVN Maries Ionel Google Groups
GEvent 0.12.2 Yes lightweight threads Mercurial Denis Bilenko Google Groups
Tornado 0.2 Yes callback/generator GIT Facebook Google Groups
Eventlet 0.9.6 Yes lightweight threads Mercurial Eventlet Mailinglist
Concurrence tip Yes lightweight threads GIT None Google Groups

Via | Nichol



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Mar
17

Magento, 22,5 milioni di dolllari

 

Magento è un software per realizzare un negozio virtuale che ultimamente sta attirando l’attenzione.

Ieri è stato annunciato che il progetto ha ricevuto un finanziamento di 22,5 milioni di dollari per crescere ancora. Il nome dell’investitore non è stato divulgato, ma l’ipotesi più probabile sembra essere proprio Paypal con cui recentemente Magento ha migliorato l’integrazione.

Attualmente è stato scaricato oltre un milione e mezzo di volte ed utilizzato in più di 60000 negozi virtuali. Da notare che il progetto ha vinto nel 2008 il premio di SourceForge come miglior nuovo progetto.

Via | OStatic



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Mar
17

OpenSocial ha rilasciato la versione 1.0 delle specifiche

 

OpenSocialOpenSocial è anzitutto una fondazione che annovera tra i suoi membri i rappresentati dei principali social network (ad eccezione di Facebook) come MySpace, hi5 – che da noi oggettivamente non ha mai avuto un grande successo – e Flixster più Google e Yahoo!. Per tutta una serie di ragioni è Mountain View a tesserne le trame — un po’ come avviene per Android con l’Open Handset Alliance.

In sé OpenSocial contribuisce allo sviluppo del web 2.0 coordinando i lavori a un protocollo unico per la distribuzione dei dati tra sistemi e piattaforme diverse: è grazie a esso che esiste Friend Connect e servizi come Ning ne sfruttano le API per rendere “portabili” applicazioni e utenti attraverso i network. Le feature di OpenSocial sono ovviamente anche alla base di Google Buzz.

Perciò il rilascio delle specifiche 1.0 di OpenSocial è molto importante: si tratta di definire degli standard aperti per normare le richieste XML (anzitutto via JavaScript, ma le librerie consentono altri linguaggi) tra social network perché l’attenzione degli sviluppatori sia indipendente dalla piattaforma su cui si trovano “fisicamente” i dati cui accedere. Praticamente come Facebook Connect, ma per tutti.



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Mar
17

Commodore 9100: è ritornato, con Ubuntu

 



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Mar
17

Amarok 2.3.0

 

Gli sviluppatori di Amarok hanno annunciato il rilascio della versione 2.3.0, nome in codice Clear Light.

Oltre al solito numero di bug fix ci sono miglioramenti alle prestazioni e nuove funzionalità. Il programma ha una toolbar completamente ridisegnata anche se è ancora possibile riattivare la precedente versione.

Altre novità riguardano le operazioni di copia e la configurazione dell’equalizzatore. Il file browser è stato riscritto per essere meno generalistico e più orientato alla musica.

Via | Kde



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Mar
17

Ubuntu 8.04 sull’HTC Touch HD, ecco il video

 



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Mar
17

Google Nexus One, un vero flop?

 



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Mar
17

Oracle gestisce gli account Sun e consiglia di rivedere le impostazioni

 

Oracle NewsletterNelle ultime quanti dispongano di un account online con Sun Microsystems – cioè praticamente chiunque possieda una copia di VirtualBox con licenza PUEL (opzionalmente anche i possessori dell’alternativa open source) o, chi avesse scaricato OpenSolaris in passato – hanno ricevuto un’e-mail dal settore marketing di Oracle con alcune delucidazioni sul futuro del proprio profilo. In ogni caso chi avesse visitato uno dei siti di Sun Online negli ultimi giorni avrebbe già notato dei cambiamenti sensibili.

Anche a livello cromatico le differenze sono evidenti: il logo di Sun e i colori sociali dell’azienda (personalmente non saprei se definirli sull’azzurro) hanno fatto spazio a Oracle con il suo rosso acceso. Ovviamente è il minore dei problemi, ma c’è dell’altro: entro il 31 marzo tutti gli account registrati su Sun Online confluiranno in altrettanti account Oracle — è prevista un’ulteriore notifica entro quella data per definire gli ultimi dettagli.

Nel messaggio di Oracle viene usato più volte il termine “consolidare” in riferimento all’acquisizione di Sun, che andrebbe letto come “cancellare”: non si tratta necessariamente di un aspetto negativo, ma da aprile non esisteranno più le newsletter e gli account di Sun… perché sarà tutto gestito da Oracle. L’informativa invita pertanto a rivedere le preferenze circa le sottoscrizioni abilitate in passato, ma non specifica granché sulla possibilità di associare i profili Sun a un account Oracle preesistente.



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