gen
27

CSSM dovrebbe essere rimosso dai repository di Ubuntu?

 

Mi piace +1 Tweet


Jorge Castro, tramite la mailing list Canonical, ha lanciato una proposta che sa molto di provocazione: CCSM ( Compiz Config Settings Manager) dovrebbe essere rimosso dai repository di Ubuntu?

Castro ha avanzato questa proposta piuttosto drastica valutando sopratutto l’esistenza di altri tool ritenuti più funzionali per Ubuntu e il suo prodotto, Unity. Castro nello specifico, fa riferimento a MyUnity che grazie alla sua semplicità e alle sue funzionalità è stato aggiunto anche ai repository Universe è pronto a spodestare del tutto CCSM dai repository della distro.

Secondo il Community Builder di Canonical, CCSM risulta essere un tool pericoloso dato che è possibile disattivare l’interno desktop per un click accidentale e pieno di checkbox per plugin non supportati. La preferenza di Castro è verso MyUnity, definito idoneo per una versione importante come la 12.04, che come tutti sapranno sarà una versione LTS.

Via | Ubuntu Mailing List

CSSM dovrebbe essere rimosso dai repository di Ubuntu? é stato pubblicato su Ossblog.it alle 17:00 di venerdì 27 gennaio 2012.

Popularity: unranked [?]



Puoi visualizzare il post originale qui.

gen
27

Fedora 17 sarà una distro rolling release?

 

Mi piace +1 Tweet


Sono novità ed indiscrezioni davvero interessanti quelle che sono apparse nelle ultime ore nella mailing list di Fedora su un possibile passaggio di Fedora a distro rolling release. Questo radicale cambiamento sarà probabilmente visibile già dalla prossima versione, Beefy Miracle, che punta ad allinearsi agli standard di altre distro come Debian CUT, Arch Linux e Gentoo.

Le proposte per questo ipotetico passaggio sono due: la prima consiste nel trasformare in rolling release Fedora Rawhide, non ritenuto ad ora stabile e l’altra sarebbe quella di adottare una politica di rilasci molto simile a quella di Arch Linux e Ubuntu, ovvero aggiornare ogni sei mesi la parte di sistema e quella “user” mentre per la parte del core ogni dodici, massimo diciotto mesi.

Se così sarà, Fedora farà a mio parere un grandissimo passo avanti. Fedora 17 è già un ottimo progetto, portato avanti dalla comunità con ottimo successo, in rete se ne parla davvero tanto e siamo sicuri che non verremo delusi da questo rilascio. Non ci resta che attendere e perché no seguire la discussione all’interno della mailing list di Fedora per captare altre novità. Voi che ne pensate di questo possibile cambio di rotta di Fedora?

Via | Fedora Mailing List

Fedora 17 sarà una distro rolling release? é stato pubblicato su Ossblog.it alle 16:30 di venerdì 27 gennaio 2012.

Popularity: unranked [?]



Puoi visualizzare il post originale qui.

gen
27

Lennart Poettering spiega il perché del merge per il sistema in /usr

 

Mi piace +1 Tweet

FedoraLennart Poettering, il creatore di systemd, ha dedicato parte del suo tempo a portare la documentazione di Fedora su FreeDesktop: il motivo è il merging del sistema in /usr. Approntato da Harald Hoyer e Kay Sievers, esordirà con Fedora 17. È un cambiamento sostanziale della gerarchia dei percorsi di sistema in linea con Solaris 11.

In sintesi, le cartelle /bin, /lib e /sbin di Fedora 17 saranno installate in /usr e sostituite da link simbolici. È una transizione iniziata da Oracle quindici anni fa e seguita finora da tutte le distribuzioni di Linux. Fedora 17 completerà questo spostamento, com’è avvenuto col rilascio di Solaris 11. Le motivazioni sono diverse.

La modifica è legata soprattutto all’init di sistema, ovvero – nel caso di Fedora – a systemd. Poiché esiste già il bisogno di montare /usr da initramfs, lo spostamento dei componenti fondamentali è una scelta razionale: il primo beneficio è nella possibilità d’effettuare degli snapshot dell’intero sistema, montato in sola-lettura.

Lavorando con soluzioni di rete, lo spostamento riduce la tempistica di replicazione della gerarchia per tutte le macchine da gestire e migliora la virtualizzazione. Restano nella medesima posizione, invece, quei file che non potrebbero essere condivisi sul network: nello specifico, si tratta delle cartelle /etc, /run, /tmp e /var.

Uno degli obiettivi di Hoyer e Sievers è la possibilità di passare alla nuova struttura gerarchica senza necessariamente installare un sistema ex novo. È in fase d’elaborazione uno script che permetta di spostare i percorsi esistenti, prima di ricompilare i componenti essenziali: un espediente molto utile con le altre distribuzioni.

Sebbene la scelta d’emulare la gerarchia di Solaris 11 sia, al momento, limitata a Fedora 17… il merging del sistema in /usr potrebbe essere ripreso quanto prima da altre distribuzioni. Sopratutto quelle che implementeranno systemd, da openSUSE a Gentoo (che dovrebbe sostituire OpenRC). Nei pacchetti il cambiamento influirà su RPM.

Via | Lennart Poettering

Lennart Poettering spiega il perché del merge per il sistema in /usr é stato pubblicato su Ossblog.it alle 12:00 di venerdì 27 gennaio 2012.

Popularity: unranked [?]



Puoi visualizzare il post originale qui.

gen
27

GNU Buck

 

Qualche tempo fa ho scoperto per caso questo programma organizzato dalla Free Software Foundation. In sostanza chiunque segnali un bug relativo a problemi di licenza in una delle distribuzioni sostenute come totalmente libere dalla FSF può “vincere” in segno di riconoscimento un dollaro di GNU, firmato nientemeno che dal “Chief GNUisance” Richard Stallman.

L’ho trovata una cosa simpatica, e mi sono chiesto se per caso non potessi riceverne uno anch’io. Se non altro, avrei dato una mano concretamente a qualche distribuzione, semplicemente segnalando un bug. Sembra poco, ma anche così si può contribuire (ricordatevi di farlo anche voi per la vostra distro preferita!). :)

C’è da dire, anche se lo sapete già, che io non uso una di quelle ufficialmente sostenute dalle FSF, perché sarebbe praticamente impossibile. Tuttavia per caso qualche giorno prima ne avevo provata una, Trisquel, che è basata su Ubuntu ed ero curioso di esplorarne le differenze principali. In particolare, volevo vederla perché è una delle prime ad incorporare una implementazione libera per l’estrazione dei file RAR (portato da The Unarchiver).

Fatto sta che cercando nel gestore pacchetti di Trisquel alla fine mi sono imbattuto nel pacchetto p7zip-full, il quale si basa sul pacchetto p7zip-rar e indirettamente su unrar-nonfree per estrarre i RAR. Ovviamente gli ultimi due pacchetti non sono liberi, o dipendono da software non libero. Per questo motivo sono stati tolti dai repository: peccato però che ne rimanessero i riferimenti come pacchetti suggeriti.

Inizialmente pensavo che fosse una cosa “trascurabile”, non abbastanza importante da farmi ricevere il GNU Buck. In ogni caso l’ho segnalata, visto che poteva essere utile. Sorprendentemente, in meno di 3 ore il bug era già stato corretto, e la FSF mi ha contattato per spedirmi il “premio”.

Al di là dell’aneddoto, devo dire che mi ha sorpreso la velocità di risposta da parte degli sviluppatori di Trisquel, e senza dubbio bisogna dire che è una bella distribuzione, se non altro molto interessante da provare. In fondo, creare una macchina virtuale non costa nulla, e potrebbe riservare delle belle sorprese! Inoltre spero che presto i tool liberi per estrarre i RAR vengano integrati col gestore di archivi di Ubuntu, così potremo dire addio ad un altro componente proprietario che spesso per un motivo o per l’altro ci tocca usare. ;)

P1010567
P1010568
P1010569
P1010570

Popularity: unranked [?]



Puoi visualizzare il post originale qui.

gen
27

L’NSA lavora a una versione sicura di Android

 

Popularity: unranked [?]



Puoi visualizzare il post originale qui.

gen
27

Debian è la distribuzione Linux più diffusa sui web-server

 

Popularity: unranked [?]



Puoi visualizzare il post originale qui.

gen
27

Java verrà rimosso dai repository Ubuntu entro il 16 febbraio

 

Popularity: unranked [?]



Puoi visualizzare il post originale qui.

gen
27

webOS sarà open source da settembre, Enyo è stato rilasciato subito

 

Mi piace +1 Tweet

HP webOS
Hewlett-Packard ha annunciato la tabella di marcia del rilascio open source di webOS. Anzi, di Open webOS 1.0 — come si chiamerà, a partire da questo momento. Le buone notizie sono due, non soltanto perché la disponibilità di Enyo 2.0 – il framework per lo sviluppo delle applicazioni – è immediata. La licenza scelta è… Apache 2.0.

Open webOS 1.0 sarà rilasciato in settembre, ma già dal mese prossimo comincerà la “liberazione” d’altri componenti essenziali: marzo e luglio saranno i mesi più importanti — con la disponibilità del kernel, delle estensioni del server grafico e il sistema di controllo. Una beta di webOS, invece, sarà pubblicata soltanto in agosto.

Quando HP annunciò l’intenzione di rendere open source webOS ed Enyo, il tassello mancante era proprio la scelta della licenza. Con Apache 2.0 il sistema Linux-based è sia open source, sia free software: un’occasione da non perdere per costruire un’alternativa credibile ad Android. Senza dover ignorare l’esistenza di Tizen e Bada.

Via | HP

webOS sarà open source da settembre, Enyo è stato rilasciato subito é stato pubblicato su Ossblog.it alle 10:00 di venerdì 27 gennaio 2012.

Popularity: unranked [?]



Puoi visualizzare il post originale qui.

gen
27

ALSA 1.0.25, è l’ultimo aggiornamento a quasi un anno dal precedente

 

Mi piace +1 Tweet

Advanced Linux Sound Architecture (ALSA)Advanced Linux Sound Architecture (ALSA), il sistema sonoro di base per Linux, è stato aggiornato alla versione 1.0.25: il rilascio precedente è del febbraio dello scorso anno. Le novità – com’è intuibile – sono davvero tante. Anzitutto, ALSA 1.0.25 è compatibile col kernel 3.x — in linea di massima, il sistema funzionava comunque.

Su questa falsariga, ALSA 1.0.25 rimuove il supporto alle librerie di V4L1 – ormai, deprecate – e lo sostituisce dove possibile con V4L2. A livello di driver, le novità più consistenti riguardano le schede High Definition Audio (HDA) di Intel e i System-on-a-Chip (SoC) — in particolare, per ARM. Rivisto il plugin per PulseAudio 1.x.

L’aggiornamento coinvolge tutti i componenti, incluso alsa-oss che era rimasto fermo alla versione 1.0.17. Riguardo ad alsa-tools, il mixer non dovrebbe più andare in crash dall’emulatore del terminale quand’è attivo il plugin di PulseAudio. La lista dei cambiamenti è corposa: è consigliabile consultare la documentazione ufficiale.

Via | Jaroslav Kysela

ALSA 1.0.25, è l’ultimo aggiornamento a quasi un anno dal precedente é stato pubblicato su Ossblog.it alle 08:00 di venerdì 27 gennaio 2012.

Popularity: unranked [?]



Puoi visualizzare il post originale qui.

gen
27

8 tips for Ubuntu Linux to succeed

 

Popularity: unranked [?]



Puoi visualizzare il post originale qui.

gen
26

ForexPeaceArmy | Sive Morten EURUSD Daily 01.26.12

 

Popularity: unranked [?]



Puoi visualizzare il post originale qui.

gen
26

jSlate, un framework per creare dashboard in JavaScript, open source

 

Mi piace +1 Tweet

jSlatejSlate è una soluzione in JavaScript per generare visualizzazioni personalizzate da qualunque contenuto presente sul web. Nello specifico, è utile a creare dei grafici dalle statistiche: ricorda un po’ le risorse di Google Analytics o WordPress.com Stats. È un framework particolarmente interessante, per le funzionalità che propone.

Ideato per l’installazione su sistemi Linux Apache MySQL PHP (LAMP), jSlate include un proxy per visualizzare i dati per domini diversi da quello in cui risiede. Ogni widget generato in JavaScript è esportabile dalla dashboard. Creato da Rasmus Berg Palm, jSlate affonda le radici in Nomnom: un altro progetto, che richiedeva CouchDB.

Per cominciare a utilizzare jSlate sono proposti dei modelli preconfigurati e pienamente personalizzabili. Rispetto a Nomnom, jSlate non dipende da un database definito e può funzionare con tutte le soluzioni di storage preesistenti. Berg Palm ha scelto di distribuirne i sorgenti sotto licenza GPLv3, un aspetto ancora più positivo.

Via | The H Open

jSlate, un framework per creare dashboard in JavaScript, open source é stato pubblicato su Ossblog.it alle 13:00 di giovedì 26 gennaio 2012.

Popularity: unranked [?]



Puoi visualizzare il post originale qui.

gen
26

KDE 4.8 pronto al download, con lo sguardo al futuro di Frameworks 5

 

Mi piace +1 Tweet

KDEIl team di sviluppo ha annunciato il rilascio di KDE 4.8, il penultimo aggiornamento che precede il passaggio a Frameworks 5. Le funzionalità confermano quanto abbiamo trattato negli ultimi mesi, con qualche anticipazione sull’immediato futuro. Ad esempio, KDE Telepathy è già trattato come il client predefinito della messaggistica.

Esordisce, così, pure KSecretService: il nuovo servizio di salvataggio delle password da condividere sulla rete locale e/o coi dispositivi portatili. Dolphin – il file manager – è più rapido ed efficiente che in passato, con un nuovo engine per funzionare al meglio coi dischi meno “performanti” e il supporto agli huge_file con +2Tb.

Una menzione particolare merita la gestione del risparmio energetico, ridisegnata per consentire tre modalità preimpostate: alimentazione da corrente, batteria e batteria in fase di scaricamento. In base alla scelta, KDE 4.8 può inibire lo spegnimento del monitor coi filmati a tutto schermo: un applet ne permette la disattivazione.

Via | Sebastian Kügler

KDE 4.8 pronto al download, con lo sguardo al futuro di Frameworks 5 é stato pubblicato su Ossblog.it alle 11:00 di giovedì 26 gennaio 2012.

Popularity: unranked [?]



Puoi visualizzare il post originale qui.

gen
26

A Firenze il QtDay, tutte le novità sul framework Nokia

 

Popularity: unranked [?]



Puoi visualizzare il post originale qui.

gen
26

Anche in Fedora spunta l’idea di una rolling release

 

Popularity: unranked [?]



Puoi visualizzare il post originale qui.

top